Quando pensiamo alla felicità, tendiamo a costruire attorno ad essa un sistema di condizioni molto preciso : sarò felice quando avrò questo, sarò felice quando avrò risolto quello, o quando avrò superato quel tale ostacolo - insomma - quando la mia vita prenderà una piega più favorevole, soprattutto diversa dall' attuale. Questo è il comune concetto della felicità come " meta futura ", sempre spostata in avanti di un po'. Ma spesso e volentieri questa condizione rimane un miraggio, un sogno che non si realizza mai compiutamente. Se va bene, siamo felici per qualche attimo, qualche ora, qualche giorno, poi la routine psicologica di preoccupazioni, incertezze sul futuro nostro o di chi amiamo, insieme a innumerevoli pensieri negativi, ci risucchia come dentro un vortice.
Socrate, il filosofo che girò per decenni lungo le strade di Atene a fare domande scomode - senza cattedra e senza compenso - aveva una visione radicalmente diversa. E la esprimeva in modi che duemilaquattrocento anni dopo agiscono ancora come una scossa.
" Sii felice, agisci nella felicità, senza alcuna ragione "
Questa - a ben vedere - è una frase paradossale e rivoluzionaria : " Non siate felici quando avete motivo di esserlo " o " Non siate felici quando avrete raggiunto un obiettivo ". " Siate felici adesso, in questo momento, senza aspettare che qualcosa di esterno vi autorizzi a farlo. La felicità come stato che si sceglie, non come premio che si riceve ".
P.S. Mi permetto di aggiungere un pre - requisito alla sapienza del filosofo, che potrebbe agevolare di molto questo nuovo percorso mental / fattivo : " Sbarazzatevi di tutte le zavorre che vi portate addosso, di tutti quei pesi che gravano sulle vostre spalle e che appesantiscono mente e cuore da così tanto tempo, che nemmeno più ve ne accorgete. Già questo primo passo vi renderà così liberi e leggeri che - tutto quel che seguirà, nel bene e nel male - vi sembrerà meno faticoso e del tutto fattibile. La speranza non sarà più " l' ultima a morire ", ma la compagna della vostra vita."
" La morte non è niente. Sono solamente passato dall' altra parte: è come se fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l' uno per l' altra, lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato e che ti è familiare ; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un' aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami !
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima : pronuncialo senza la minima traccia d' ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto : è la stessa di prima , c'è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente solo perché sono fuori dalla tua vista ? Non sono lontano, sono dall' altra parte, proprio dietro l' angolo.
Rassicurati : va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami : il tuo sorriso è la mia pace ".