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sabato 18 gennaio 2020

RELAZIONI PERVERSE 1

 
 
 
 
" Don Giovanni abiura a tutti i doveri che lo legano al resto dell'umanità. Nel grande mercato della vita, è un commerciante in malafede che prende sempre e non paga mai ". ( Stendhal, Dell' amore )
 
   
(…) Poiché considero Don Giovanni come uno dei più riusciti
       esempi letterari di narcisista, ponendo in epigrafe a questo
       paragrafo la frase di Stendhal, la mia scelta di campo consiste
       nel privilegiare, nel mare magnum del concetto di narcisismo,
      gli aspetti che hanno a che fare con l'individuazione di un tipo
      di personalità e dei suoi rapporti con gli altri.
      Quello di narcisismo costituisce infatti uno dei concetti
      psicanalitici insieme più fecondi e difficili da definire. Si può
      dire anzi che esso, al pari e forse in maggior misura di altri
      concetti psicanalitici,rappresenti un concetto" ibrido" in quanto
      include - spesso ponendoli sullo stesso piano - elementi
      osservativi ed ipotesi metapsicologiche.
      Pulver( Max Pulver, eminente grafologo svizzero, n.d.r. ) indica
      quattro diverse accezioni del termine presenti nella letteratura
      psicanalitica. 1) narcisismo come perversione sessuale
      caratterizzata dal trattare il proprio corpo come un oggetto
      sessuale; 2) come fase di sviluppo caratterizzata dalla presenza
      della " libido narcisistica ", cioè dell'investimento libidico sul
      proprio sé ; 3) come tipo di scelta oggettuale in cui il sé gioca
      un ruolo più importante di quello dell'oggetto, oppure come
      modo di rapportarsi all'ambiente caratterizzato da una relativa
      mancanza di relazioni oggettuali, e infine 4 ) narcisismo come
      sinonimo di sistema dell' autostima.
      E' difficile tuttavia identificare, nella personalità narcisistica,
      una netta linea di demarcazione tra normalità e patologia.
      Esiste infatti, oltre al narcisismo patologico, un narcisismo
     " sano " o " normale ", dove quest'ultimo termine indica gli
      aspetti normali degli atteggiamenti che le persone hanno verso
      se stesse, la loro autostima, la preoccupazione per il proprio sé
      fisico e mentale, il senso di autoconservazione, il senso dei
      propri diritti, etc.
      Il narcisismo coincide insomma con il normale meccanismo di
      regolazione dell'autostima. Nello stesso tempo, tuttavia, esso è
      la malattia della nostra epoca, così come l'isteria è stata la
      malattia del diciannovesimo secolo.
      E' stato considerato anche alla stregua di una " passione" (
      Pulcini, 2001 ), una delle poche passioni di una cultura e di
      una società altrimenti poco passionali.
     La IV edizione del Manuale Diagnostico Statistico per i Disturbi
      Mentali elenca alcuni criteri piuttosto grezzi - e soprattutto
      insufficienti - a comprendere tutta la gamma della
      fenomenologia narcisistica.  (…)



Sandra  Filippini  da  Relazioni Perverse ( La violenza psicologica nella coppia )

RELAZIONI PERVERSE 2



(…)Fra le tante critiche che si possono muovere al DSM ( Manuale
      Diagnostico Statistico per i Disturbi Mentali, ), decisiva
      mi sembra quella secondo cui questi criteri permettono di
      identificare un solo tipo di narcisista, quello caratterizzato
      da grandiosità, arroganza e presunzione, mentre non rendono
      conto del fatto che esiste anche un altro tipo, schivo,
      silenziosamente grandioso, ipersensibile alla critica e al rifiuto.
      Gabbard ( Glenn Gabbard, famoso esperto di psichiatria
      psicodinamica, n.d.r. )ha definito questi due tipi rispettivamente
      Inconsapevole e Ipervigile, mentre Akhtar ha chiamato overt il
      tipi di narcisista inconsapevole e grandioso,e covert l'ipervigile
     e introverso.Anche Rosenfeld ha proposto di dividere i narcisisti
     in due tipi, che ha denominato a pelle spessa e a pelle sottile.
    Entrambi sono accomunati da una grave difficoltà nell'area dell'
     identità personale e in particolare nella regolazione dell' auto -
     stima; ma mentre nei primi il meccanismo adottato per
     fronteggiare le ferite narcisistiche consiste soprattutto nella
  formazione reattiva, per cui essi diventano arroganti e aggressivi,
   nei secondi è caratteristico invece un senso di vulnerabilità e
   fragilità, di costante preoccupazione per le possibili offese
   narcisistiche.
  Il tipo Overt o a pelle spessa è un individuo arrogante, invadente,
  esibizionista, spesso superficiale. Desidera essere considerato
  speciale, ha bisogno di ammirazione, sembra pensare che tutto gli
  è dovuto, tende a invidiare e a denigrare gli altri.Prova sentimenti
  di vuoto e di noia, mentre esibisce comportamenti da Don
  Giovanni: tende a sfruttare il partner, per poi abbandonarlo se
  pensa che non gli serva più o è attratto da una nuova preda.
  Non parla, ma pontifica. E' incurante degli altri e dei loro
  sentimenti: se ne serve - piuttosto - come di una platea,
  aspettandosi che essi ammirino e rispecchino il suo sé grandioso.
   Manipola a proprio vantaggio, seduce e intimidisce. Come difese
   prevalenti usa l'onnipotenza e l'idealizzazione di sé insieme alla
   svalutazione dell'oggetto. La sua grandiosità è ego- sintonica, il
   suo senso di superiorità è ovvio. Questo tipo di narcisista può
   avere delle somiglianze con la personalità psicopatica.
   Il tipo Covert o a Pelle sottile è invece estremamente sensibile
   alla reazione e al giudizio degli altri che idealizza considerandoli
   perfetti ed è pronto a cogliere in loro qualunque minimo accenno
   alla critica, da cui viene drammaticamente ferito; tende quindi a
   sentirsi continuamente offeso.E' timido e inibito e di conseguenza
   sfugge i rapporti sociali, soffre di cronici sentimenti di
  inadeguatezza,impotenza e disperazione.E' afflitto da un profondo
  senso di vergogna che rappresenta la parte emergente del
  desiderio di apparire splendido e grandioso. Questi due tipi
  rappresentano i poli estremi di una gamma in cui i caratteri della
  grandiosità esibita e della ipersensibilità egocentrica si fondono e
  si mescolano in proporzioni variabili : " In ogni narcisista fatuo e
  grandioso si nasconde un bambino impacciato e vergognoso, e in
  in ogni narcisista depresso e autocritico è latente un'immagine
  grandiosa di ciò che la persona  dovrebbe o potrebbe essere." (…)



Sandra  Filippini  da  Relazioni perverse ( La violenza psicologica nella coppia )

venerdì 17 gennaio 2020

RELAZIONI PERVERSE 3



(…) Una caratteristica comune a tutta la popolazione narcisistica è
   la difficoltà nelle relazioni oggettuali,ossia l'incapacità di amare:
      " L' individuo con un disturbo  narcisistico di personalità si
       accosta agli altri trattandoli come oggetti da usare e da
       abbandonare secondo i bisogni narcisistici, incurante dei loro
       sentimenti. Gli altri non sono vissuti come persone che hanno
       un'esistenza separata o bisogni propri" ( Gabbard, 1990 ). Da
       questa incapacità di amare, unita al piacere di trattare gli altri
       secondo il proprio tornaconto, prende origine - tra le altre - la
       personalità di Don Giovanni, di colui che  " delle donne fa
       conquista pel piacer di porle in lista ", come dice Da Ponte nel
       libretto dell'opera mozartiana.
       Una manifestazione della difficoltà  di stare in relazione, della
       mancanza di empatia, è l'incapacità di provare sia rimorso che
       gratitudine; l'incapacità di ringraziare e di chiedere scusa. Sia
       il ringraziare che il chiedere scusa - infatti - implicano la
     capacità di preoccuparsi per l'altro e di riconoscere un  proprio
      errore - quando ci si scusa - o un proprio stato di bisogno ( ti
      ringrazio perché mi dai qualcosa che a me manca ) - quando si
      ringrazia. Il narcisista non può riconoscere il proprio bisogno
    - sarebbe troppo doloroso o addirittura catastrofico - come non
      può riconoscere un proprio errore. Ciò potrebbe sembrare in
      contraddizione con certe modalità di auto- umiliazione e del
      narcisista covert :  a ben vedere - però - le sue preoccupazioni
      riguardano lui stesso, la sua indegnità, la sua vergogna… è
      assente, invece, un'autentica preoccupazione per l'oggetto.
     Un'altra peculiarità della patologia narcisistica è rappresentata
      dalla relativa mancanza del senso di colpa che - si può dire -
      viene sostituito dalla vergogna: ma mentre il senso di colpa
      implica la convinzione di aver compiuto qualcosa di sbagliato
      e di dannoso, la vergogna consiste nella sensazione di essere
      profondamente difettoso e quindi nel timore di essere
      considerato in termini negativi - debole, brutto, impresentabile.
      La vergogna è un sentimento più autoreferenziale: ci si
      vergogna per la propria inadeguatezza ( sebbene ci si vergogni
      davanti agli altri, gli altri rappresentano solo la cassa di
      risonanza di una vicenda interna al soggetto ).  (…)



Sandra Filippini  da  Relazioni perverse ( La violenza psicologica nella coppia )


martedì 22 agosto 2017

LEI DUBITA, LUI SA ( Relazioni perverse )



(...) L'ambiguità, la sensazione di confusione, la perdita della
      capacità di fare un sicuro esame della realtà sono tra le
      caratteristiche più comuni - e più inquietanti - della relazione
      con un narcisista perverso. La donna che si trova a vivere in un
      rapporto che giorno per giorno si manifesta come più strano e
      incomprensibile, comincia a dubitare di sé. Comincia a tessere
      un angoscioso dialogo con se stessa, in cui le constatazioni
      dell'evidenza dei fatti si alternano nel tentativo di convincersi
      di non aver capito bene, di aver frainteso, di non essere riuscita
      a sintonizzarsi con ciò che lui voleva dire " davvero".
      C'è, in molti casi, una sorta di continua discussione interiore,
      che è tanto più logorante in quanto avviene in mancanza di
      confronti, una discussione in cui la donna cerca di pensare alle
      " buone ragioni" di lui per difendersi dal pensiero che lui è
      veramente come lei - a tratti - lo vede e quello che vede
      le fa paura e l'addolora. D' altronde, mentre lei si consuma
      nella sua ruminazione solipsistica e angosciata, lui sembra non
      avere dubbi, ma solo certezze: lui ha tutte le ragioni , mentre
      tutti gli altri sbagliano, inclusa lei.
      Del resto il pensiero perverso - come dice Racamier - è un
      pensiero che non pensa. Si limita ad imitare il pensiero. Non
      scava, non approfondisce. Ha paura della propria interiorità
      ed è perciò sterile.Quello che può fare, è parassitare il pensiero
      altrui, svalutandolo - però - nello stesso tempo. Tuttavia, in un
      primo momento ( ma sappiamo che questo primo momento può
      durare molto a lungo ), " la forma" del pensiero è sufficiente ad
      ingannare, anche perché è apparentemente sicura, indefettibile,
      rigida. Dunque il narcisista perverso ha bisogno di una
      vittima che " pensi per lui", che svolga per lui del lavoro
      psichico, un " negro" che lui non ringrazierà mai, proprio
      perché non può fargli sapere che ne ha bisogno.
      Questo " pensare per lui, al suo posto" può costituire, all'
      inizio - per una donna- una sorta di gratificazione, a volte
      parzialmente consapevole, altre volte inconscia, un modo per
      sentirsi utile, e quindi " importante", che può funzionare da
      cemento, da legame. La donna , catturata nella rete, come la
      mosca nella ragnatela del ragno, si dibatte e si confonde.
      Ma a volte, prima di rendersi conto di come stanno veramente
      le cose, si ammala, cioè comincia a mostrare sintomi di vario
      genere. (...)


Sandra Filippini  da  Relazioni perverse ( La violenza psicologica nella coppia )

NARCISISMO E PERVERSIONE ( Relazioni perverse) )



(...) Col termine " perversione" , nel suo significato letterale, si
      intendono quei comportamenti o stili di relazione che
      determinano una deviazione, un mutamento in senso deteriore,
      che cioè guastano e corrompono.
      Il termine ha un'implicazione non sessuale e si avvicina al
      concetto di distorsione, rovesciamento, pervertimento di ciò che
      è reale, vero o giusto. E' sinonimo insomma di perversione
      morale.
      Ma come si collegano il termine e concetto di perversione a 
      quello di narcisismo?. Da un lato, il collegamento è presente in
      letteratura. Esso è proposto da Racamier ( psicanalista 
      francese che si occupò - nei suoi studi - principalmente di 
      psicosi , n.d.r. ) che in modo molto chiaro fa riferimento alla
      patologia perversa non sessuale : " Non sessuale, ma morale, 
      non erotica ma narcisistica".
      Esiste dunque una necessità logica che presuppone tale
      collegamento. Una caratteristica essenziale - infatti - dell'
      assetto narcisistico di personalità consiste nell'indifferenza
      verso la relazione oggettuale. Il narcisista non riconosce la
      presenza dell'altro. Mauro Maldonato ( psichiatra ed esperto
      universitario di psicologia della comunicazione , n.d.r. )
      sostiene - in modo apparentemente paradossale- " che il 
      narcisismo compiuto richiede la presenza di una relazione
      d'oggetto, con un oggetto che però non è riconosciuto come
      tale, ma che serve al soggetto per mantenere l'illusione di 
      poter fare a meno di qualunque oggetto".
      Così, tra i due membri di una relazione narcisistica scorre una
      comunicazione " vuota", un discorso che non trasmette niente.
      Detto in altri termini, il narcisista ha relazioni con oggetti-sé,
      in quanto non instaura una vera relazione con l'altro, ma lo
      usa come specchio in cui verificare la propria identità e come
      sostegno all'autostima. Vi è insomma un'indifferenza verso
      l'altro e un mancato riconoscimento dei suoi bisogni e
      sentimenti. L'altro è lì per essere usato dal narcisista per le sue
      necessità. D'altro lato, l'essenza del modo perverso di 
      relazione consiste proprio nel trasformare la relazione d'
      oggetto in relazione di potere, nel disconoscere l'alterità, nell'
      usare l'altro a proprio piacere. Nel corrompere la relazione
      per ottenerne il controllo . (...)


  Sandra  Filippini    da     Relazioni perverse ( La violenza psicologica nella coppia )