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venerdì 20 marzo 2020

ELEGIA PER ILARIA DEL CARRETTO 1








                   Tomba di Ilaria del Carretto  -   Cattedrale di San Martino a Lucca


I

Con le pagine della primavera che qui
hanno già nelle tasche l'estate mentre l'inverno
è un appuntamento rinviato
vivo nell'ostinazione di morire giovane
- questo Ilaria il tuo sonno -
messo a repentaglio da troppe campane

arrivate fino al passo imprevisto di una leggenda
che ho solo cercato di immaginare
nella distanza degli anni
nella chiesa richiesta dai suoi santi e dai suoi simboli

tu non dormi
accogli un risveglio d'ombre che si permettono
uno spessore di pietra e di respiro

dove ognuno di noi deciderà di spendere il ricordo
un'immagine in vendita appena fuori dalla porta
accostando le mani al volo dei piccioni 
con l'attenuante di non troppe parole

naturalmente adesso
sono uno dei tanti
venuto qui per conoscerti

insieme a voci di casa a voci straniere
e quelle di fuori
motori rondini andare di passi
che ti cercano dopo aver rinunciato a pensarti
in forma  di rimpianto
l'applauso capace di guardarti a lungo come una preghiera
cercandoti con la misura dei miei sguardi
e con il peso dei tuoi piedi in avanti.




                                    Piero  Marelli  


ELEGIA PER ILARIA DEL CARRETTO 2




II

Ho solo fame di ricordi adesso
quelli che mi hanno conosciutasi si sono fermati
davanti agli specchi con la speranza di rivedermi
nel loro fondo

nei vasi di fiori continuano
i loro meriti
e il piccolo cane a girare per casa
e mia madre a stirare lenzuola
bagnandole con i suoi silenzi

ma io
non ho fiori tra le mie mani
non ne ho più bisogno
ho cercato un altro dono
una risposta tra le foglie di una sola stagione
convocato qui il pensiero dei giorni
è immobile
per questo ho tenuto definitivamente con me i miei anni

una città silenziosa è dove abito
ma non c'è rovina perchè c'è molta luce
e dove se vive ancora l'irrinunciabile dei nomi
è solo il prezzo di una vanità postuma che
- credetemi -
non ho mai desiderato

tutta la mia storia ormai ti appartiene
e io ho sempre sete
ho nostalgia di un pezzo di pane
raccolto nel tuo profumo
io così giovane e già con troppe nozze ai fianchi
vorrei ripetere ancora una volta
la corsa verso la fontana
con il diritto di bere tante volte
l'acqua rimessa in dono da queste colline

ma sono
in un posto dove le carezze sono proibite
e tutti sono mandati via ad una cert'ora
anche se questo racconto non vuole finire
perchè non è cambiato niente
nemmeno la voglia di una mano tra i miei capelli.




                                  Piero  Marelli  

 
 

ELEGIA PER ILARIA DEL CARRETTO 3


III

Abbiamo cercato il nostro tempo dopo il tempo
per certe pretese che ci tengono abbracciati
alla impronunciabile differenza
di queste nostre età
piccole finzioni con la precisione
di ogni goccia sulle foglie

qui è pronto l'inchiostro del nostro parlare
se si può dire indizio nelle orecchie
semplicemente in attesa per rispondere

io ragazza con gli occhi di pietra
e tu viaggiatore dell'incanto
io i miei piedi che hanno concluso il loro andare
e tu polso scompigliato per farci capire
anche da quelli che non  ci conoscono
insomma noi
in questo un po' stralunato incontro che non esaurisce
la nostra possibilità

Lucca e ancora
dove vediamo arrivare
doni a cui diamo poca importanza

anche se la mia morte è soltanto mia
e il tuo desiderio di incontrarmi
ha saltato gli anni mentre gli sguardi sono disponibili
alla ripetizione di un nome dentro una storia
dove niente è lasciato al caso
la versione al futuro nata da una intransigente offesa
richiedendo ad ogni lampada
una silenziosa ma non inutile provvista di quasi respiri

ti prego
non spegnere la luce quando esci.




                                Piero  Marelli  

domenica 1 marzo 2020

L'OMBRA DI CASSANDRA









                                                  Cassandra e le torri - Francesco Zaffuto

 
Con me resterà quello che ho nominato.
Conosco un silenzio più grande
di tutte le pietre di questa città
e so anche che le mani di una donna contengono
il perdono o l'offesa per ogni fine desiderato.
Alla fine di tutto cominceranno le mie lacrime
ma saranno poco visibili
perchè arriveranno insieme alla pioggia -
i miei piedi sono vanghe che scavano nei sentieri
per cercare ancora una volta la strada di casa.

Che non ho più trovato, che non ho più riconosciuto
le voci alle spalle che salutavano - più incerte, ora,
mentre confidenze di disapprovazione
si stabiliscono per le strade
restando solo i nomi che ci contengono,
l'eco del loro significato -

l'albero delle albicocche mi ha guardato a lungo
e poi ha girato gli occhi da un'altra parte  - le città
possono continuare - le indovino non dalla mia tomba
ma dalla mia culla e possono andarsene affermando
una somiglianza che sboccia dal mio rimpianto
come se fosse il racconto di una leggenda dove ogni
fiducia
nella fortuna del tempo è lasciata a quelli più felici di noi.

La voce spezzata come un ramo
le strade che lottano con la nebbia
i torti che l'acqua del fiume indica
nella sua impossibilità a riflettere le rive

questo si dovrà imparare

le inascoltate grazie di una voce
dopo che il mormorìo del sangue ha accantonato i ricordi
e niente potrà resistere alla sorpresa
che cammina nella pietra e nel vento.




                                   Piero  Marelli