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martedì 15 giugno 2021

DISCRIMINAZIONI DI GENERE ( Basta la parola! )

 


                                       " Le prostitute del cimitero " dell'Antica Roma




LE  PARI OPPORTUNITA' NELLA LINGUA / CIVILTA' ITALIANA


Uomo disponibile =  Tipo gentile e premuroso

Donna disponibile = mignotta


Cortigiano = Gentiluomo di corte

Cortigiana= mignotta


Un cubista = Artista seguace del cubismo

Una cubista = mignotta


Passeggiatore = Chi ama camminare

Passeggiatrice = mignotta


Mondano= Chi fa vita di società

Mondana= mignotta


Omaccio = Uomo dal fascino robusto e dall'appetito massiccio

Donnaccia = mignotta


Un professionista = Uno che conosce bene il suo lavoro

Una professionista = mignotta


Intrattenitore = Uomo socievole, affabulatore

Intrattenitrice = mignotta


Uomo Molto sportivo = Che pratica numerosi sport

Una donna molto sportiva = mignotta


Tenutario= Proprietario terriero di campagna

Tenutaria= mignotta ( che ha fatto carriera )


Uomo con un passato= Che ha avuto una vita degna di essere raccontata

Donna con un passato= mignotta


Uno squillo = Suono del telefono

Una squillo = mignotta


Accompagnatore = Pianista che suona la base musicale

Accompagnatrice = mignotta


Uomo di malaffare = Birbante, disonesto

Donna di malaffare = mignotta


Prezzolato= Sicario o factotum di qualcuno

Prezzolata = mignotta


Buon uomo = Probo, onesto

Buona donna = mignotta


Uomo allegro= Buontempone

Donna allegra = mignotta


Omino= Piccoletto, inoffensivo

Donnina = mignotta




            Edoardo Lombardo Vallauri   da    Ancora bigotti ( Gli italiani e la morale sessuale )



sabato 12 giugno 2021

ANCORA BIGOTTI 1





  " La morale è lo strumento con cui i non dotati riescono a mettere i loro piedi sulla testa dei dotati " .( F. Nietzsche  )


IL MORALISTA


(...) Il moralista è chi dice" Tutti devono fare come me". E se non lo fanno, lui li disapprova, li commenta e li scredita, a volte li disprezza, o perfino promuove campagne per obbligarli. Ci si può domandare perché lo faccia. Quando si tratta di comportamenti dannosi, la ragione per commentare e disapprovare è chiara e non interviene solo il moralista; ma il moralista si distingue perché si interessa dei comportamenti condannati dalla morale corrente anche se non danneggiano nessuno: tipicamente i comportamenti sessuali. Si potrebbe pensare che il moralista combatta la libertà sessuale degli altri perché ha trovato il modo migliore per vivere ( quello senza sesso ) e vuole che tutti vi accedano. Lo vuole tanto, però. Al punto da diffamare e disprezzare chi non si adegua. In tale misura vuole il bene di chi non segue i suoi stessi precetti, che non esita a cercare di emarginarlo o di danneggiarlo all'interno della comunità. Insomma, il moralista vorrebbe il bene del cosiddetto " immorale" a tal punto da volergli proprio fare del male. Ma la natura umana non funziona così. Chi è felice della sua condizione non cerca di obbligare gli altri a condividerla contro la loro volontà. Chi trova la miniera d'oro non si danna perché tutti vengano a scavare con lui. Chi trova la miniera d'oro è contento. Il moralista invece non è contento: è questo che fa di lui un moralista, e non semplicemente una persona morale. E' proprio perché non è contento che ha bisogno di arruolare gli altri alla sua stessa morale. Se fosse contento delle sue scelte e dei loro effetti sulla sua vita, per spingere gli altri a imitare le sue scelte avrebbe solo una motivazione, che possiamo chiamare del livello 1 . (...)



  Edoardo Lombardi Vallauri  da  Ancora bigotti ( Gli italiani e la morale sessuale )



ANCORA BIGOTTI 2

 

(...) Livello 1

Comportati come me, perché si sta meglio: così starai meglio anche tu.


Questa motivazione è sufficiente perché chi ha trovato un buon modo di vivere lo dica alle persone a cui vuole bene. E magari anche perché torni spesso a ripeterglielo. Ma nessuno attacca con acredine chi non vuole essere felice al suo stesso modo. Nessuno emargina con  il discredito o reprime con la forza qualcuno ( come si è fatto per secoli in nome della morale ) al solo scopo altruistico di renderlo più felice. Queste sono cose che non si fanno per l'altrui, ma per il proprio interesse. Il moralista - infatti - agisce spinto dal proprio interesse, con le motivazioni che esporremo nei quattro livelli successivi.



Livello 2


Il moralista, che vive al di sotto di come potrebbe, non è contento. E naturalmente chiunque viva meglio di lui acuisce la sua scontentezza. Quindi è naturale che desideri un mondo in cui non deve invidiare nessuno, perché tutti fanno le sue stesse rinunce.

Comportati come me, così non mi sacrifico da solo; perché se ti reprimi anche tu, mal comune sarà per me mezzo gaudio.


Ma il reprimersi degli altri porta un ulteriore - più sottile - vantaggio :


Livello 3


Il moralista non solo invidia chi vive meglio di lui, ma cerca anche di convincersi di non avere alternative. I suoi sacrifici gli sono particolarmente gravosi se il contesto che lo circonda gli mostra che potrebbe benissimo evitarli. Quindi preferisce un contesto freedom free, dove l'assenza completa di persone moralmente libere gli permetta di credere che vivere secondo la sua morale sia l'unico modo possibile di vivere :

Comportati come me, così posso continuare a raccontarmi che faccio la cosa giusta; se vivrai anche tu come me, non mi mostrerai con il tuo esempio che pure io potrei vivere diversamente; cioè non ci saranno le prove palesi che io mi reprimo inutilmente.


Che cosa succede se però il contesto non è freedom free? Se il moralista non riesce a far prevalere la sua morale nell'intera società?. Deve organizzarsi. E la storia attesta che i moralisti si organizzano. Il rimedio che hanno escogitato è l'atteggiamento del livello 4.   (...)



Edoardo Lombardi  Vallauri  da  Ancora bigotti ( Gli italiani e la morale sessuale )



ANCORA BIGOTTI 3

 

(...) Livello 4.

Per tollerare l'esistenza di prove viventi che si può anche vivere diversamente da lui, il moralista cerca di convincersi che non seguire la sua morale renda costoro infelici. E poiché questo raramente funziona - dato che visibilmente non seguire una morale del sacrificio non rende più infelici, il moralista cerca rimedio nell'aldilà: gli immorali, anche se qui stanno bene, alla fine la pagheranno con gli interessi ( l'inferno); quindi - a conti fatti - la linea del moralista resta la migliore, e le sue rinunce non sono inutili:

Comportati come me, ma se non lo fai, io sono convinto che stai ( o presto starai ) peggio di me, perché il tuo vizio - anche se non lo sai - ti rende infelice, e comunque andrai all'inferno.


Però agli immorali basta non credere all'inferno per stare meglio dei moralisti. E  allora i moralisti adottano le maniere forti, cioè passano al quinto livello. Questo è avvenuto per millenni in qualche luogo ed epoca di più ( per esempio nel medioevo cristiano o nell' Inghilterra  vittoriana di metà Ottocento ) e in qualche altro di meno, come nell' Europa settentrionale di oggi:


Livello 5

Non in tutte le epoche si sono condannate le persone alla castrazione chimica perché erano omosessuali ( come è accaduto ad Alan Turing alla metà del Novecento ) e non sempre una donna di cui trapelasse una relazione non coniugale rovinava se stessa e la sua intera famiglia. Ma certo in molte epoche è stato così. E in quasi tutte le epoche una ragazza che restava incinta era costretta  a un matrimonio " riparatore ". Di queste epoche fa parte la nostra, in molti luoghi. Questo ha sempre permesso ai moralisti di rifarsi sui non moralisti. Perché è vero che i non moralisti hanno - in prima battuta - una vita più naturale e più equilibrata, ma rischiano molto, perché i moralisti sono lì pronti a fargliela pagare; e non di rado, a consuntivo, la vita di un moralista si rivela più esente da guai seri di quella del non moralista preso di mira dai moralisti :

Comportati come me; ma se non lo fai, ti perseguo legalmente e ti condanno, o come minimo ti scredito, perché così la  società ti punisce; e quindi reprimersi come faccio io - nonostante che peggiori la vita per un verso - resta di fatto il male minore perché mi evita la condanna sociale a cui vai incontro tu.


Così il moralista può continuare a pensare che il migliore sia lui.(...)



Edoardo  Lombardi Vallauri  da   Ancora bigotti ( gli italiani e la morale sessuale )



ANCORA BIGOTTI 4

 

(...) E' interessante che il singolo moralista non ha bisogno di essere pienamente consapevole di quello che gli succede ai livelli 2-5. Nel dettaglio, ne sono consapevoli tutt'al più gli organizzatori della civiltà della colpa ( vescovi, direttori di giornali a ispirazione tradizionalista, intellettuali dello stesso genere ); ma il semplice moralista percepisce solo vagamente i passaggi concettuali e psicologici da cui dipende il beneficio che sente ogni volta che una persona libera viene repressa. Il beneficio però lo sente, e istintivamente collabora quanto può a infliggere il danno. A volte - dove e quando le leggi lo permettono - con un giudizio in tribunale; altre anche solo con una parola di disprezzo buttata lì, in pubblico o in privato, al momento giusto.

In generale, una delle condizioni più patetiche - sul piano esistenziale - è quella di chi " vorrebbe ma non può ", nel senso che pretende di realizzare ciò per cui non ha i mezzi. Ultimamente questa espressione è diventata un aggettivo, per cui una casa pretenziosa e ostentata ma in realtà di poco valore, è una villa " vorrei ma non posso", e un piccolo intrallazzatore è un finanziere vorrei- ma- non posso. In realtà c'è una condizione ancora più ridicola, che è quella " vorrei ma non voglio", cioè " non ho il coraggio di volere ciò che vorrei". Forse è la condizione del moralista.  (...)



Edoardo Lombardi Vallauri  da  Ancora bigotti ( Gli italiani e la morale sessuale )