domenica 13 giugno 2021

LA NUDITA' DI FABIA

 


                                          Sarebbe troppo semplice l'inciampo di un bisogno...




Frequentemente la nudità rimanda a qualcosa di esibito perché presuppone una condizione celata, nascosta, qualcosa da portare alla luce, da svelare : letteralmente - quindi - a cui togliere il velo, il vestito che la copre e la nasconde. E che - coprendola- la trasforma e la altera. In questo senso la nudità può essere un risultato, l'esito di un processo di spoliazione. Fabia Ghenzovich, nella sua raccolta, rovescia questo procedimento : la nudità, nei versi e nelle parole dell'autrice, non è il frutto di uno svelamento, ma è una condizione primigenia; non è il punto di arrivo raggiunto, ma il punto di avvio di una ricerca - poetica e insieme esistenziale - legata alle forme e alle modalità della relazione. La nudità, nella poesia della nostra poeta, diviene sinonimo di libertà interiore, di una libertà etica che le consente una libertà di sguardo e di ricerca, ovvero libertà dalle falsità, dalle ipocrisie e dai conformismi.




Dico - la nudità -

qualcosa insomma

di integro come alba

o natale ma corporale


dico ecco la voce

pulita sotto strati e strati

la voce dal fondo che spiazza

ogni parola vassalla


che non suona

che non filtra

più la luce.



                                                   ***


C'è silenzio qui

tanto da sembrare una pace

postuma eppure il corpo


del reato giace a terra

e certo non avevo acconsentito

ad una morte

precoce. Lascio la scena con le vesti

imbrattate del rosso

che scolora nel regno

in cui sola

mi incammino.



                                           ***


Ovunque tracce

braccate nel passo

alle caviglie

dalla fame dell'ombra

mai sazia


disabitati corpi

in assedio

fino all'ultimo bagliore


se la rosa muore.



                                          ***


Uno scalino dopo l'altro

sarebbe troppo semplice

una salita senza tensione

che ti mette alla prova

l'inciampo di un bisogno

in agguato troppo facile


sventare un fiasco

dirsi fratelli nello strappo

nel taglio con l'amaro

di un sorriso mai

abbastanza dilaniato.


Datemi pure una tenebra

abituale trascendetemi

la preda nel trionfo

di una maschera nei secoli

dei secoli blasfema cercatemi

la bussola senza direzione


la libertà arriva nuda.



                                           ***


Così etereo nello stupore

da inciampare per un battito


inatteso

sulla nivea


essenza della luce.




                Fabia  Ghenzovich   da     Nudità



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