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lunedì 18 maggio 2026

MANI CONGIUNTE

 


                                                                           Non allontaniamoci troppo ...




MANI  CONGIUNTE


Non sarò il poeta di un mondo caduco.

Non canterò neppure il mondo futuro.

Sono legato alla vita e guardo i miei compagni.

Sono taciturni ma nutrono grandi speranze.

In mezzo a loro scruto l' enorme realtà.

Il presente è immenso, non allontaniamoci.

Non allontaniamoci troppo, teniamoci per mano.


Non sarò il cantore di una donna, di una storia,

non dirò dei sospiri all' imbrunire, il paesaggio visto dalla finestra,

non distribuirò narcotici o lettere di suicidi,

non fuggirò alle isole né sarò rapito dai serafini.

Il tempo è la mia materia, il tempo presente, gli uomini presenti,

la vita presente.




                                     Carlos  Drummond de Andrade


mercoledì 3 gennaio 2024

RICETTA DI CARLOS PER L' ANNO NUOVO

 


                                                E' dentro di te che l'anno nuovo sonnecchia...





RICETTA DELL' ANNO NUOVO


Per ottenere un bellissimo

anno nuovo

del colore dell' arcobaleno, o

della tua pace,

un anno nuovo senza paragoni

con tutto il tempo già vissuto

( forse vissuto male o senza

senso ),

per ottenere un anno

non  solo  dipinto  di  nuovo,

rammendato      all'ultimo

momento,

ma nuovo nei semi del futuro;

nuovo fino al cuore delle cose

meno percepite

( a cominciare dal tuo intimo )

nuovo, spontaneo, così

perfetto  che   neanche   te  ne  

accorgi,

ma  con  il  quale  si mangia,   si

cammina,

si   ama,  si  comprende,  si

lavora,

non  hai  bisogno  di  bere

champagne o altri alcolici,

non hai bisogno di spedire né

di ricevere messaggi

( una pianta riceve messaggi?

Spedisce telegrammi ?)


Non hai bisogno 

di fare la lista delle buone

intenzioni

per riporla nel cassetto.

Non hai bisogno di piangere

pentito

per le stupidaggini compiute

né di credere stupidamente

che per una decisione della

speranza,

a partire da gennaio le cose

mutino

e che tutto sia chiarezza,

ricompensa,

giustizia tra gli uomini e le

nazioni,

libertà con profumo e gusto

del pane appena sfornato,

diritti rispettati a partire

dal diritto sacro di vivere.


Per ottenere un anno nuovo

degno di questo nome,

tu- mio caro amico - devi meritartelo,

devi costruirlo da capo; lo so

che non è facile,

ma tenta, prova, in maniera

consapevole.

E' dentro di te che l'anno nuovo

sonnecchia   e   aspetta   da

sempre.




           Carlos  Drumond  De  Andrade



lunedì 31 dicembre 2018

L'ULTIMO GIORNO ( dell' anno )

 
 

                                                           Avanza sempre una frangia di vita…


L' ultimo giorno dell'anno
non è l'ultimo giorno del tempo.
Altri giorni verranno
e altre cose e ventri ti comunicheranno
il calore della vita.
Bacerai bocche, strapperai lettere,
farai viaggi e tanti festeggiamenti
di compleanni, laurea, promozioni e gloria,
una morte dolce con sinfonie e cori,
tanto che il tempo sarà colmo
e non sentirai il clamore,
gli irreparabili ululati
del lupo, nella solitudine.

L'ultimo giorno del tempo
non è l'ultimo giorno di tutto.
Avanza sempre una frangia di vita
in cui si siedono due uomini.
Un uomo e il suo contrario,
una donna e il suo piede,
un corpo e la sua memoria,
un occhio e la sua luce
una voce e la sua eco,
e chissà... anche Dio.

Accetta con semplicità questo dono del caso.
Ti sei meritato un altro anno di vita.
Vorresti vivere per sempre e consumare la faccia dei secoli.
Tuo padre è morto, anche tuo nonno.
Anche in te molto si è estinto,
il resto sbircia la morte,
ma sei vivo.
Ancora una volta sei vivo,
e col bicchiere in mano
attendi l'alba.

La risorsa del bere.
La risorsa della danza e del grido,
la risorsa della palla colorata,
la risorsa di Kant e della poesia,
tutte insieme… e nessuna serve.
E' tutto pulito, in ordine.
Il corpo esausto si rinnova nella schiuma.
Tutti i sensi - all'erta - funzionano.
La bocca sta masticando vita.
La bocca si ingozza di vita.
La vita scorre dalla bocca,
imbratta le mani, la strada.
La vita è grassa, oleosa, mortale, surrettizia.

                                Carlos Drummond De Andrade


                              ***


FINE DELL' ANNO

Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l'altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell'enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile.

                                    Jorge Luis Borges


                                        ***


INCAMMINARCI

Al giro di boa ancora fiammeggiano le querce,
celebriamo il passaggio dell'anno, del fuoco:
quello appena nato non può temere il gelo,
tutte le foglie lo trattengono nel calore
fin che possa liberare le ali piumate,
ruotare sopra noi che dormiamo.
Incamminarci.

                                          Antonio Porta