venerdì 27 marzo 2026
MA QUANDO DA MORTE...
mercoledì 25 marzo 2026
FARFALLE E NON
Germoglierò e niente andrà perduto...
Non erano farfalle,
era soltanto una tachicardia leggera.
La trasparenza del contenitore mi ha ingannata sull' origine di tanta
agitazione : io vedevo dei colori, un caleidoscopio di possibilità future.
Ma non erano farfalle, erano insetti laboriosi che mi hanno concimato
il cuore.
E se mi lascerete fermentare sotto un leggero velo, avrò il valore
di una sedia.
Funghi e muffe digeriranno il mio bel corpo e ogni mio sogno.
Germoglierò e niente andrà perduto.
Gaia Danese
martedì 24 marzo 2026
SENZA S.O.S.
... di questo corpo che non si nega alla burrasca...
SENZA S.O.S.
Scosterà il suolo all' approdo questa incupita voglia
di ritrovarsi faro a intermittenza su un' isola sommersa ?
Ancora protende il vento al sogno la bandiera
di questo corpo che non si nega alla burrasca.
frida
sabato 21 marzo 2026
GIRO DI DO
Forse canto per me...
GIRO DI DO
E ti stringevo, corda non da legare,
ma da ancorare a moli non ancora toccati.
E certo non si può - fra surreale e poesia -
scavare un segno che sovrascriva un sussurro.
E non mi leggerai tu, che per poco mi hai amata
cercandomi tra le righe storte della vita.
***
Non scrivo per te, sommesso urlo cullato
tra le braccia mai abbastanza;
forse canto per me, per non dimenticare
una mano invano tesa e un gorgo
in cui voler affondare.
frida
PRIMAVERA
Charles Edward Perugini - Gioia effimera, 1901
FU DI FARFALLA
Fu di farfalla il battito
leggero, una ferita
che si allargò nell' aria,
un segno di matita
sospeso come un' onda
che s' incanta nel timore
di una riva.
Nico Orengo
martedì 17 marzo 2026
OGNI VOLTA ( Aimer sans amour )
Ripropongo questa poesia, postata fra le prime all' inizio della creazione del blog, perché - rileggendola - mi sono stupita io stessa della sua valenza quasi " profetica ". Se allora era solo una bella poesia, oggi è molto di più.
f.
OGNI VOLTA
Ogni volta che ho acquistato una terra
per avere un posto dove morire,
fu sventurata.
Ho perso l' amore
e sono rimasta con la terra
deserta dove seppellire
il mio cuore.
E' arrivata l' ora
di liberarsi della terra
per poter dissotterrare
l'amore.
Spartirò l' utile della vendita
tra quelli che mi hanno aiutato
a edificare questa triste eredità di miserie
( qualcuno non c'è più ).
Comincerò a camminare
per capire se - rimanere fedele
al letto che mi insegnarono
ad accettare -
potrò vedere la smorfia della gioia
o magari la sua ombra.
Dario Edgar Gonzales
venerdì 13 marzo 2026
LA DIREZIONE DELLO SGUARDO
Lì cadde lo sguardo, ma non fu a caso...
LA DIREZIONE DELLO SGUARDO
Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante
e poi scomparve
linea rovente, rasoterra del tempo
traccia, impronta di vita che comunque fu
in qualunque ora e in qualunque modo
lì guardano - e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l' avventura -
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell' atlante.
Lì - ascoltami - cadde lo sguardo
ma non fu a caso, nulla accade per nulla.
Fu la tua voce, la voce che sale
dalle sponde abitate,
questo è il nostro ultimo margine.
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.
Roberto Mussapi da La polvere e il fuoco
giovedì 12 marzo 2026
LEGAMI
Stretti legami
" Due persone si legano
tanto più strettamente l' una
all' altra
quanto più esse riconoscono
di non poter mai diventare
una cosa sola ".
Hans Carossa
lunedì 9 marzo 2026
LUTTI
" Sono io la Morte e porto corona / io son di tutti voi signora e padrona... "
Scriveva lo psichiatra Eugenio Borgna a proposito della speranza :
" Essa va intesa come trascendenza, come apertura all' Altro da noi, come ascolto dell' infinito, ed è la speranza che ci fa vivere ".
E chi sta vivendo il Lutto della Speranza ?
frida
BLUES IN MEMORIA
Pensavo che l' amore fosse eterno...
BLUES IN MEMORIA
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete il pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentandosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio : Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, Est e Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto ;
pensavo che l' amore fosse eterno : e avevo torto.
Non servono più le stelle : spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l' oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden
LE PERSONNALISME
Lei è la canzone nata qui...
LE PERSONNALISME
Il vero comunicare fra due individui
è assai meno frequente
di una felicità condivisa,
è più labile della bellezza : basta poco,
anzi un niente a rompere quel filo
sottile, a risprofondare in un silenzio
senza confini.
Emmanuel Mounier
giovedì 5 marzo 2026
STRADA FACENDO
... ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...
AGGIUSTAMENTI ARITMETICI
Procedo
per
sottrazioni.
Non aggiungo
miseria di parole.
Sottraggo
per
procedere.
frida
martedì 24 febbraio 2026
SU PER IL COLLE DELLA VITA
Su per il colle della vita col mio piccolo fagotto
se mi accorgo che è ripido -
se uno scoraggiamento mi trattiene -
se il passo appena fatto
più vecchio sembra della speranza che lo provocò -
incontaminato sia dalla colpa
il cuore che propose come il cuore che accettò
l' essere senza casa, come casa.
Emily Dickinson
lunedì 23 febbraio 2026
LA MIA PAZZA MENTE
(...) Gli affetti non si ammalano. non sono aggredibili. E' solo il cervello, la sua chimica e la sua architettura che si alterano, si decompongono e - di conseguenza - generano i sintomi della follia.
L' amore può essere imbavagliato, rinchiuso, imprigionato, ma rimane tale, puro, non si ammala, non impazzisce.
E' solo la mente, la chimica del cervello - la sua sconnessione - la causa della follia. (...).
Mario Tobino da Le libere donne di Magliano
VENICE
VENICE
Mi sei di fronte
anche nell' incolmabile
spazio
che azzera i nostri passi
e ci fa stretti.
Tu
hai gondole per me
e canali che spingono in mare aperto
riverberi di luce
miti
come questo sole.
frida
***
La tecnica del navigare
LA TUA VENEZIA
Specchio la tua Venezia di amori perduti con una Venezia d' amori ( da altri vissuti ).
Ed è semplice, nella città del mondo dove specchiarsi è più rituale, ove l' acqua genera riflesso, ma altrettanto ingoia senza restituire - ritrovarsi tra il vedere dei gondolieri e il tremolìo delle barche alla fonda.
Tutto sostenuto da musica che è ponte tra calle e calle, nel superamento dell' acqua che espande il passo ad altra terra rubata : un' infinita metafora del prendere il largo - una volta conosciuta la tecnica del navigare indifferentemente le acque, le terre e i desideri.
A. P. Inedito
ILLUMINAZIONE
" Non ci si illumina
immaginando figure di luce,
ma rendendo cosciente
la propria oscurità. "
C. Gustav Jung da
Psicologia dell' inconscio
domenica 22 febbraio 2026
OSSIMORO
Il canto muto dell' infinito....
OSSIMORO
La coltre di un respiro
ridona luce ai pensieri in volo;
e si riaccendono voci
che mai verranno perdute
e da nessun tempo
saranno ingoiate.
E' qui l' ossimoro :
nel canto muto dell' infinito.
frida
sabato 21 febbraio 2026
RI - NASCITA
... senza più niente da scordare, senza domande più da fare...
RI - NASCITA
Trasformarsi
forse
in gocce di baci oceanici.
E
nel punto e a capo
del delta,
consegnarsi a una corrente
proprio in quel mezzo d' impeto
che procede
per somma d' onde.
Le vedrai così,
queste preghiere
scese dalle labbra a catinelle,
diventare strie di vento,
nuvole o filamenti,
danze accovacciate.
Solo così potrai guardare
ad occhi asciutti
l' amore replicarsi
come il sonno fedele,
e intuirai l' attesa
diventare te,
nei paesi insicuri e dubbi
della mente.
Scoprirai allora
che ognuno è sillaba
vergine
di se stesso e
di una parola innata,
e che è
di questa Terra
anche solo sedersi sull' erba.
frida
martedì 17 febbraio 2026
IN PIENA LUCE ( Euridice )
Mi volterò perché ho visto il gelo che le ha preso la vita...
IN PIENA LUCE
Sarai
di un lontano avvenire
ombra nascosta
riconosciuta
in piena luce.
frida
martedì 10 febbraio 2026
LA CARITA' DI HILDEGARDA
Mi hai donato fiori morti...
Mi hai donato fiori morti
da lanciare nella stanza, fiori
già sporcati da una voce, e seppelliti
dove la parola non fa tana.
Ed è questo il trucco degli amanti :
se prendi un fiore puoi legarlo
in fondo al cielo, puoi impiccarlo
a qualche nome e poi morire.
***
E' da un po' che le foglie sono incerte,
che il cielo non sprofonda
nelle loro vene scure, dove il sangue
aggrovigliato gira e cade.
Stamattina un passero di ronda
annunciava la catastrofe cantando.
***
Ho offerto i miei voti all' inverno,
a una rosa sbaragliata da una neve
che non cade, non vacilla, ma soltanto
che attendiamo e ci rinnega.
Da domani i bambini torneranno
a inventare nuove storie e nuovi fiori.
***
FIORIRE
Dolore di fiorire questo cardo
che collassa nella luce.
***
UN SALMO USURATO
Comando che il tuo cuore tossisca
timido, tra le mani degli angeli.
Poiché non fui che un salmo usurato ;
il profeta dei morti e il fanciullo
che invoca perdono dai fiori.
Chiedo in questa veglia la parola
che ci salvi dall' inverno e faccia casa.
***
LA TERRA DEL VERME
Allora donatemi
il cerchio e la croce. Non temete
questa parola che nasce
in altri mondi, dove nerissimi
i gigli affliggono e azzannano.
Amate anche il canto
finale del passero, le astuzie
che nutrono i morti. Altrove
è la terra del verme, ma solo
al di qua può regnare col cuore.
Prima che carne nient' altro
che carne nutrì il fiore ossuto.
Prima che acqua nient' altro
che acqua devastò la mancanza
di forma : tutta loro è la colpa.
Ecco, amate
ostinati la grazia, le impervie
vie della sorte e mai, mai
la sciagura dello stare.
***
LA STANZA
Si ammala la parola, le mie
vertebre si curvano in silenzio.
Non piove che acqua sporca
e questa stanza è troppo bianca :
morirò nel singhiozzo delle allodole.
***
SILENZIO
Ma lo conosci il segno
degli angeli ? Quello che confonde
l' acqua con le rose, il pane
e un antico verbo senza suono.
Da molliche e da crepacci risorgiamo
a una veglia furibonda ;
è singhiozzo, questi versi e poi silenzio.
Mattia Tarantino da Fiori estinti
lunedì 9 febbraio 2026
FAC UT ARDEAT
lunedì 2 febbraio 2026
RITORNO DA ADE
Nel cerchio che non si chiude...
C'è un altrove dal quale si ritorna
portando in dono l' eredità di un senso
come fosse un ramo d' edera
che unisce il finito all' imperscrutabile.
Nel cerchio che non si chiude
dimorano linguaggi
ideogrammi futuri intrecciati troppo presto
e lasciati sulla soglia di uno sguardo
che può solo riconoscere ciò che sa.
frida
mercoledì 28 gennaio 2026
VOCE ' NOTTE
martedì 27 gennaio 2026
TATTICA E STRATEGIA
La mia tattica è imparare come sei...
La mia tattica è guardarti
imparare come sei
volerti come sei
la mia tattica è parlarti
costruire con parole
un ponte indistruttibile
la mia tattica è rimanere nel tuo ricordo
non so come
né so con quale pretesto
ma rimanere in te
la mia tattica è essere franco
e sapere che tu sei franca
e che non ci vendiamo simulacri
affinché tra i due
non ci siano vuoti
né abissi
la mia strategia è
invece molto più semplice
e più elementare
la mia strategia è
che un giorno qualsiasi
non so con che pretesto
finalmente
tu abbia bisogno di te.
Mario Benedetti da Poemas de otros ( 1973 )
lunedì 26 gennaio 2026
AL DI LA' DEL VISIBILE
Christina Pluhar : Orfeo Chaman - Lamento di Orfeo ( riferito al Mito di Orfeo e Euridice )
AL DI LA' DEL VISIBILE
Se mai dovessi paventare l' oscurità dei sensi
e al discernimento arrecare il danno della cecità,
che mi sia giudice - allora - il mio stesso errore
e impietosa sia la sua condanna
per non essere andata al di là del visibile.
frida
domenica 25 gennaio 2026
DELL' AMORE ULTERIORE
Si cerca il respiro atteso....
Ovunque il lampo scelga di schioccare,
che sia terra o carne,
genera bufere e nuovi mondi,
argini arsi a cambiare la storia
delle piste battute.
Nell' odore dell' aria bruciata
si cerca il respiro atteso
che sappia lenire tempo e cuore.
frida
venerdì 23 gennaio 2026
JE VOUDRAIS BIEN
Nel fluire di ore e piume...
SEI SEMPRE L' ALBA
Infilo
sul mio freddo il giorno
ogni giorno
poi lo sfilo e lo ripongo
a somma di altri giorni
lisciando istanti
ripiegando sogni
riducendo asfalti rotti
punti stretti e punti lenti
per arabescare lumi
sfumando notti e rughe
inventando amore
nel fluire di ore e piume
a tessere respiro
per poi trovarmi all' alba
ad abbracciare di nuovo il sole.
frida
giovedì 22 gennaio 2026
NECESSARIO ANDARE
Sarò un ceppo al fuoco...
Non si ubbidisce mai
a comandi astratti
e si resta sul confine
aperto e invalicato,
sul lato migliore di un sorriso.
Perché non si è mai oceano
senza una percentuale
necessaria
di correnti.
Amami e ammarami,
nel segno mite
che chiede solo
le sue acque necessarie.
Parlami
in modulate ampiezze,
e dalla voce capirò
il fondo delle cose e la pietà
che sovrasta il misero ruggito.
***
Sarò un ceppo al fuoco
o il tragitto latteo dei tuoi giorni.
frida
mercoledì 21 gennaio 2026
GIUDIZI PARTICOLARI
ECCOTI :
( La ballata del Tempo )
Guardali bene questi arcobaleni rovesciati in acquarelli
di nuvole rapprese, queste culle sospese . Eccoli :
sono i nostri anni.
Come risacche impaurite si sgretolano, ripiegano e poi
s' inerpicano, edera su edera. E quando possono, ritornano.
Ti seguo dove la mira dei tuoi occhi mi proietta, ma vedo
soltanto neri nembi a rovesciare veleni su colori mai avuti.
Eccoli : sono i nostri anni.
Contorte liane strette a soffocare la vita.
E come potrei volere che tornino ?
Sì, perché a volte tornano, incuranti degli errori.
Ma prima che qualcuno faccia a mente la conta
esatta dei loro passi, come in giorni timidi d' affetto,
loro ci accarezzano sulle labbra, gettano un addio...
e si allontanano.
Vorrei - al tempo di un sorriso - farmi largo tra le gocce
pesanti e spesse della memoria, che pesa ricordi sulle
labbra come fuoco, e poi rode, sputando fiele mentre
si allontana. Vanno e vengono, questi nostri anni.
Come certi amori.
Quelli disorientati, ammalati, quelli maleducati,
entrati senza chiedere permesso. Quelli degli
imprevisti, inciampati, quelli già consumati o quelli
dei nostri Ti Amo ancora sostanzialmente vergini.
Eppure, sconfitto dal tuo chiarore di parole, si apre
il nero sopra l' orizzonte e cade scheggiata pioggia di cocci
che taglia sulla pelle sangue nuovo e rosso e, mentre
mi fermo a calcolare il passo, Eccoti.
Eccoti. Prendi questa strada, ma non come esempio.
Prendila sul serio, inseguila, percorrila , ballaci sopra
il pentagramma delle tue esperienze, improvvisa
la farsa di una tregua a tempo e di vita senza.
E quando avrai gambe abbastanza lunghe per osare,
allora e solamente allora, avremo estati per arenarci ancora
come sabbia fra conchiglie vuote, come scheletri di quella
vita che poi sarà la stessa a riproporsi ingenua,
con la banale scusa di una ruga in saldo.
Potrò allora segnarmi del tuo passo sulle gambe
in corsa di sabbia, e di conchiglie colorarmi porpora,
lasciandomi occasione di arrossire fra i ponti che
disegni alle mie rughe, perché non ci sa vita a separarci.
E posso.
Eccomi.
Prendi la mia bocca, prendila ora, prendila con un bacio
come macchieresti di rossetto un bicchiere, fagli sentire
che sei padrona assoluta del ticchettìo tremendo dei
nostri giorni , e che non hai cura dei tramonti, perché
gli orologi hanno occhiali spessi, buoni solo a dire Basta !,
come in certe stanze avviene per gli amori a tempo,
che pagano in contanti e non chiedono il resto.
Eccomi,
nell' orizzonte in battito d' ali, tempo leggero senza
misura, che corre e rallenta come il vento.
Il vento delle tue impronte, e fuoco sulla bocca, il vento
che ha divelto le lancette e le rigira intorno alla morte
e a mulinello intorno ai miei capelli. Adesso
come allora. Ti prendo e spengo le parole che dal tempo
sono marcate strette. Non macchio rosso sangue, ma ti
sciolgo di blu di cieli, in un verde senza età.
francesca ( frida )
NELLA GRAZIA DELLO STARE
" Ci si ritrova a cercare nel sonno un' isola di sogno ; si torna
dove si era stati nei giorni di luce, d' oro il larice sotto la perfetta luna,
tutti gli uccelli convocati, parole benedette, bene
dette fronte al sole;
tutto là era rimasto eguale nella grazia dello stare
dove tutto era dato per scontato. Le sentivamo le promesse
della terra appena smossa dai germogli.
Avessimo saputo trattenerle per stagioni che mai
avremmo potuto immaginare così aride,
i campi gelati, il tramonto che perdeva il suo fuoco ".
Annalisa Rodeghiero




