Ti ho chiamato, ma tu avevi un altro volto…
Come quando al circo
il rullo del tamburo
sommuove i cuori e annuncia
l'arrivo dell'acrobata
e tutti sono pronti
a sospirare e io
ti conoscevo ti aspettavo
e si è fatto avanti un vecchio
decrepito cadente
fin nel centro del cerchio
a dire che tu
non c'eri.
***
PER RIMPIANGERLO
Per rimpiangerlo poi sempre: il luogo
dove tante volte insieme
abbiamo sperato di arrivare
e lì carpire alla voce informe
l'ultima parola. Poi
liberi saremmo
esautorato il cielo: certo
dell'ultima sua parola
più grande e chiara è la finestra
che ben conosco, illuminata
come un cuore nella sera.
Quando ho creduto di sapere, infine
ti ho chiamato, ma tu
avevi un altro volto.
***
COME SALVARTI, DIMMELO
Come salvarti, dimmelo - cuor mio -
quando ti aggraffa lei tra unghie adunche,
quando si svela a te, che ne vacilli,
odorosa di molli ombre muschiate,
come sottrarti alle sue rose nere?
Ma io mi lascio scorrere dal fiume:
ricordi Ofelia? Sposa alla corrente?
Mi lascio risucchiare dalla luna
per sciogliermi ed entrare nelle tue notti
scendendo a benedirle in raggi d'oro.
***
SOMMESSAMENTE
Non con trombe alte e tese
splende l'annuncio: l'angelo
è meglio raccolga i lembi
della lunga veste,
sieda e riposi.
Sommessamente nasce
la voce, solo - se mai - per sottrazione.
***
ORTENSIE
Il tempo passa, dicevi, resta
l'odore mielato dei rami
al riparo dal sole: l'ombra
delle ortensie azzurre dove
il primo giocare era da te
nascondino, ma qualcuno sempre
si incaricava di svelare me
e che la natura
è refrattaria alla metafisica.
Zolfo ci vuole per il blu dei corimbi:
questo so ora, che non voglio
nessuno mi cerchi:
per quel che vale
restar dentro a pensare.
***
ENTRIAMO INSIEME IN QUESTO INVERNO
E adesso vieni, entriamo insieme in questo inverno:
sarà stagione di abbandoni e reticenze,
guarda: le ombre che credevamo immaginate
o risospinte ai margini del bosco,
vòltati: avanzano alle spalle.
Vieni, lascia scorrere il tuo corpo
dal vento acre di resina e di muschio;
lascia la scabra pelle rilevarsi
alle carezze mie, come fossi lei,
quella per cui fiorisce, e sa di cielo,
- dove tu solo sai, e mi conduci -
il fioco fiore giallo d'elicriso.
Donata Berra da A memoria di mare