venerdì 10 aprile 2026
FANTASMI D' AMORE
mercoledì 8 aprile 2026
GIORNI COME QUESTI
Perché l' amore è un punto di domanda...
Restare sempre al bivio fra l' andare e il tornare,
contraddizione in termini diretti.
Verso.
Perché l' amore è un punto di domanda inespressa,
coordinata al perpetuo viaggiare.
Soli.
Con sacchi a pelo di parole , chiusi da un angolo
di stelle ferme in percorsi obbligati, non misurabili
in sillabe.
Lontani.
E vorrei baciarti ora, fra le linee dei corpi, curve
contro lo spazio e lo sgomento del tempo.
Insieme.
E chiamarti a partire verso un orizzonte confuso
in un domani presente, futuro a perderci in noi.
Andremo ?
Ma qui mi è più facile morirti adesso.
frida
lunedì 6 aprile 2026
LA RINASCITA DOPO L' ABISSO
Anche se ci atterrisce il taciturno abisso...
" Ancora e sempre, anche se conosciamo il paesaggio
dell' amore,
e il piccolo cimitero coi suoi nomi che si lamentano;
anche se ci atterrisce il taciturno abisso ove scompaiono
gli altri,
ancora e sempre usciamo in due sotto gli alberi antichi,
e ancora e sempre ci sdraiamo
in mezzo ai fiori, di fronte al cielo."
Rainer Maria Rilke
domenica 5 aprile 2026
DOMANDE E RISPOSTE
Vivi le domande ora...
SII PAZIENTE...
" Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore
e cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse
a chiave o a libri scritti in lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che non possono essere date,
perché non saresti capace di vivere con esse.
Il punto è vivere ogni cosa.
Vivi le domande ora.
E forse ti sarà dato - senza che tu te ne accorga - di vivere
fino al lontano giorno in cui avrai le risposte ".
Rainer Maria Rilke
sabato 4 aprile 2026
IL SILENZIO DEL SABATO SANTO
venerdì 3 aprile 2026
LA POESIA DA BERE DI EMILIO
Emilio Prados, Il poeta amato da Maria Zambrano
Di Emio Prados Such, Maria Zambrano coglie l' aspetto essenziale e remoto :
" A volte si ritirava da solo in un angolo di campagna, come un poeta mistico dell' Islam, come un " Sufi " , e forse proprio questo era veramente Emilio ".
***
A dire - forse - di una poesia che ha perseguito l' invisibile e la luce - che ha assegnato alla luce una natura lignea, da toccare, con le spine che ti bucano la mano. Poesia dell' oltreterra ma terrena, con angeli issati dal fango a una sapienza angolare, che prevede la mungitura, il vello e i capezzoli a pieno latte.
Dice di lui Maria Zambrano . " Che il poeta - la cui " vocazione " era stata quella di abbandonarsi totalmente nella vita e nell' essere - si era rivelato compiutamente al cospetto della morte ".
Emilio Prados scrisse i suoi primi versi in Svizzera nel 1921, nel sanatorio di Davos Platz, dove era ricoverato per una tubercolosi polmonare. La malattia lo svuotò di sé, consegnandolo alla poesia delle cose ultime e - dunque , per sempre prime, per sempre qui - e- ora. Di qui, una poesia al contempo concreta e trasfigurata, come di figure perfezionate nel riflesso, rovesciate sul lago - superficie irta, dove la verità trova giustificazione nel suo doppio. Poesia - dunque - che va bevuta.
Quanto vicini ! Dal tuo occhio al mio
non il canto di un' anima !
Annodati sopra il vento,
come uccelli ad uno stesso
filo, sospesi ambedue
al cielo. Quanto vicini
i nostri profili in mezzo
al giorno! Che alti ! Puri
volano , in alto, slegati,
liberi dal mondo i volti
persi nella luce - aperti
come fiori senza stelo -,
viventi, ma senza corpo
che li possa incatenare
alla terra, là nel fondo !
***
NUOVO AMORE
Questo corpo che Dio mi pone tra le braccia
per insegnarmi a varcare l' oblio,
ignoro di chi sia.
Finché non lo ha conosciuto
un angelo nero, ombra colosso
prossima ai miei occhi : vi è entrato
come un fiume silenzioso e tenace.
La sua corrente tutto ha distrutto :
gli intimi luoghi, i più nascosti
ha visitato e contorto : è cresciuto
violento e dolce, ha flagellato e fatto scempio
dell' altro mondo, ai margini del bacio :
unico fiore che ancora vive nello spazio
e muta l' assenza in più fecondo ardore.
Nella carne ha aperto le sue vaste ali,
ha infilato le piume nel mio petto.
Tutto un fremito, annuncio di altri dubbi...
Non so a quale vita possa farmi accedere
l' ingresso di questo angelo.
Sono solo un tempio
rovinato da quando da me è giunto :
lume vacuo,
porta chiusa presso l' eterno.
Chi fui non so : lo saprò
quando questo corpo mi abbandonerà
e rinascerò da labbra
distaccate dal calore che le ha create...
Ma oggi - finalmente - ho frenato il giorno,
ho spezzato il cuore del tempo ,
anche se dentro me - come un pugnale -
sento l' angelo che cresce, che mi tormenta.
***
Ho chiuso la mia porta al mondo,
ho perso la carne per il sogno...
Sono rimasto magico, invisibile,
nudo come un cieco.
In piena, fino al bordo degli occhi,
mi sono illuminato da dentro.
Tremulo, trasparente,
sono rimasto nel vento
proprio come un bicchiere
d' acqua, come
un angelo di vetro
in uno specchio.
Emilio Prados da Llanto en la sangre
giovedì 2 aprile 2026
UNA RAGIONEVOLE FOLLIA
Sdrucciola la bottiglia della ragione...
UNA RAGIONEVOLE FOLLIA
Sdrucciola la bottiglia della ragione
sul piano inclinato della follia non sopita.
L' inconfessabile
guada il fiume calmo dell' inesprimibile
e rotola - nella bottiglia -
tra i solchi del vento.
Dentro, un nodo di silenzio aspetta
- ai bordi del cielo -
l' infrangersi
di un ragionevole urlo.
frida
DI UNA CERTA ANDATURA
E qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pagine scure...
DI UNA CERTA ANDATURA
Ci sono risposte
che sono una mossa con la mano
gettata dietro le spalle :
come dire di un punto
messo lì a tacere un' acqua passata.
Perché certi errori
hanno altre verità
e non si può che smettere di spiegare.
Si china sempre meno la schiena
a raccogliere sguardi caduti
di chi non sa stare
davanti a una domanda.
L' angolo della bocca si piega
e le mani - che non sanno più d' impaccio -
si chiudono. A pugno.
frida
mercoledì 1 aprile 2026
ERA IL VUOTO
"Ti amai prima di conoscerti. E il mio amore crebbe senza speranza " ( Edmond Rostand )
Era il vuoto a crearti, a crearti per me.
Ti inventavo perché tu mi apparissi.
Il desiderio era il gorgo dell' assenza;
coltivavo così la nostra morte.
frida
martedì 31 marzo 2026
ELOGIO DELLA LENTEZZA *
" Tutto ciò che è squisito, matura lentamente " - A. Schopenhauer
(...) Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna
e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi
e vede aprirsi magicamente il mondo,
perché andare a piedi è sfogliare il libro ,
invece correre è guardarne solo la copertina.
Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto,
sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra,
invidiare l' anarchia dolce di chi inventa momento per momento
la strada .Bisogna imparare a stare da sé e aspettare in silenzio;
ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.
Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli,
è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce ;
è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri
lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla
e che quando sono forti, scoppiano e vanno a confondersi al cielo.
E' suscitare un pensiero involontario e non progettante,
non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario,
quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.
Andare lenti è fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata,
su una collina bruciata dall' estate;
andare col vento di una barca e zigzagare per andare dritti.
Andare lenti è conoscere le mille differenze della propria forma di vita,
i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie,
le confidenze e le maldicenze.
Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti,
la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta,
un vecchi carro con un giovane cavallo,
una scarsità che non si vergogna,
una fontana pubblica, una persiana con gli occhi nascosti all' ombra.
Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore,
con noia e nostalgia,
con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti a esplodere,
oppure puntati sul cielo perché stretti da mille interdetti.
Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni,
con grandi racconti per piccoli viaggiatori,
teatri plaudenti per attori mediocri;
vuol dire una corriera stroncata da una salita,
il desiderio attraverso gli sguardi,
poche parole capaci di vivere nel deserto,
la scomparsa della folla variopinta delle merci
e il tornar grandi delle cose necessarie.
Andare lenti è essere provincia senza disperare,
al riparo dalla storia vanitosa,
dentro alla meschinità e ai sogni,
fuori dalla scena principale e più vicini a tutti i segreti.
Il pensiero lento offrirà ripari ai profughi del pensiero veloce,
quando la macchina inizierà a tremare sempre di più
e nessun sapere riuscirà a soffocare il tremito.
Il pensiero lento è la più antica
costruzione antisismica. (...)
Franco Cassano da Il pensiero meridiano * Riproposto
lunedì 30 marzo 2026
LA PROFEZIA DI RILKE
Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio...
LA PROFEZIA
Fiori e frutti sono maturi quando cadono; gli animali si sentono
e si trovano l' un l' altro e sono soddisfatti.
Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio,
non possiamo essere pronti.
Spostiamo in avanti la nostra natura come le lancette dell' orologio.
Abbiamo ancora bisogno di tempo.
Rainer Maria Rilke
venerdì 27 marzo 2026
MA QUANDO DA MORTE...
mercoledì 25 marzo 2026
FARFALLE E NON
Germoglierò e niente andrà perduto...
Non erano farfalle,
era soltanto una tachicardia leggera.
La trasparenza del contenitore mi ha ingannata sull' origine di tanta
agitazione : io vedevo dei colori, un caleidoscopio di possibilità future.
Ma non erano farfalle, erano insetti laboriosi che mi hanno concimato
il cuore.
E se mi lascerete fermentare sotto un leggero velo, avrò il valore
di una sedia.
Funghi e muffe digeriranno il mio bel corpo e ogni mio sogno.
Germoglierò e niente andrà perduto.
Gaia Danese
martedì 24 marzo 2026
SENZA S.O.S.
... di questo corpo che non si nega alla burrasca...
SENZA S.O.S.
Scosterà il suolo all' approdo questa incupita voglia
di ritrovarsi faro a intermittenza su un' isola sommersa ?
Ancora protende il vento al sogno la bandiera
di questo corpo che non si nega alla burrasca.
frida
sabato 21 marzo 2026
GIRO DI DO
Forse canto per me...
GIRO DI DO
E ti stringevo, corda non da legare,
ma da ancorare a moli non ancora toccati.
E certo non si può - fra surreale e poesia -
scavare un segno che sovrascriva un sussurro.
E non mi leggerai tu, che per poco mi hai amata
cercandomi tra le righe storte della vita.
***
Non scrivo per te, sommesso urlo cullato
tra le braccia mai abbastanza;
forse canto per me, per non dimenticare
una mano invano tesa e un gorgo
in cui voler affondare.
frida
PRIMAVERA
Charles Edward Perugini - Gioia effimera, 1901
FU DI FARFALLA
Fu di farfalla il battito
leggero, una ferita
che si allargò nell' aria,
un segno di matita
sospeso come un' onda
che s' incanta nel timore
di una riva.
Nico Orengo
martedì 17 marzo 2026
OGNI VOLTA ( Aimer sans amour )
Ripropongo questa poesia, postata fra le prime all' inizio della creazione del blog, perché - rileggendola - mi sono stupita io stessa della sua valenza quasi " profetica ". Se allora era solo una bella poesia, oggi è molto di più.
f.
OGNI VOLTA
Ogni volta che ho acquistato una terra
per avere un posto dove morire,
fu sventurata.
Ho perso l' amore
e sono rimasta con la terra
deserta dove seppellire
il mio cuore.
E' arrivata l' ora
di liberarsi della terra
per poter dissotterrare
l'amore.
Spartirò l' utile della vendita
tra quelli che mi hanno aiutato
a edificare questa triste eredità di miserie
( qualcuno non c'è più ).
Comincerò a camminare
per capire se - rimanere fedele
al letto che mi insegnarono
ad accettare -
potrò vedere la smorfia della gioia
o magari la sua ombra.
Dario Edgar Gonzales
venerdì 13 marzo 2026
LA DIREZIONE DELLO SGUARDO
Lì cadde lo sguardo, ma non fu a caso...
LA DIREZIONE DELLO SGUARDO
Dove la terra fu inutilmente arata
e i campi fumano ancora, e le ombre
lontane chiamano inascoltate dai passanti
o dove qualcuno si fermò per un istante
e poi scomparve
linea rovente, rasoterra del tempo
traccia, impronta di vita che comunque fu
in qualunque ora e in qualunque modo
lì guardano - e lo chiamano orizzonte,
da cui nasce il tempo, il viaggio, l' avventura -
oltre la siepe, il meridiano, il magico
confine dell' atlante.
Lì - ascoltami - cadde lo sguardo
ma non fu a caso, nulla accade per nulla.
Fu la tua voce, la voce che sale
dalle sponde abitate,
questo è il nostro ultimo margine.
confine e fuoco,
questa è la direzione dello sguardo.
Roberto Mussapi da La polvere e il fuoco
giovedì 12 marzo 2026
LEGAMI
Stretti legami
" Due persone si legano
tanto più strettamente l' una
all' altra
quanto più esse riconoscono
di non poter mai diventare
una cosa sola ".
Hans Carossa
lunedì 9 marzo 2026
LUTTI
" Sono io la Morte e porto corona / io son di tutti voi signora e padrona... "
Scriveva lo psichiatra Eugenio Borgna a proposito della speranza :
" Essa va intesa come trascendenza, come apertura all' Altro da noi, come ascolto dell' infinito, ed è la speranza che ci fa vivere ".
E chi sta vivendo il Lutto della Speranza ?
frida
BLUES IN MEMORIA
Pensavo che l' amore fosse eterno...
BLUES IN MEMORIA
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete il pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentandosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio : Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, Est e Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto ;
pensavo che l' amore fosse eterno : e avevo torto.
Non servono più le stelle : spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l' oceano e sradicate il bosco
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden
LE PERSONNALISME
Lei è la canzone nata qui...
LE PERSONNALISME
Il vero comunicare fra due individui
è assai meno frequente
di una felicità condivisa,
è più labile della bellezza : basta poco,
anzi un niente a rompere quel filo
sottile, a risprofondare in un silenzio
senza confini.
Emmanuel Mounier
giovedì 5 marzo 2026
STRADA FACENDO
... ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...
AGGIUSTAMENTI ARITMETICI
Procedo
per
sottrazioni.
Non aggiungo
miseria di parole.
Sottraggo
per
procedere.
frida
martedì 24 febbraio 2026
SU PER IL COLLE DELLA VITA
Su per il colle della vita col mio piccolo fagotto
se mi accorgo che è ripido -
se uno scoraggiamento mi trattiene -
se il passo appena fatto
più vecchio sembra della speranza che lo provocò -
incontaminato sia dalla colpa
il cuore che propose come il cuore che accettò
l' essere senza casa, come casa.
Emily Dickinson
lunedì 23 febbraio 2026
LA MIA PAZZA MENTE
(...) Gli affetti non si ammalano. non sono aggredibili. E' solo il cervello, la sua chimica e la sua architettura che si alterano, si decompongono e - di conseguenza - generano i sintomi della follia.
L' amore può essere imbavagliato, rinchiuso, imprigionato, ma rimane tale, puro, non si ammala, non impazzisce.
E' solo la mente, la chimica del cervello - la sua sconnessione - la causa della follia. (...).
Mario Tobino da Le libere donne di Magliano
VENICE
VENICE
Mi sei di fronte
anche nell' incolmabile
spazio
che azzera i nostri passi
e ci fa stretti.
Tu
hai gondole per me
e canali che spingono in mare aperto
riverberi di luce
miti
come questo sole.
frida
***
La tecnica del navigare
LA TUA VENEZIA
Specchio la tua Venezia di amori perduti con una Venezia d' amori ( da altri vissuti ).
Ed è semplice, nella città del mondo dove specchiarsi è più rituale, ove l' acqua genera riflesso, ma altrettanto ingoia senza restituire - ritrovarsi tra il vedere dei gondolieri e il tremolìo delle barche alla fonda.
Tutto sostenuto da musica che è ponte tra calle e calle, nel superamento dell' acqua che espande il passo ad altra terra rubata : un' infinita metafora del prendere il largo - una volta conosciuta la tecnica del navigare indifferentemente le acque, le terre e i desideri.
A. P. Inedito
ILLUMINAZIONE
" Non ci si illumina
immaginando figure di luce,
ma rendendo cosciente
la propria oscurità. "
C. Gustav Jung da
Psicologia dell' inconscio
domenica 22 febbraio 2026
OSSIMORO
Il canto muto dell' infinito....
OSSIMORO
La coltre di un respiro
ridona luce ai pensieri in volo;
e si riaccendono voci
che mai verranno perdute
e da nessun tempo
saranno ingoiate.
E' qui l' ossimoro :
nel canto muto dell' infinito.
frida






