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domenica 6 ottobre 2019

DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 1

 
 
 
                                              
                                                La morte di Matilde Calderòn

(…) Dietro l'atteggiamento disinvolto e il comportamento da
       ragazzina innamorata, Frida nasconde un'esperienza dolorosa
       fuori del comune. Tutta la sua vita è fatta di momenti difficili.
       Nata nel 1907 da una famiglia squattrinata, capisce in fretta
       che non avrà molto da aspettarsi. Suo padre Guillermo ha
       avuto una vita dura. Fotografo ufficiale ai tempi di Porfirio
       Diaz, la rivoluzione l'ha lasciato senza denaro, senza avvenire
       e vive di espedienti. E' Matilde Calderòn, la madre di Frida
       che deve occuparsi di far quadrare il bilancio domestico
       vendendo suppellettili e mobili, affittando  camere agli
       scapoli di passaggio e facendo meschine economie su tutto
       quanto. Questa madre sembra aver avuto un ruolo minimo
       negli affetti di Frida : troppo pia, bigotta, dura e
       contemporaneamente riservata, sfigura al fianco di Guillermo,
       così artista, così fragile, così poco realista. Lei, così graziosa
       e viva nella sua giovinezza, per proteggere la famiglia è
       divenuta autoritaria e severa. " Mi iefe ", dice di lei Frida,
      " mio padrone". Come Diego, ha conosciuto l'abbandono
       materno nella primissima infanzia: spossata dalle continue
       gravidanze, alla nascita di Cristina ( un anno dopo Frida ),
       Matilde sprofonda nella depressione e non può più occuparsi
       delle bambine. La balia che allatta Frida è il pendant della
       Antonia di Diego, la madre india.Tuttavia è senza dubbio dalla
       madre che Frida eredita quello che la distingue dalle altre
       ragazze della sua classe: quell'energia, quello sguardo lucente
       e la devozione quasi religiosa all'ideale rivoluzionario.
       Suo padre, così fragile e così sognatore è l'uomo- bambino che
       Frida cercherà per tutta la vita.  (…)


Jean- Marie Gustave Le  Clézio   da   Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )

DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 2

                                               Le due Frida  ( 1939 )      

(…) La sofferenza di essere diversa è la vera formazione di Frida.
       In quel momento non sogna affatto di dipingere, ma vive in un
       mondo di fantasia e di suoni in cui trova una compensazione
       alla solitudine; fa apparire a volontà, sulla finestra della sua
       camera, un'altra Frida, il suo doppio, sua sorella: " Avevo
       alitato sul vetro della finestra della mia camera di allora ",
       scrive nel suo diario " e con un dito avevo disegnato una porta.
       Piena di gioia e di urgenza, varcai quella soglia con l'
       immaginazione. Attraversai per intero la pianura che avevo di
       fronte e arrivai a una fattoria chiamata " Pinzòn". Entrai
      attraverso la "o" di Pinzòn e scesi in fretta nel cuore della terra
      dove la mia " amica immaginaria" stava aspettando. Non
      ricordo né la sua faccia né il suo colore, ma so che era allegra,
      che rideva molto. Senza emettere suono. Era agile e danzava
      come se il suo corpo non avesse peso. La seguivo in tutti i suoi
      movimenti e mentre danzava le raccontavo i miei problemi
      segreti".
     Frida non si separerà mai dal suo doppio.In un quadro del 1939
     intitolato Le due Frida , due sorelle siamesi sedute fianco a
     fianco, si tengono per mano e i loro cuori appaiono uniti dalla
     stessa arteria. L'incipiente malattia, il rinchiudersi nella
     solitudine del dolore hanno trasformato il sogno di bambina in
     fantasma, e dato un valore quasi mitico a quell'altra se stessa
     che lei scruta nel suo specchio.
    Quello che stupisce nel destino di Frida è l'assoluta irrazionalità
    di tutto quanto la concerne. Contrariamente a Diego Rivera,
    nulla la predispone a diventare anche lei pittrice. E' certamente
    educata dal padre al gusto dell'arte e, sin dai tempi del collegio
    si appassiona a quelle giovani creature del nuovo Messico che
    vogliono farsi riconoscere.  (…)


Jean- Marie Gustave Le Clézio  da   Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )


DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 3


(…)Un evento terribile cambierà tutto il corso della vita di Frida e
      la chiuderà per sempre nella solitudine e nella maledizione del
      dolore da cui l'arte diverrà la sola via d'uscita.
      Il 17 settembre 1925 ( ha allora poco meno di diciotto anni ),
      Frida sale con Alejandro su uno di quei nuovi autobus che
      cominciano a solcare la capitale dalla piazza centrale dello
      Zòcalo fino a Coyòacan, e che godono del favore del pubblico
      perché vanno molto più in fretta dei tram. All'angolo tra Cinco
     de Mayo e il mercato di San Juan,l'autobus è investito di striscio
     da un tram.
     Frida ha raccontato più tardi come ha vissuto l'incidente: " Lo
     scontro si verificò pochi istanti dopo che eravamo salito sull'
     autobus. In precedenza ne avevamo preso un altro, ma poiché io
     avevo perso un piccolo parasole, eravamo scesi a cercarlo e fu
     così che finimmo sull'autobus che mi avrebbe distrutta.
     Il tram si muoveva lentamente, ma l'autista del nostro mezzo era
     giovane e molto nervoso. Quando il tram ebbe girato l'angolo,
     l'autobus finì schiacciato contro un muro.
   " Io ero una ragazza intelligente, ma poco pratica, nonostante
      tutta la libertà che mi ero conquistata. Forse per questo non mi
      resi conto della situazione, né indovinai che ferite avessi. La
     prima cosa a cui pensai fu il " balero" ( giocattolo messicano )
     dai bei colori che avevo appena comprato e che stavo
     trasportando. Tentai di cercarlo, pensando che quanto era
     successo non avrebbe avuto conseguenze serie ".  (…)


Jean- Marie Gustave Le Clézio  da  Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )

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DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 4



(…) " E' una bugia che ci si renda conto dello shock, è una bugia
        che si pianga. Io non ho avuto lacrime. L'urto ci catapultò in
        avanti e un corrimano mi trafisse nello stesso modo in cui una
        spada trafigge il toro. Un uomo vide che avevo una tremenda
        emorragia.Mi prese e mi sistemò su un tavolo da biliardo dove
        rimasi fino all'arrivo dell'ambulanza.
        E' così che ho perso la mia verginità. Il rene era leso: non
        riuscivo più a orinare, ma quello che mi faceva soffrire di più
        era la colonna vertebrale. Nessuno aveva l'aria di
        preoccuparsi. E poi non si facevano radiografie. Mi sono
        seduta come potevo e ho detto alle persone della Croce Rossa
        di chiamare la mia famiglia. Matilde seppe la notizia dai
        giornali e fu la prima a venirmi a trovare; non mi abbandonò
        per tre mesi, giorno e notte al mio fianco. Mia madre non si
        fece vedere per un mese, per via dello shock, e non venne a
        trovarmi. Quando mia sorella Adriana seppe la cosa, svenne.
        E mio padre diventò così triste che si ammalò e non lo potei
        vedere per più di venti giorni".
        Le conseguenze dell'incidente sono terrificanti e la maggior
        parte dei medici che visitarono Frida sono sorpresi del fatto
        che sia ancora in vita: la sua colonna vertebrale è spezzata
        in tre punti nella regione lombare; il collo del femore è
        frantumato, e anche le costole; nella gamba sinistra ci sono
        undici fratture, il piede destro è schiacciato e slogato; la
        spalla sinistra lussata, l'osso pelvico spezzato in tre. Il
        corrimano d'acciaio dell'autobus le ha trapassato il ventre,
        penetrando dal fianco sinistro e uscendo dalla vagina. (…)


Jean- Marie Le  Clézio  da    Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )

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(…) Ma la resistenza di Frida, la sua vitalità sono eccezionali.
       Sopravvive all'incidente e alla disperazione che ne segue. La
       sofferenza che patisce all'ospedale sono insopportabili.
      " Sto male, tu non puoi sapere fino a che punto -  scrive ad
       Alejandro un mese dopo - e ogni volta che mi tiro su dal letto,
       verso litri di lacrime, ma - naturalmente , come si dice - dei
       cani che abbaiano e delle lacrime delle donne non bisogna
       fidarsi".
       Nell'autoironia e nell'humor nero, Frida trova l'incredibile
       energia per superare la disperazione e il dolore. Scrive, legge,
       scherza interminabilmente con Matilde. Impara il significato
       dell'espressione messicana" aguantar", " sopportare il dolore".
       Il 5 dicembre 1925 scrive: " La sola cosa buona è che ora
       comincio ad abituarmi  alla sofferenza".
       Uscita dall' ospedale della Croce Rossa, ritrova la casa di
       Coyocàn, in cui deve restare inchiodata a letto. Allora decide
       di dipingere. E' dalla sofferenza e dalla solitudine che nasce
       questa volontà. Alla madre annuncia la sua decisione:" Non
       sono morta e per di più ho una ragione per vivere. Questa
       ragione è la pittura ".  (…)


Jean - Marie Gustave Le Clézio   da  Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )

DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 6


(…) La madre fa costruire una sorta di cielo al di sopra del suo
      giaciglio e,come un baldacchino,fa montare un grosso specchio
      perché la ragazza possa vedersi e diventare la propria modella.
      Sono questo letto e questo specchio che accompagnano Frida
    per tutta la sua opera,come un altro modo di passare dalla porta
    disegnata sul vapore del vetro e di ritrovare l'altra Frida, quella
    che balla sempre, così allegra e leggera, che condivide i suoi
    segreti.
    Ormai la pittura, l'humor nero e la solitudine compongono il
 destino di questa ragazza prima d'allora così lunatica e scherzosa,
 che sognava di diventare " una navigatrice e una grande
 viaggiatrice". Solitudine tanto più profonda perché Alejandro, il
 suo fidanzato,l'ha lasciata per andare a studiare in Germania:così
 lontano che le lettere impiegano mesi per arrivare. L'esilio di
 Alejandro non è casuale: i suoi genitori vedono di malocchio la
 relazione con una ragazza così svergognata, insolente, e che per
 di più sta per diventare invalida.
 Ora Frida ha potuto misurare la gravità dell'incidente che l'ha
 sventrata: sa che non potrà mai avere figli, come le hanno detto i
 medici. Nel 1926 scrive una partecipazione colma di cupa ironia:

                                    LEONARDO
         nacque alla Croce Rossa nell'anno di grazia 1925,
                    il mese di settembre, e fu battezzato
                   nella città di Coyocàn l'anno seguente.
                                   Sua madre fu
                                   Frida Kahlo,
                                  Isabel Campos
                          e Alejandro Gomez Arìas
                                  i suoi padrini.  (…)


  Jean- Marie Gustave Le Clézio  da  Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )



DIEGO E FRIDA ( Un amore assoluto e impossibile ) 7



(…) Quando Diego Rivera incontra Frida per la prima volta - fatta
       eccezione per la provocazione dell'adolescente nell'anfiteatro
       della Scuola Preparatoria - è colpito dal contrasto tra la
       sottigliezza la bellezza inquieta del volto, e da quello sguardo
       scuro,brillante e teso che lo fissa e lo interroga con la sincerità
       propria dell'infanzia che incute timore.
       Frida non assomiglia a nessuna delle donne che ha conosciuto.
     In lei non c'è nulla del pallore slavo di Angelina,né dell'audacia
     di Marievna o della sensualità e della violenza di Lupe Marìn.
     Non appartiene all' Europa distante né all'aristocrazia locale e
     non mostra la fredda determinazione che si legge sul volto da
     madonna di Tina Modotti. Un po' come lo stesso Diego, una
     ragazza della razza cosmica di Vasconcelos, strano miscuglio
     dell'allegria spensierata degli indios e il dolore meticcio, con in
     più quell'inquietudine e quella sensualità ebraiche che le
     vengono dal padre. E' tutto questo che riconosce al primo
     sguardo, ad attirarlo, come lo attira anche la grande giovinezza
     di Frida.
     Ma quello che scopre allora,mentre impara a conoscerla meglio
     nel corso delle visite che fa come un fidanzato all'antica ogni
     settimana in casa Kahlo a Coyocàn, è la terribile esperienza di
     vita che si nasconde sotto le apparenze della fragile ragazzina.
     Frida non parla molto del suo passato, si confida poco. Ha più
     di ogni altra cosa la qualità tipica delle donne, le donne
     messicane della sua classe: un enorme pudore nella
     manifestazione dei sentimenti, una specie di umorismo acido
     comune anche a Diego: un'imprecazione, persino un'oscenità
     sono preferibili a qualsiasi sentimentalismo.
    Dipinge,e quello che Diego avverte nella sua pittura lo affascina
    e lo turba. Tutte le sue disillusioni, tutti i suoi drammi, quell'
    immensa sofferenza che si confonde con la vita di Frida, tutto è
    esposto lì, nella sua pittura, con una tranquilla impudenza e una
    straordinaria indipendenza di spirito.  (…)


 Jean-  Marie Gustave Le Clézio   da   Diego e Frida ( Un amore assoluto e impossibile )