Un augurio e un sorriso...
francesca
"Ti amai prima di conoscerti. E il mio amore crebbe senza speranza " ( Edmond Rostand )
Era il vuoto a crearti, a crearti per me.
Ti inventavo perché tu mi apparissi.
Il desiderio era il gorgo dell' assenza;
coltivavo così la nostra morte.
frida
" Tutto ciò che è squisito, matura lentamente " - A. Schopenhauer
(...) Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna
e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi
e vede aprirsi magicamente il mondo,
perché andare a piedi è sfogliare il libro ,
invece correre è guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto,
sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra,
invidiare l' anarchia dolce di chi inventa momento per momento
la strada .Bisogna imparare a stare da sé e aspettare in silenzio;
ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli,
è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce ;
è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri
lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla
e che quando sono forti, scoppiano e vanno a confondersi al cielo.
E' suscitare un pensiero involontario e non progettante,
non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario,
quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.
Andare lenti è fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata,
su una collina bruciata dall' estate;
andare col vento di una barca e zigzagare per andare dritti.
Andare lenti è conoscere le mille differenze della propria forma di vita,
i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie,
le confidenze e le maldicenze.
Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti,
la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta,
un vecchi carro con un giovane cavallo,
una scarsità che non si vergogna,
una fontana pubblica, una persiana con gli occhi nascosti all' ombra.
Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore,
con noia e nostalgia,
con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti a esplodere,
oppure puntati sul cielo perché stretti da mille interdetti.
Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni,
con grandi racconti per piccoli viaggiatori,
teatri plaudenti per attori mediocri;
vuol dire una corriera stroncata da una salita,
il desiderio attraverso gli sguardi,
poche parole capaci di vivere nel deserto,
la scomparsa della folla variopinta delle merci
e il tornar grandi delle cose necessarie.
Andare lenti è essere provincia senza disperare,
al riparo dalla storia vanitosa,
dentro alla meschinità e ai sogni,
fuori dalla scena principale e più vicini a tutti i segreti.
Il pensiero lento offrirà ripari ai profughi del pensiero veloce,
quando la macchina inizierà a tremare sempre di più
e nessun sapere riuscirà a soffocare il tremito.
Il pensiero lento è la più antica
costruzione antisismica. (...)
Franco Cassano da Il pensiero meridiano * Riproposto
Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio...
LA PROFEZIA
Fiori e frutti sono maturi quando cadono; gli animali si sentono
e si trovano l' un l' altro e sono soddisfatti.
Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio,
non possiamo essere pronti.
Spostiamo in avanti la nostra natura come le lancette dell' orologio.
Abbiamo ancora bisogno di tempo.
Rainer Maria Rilke
Germoglierò e niente andrà perduto...
Non erano farfalle,
era soltanto una tachicardia leggera.
La trasparenza del contenitore mi ha ingannata sull' origine di tanta
agitazione : io vedevo dei colori, un caleidoscopio di possibilità future.
Ma non erano farfalle, erano insetti laboriosi che mi hanno concimato
il cuore.
E se mi lascerete fermentare sotto un leggero velo, avrò il valore
di una sedia.
Funghi e muffe digeriranno il mio bel corpo e ogni mio sogno.
Germoglierò e niente andrà perduto.
Gaia Danese
... di questo corpo che non si nega alla burrasca...
SENZA S.O.S.
Scosterà il suolo all' approdo questa incupita voglia
di ritrovarsi faro a intermittenza su un' isola sommersa ?
Ancora protende il vento al sogno la bandiera
di questo corpo che non si nega alla burrasca.
frida
Forse canto per me...
GIRO DI DO
E ti stringevo, corda non da legare,
ma da ancorare a moli non ancora toccati.
E certo non si può - fra surreale e poesia -
scavare un segno che sovrascriva un sussurro.
E non mi leggerai tu, che per poco mi hai amata
cercandomi tra le righe storte della vita.
***
Non scrivo per te, sommesso urlo cullato
tra le braccia mai abbastanza;
forse canto per me, per non dimenticare
una mano invano tesa e un gorgo
in cui voler affondare.
frida
Charles Edward Perugini - Gioia effimera, 1901
FU DI FARFALLA
Fu di farfalla il battito
leggero, una ferita
che si allargò nell' aria,
un segno di matita
sospeso come un' onda
che s' incanta nel timore
di una riva.
Nico Orengo
Ripropongo questa poesia, postata fra le prime all' inizio della creazione del blog, perché - rileggendola - mi sono stupita io stessa della sua valenza quasi " profetica ". Se allora era solo una bella poesia, oggi è molto di più.
f.
OGNI VOLTA
Ogni volta che ho acquistato una terra
per avere un posto dove morire,
fu sventurata.
Ho perso l' amore
e sono rimasta con la terra
deserta dove seppellire
il mio cuore.
E' arrivata l' ora
di liberarsi della terra
per poter dissotterrare
l'amore.
Spartirò l' utile della vendita
tra quelli che mi hanno aiutato
a edificare questa triste eredità di miserie
( qualcuno non c'è più ).
Comincerò a camminare
per capire se - rimanere fedele
al letto che mi insegnarono
ad accettare -
potrò vedere la smorfia della gioia
o magari la sua ombra.
Dario Edgar Gonzales
LA DIREZIONE DELLO SGUARDO
Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante
e poi scomparve
linea rovente, rasoterra del tempo
traccia, impronta di vita che comunque fu
in qualunque ora e in qualunque modo
lì guardano - e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l' avventura -
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell' atlante.
Lì - ascoltami - cadde lo sguardo
ma non fu a caso, nulla accade per nulla.
Fu la tua voce, la voce che sale
dalle sponde abitate,
questo è il nostro ultimo margine.
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.
Roberto Mussapi da La polvere e il fuoco
Stretti legami
" Due persone si legano
tanto più strettamente l' una
all' altra
quanto più esse riconoscono
di non poter mai diventare
una cosa sola ".
Hans Carossa
" Sono io la Morte e porto corona / io son di tutti voi signora e padrona... "
Scriveva lo psichiatra Eugenio Borgna a proposito della speranza :
" Essa va intesa come trascendenza, come apertura all' Altro da noi, come ascolto dell' infinito, ed è la speranza che ci fa vivere ".
E chi sta vivendo il Lutto della Speranza ?
frida
Pensavo che l' amore fosse eterno...
BLUES IN MEMORIA
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete il pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentandosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio : Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, Est e Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto ;
pensavo che l' amore fosse eterno : e avevo torto.
Non servono più le stelle : spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l' oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden
LE PERSONNALISME
Il vero comunicare fra due individui
è assai meno frequente
di una felicità condivisa,
è più labile della bellezza : basta poco,
anzi un niente a rompere quel filo
sottile, a risprofondare in un silenzio
senza confini.
Emmanuel Mounier
... ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...
AGGIUSTAMENTI ARITMETICI
Procedo
per
sottrazioni.
Non aggiungo
miseria di parole.
Sottraggo
per
procedere.
frida
Su per il colle della vita col mio piccolo fagotto
se mi accorgo che è ripido -
se uno scoraggiamento mi trattiene -
se il passo appena fatto
più vecchio sembra della speranza che lo provocò -
incontaminato sia dalla colpa
il cuore che propose come il cuore che accettò
l' essere senza casa, come casa.
Emily Dickinson
(...) Gli affetti non si ammalano. non sono aggredibili. E' solo il cervello, la sua chimica e la sua architettura che si alterano, si decompongono e - di conseguenza - generano i sintomi della follia.
L' amore può essere imbavagliato, rinchiuso, imprigionato, ma rimane tale, puro, non si ammala, non impazzisce.
E' solo la mente, la chimica del cervello - la sua sconnessione - la causa della follia. (...).
Mario Tobino da Le libere donne di Magliano
VENICE
Mi sei di fronte
anche nell' incolmabile
spazio
che azzera i nostri passi
e ci fa stretti.
Tu
hai gondole per me
e canali che spingono in mare aperto
riverberi di luce
miti
come questo sole.
frida
***
LA TUA VENEZIA
Specchio la tua Venezia di amori perduti con una Venezia d' amori ( da altri vissuti ).
Ed è semplice, nella città del mondo dove specchiarsi è più rituale, ove l' acqua genera riflesso, ma altrettanto ingoia senza restituire - ritrovarsi tra il vedere dei gondolieri e il tremolìo delle barche alla fonda.
Tutto sostenuto da musica che è ponte tra calle e calle, nel superamento dell' acqua che espande il passo ad altra terra rubata : un' infinita metafora del prendere il largo - una volta conosciuta la tecnica del navigare indifferentemente le acque, le terre e i desideri.
A. P. Inedito
" Non ci si illumina
immaginando figure di luce,
ma rendendo cosciente
la propria oscurità. "
C. Gustav Jung da
Psicologia dell' inconscio
Il canto muto dell' infinito....
OSSIMORO
La coltre di un respiro
ridona luce ai pensieri in volo;
e si riaccendono voci
che mai verranno perdute
e da nessun tempo
saranno ingoiate.
E' qui l' ossimoro :
nel canto muto dell' infinito.
frida
... senza più niente da scordare, senza domande più da fare...
RI - NASCITA
Trasformarsi
forse
in gocce di baci oceanici.
E
nel punto e a capo
del delta,
consegnarsi a una corrente
proprio in quel mezzo d' impeto
che procede
per somma d' onde.
Le vedrai così,
queste preghiere
scese dalle labbra a catinelle,
diventare strie di vento,
nuvole o filamenti,
danze accovacciate.
Solo così potrai guardare
ad occhi asciutti
l' amore replicarsi
come il sonno fedele,
e intuirai l' attesa
diventare te,
nei paesi insicuri e dubbi
della mente.
Scoprirai allora
che ognuno è sillaba
vergine
di se stesso e
di una parola innata,
e che è
di questa Terra
anche solo sedersi sull' erba.
frida
Mi volterò perché ho visto il gelo che le ha preso la vita...
IN PIENA LUCE
Sarai
di un lontano avvenire
ombra nascosta
riconosciuta
in piena luce.
frida
Mi hai donato fiori morti...
Mi hai donato fiori morti
da lanciare nella stanza, fiori
già sporcati da una voce, e seppelliti
dove la parola non fa tana.
Ed è questo il trucco degli amanti :
se prendi un fiore puoi legarlo
in fondo al cielo, puoi impiccarlo
a qualche nome e poi morire.
***
E' da un po' che le foglie sono incerte,
che il cielo non sprofonda
nelle loro vene scure, dove il sangue
aggrovigliato gira e cade.
Stamattina un passero di ronda
annunciava la catastrofe cantando.
***
Ho offerto i miei voti all' inverno,
a una rosa sbaragliata da una neve
che non cade, non vacilla, ma soltanto
che attendiamo e ci rinnega.
Da domani i bambini torneranno
a inventare nuove storie e nuovi fiori.
***
FIORIRE
Dolore di fiorire questo cardo
che collassa nella luce.
***
UN SALMO USURATO
Comando che il tuo cuore tossisca
timido, tra le mani degli angeli.
Poiché non fui che un salmo usurato ;
il profeta dei morti e il fanciullo
che invoca perdono dai fiori.
Chiedo in questa veglia la parola
che ci salvi dall' inverno e faccia casa.
***
LA TERRA DEL VERME
Allora donatemi
il cerchio e la croce. Non temete
questa parola che nasce
in altri mondi, dove nerissimi
i gigli affliggono e azzannano.
Amate anche il canto
finale del passero, le astuzie
che nutrono i morti. Altrove
è la terra del verme, ma solo
al di qua può regnare col cuore.
Prima che carne nient' altro
che carne nutrì il fiore ossuto.
Prima che acqua nient' altro
che acqua devastò la mancanza
di forma : tutta loro è la colpa.
Ecco, amate
ostinati la grazia, le impervie
vie della sorte e mai, mai
la sciagura dello stare.
***
LA STANZA
Si ammala la parola, le mie
vertebre si curvano in silenzio.
Non piove che acqua sporca
e questa stanza è troppo bianca :
morirò nel singhiozzo delle allodole.
***
SILENZIO
Ma lo conosci il segno
degli angeli ? Quello che confonde
l' acqua con le rose, il pane
e un antico verbo senza suono.
Da molliche e da crepacci risorgiamo
a una veglia furibonda ;
è singhiozzo, questi versi e poi silenzio.
Mattia Tarantino da Fiori estinti
Nel cerchio che non si chiude...
C'è un altrove dal quale si ritorna
portando in dono l' eredità di un senso
come fosse un ramo d' edera
che unisce il finito all' imperscrutabile.
Nel cerchio che non si chiude
dimorano linguaggi
ideogrammi futuri intrecciati troppo presto
e lasciati sulla soglia di uno sguardo
che può solo riconoscere ciò che sa.
frida
La mia tattica è imparare come sei...
La mia tattica è guardarti
imparare come sei
volerti come sei
la mia tattica è parlarti
costruire con parole
un ponte indistruttibile
la mia tattica è rimanere nel tuo ricordo
non so come
né so con quale pretesto
ma rimanere in te
la mia tattica è essere franco
e sapere che tu sei franca
e che non ci vendiamo simulacri
affinché tra i due
non ci siano vuoti
né abissi
la mia strategia è
invece molto più semplice
e più elementare
la mia strategia è
che un giorno qualsiasi
non so con che pretesto
finalmente
tu abbia bisogno di te.
Mario Benedetti da Poemas de otros ( 1973 )
Christina Pluhar : Orfeo Chaman - Lamento di Orfeo ( riferito al Mito di Orfeo e Euridice )
AL DI LA' DEL VISIBILE
Se mai dovessi paventare l' oscurità dei sensi
e al discernimento arrecare il danno della cecità,
che mi sia giudice - allora - il mio stesso errore
e impietosa sia la sua condanna
per non essere andata al di là del visibile.
frida