Visualizzazione post con etichetta Jane Alison. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jane Alison. Mostra tutti i post

domenica 23 settembre 2018

MEGLIO SOLE CHE NUVOLE ( Introduzione )


" Si diventa ciò che
  si era destinati ad essere;
  si diventa ciò che
  si è realmente.
  Non volevi essere di pietra?
  O di vetro, o di cromo? "


J. la protagonista di questo libro - nel mezzo del cammin della sua  vita, ha deciso di congedarsi dall'amore. Il suo matrimonio è fallito, non ha figli, e l'ultimo incontro con  Sir Gold ( l'unico ad averla spaccata dentro ) è stato un disastro, così come i vari tentativi di ritrovare le sue vecchie fiamme.
J. torna allora a Miami, ai cieli blu della città di vetro, agli orizzonte sfarzosi della baia e si prende cura di un gatto e di un'anatra malandati, mentre osserva i bizzarri inquilini del suo grattacielo e traduce brani di Ovidio. Le eroine delle Metamorfosi , trasformate dall'amore in piante, pietre o mostri, la guidano alla scoperta dei suoi sentimenti e nella ricerca di uomini da amare solo con la fantasia. Finchè un giorno, scrutando il balcone del ventiduesimo piano vede una donna che lascia cadere qualcosa nel vuoto…

Con una scrittura nello stesso tempo poetica e sensuale, l'autrice racconta di una donna delusa dagli uomini, che esplora le terre instabili del cambiamento e della solitudine per riprendere in mano la sua vita e accettare - finalmente - il suo desiderio di amare e di essere amata.


                                frida

MEGLIO SOLE CHE NUVOLE 1

 
 

                                 Non sono stati forse decenni di comico disastro ?


(…) No. Non ho veleggiato sui mari. Ho guidato verso sud sulla
      I- 95 per giorni finchè non è finita, e mi sono ritrovata di
     nuovo a Miami.
     Non è un paese per vecchie.
     Io non sono ancora vecchia,ma ho il cuore malato di un vecchio
     desiderio, e sono tornata in questo luogo di musica sensuale
     per capire se non sia arrivato il momento di congedarmi dall'
     amore .
     Che delizia essere liberi dal mostro che toglie il senno, la
     lussuria!
     Così diceva Socrate secondo Platone.
    
     Potrebbe essere.

     Sono quindi schizzata verso sud pensando: devo veramente
     dargli un taglio.
     Ma dare un taglio a cosa, di preciso? Questo devo chiedermi.
     Non sono stati forse decenni di comico disastro?
     Dovrebbe essere una buona cosa dare un taglio a un disastro.
     Mi sono fermata vicini ad Annapolis per andare a trovare mia
     madre. Lei sì che ha veleggiato sui mari dell'amore, fin dalla
     lontana Australia. La sua è stata una lunga carriera con gli
     uomini e mi ha trascinato con sé attraverso una sfilza di mariti,
     séguiti di fidanzati, seguìti da quella razza di uomini che
     spariscono all'alba, finchè - alla fine - i mari si sono prosciugati
     e lei è approdata a riva da sola. Mia madre è al corrente di
     tutti i miei vagabondaggi. L'andare errando, così lo chiama lei.
     Anche tu? mi ha detto una volta. Oh, povera cara.
     Quando ho parcheggiato davanti a casa sua, è venuta alla porta
     ondeggiando come un'acacia australiana: mia madre oscilla e
     si inclina anche da seduta. Ha perso la funzione labirintica,
     dicono i medici: una frase che ci ha stregato. Lei sostiene di non
     soffrire di vertigini; un giorno, all'orizzonte, ha cominciato a
     pendere e non è più riuscita a farlo smettere: tutto qui.
     Sono entrata e l'ho guardata sbandare e barcollare dalla parete
     al frigo, poi è crollata su una sedia circondata dai suoi uccelli
     intagliati e dipinti, aggrappandosi al tavolo per sicurezza.
     Guardati, le ho detto. Questa storia deve finire. Ti serve un
     progetto. Mi senti? Il progetto di dove andare a vivere nell'
     immediato futuro. E' arrivato il momento.
     Si è girata, guardando altrove. Non parliamo di me, ha detto.
     Parliamo di te, ragazza prepotente, com'è andata ?

     Che malattia il bisogno! Non ha fine?  (…)


                Jane  Alison   da   Meglio sole che nuvole

     

MEGLIO SOLE CHE NUVOLE 2



(…) Poi la 95 è finita ed eccomi di nuovo a Miami. Dove mi sono
       trasferita due anni fa, fresca di divorzio e incerta, sì, ma piena
       di speranza e di energia. Un'energia pazzesca!
       VIVI IN PARADISO diceva la pubblicità.
       Ho guardato all'insù tutto quel vetro luccicante alto nel cielo
       e le enormi nuvole bianche che pulsavano. C'era vitalità negli
       strati più elevati dell'atmosfera: ioni che giravano nel blu
       sempre più scuro cantando VIVI LA VITA!
       Ma sotto quel cielo di ioni danzanti, su e giù per la Route 1, i
       cartelloni mostravano annunci di interventi di chirurgia
       estetica per l'aumento del seno.
       E' un'idea .  (…)


               Jane Alison   da    Meglio sole che nuvole