Anna Kuliscioff
LUGANO 21 Dicembre 1880
(…)Io non posso e non voglio accusarti, angelo mio, Andreino,
Andreino.Ma come siamo ingiusti,come siamo spietati ! Da due
ore in qua, deliro, il cuore amareggiato scoppia di dolore e
sofferenze indicibili. Come vivere? Che fare? Perché appunto
quando soffro più che mai,quando non so come vivere più senza
di te, perché allora appunto ricevo tanti colpi spietati? Perché
non pensi tu a tutta la mia vita, perché non pensi che mi sono
data a te tutta, senza badare a niente? Lasciai tutto: madre,
amici, conoscenze, sono sola al mondo e non ho che te; avrei
potuto fare altrimenti, ma per amor tuo, per la devozione
infinita per te, non lo feci e non lo farò.E tu m'accusi per nulla,
per nulla assolutamente. E' forse colpa mia che le persone
estranee a me vogliano e desiderino sottrarmi per un momento
alla solitudine che ammazza l'esistenza? Ieri sera deliravo, non
ho dormito punto, e quando dormo un po', sogno delle cose così
spaventevoli che non so come vivere mai. Sogno spesso d'essere
condannata a morte con tutti i dettagli dell'esecuzione, ma ciò
che mi fa soffrire maggiormente è il pensiero d'essere tolta
dalla vita senza averti veduto. Oh Andreino amato, e tu mi dici
d'essere indegna di te e del tuo amore! Se hai un po' di pietà di
me, non ammazzarmi con delle parole simili. In tali momenti
sarei capace - senza esitare - di togliermi la vita. Che cosa mi
rimane se dopo essermi data a te con tutta l'esistenza mia, dopo
aver rinunciato a tutto per te, tu mi tratti d'un tal modo? Sogno
d'esser condannata a morte, ma sei tu che mi condanni.Ti giuro
col delirio presente,colle sofferenze che sono maggiori delle mie
forze, che una volta che la nostra vita non andasse così come la
vagheggio, io mi suiciderò.
Te lo giuro, te lo giuro.
3 ORE DOPO
(…) Oh, come le ore si succedono lunghe e tormentose! Che
grida sento intorno a me. Non so dove sono: vedo solo te…
Angelo mio adorato Andreino, prendimi, asciuga con le tue
labbra i miei occhi gonfi di lacrime e infiammati da non
vedere più nulla… Non voglio giustificarmi dalle accuse
atroci che mi lanci spietatamente.Se m' ami capirai bene che
non sono io che possa commettere cose indegne del nostro
amore.Posso sbagliare, ma non commettere delitti. Stringimi
al tuo petto, voglio morire al tuo fianco. La vita è
insopportabile. Vorrei che tu mi strangolassi. Oh, inebriami
e perdere tutta la coscienza dell'esistere! Baciami, mordimi,
io ti ammazzerei. Andriosa, vita mia, io ti adoro, io ti invoco,
vieni a dirmi una buona parola, accarezzami, stringimi forte,
dammi la tua vita e io ti desidero appassionatamente,
pazzamente…
La passione giunge a tale intensità, che tu sai quel che si fa
allora...Oh, ti supplico: non tormentarmi.
Oh, sono proprio pazza.
Tua Nina (… )
Anna Kuliscioff da Lettere d'amore ad Andrea Costa 1880- 1909

