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giovedì 9 ottobre 2025

SONETTO SHAKESPEARIANO

                                                                   Muta pensiero, sì che muti anch'io....




Vergogna nega che tu senta amore,

amica così improvvida a te stessa :

da mille amata, la mia dea non cessa

nutrire ai pretendenti il suo livore.

Temperie tua possiede odio rapace

che contro te non perita tramare :

rovinerà il prezioso lacunare,

la reggia dove dovresti avere pace.

Muta pensiero, sì che muti anch'io;

al che albergare un sentimento ostile ?

Come nel volto, in cuore sii gentile,

abbiti cura per l' amor di dio.

Fatti per l' amor mio doppia e diversa :

che o l' una o l' altra dea non mi sia persa.



                           Sonetto n 73   ( W. Shakespeare )



mercoledì 16 novembre 2022

L' AMLETO DI CARMELO BENE

 




                        "   L' intervallo! Sarà tra poco l'intervallo, il mio. E la vita

                    di un uomo non è che il tempo di dire : Uno. Se non è

                    ora, sarà avvenire. Se non è avvenire, sarà ora. Se non

                    è ora, pure verrà.

                   Star pronti a tutto. Ché se nessuno di noi sa nulla di ciò

                   che lascia, dimmi che importa lasciar prima del tempo?

                  Lascia andare. "



                          W. Shakespeare   da       Amleto



giovedì 29 luglio 2021

MATTINO DI UN GIORNO D'ESTATE

 


                                                 La tue eterna estate non dovrà sfiorire...




XVIII


Dovrei paragonarti a un giorno d'estate?

Tu sei ben più raggiante e mite:

venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio

e il corso dell'estate ha vita troppo breve :

talvolta troppo cocente splende l'occhio del cielo

e spesso il suo volto d'oro si rabbuia

e ogni bello a volte da beltà si stacca

spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.

Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire

né perdere possesso del bello che tu hai;

né morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,

perché al tempo contrasterai la tua eternità :

finché ci sarà un respiro od occhi per vedere

questi versi avranno luce e ti daranno vita.




                            William Shakespeare  da    I Sonetti



sabato 1 maggio 2021

LA GELOSIA DI EROS

 



" Come geloso, io soffro quattro volte : perché sono geloso; perché mi rimprovero di esserlo; perché tempo che la mia gelosia finisca  col ferire l'altro; perché mi lascio soggiogare da una banalità : soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri".
( Roland  Barthes )




ODE ALLA GELOSIA


Simile a un dio mi sembra quell'uomo

che siede davanti a te, e da vicino

ti ascolta mentre tu parli

con dolcezza

e con incanto sorridi. E questo

fa sobbalzare il mio cuore nel petto.

Se appena ti vedo, subito non posso

più parlare: la lingua si spezza : un fuoco

leggero sotto la mia pelle mi corre :

nulla vedo con gli occhi e le orecchie

mi rombano :

un sudore freddo mi pervade : un tremore

tutto mi scuote: sono più verde

dell'erba; e poco lontana  mi sento

dall'essere morta.

Ma tutto si può sopportare...



                                                         Saffo, 630 a.C.



                                                         ***


SONETTO DEL DOLCE LAMENTO


Temo di perdere la meraviglia

dei tuoi occhi di statua e la cadenza

che di notte mi posa sulla guancia

la rosa solitaria del respiro.

Temo di essere lungo questa riva

un tronco spoglio, e quel che più m'accora

è non avere fiore, polpa, argilla

per il verme di questa sofferenza.

Se sei tu il mio tesoro seppellito,

la mia croce e il mio fradicio dolore,

se io sono il cane e tu il padrone mio,

non farmi perdere ciò che ho raggiunto

e guarisci le acque del tuo fiume

con foghe dell'Autunno mio impazzito.



                                         Federico Garcia Lorca



                                                  ***


" Oh, guardatevi dalla gelosia , mio signore. E' un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale - conscio della sua sorte - non ama la donna che lo tradisce : ma, oh come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore ! ".



           W. Shakespeare  ( Iago ad Otello   - Atto III, scena III )



                                                 ***


CATTIVA  ANNATA


L'uomo vecchio ha la terra di giorno e la notte

ha una donna ch'è sua -ch'era sua fino a ieri.

Gli piaceva scoprirla, coma aprire la terra,

e guardarsela a lungo, supina nell'ombra

attendendo. La donna sorrideva occhi chiusi.


L'uomo vecchio stanotte è seduto sul ciglio

del suo campo scoperto, ma non scruta la chiazza

della siepe lontana, non distende la mano

a divellere un'erba. Contempla tra i solchi

un pensiero rovente. La terra rivela

se qualcuno vi ha messo le mani e l'ha infranta:

lo rivela anche al buio. Ma non c'è donna viva

che conservi la traccia della stretta dell'uomo.


L'uomo vecchio s'è accorto che la donna sorride

solamente occhi chiusi, attendendo supina,

e comprende improvviso che sul giovane corpo

passa in sogno la stretta di un altro ricordo.

L'uomo vecchio non vede più il campo nell'ombra.

Si è buttato in ginocchio, stringendo la terra

come fosse una donna e sapesse parlare.

Ma la donna distesa nell'ombra, non parla.


Dov'è stesa occhi chiusi la donna non parla

né sorride, stanotte, dalla bocca piegata

alla livida spalla. Rivela sul corpo

finalmente la stretta di un uomo : la sola

che potesse segnarla, e le ha spento il sorriso.



                                 Cesare Pavese, 1937



                                              ***


DONNA IN TRAM


Vuoi baciare il tuo bimbo che non vuole :

ama guardare la vita, di fuori.

Tu sei delusa- allora - ma sorridi :

non è l'angoscia della gelosia

anche se già somiglia egli all'altr' uomo

che ti ha lasciata così...



                                            Sandro Penna



                                                  ***


OGGI CHE T' ASPETTAVO


Oggi che t'aspettavo

non sei venuta

e la tua assenza so quel che mi dice,

la tua assenza che tumultuava

nel vuoto che hai lasciato,

come una stella 

dice che non vuoi amarmi;

quale un temporale estivo s'annuncia

e poi s'allontana,

così ti sei negata alla mia sete.

L'amore sul nascere

ha di questi improvvisi pentimenti :

silenziosamente ci siamo intesi

amore, amore

come sempre 

vorrei coprirti di fiori

e di insulti.



                                 Vincenzo  Cardarelli



mercoledì 21 aprile 2021

NARCISO ( IERI E OGGI )

 


             Io, con una donna ho più coraggio, mi accarezzo, mi tocco, mi corteggio...



Narrato per la prima volta da Ovidio nelle Metamorfosi, scritte all'inizio dell'era cristiana ( dal 3 all' 8 secolo d.C. ), non casualmente appare così tardi nell'universo dei miti, perché la storia di Narciso coincide con la scoperta della soggettività nel pensiero occidentale. Giustamente Julia Kristeva ( in " Storie d' amore " ) sottolinea il posto che il mito occupa nella storia della soggettività, ma anche  fa l'esame dei sintomi critici e dei pericoli che la soggettività produce. Narciso siamo noi!

Narciso, che abita la nascita della soggettività, subito la dichiara legata alla morte. E la sua morte percorre tutta la cultura dell'occidente, perché in Narciso non muore un " altro" qualsiasi, ma è l' " io" stesso che muore e che si guarda morire.  ( f. )




LA DANZA DI NARCISO


Io son nero di amore,

né fanciullo né usignolo,

tutto intero come un fiore,

desidero senza desiderio.


Mi sono alzato tra le viole,

mentre albeggiava,

cantando un canto dimenticato

nella notte uguale.

Mi son detto : " Narciso! "

e uno spirito col mio viso

oscurava l'erba al chiarore dei suoi ricci.


                                      P.P. Pasolini



                                         ***


NARCISO


Narciso.

Il tuo odore.

E il fondo del fiume.


Voglio restare sulla tua riva

fiore dell'amore.

Narciso.


Onde e pesci addormentati

passano nei tuoi bianchi occhi

nei miei, uccelli e farfalle

si stilizzano.


Tu minuscolo e io grande.

Fiore dell'amore.

Narciso.


Le rane quanto sono scaltre.

Ma non lasciano tranquillo

lo specchio in cui si guardano

il tuo delirio e il mio delirio.


Narciso.

Il tuo dolore...

E il mio dolore medesimo.


                                  F. G. Lorca



                                         ***


LA SALVEZZA DI NARCISO


Guarda nel tuo specchio e di' al volto che vedo

che ora è tempo per quel volto di formarne un altro;

se ora tu non ne rinnovi il fresco aspetto,

inganni il mondo, e una madre privi di benedizione.


Perché dov'è la donna così pura il cui insolcato grembo

disdegni l'opera del tuo dissodamento?

O qual è l'uomo così fatuo  da voler essere la tomba

dell'amore di se stesso, arrestando la sua posterità?


Tu sei lo specchio di tua madre, ed ella in te

rimemora il leggiadro aprile del suo rigoglio;

e così dalle finestre della tua vecchiaia tu vedrai,


- a dispetto delle rughe - questo tempo tuo dorato.

Ma se tu vivi per non essere ricordato,

muori solo, e la tua immagine muore con te.


                                         W. Shakespeare



martedì 17 dicembre 2019

TI SIA BUONA LA NOTTE...

 
 



                                                                   " Ma tu chi sei,
                      che avanzando nel buio della notte,
                      inciampi nei miei più segreti pensieri? "



                                         William Shakespeare



giovedì 22 novembre 2018

SULL'ESSERE E IL TACERE

 
 



                                                  " Abbi più di quanto mostri,
                             parla meno di quanto sai "
                           


                                        William Shakespeare