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lunedì 15 agosto 2022

SUL TEMA DEL MALE 1

 


                                                
               Affresco di  Luca Signorelli ( Cattedrale di Santa Maria Assunta - Orvieto )



(...) In generale si può affermare che il Male non è un prodotto sociale né un mero prodotto psicologico. Jung conferiva realtà al Male, riprendendo un antico motivo gnostico di un Dio buono ma non onnipotente, perché limitato da un potere antagonista. Questa concezione dualista è presente anche in Freud nel confronto tra principio di piacere e di realtà, che successivamente si evolverà nel dualismo più radicale tra principio di vita e pulsione di morte. La psicanalisi è - in tal senso - una derivazione del presente gnostico, che pone all'origine non un solo principio : il Bene, Dio, ma l'antagonismo tra due principi : il Bene e il Male, Dio e la sua Ombra. Diceva Jung che senza coscienza umana in cui riflettersi, bene e male accadrebbero semplicemente, o piuttosto non ci sarebbero il bene e il male, ma solo una sequenza di eventi naturali, o ciò che i Buddisti chiamano Nidhanachain, l'ininterrotta casuale concatenazione che porta alla sofferenza, alla vecchiaia, alla malattia e alla morte. Il problema del Male è quindi strettamente legato a quello della coscienza perché essa è - a sua volta - intimamente connessa al problema del conoscere. Socrate infatti riteneva che il male potesse essere fatto solo da chi sa . (...)



                      Giuseppe Motta  da    Breve discorso sul Male


                   

SUL TEMA DEL MALE 2

 

(...) Per Freud l'inconscio è l'unica fonte del Male, per Jung è anche il luogo della guarigione, ma per questo occorre aprire un dialogo - che può essere anche rischioso - con la sua parte tenebrosa, che l'autore definisce " Ombra"; ciò in quanto la radice del Male sta nell'unilateralità psichica, mentre la salvezza nella totalità che comprende tutti gli aspetti della psiche, anche quelli considerati negativi. L'ambivalenza di Dio è scissa in un'immagine di padre buono e, nello stesso tempo, di padre cattivo. Il Diavolo è - invece - la personificazione dell'Ombra che racchiude in sé tutti gli aspetti oscuri della personalità. L' Ombra corrisponde all'inconscio freudiano perché collegata alla rimozione ma - in aggiunta - coincide anche con una dimensione collettiva assoluta del Bene e del Male che ogni individuo vivrà attraverso i vissuti della propria infanzia. Mentre per Freud prendere il coscienza del Male ( che per lui è rappresentato dagli aspetti inconsci distruttivi ) ha l'effetto di neutralizzare o quantomeno di ridimensionare " il negativo", per Jung l'elaborazione consapevole dell' Ombra ( quindi del Male che c'è in noi stessi) non la neutralizza, ma segna l'inizio di un processo di ampliamento della personalità dovuto all'integrazione di aspetti del Sé prima rimossi e autonomi .(...)



              Giuseppe Motta  da   Breve discorso sul Male



SUL TEMA DEL MALE 3

 

(...) Gli esseri umani hanno in genere una visione del mondo manichea, con la tendenza ad operare una netta distinzione tra Bene e Male, tra i buoni da una parte e i cattivi dall'altra. Una distinzione così netta per cui i buoni e i cattivi si possono identificare immediatamente è rassicurante da un punto di vista psicologico : illude che esista un  libero arbitrio che consenta all'uomo di controllare la propria vita. Un mondo con un ordine ben preciso in cui ognuno è libero di agire secondo coscienza, razionalità e libertà. Di conseguenza nasce la tendenza ad attribuire un significato a tutto ciò che succede e, di norma, in questa attribuzione di significato, non si considerano mai le influenze situazionali. Ciò dipende dalle caratteristiche della percezione : per ragioni di economia intellettiva si tende a focalizzare l'attenzione sugli attori presenti sulla scena, non sulla scena stessa, cioè sulla situazione. Per giungere a conclusioni più precise e approfondite c'è bisogno di tempo, della volontà di comprendere e la possibilità di accedere a informazioni che non sempre sono immediatamente disponibili e che hanno la funzione di attribuire un significato a determinati fatti , onde poter " giustificare " le persone coinvolte nella situazione. (...)



                Giuseppe Motta  da   Breve discorso sul Male