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sabato 27 ottobre 2018

I SENSI DI JOSEFA




                                                          Un' altra - amorosa - Parra


DELLA VISTA

Per i tuoi occhi.
Per i tuoi occhi fieramente aperti.
Per i tuoi occhi fissi.
Per i tuoi occhi pieni di febbre.
Per i tuoi occhi grandi.
Un'orchidea di carne voluttuosa.
Per i tuoi occhi grandi 
con vocazione d'ape.


                                       ***
DELL' UDITO

S'alza la tua voce, s'attorciglia e s'altera
serpente e vortice, s'impiglia ai miei capelli,
sale ancora, s'ingigantisce si aliena in t'uomo
 che grida di piacere, delizioso straniero
che parla lingue angeliche sopra un letto impuro.


                                           ***
      
DEL GUSTO


C'è del sale sopra le labbra. Sulla lingua
resti di naufragi e di sirene,
a volte alghe e il gusto dei fondali
spumosi e verdi dell'oceano.
Il sesso sempre ha il sapore del mare d'inverno,
di freddo vento nel cuore della notte.


                               ***
DEL TATTO

Avvicinati piano ai miei domini;
che le tue dita tentino lo spazio
ciecamente, l'oscurità che avvolge
il mio corpo; che costruiscano un cammino
e giungano fino a me attraverso il velo
spesso e taciturno delle ombre.
Salvami con la luce che hai fra le dita
se mi toccano, scongiura l'indolenza,
scaldami o ustionami col tatto
splendido e chiaro delle tue mani.
Come le farfalle della notte
fino alla fiamma volerò - da te evocata -
ché preferisco bruciare che restare oscura.


                                         ***

DELL' OLFATTO

La vaniglia, lo spigo, la muffa, la cannella.
A volte un aroma sottile come l'acqua,
come di nube o pioggia, a volte un violento
profumo che ricorda la pelle di una gazzella,
il sudore e il sangue di un animale in cielo.
Però sempre - alla fine - la vaniglia, lo spigo.




             Josefa  Parra     da      Alcoba del Agua




IL RICORDO DI JOSEFA




                                          Posso salvarti dalle ore divorate...



IL RICORDO E IL SUO CATTIVO GIOCO

Il ricordo non mi lascia abbandonare il tuo viso
bellissimo, e la tua bocca dove il mondo si spalanca
come un calice profano.
Se la memoria non fosse così ostinata,
io ti avrei vinto.
Invece il ricordo è un aspro nemico:
è forte come è forte l'infelicità,
come è forte l'amore. E ancora nelle mie mani
la traccia delle tue si disegna
con dolcezza caparbia,
se per qualche istante il vino e la nostalgia
mi fanno pensare a te.


                                            ***


STANZA D' ALBERGO

Se c'era ancora una promessa
fra me e te, un'offerta
prolungata, una luce laggiù
da poter seguire;
se restava la speranza
- sebbene fosse una triste,
piccola speranza -
se anche le tue labbra
mai hanno pronunciato
la parola mortale che io desideravo
o qualcosa che le assomigliasse,
penso che ancora avrei trovato
una ragione per aspettarti.
E chissà se il commercio della carne
non fu - in qualche modo - una promessa .


                                         ***

I DONI DELLA MEMORIA

C'è un altro nella tua voce.
Se non avrò di nuovo il dono prezioso del tuo peso,
se il tuo collo non si piegherà ancora sotto il giogo
di una mia carezza, se le mie ginocchia mai più
imprigioneranno le ombre; se non tornerai
a torturarmi coi tuoi lenti
prodigi della carne e del desiderio,
guarda :
non mi interessa.
Posso ricordarmi di tutto, ricomporti,
salvarti dalle ore divorate;
posso vivere di quello che ti ho rubato,
della rendita d'amore che
abbandonasti nel mio letto
come una triste conchiglia



               Josefa  Parra     da    Alcoba del agua



martedì 20 dicembre 2016

COSE CHE NON AVREMO




Cose che non avremo:
le lunghe mattinate d'aprile d'amore e di sogno.
Le sere di novembre con la pioggia incessante.
Le notti d'estate ostinatamente stellate.
Tutte le albe dolcissime d'autunno.

Cose che io ho perduto:
non assaggerò il sapore della tua bocca addormentata.
Non cullerò i tuoi figli.
Non berrò il tuo vino.
Non piangerò con te vedendo il tramonto.
Non sorgerà il tuo ventre tra le mie lenzuola.
Ho un intero tesoro di lacune e di assenze,
un campionario completo di pagine in bianco.


        Josefa  Parra  da   Alcoba del agua