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mercoledì 17 dicembre 2025

L' OMBRA DI CHI PASSA

 

                                                                             Lei che è pura astrazione...




RITARDANDO IL BALZO, ECCO CHE LASCIA


Ritardando il balzo, ecco che lascia

la preda in un illusorio palpitare,

lei che è forte di segreta ferocia,

pura astrazione

in grado di evitare la fame

e splendere comunque di digiuno.




                        Alessandro  Quattrone    da    L' ombra di chi passa



martedì 9 ottobre 2018

PROVE DI LONTANANZA

 
 

                                                              Le mie dita strinsero la fine…



Le isole lontane, e il mattino
sereno come fossimo
due esuli felici di soccombere
non avendo alcuna via di fuga.


                                            ***


Il crepuscolo era fra le tue dita
e non avesti il coraggio
di lascialo scivolare sul mio volto
in forma di carezza o di sussurro.
Era roseo il crepuscolo
e le mie dita strinsero la fine
come si può stringere un colore.


                                       ***


Adesso che sei spettro e fai azzurri
richiami che non posso udire
in questo mio silenzio angelico,
adesso non tradire
chi negli spettri ripone la speranza
di baciare la pura lontananza.


                                       ***


Potenza del biancore in mille gocce,
mille facce ha il giorno, una la sera,
e nell'acqua non si scorgono presagi:
la cascata ride dei rimpianti.
Verranno le piogge, verranno le sagge
parole dal cielo, ma intanto
gli spruzzi, gli estatici guizzi
d'un tratto ci giurano amore.
E noi stiamo in piedi perplessi,
dispersi in mille gocce nel biancore.


                                  ***


La rondine sa cos'è il richiamo,
cos'è il ritorno, il lieve turbamento.
Il lampo sa cos'è la solitudine
del durare un istante illuminando.


                                  ***

Poca luce, e il gelo sulle strade
stermina i passanti, invade l'ombra;
domina così, inerme e candido.
Gennaio è qui, sulle maniglie, e insiste
perché ci ricordiamo che ogni inizio
è uguale: un tremito, un sospiro
e il grido prolungato dell'attesa.
A un tratto si accende una finestra
e freme un desiderio dietro il vetro.


                                   ***


L'ora perfetta io l'ho conosciuta,
è immota e in movimento,
è quiete e turbamento
provvisoria come l'estasi del ramo
che perderà il frutto.


  
            Alessandro Quattrone  da      Prove di lontananza


sabato 18 marzo 2017

MA CHIAMAMI TU



    
                                                    Federico Cervelli - Orfeo e Euridice




Ma chiamami tu risalita
dagli Inferi ancora più lieta
tu che mite ti volgi
all'alta mia quiete notturna
tu diffusa nel tempo per dare
ore e tremore a quel viso
perso per sempre una sera
era il mio era il mio era il tuo.


         Alessandro Quattrone  da      Prove di lontananza

 In questa lirica è chiaramente avvertibile l'eco rilkiana di
 Orfeo. Euridice . Ermes  ( è possibile leggere la poesia in questo blog )



TU ABITI ALTRI INVERNI

 
 


                                                    Tu abiti altri inverni…


Tu abiti altri inverni,
abbandoni il tuo sguardo lentissimo
in altre stanze, in altre oscurità;
se socchiudi le labbra è per credere
al dominio dell'attimo:
fingi di ignorare il mio richiamo
e chissà con quale calma
disperdi l'assedio degli spettri
che ti invio da questa mia distanza.
O forse sono solo tormentate
memorie vaganti sulla terra,
senza un inferno dove riposare.


         Alessandro Quattrone  da       Prove di lontananza