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sabato 23 maggio 2026

JORGE, IL MINACCIATO

 


                                                          E' l' amore : dovrò nascondermi o fuggire...




E' l' amore. Dovrò nascondermi o fuggire.

Crescono le mura delle sue carceri, come in un incubo atroce.

La bella maschera è cambiata, ma come sempre è l' unica. A  cosa mi serviranno

i miei talismani, l' esercizio delle lettere, la vaga erudizione, lo studio delle parole che l' aspro Nord

usò per cantare i suoi mari e le sue spade, la serena amicizia, le Gallerie della Biblioteca,

le cose comuni, le abitudini, il giovane amore di mia madre, l' ombra militare dei miei morti,

la notte intemporale, il sapore del sonno ?

Stare con te o non stare con te è la misura del mio tempo.

Già la brocca si rompe sulla fontana, già l' uomo si alza alla voce dell' uccello,

già sono oscure sagome quelle che guardano dietro le finestre, ma l' ombra non ha portato la pace.

E' - lo so - l' amore : l' ansia e il sollievo di sentire la tua voce, l' attesa e la memoria,

l' orrore di vivere nel tempo successivo.

E' l' amore con le sue mitologie, con le sue piccole magie inutili.

C'è un angolo di strada ove non oso passare.

Già gli eserciti mi accerchiano, le orde.

( Questa stanza è irreale : lei non l' ha mai vista ).

Il nome di una donna mi denuncia.

Mi fa male una donna il tutto il corpo.





                                      Jeorge Luis Borges    da  El oro de los tigres


sabato 16 maggio 2026

IL FILO SOTTILE DI ANNA

 


                                                                      La mie fede è un carico enorme....




La mia fede 

è un carico enorme

appeso a un filo sottile,

proprio come un ragno

appende i suoi piccoli a una tela fine,

proprio come dalla vite,

tesa e rigida,

pendono grappoli

come occhi,

come molti angeli

danzano su una capocchia di spillo.


Dio non chiede troppo filo

per restare qui;

solo una venuzza

e sangue che vi scorra

e un po' d' amore.

Come qualcuno ha detto :

l' amore e la tosse

non si possono nascondere.

Neppure un colpetto di tosse

neppure un amore minimo.

Perciò, se hai solo un filo sottile,

a Dio non importa :

Lui te lo troverai tra le mani facilmente

proprio come una volta con dieci centesimi

ti potevi comprare una Coca.




                                                   Anne  Sexton



giovedì 14 maggio 2026

LA NOSTRA PAURA - DICE MARIANNE

 


                                                                    Siamo tutti nati per risplendere...




La nostra paura più profonda

non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda

è di essere potenti oltre ogni limite.


E' la nostra luce, non la nostra ombra

a spaventarci di più.

Ci domandiamo : " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso ?

In realtà, chi sei tu per non esserlo ?


Siamo figli di Dio.

Il nostro giocare in piccolo

non serve al mondo.

Non c'è nulla di illuminato

nello sminuire sé stessi, cosìcchè gli altri

non si sentano insicuri intorno a noi.


Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

Siamo nati per rendere manifesta

la gloria di Dio che è dentro di noi.

Non solo in alcuni di noi :

in ognuno di noi.


E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere, inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri.




                                  Marianne  Williamson




lunedì 11 maggio 2026

LA PAGINA

 


                                                     

" Te l' ho inviato senza ali,

   perché tu non credessi

   che fosse un angelo ".  (  Autore  sconosciuto )




Vorrei si capisse  che fu solo per grazia :

la pagina era solamente il tramite fiorito

del respiro, non altro. Solamente

nell' alone del transito si illuminava.

Oltre e durante, ci segnava un vento

che levigava le pietre, un' acqua dolceamara

che dava forma alle cose.


Io  lo dicevo.

E lui capiva, allora.




                                               frida



venerdì 1 maggio 2026

LA FELICITA' PER SOCRATE ( e non solo ! )

 


                                                                           Dico a te :  " Sii felice ! "

                        


Quando pensiamo alla felicità, tendiamo a costruire attorno ad essa un sistema di condizioni molto preciso : sarò felice quando avrò questo, sarò felice quando avrò risolto quello, o quando avrò superato quel tale ostacolo - insomma - quando la mia vita prenderà una piega più favorevole, soprattutto diversa dall' attuale. Questo è il comune concetto della felicità come " meta futura ", sempre spostata in avanti di un po'. Ma spesso e volentieri questa condizione rimane un miraggio, un sogno che non si realizza mai compiutamente. Se va bene, siamo felici per qualche attimo, qualche  ora, qualche giorno, poi la routine psicologica di preoccupazioni, incertezze sul futuro nostro o di chi amiamo, insieme a innumerevoli  pensieri negativi, ci risucchia come dentro un vortice.

Socrate, il filosofo che girò per decenni lungo le strade di Atene a fare domande scomode - senza cattedra e senza compenso - aveva una visione radicalmente diversa. E la esprimeva in modi che duemilaquattrocento anni dopo agiscono ancora come una scossa.


                   " Sii felice, agisci nella felicità, senza alcuna ragione "

              


Questa - a ben vedere - è una frase  paradossale e rivoluzionaria : " Non siate felici quando avete motivo di esserlo " o " Non siate felici quando avrete raggiunto un obiettivo ".  " Siate felici adesso, in questo momento, senza aspettare che qualcosa di esterno vi autorizzi a farlo. La felicità come stato che si sceglie, non come premio che si riceve ".



P.S.  Mi permetto di aggiungere un pre - requisito alla sapienza del filosofo, che potrebbe agevolare di molto questo nuovo percorso  mental / fattivo :  " Sbarazzatevi di tutte le zavorre che vi portate addosso, di tutti quei pesi che gravano sulle vostre spalle e che appesantiscono mente e cuore da così tanto tempo, che nemmeno più ve ne accorgete. Già questo primo passo vi renderà così liberi e leggeri che - tutto quel che seguirà, nel bene e nel male -  vi sembrerà meno faticoso e del tutto fattibile. La speranza non sarà più " l' ultima a morire ", ma la compagna della vostra vita."




                                                 frida


                        

giovedì 30 aprile 2026

SE FOSSE UN ADDIO

 


                                                     Da queste parti oggi spicchia un sole nevrotico...




Sporca giornata di fine Aprile a scartare

caramelle d' anima d' auto in corsa, masticate

senza una meta probabile, ma coerente,

nell' isterico ripetersi della ricerca di un posto.

Altrove.

Da queste parti oggi spicchia un sole nevrotico

a smistare briciole di cielo in tasche troppo basse

per essere frugate da dita inesistenti.

Beh, se questo fosse un addio, certamente direi

che non assomiglia a un funerale mascherato.

Ti direi che , se fosse acrobazia ingravidare di luna

questo cielo, allora ti porterei in dono una bottiglia

collaudata di titoli di coda sull' orlo dell' abisso che -

chiudendo il crepuscolo di una stanca primavera -

hanno presto imparato a balbettare la parola

fine.




                                        frida



domenica 12 aprile 2026

INDEX VACUUS DI NANNI

 


                                                     Dà pace Domine   ( Dormi  in pace.  La terra ti sia lieve )




Bomarzo  3 Aprile 2026



Quando i nomi

ci faranno divergenti,

nomi che irretiscono

anche i morti,

ricorda il consiglio

dei colori cangianti,

piccole febbri

di chiaroscuro

che non scalfivano,

a cui bastò la gloria

d' infanzie a bocca aperta,

e quel sonnolento

andarevenire

entro invincibili metafore

chiuse al tempo,

senza rovine.




                                 Nanni  Cagnone   da   Index vacuus



lunedì 6 aprile 2026

LA RINASCITA DOPO L' ABISSO

 


                                                              Anche se ci atterrisce il taciturno abisso...



"  Ancora e sempre, anche se conosciamo il paesaggio

dell' amore,

e il piccolo cimitero coi suoi nomi che si lamentano;

anche se ci atterrisce il taciturno abisso ove scompaiono

gli altri,

ancora e sempre usciamo in due sotto gli alberi antichi,

e ancora e sempre ci sdraiamo

in mezzo ai fiori, di fronte al cielo."




                                      Rainer Maria  Rilke



mercoledì 1 aprile 2026

ERA IL VUOTO

            


  

    "Ti amai prima di conoscerti. E il mio amore crebbe senza speranza "  (  Edmond  Rostand  )



                                                          Era il vuoto a crearti, a crearti per me.

                                          Ti inventavo perché tu mi apparissi.


                                         Il desiderio era il gorgo dell' assenza;

                                         coltivavo così la nostra morte.





                                                          frida



martedì 31 marzo 2026

ELOGIO DELLA LENTEZZA *

 

                                    " Tutto ciò che è squisito, matura lentamente "  - A. Schopenhauer 





(...) Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna

e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi

e vede aprirsi magicamente il mondo, 

perché andare a piedi è sfogliare il libro ,

invece correre è guardarne solo la copertina.

Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto,

sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra,

invidiare l' anarchia dolce di chi inventa momento per momento

la strada .Bisogna imparare a stare da sé e aspettare in silenzio;

ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani.

Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli,

è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce ;

è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri

lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla

e che quando sono forti, scoppiano e vanno a confondersi al cielo.

E' suscitare un pensiero involontario e non progettante,

non il risultato dello scopo e della volontà, ma il pensiero necessario,

quello che viene su da solo, da un accordo tra mente e mondo.

Andare lenti è fermarsi su un lungomare, su una spiaggia, su una scogliera inquinata,

su una collina bruciata dall' estate;

andare col vento di una barca e zigzagare per andare dritti.

Andare lenti è conoscere le mille differenze della propria forma di vita,

i nomi degli amici, i colori e le piogge, i giochi e le veglie,

le confidenze e le maldicenze.

Andare lenti sono le stazioni intermedie, i capistazione, i bagagli antichi e i gabinetti,

la ghiaia e i piccoli giardini, i passaggi a livello con gente che aspetta,

un vecchi carro con un giovane cavallo,

una scarsità che non si vergogna,

una fontana pubblica, una persiana con gli occhi nascosti all' ombra.

Andare lenti è rispettare il tempo, abitarlo con poche cose di grande valore,

con noia e nostalgia,

con desideri immensi sigillati nel cuore e pronti a esplodere,

oppure puntati sul cielo perché stretti da mille interdetti.

Andare lenti vuol dire avere un grande armadio per tutti i sogni,

con grandi racconti per piccoli viaggiatori,

teatri plaudenti per attori mediocri;

vuol dire una corriera stroncata da una salita,

il desiderio attraverso gli sguardi,

poche parole capaci di vivere nel deserto,

la scomparsa della folla variopinta delle merci

e il tornar grandi delle cose necessarie.

Andare lenti è essere provincia senza disperare,

al riparo dalla storia vanitosa,

dentro alla meschinità e ai sogni,

fuori dalla scena principale e più vicini a tutti i segreti.


Il pensiero lento offrirà ripari ai profughi del pensiero veloce,

quando la macchina inizierà a tremare sempre di più

e nessun sapere riuscirà a soffocare il tremito.


                                      Il pensiero lento è la più antica

                                      costruzione antisismica.  (...)




                Franco Cassano   da   Il pensiero meridiano *  Riproposto 





lunedì 30 marzo 2026

LA PROFEZIA DI RILKE

 


                                                              Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio...




LA PROFEZIA


Fiori e frutti sono maturi quando cadono; gli animali si sentono

e si trovano l' un l' altro e sono soddisfatti.

Ma noi, noi che ci siamo prefissi Dio,

non possiamo essere pronti.

Spostiamo in avanti la nostra natura come le lancette dell' orologio.


Abbiamo ancora bisogno di tempo.




                                  Rainer Maria  Rilke



sabato 21 marzo 2026

GIRO DI DO

 


                                                                            Forse canto per me...




GIRO  DI  DO


E ti stringevo, corda non da legare,

ma da ancorare a moli non ancora toccati.


E certo non si può - fra surreale e poesia -

scavare un segno che sovrascriva un sussurro.

E non mi leggerai tu, che per poco mi hai amata

cercandomi tra le righe storte della vita.


                                ***


Non scrivo per te, sommesso urlo cullato

tra le braccia mai abbastanza;

forse canto per me, per non dimenticare

una mano invano tesa e un gorgo


in cui voler affondare.




                                         frida


 


venerdì 13 marzo 2026

LA DIREZIONE DELLO SGUARDO


                                                             Lì cadde lo sguardo, ma non fu a caso...





LA DIREZIONE DELLO SGUARDO



Dove la terra fu inutilmente arata

e i campi fumano ancora, e le ombre

lontane chiamano inascoltate dai passanti

o dove qualcuno si fermò per un istante

                e poi scomparve

linea rovente, rasoterra del tempo

traccia, impronta di vita che comunque fu

in qualunque ora e in qualunque modo

lì guardano - e lo chiamano orizzonte,

da cui nasce il tempo, il viaggio, l' avventura -

oltre la siepe, il meridiano, il magico 

               confine dell' atlante.


Lì - ascoltami - cadde lo sguardo

ma non fu a caso, nulla accade per nulla.

Fu la tua voce, la voce che sale

        dalle sponde abitate,

questo è il nostro ultimo margine.

       confine e fuoco,

questa è la direzione dello sguardo.




                           Roberto Mussapi     da   La polvere e il fuoco



martedì 10 febbraio 2026

LA CARITA' DI HILDEGARDA

 


                                                                            Mi hai donato fiori morti...




Mi hai donato fiori morti

da lanciare nella stanza, fiori

già sporcati da una voce, e seppelliti

dove la parola non fa tana.

Ed è questo il trucco degli amanti :

se prendi un fiore puoi legarlo

in fondo al cielo, puoi impiccarlo

a qualche nome e poi morire.



                                                  ***


E' da un po' che le foglie sono incerte,

che il cielo non sprofonda

nelle loro vene scure, dove il sangue

aggrovigliato gira e cade.


Stamattina un passero di ronda

annunciava la catastrofe cantando.



                                                  ***


Ho offerto i miei voti all' inverno,

a una rosa sbaragliata da una neve

che non cade, non vacilla, ma soltanto

che attendiamo e ci rinnega.

Da domani i bambini torneranno

a inventare nuove storie e nuovi fiori.



                                              ***


FIORIRE


Dolore di fiorire questo cardo

che collassa nella luce.



                                                 ***


UN SALMO USURATO


Comando che il tuo cuore tossisca

timido, tra le mani degli angeli.

Poiché non fui che un salmo usurato ;

il profeta dei morti e il fanciullo

che invoca perdono dai fiori.


Chiedo in questa veglia la parola

che ci salvi dall' inverno e faccia casa.



                                                       ***


LA TERRA DEL VERME


Allora donatemi

il cerchio e la croce. Non temete

questa parola che nasce

in altri mondi, dove nerissimi

i gigli affliggono e azzannano.


Amate anche il canto

finale del passero, le astuzie

che nutrono i morti. Altrove

è la terra del verme, ma solo

al di qua può regnare col cuore.


Prima che carne nient' altro

che carne nutrì il fiore ossuto.

Prima che acqua nient' altro

che acqua devastò la mancanza

di forma : tutta loro è la colpa.


Ecco, amate

ostinati la grazia, le impervie

vie della sorte e mai, mai

la sciagura dello stare.



                                                 ***


LA STANZA


Si ammala la parola, le mie

vertebre si curvano in silenzio.

Non piove che acqua sporca

e questa stanza è troppo bianca :


morirò nel singhiozzo delle allodole.



                                                 ***


SILENZIO


Ma lo conosci il segno

degli angeli ? Quello che confonde

l' acqua con le rose, il pane

e un antico verbo senza suono.


Da molliche e da crepacci risorgiamo

a una veglia furibonda ;

è singhiozzo, questi versi e poi silenzio.





                              Mattia  Tarantino  da     Fiori estinti



lunedì 9 febbraio 2026

FAC UT ARDEAT

 





" La morte non è niente. Sono solamente passato dall' altra parte: è come se fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l' uno per l' altra, lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato e che ti è familiare ; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un' aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami !
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima : pronuncialo senza la minima traccia d' ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto : è la stessa di prima , c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente solo perché sono fuori dalla tua vista ? Non sono lontano, sono dall' altra parte, proprio dietro l' angolo.
Rassicurati : va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami : il tuo sorriso è la mia pace ".




                                     Henry Scott Holland



domenica 25 gennaio 2026

DELL' AMORE ULTERIORE

 


                                                                                        Si cerca il respiro atteso....



                                                                   Ovunque il lampo scelga di schioccare,

                                                 che sia terra o carne,

                                                 genera bufere e nuovi mondi,

                                                 argini arsi a cambiare la storia

                                                 delle piste battute.


                                                 Nell' odore dell' aria bruciata

                                                 si cerca il respiro atteso

                                                 che sappia lenire tempo e cuore.




                                                                     frida



domenica 18 gennaio 2026

L' AMORE DI MARZIALE

 




                                 (...) " Si dare vis animosque  Thaliae , et victura
                         petis carmina, dà quod amem. (...)


                                    
                                                                                 ***


                      " Se vuoi dare alla nostra Musa nerbo e forza,
                        e chiedi opere destinate a vivere, dammi qualcuno da amare (...)





                                               Marziale   da    Epigrammi


sabato 17 gennaio 2026

NOS ESPRITS....

 





                                           SEGUENDO UN VENTO DI LUNA


                                  (...)  Davvero, nel mio navigare a vista, ho trovato sempre ciò che cercavo ? 
                                          O non è piuttosto quello che non ho mai trovato,
                                          il punto cardine che mi spinge a restare qui
                                          a ragionare sul fatto che non sempre serve
                                          mollare gli ormeggi per diventare " ciò che si è ? "    (...).





                                                           Clelia  Mazzini



giovedì 18 dicembre 2025

NON SOLO TEGOLE

 


                                                                            Dall ' Inverno  di  Vivaldi




NON SOLO TEGOLE


Quell' inverno

era stato così bianco

da rompere

quella sesta tegola

a sinistra

appena sopra il cuore


che la casa

finì col congelarsi.

Improvvisamente.




                                           frida



sabato 13 dicembre 2025

DI VERDE VESTITA

 


                                                                        Mi porto questo silenzio....




SILENZIO


Le parole le dò 

alla carta;

mi porto questo silenzio

carico di compagnia;

leggo gli sguardi che

tengo anche dopo aver

abbassato la palpebra.




                           Emanuela  Zoccolotto   da    Di verde vestita