Visualizzazione post con etichetta anoressia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anoressia. Mostra tutti i post
venerdì 24 luglio 2020
DISTURBI ALIMENTARI. NON MANGIARE PER... 2
" L' anoressica sembra dire : Tengo sotto controllo il mio corpo e i suoi bisogni, e vi odio tutti, voi che siete così deboli da cedere ai bisogni del vostro corpo. Io sono più forte di voi, mi sento superiore. Un soggetto anoressico ha sempre un che di inavvicinabile " . ( Renate Gockel ).
AUTOSUFFICIENZA :si ha la pericolosa illusione di poter vivere
senza niente e nessuno; perfino senza
mangiare.
AVERE IMPORTANZA : se non si è in pericolo per il proprio
fisico non si ottiene considerazione.
INDEGNITA' : non si è all'altezza, non si merita nulla.
PUNIRSI : un modo per scontare le proprie " mancanze ".
RABBIA : lo " sciopero" è un mezzo per protestare quando non si
è ascoltati in altra maniera.
RIMANERE PICCOLO : le responsabilità fanno troppa paura;
mangiare vuole anche dire diventare
grandi.
TIMORE DI ESAGERARE :si vorrebbe gustare la vita, ma si teme
di lasciarsi andare, di non riuscire più
a smettere; meglio non correre il
rischio.
Romana Caruso da Mangiare l'amore
DISTURBI ALIMENTARI. SVUOTARSI PER... 3
" Le persone che soffrono di disturbi alimentari, temono di essere scoperti. Hanno bisogno di distanza proprio per non essere visti come in realtà sono: esseri fragili,bisognosi, con il terrore di essere respinti". ( Renate Gockel )
NON ESAGERARE : anche concedersi poco è già troppo.
NON ESSERE COME VOGLIONO GLI ALTRI : per eliminare
tutto ciò che non
è proprio.
LIBERARSI :della pesantezza di un legame; il cibo è nutrimento
velenoso che non si può fare altro che sputare.
PULIRE : un corpo sporco e vergognoso di cui si vorrebbe
cancellare ogni traccia.
Romana Caruso da Mangiare l'amore
mercoledì 26 giugno 2019
ESERCIZI DI SEPOLTURA DI UNA MADRE 3
(…) Questa storia che Dio ha creato Adamo dall'argilla e poi la
donna da una costola di Adamo, non va proprio giù a Saretta.
Davide - Tanto o l'una o l'altra. O discendi da una scimmia
pelosa o dalla costola di un uomo.
L'espressione " scimmia pelosa "risveglia Isaac dal suo letargo
algebrico.
- Stai parlando degli ominidi estinti circa due milioni di anni fa,
Davide? Linee evolutive intrecciate di cui ancora non si è
riusciti a dipanare il filo che risale all' Homo sapiens.
Posso farti l'albero genealogico.
- No, ti scongiuro, me l'hai disegnato cento volte !
Saretta - E comunque voi siete fatti di argilla e noi di ossa.
Prova a pensare a chi è più resistente. Prrrr !
Clic (…)
***
(…) Come da tradizione, pranzo domenicale con i nipoti, ma oggi
senza la madre. Io sono impettito nel ruolo di " pater familias"
che dispensa saggezza e consigli.
Saretta racconta che la sua chat con le amiche sul suicidio
procede bene e sono già arrivate a più di venti metodi.
- Saretta, ma non è un po' lugubre tutto questo?
- Ma zio, noi siamo un gruppo di post punk: adoriamo parlare
della morte!
- Avrei preferito magari una cosa sul sesso, ma questa no. E' di
una cupezza…
- Ma zio, del sesso abbiamo già discusso l'altr' anno… è roba
vecchia.
- Davide, che ne dici?
- Mah, io non so' contrario, a me ' ste ragazzine mortifere un
po' mi eccitano, zio !
- No, ma voi state male! Isaac al confronto è un esempio di
salute mentale. A proposito - scusate - ma dov'è Isaac?
- Zio, se entri nella sua stanza non ti devi spaventare. E' a testa
in giù da due ore. Dice che sta provando a separare
definitivamente il cervello dal corpo.
- Ah, ok. Ma mamma quando torna? (…)
***
( … ) Mia cugina Ester è tornata a casa.
- Beh, direi che a parte la libidine di Saretta per l'auto
soppressione e la voracità di Davide, ce la siamo cavata !
Lei - Ti ricordi quando in vacanza dormivamo insieme e tu la
sera non mangiavi per paura di vomitare?
- Sì, ma è passato tanto tempo. Perché me lo chiedi?
- Era tipo anoressia ?
- Poteva esserlo. Perché era direttamente collegata alla mia
lontananza da mamma.
- Sono preoccupata per Isaac.
- E te credo !
- Cioè?
- No, scusa, volevo chiederti il motivo.
- Sai che passa molto tempo a digiunare appeso a testa in giù ?
- Lo so. Ieri me ne sono risparmiato la visione.
- Secondo me anche lui soffre di una forma di anoressia.
- Sei gentile ad aver pensato subito a me!Ma io non me ne stavo
come un pipistrello nella semioscurità. Lui è molto più grave.
- Quando si mette il dito su una piaga,hai la sensibilità
psicologica di un ramarro.
- Ester, Isaac è un concentrato di genialità e di follia astrale. E'
tutto.La nostra ombra deforme,la purezza di un intelletto senza
gravità, è l'antilope immaginaria, è il deserto e il fiore. Può
diventare tutto. Ma adesso è incurabile, fidati.
- Scusa, hai detto l'antilope immaginaria… sarebbe ?
- Vabbè, me so' fatto prendere la mano…
Clic (…)
Paolo Repetti da Esercizi di sepoltura di una madre
domenica 9 giugno 2019
L'INCUBO DI MAGDA
Contavi le costole affiorare…
Parole per un'anoressica
suicida.
Una persona.
IV
Odiavi l'estate, le sere
che si allungano, le albe precoci:
odiavi l'asfalto che brucia
la plastica dei sandali, il calore
che risale svelandoci la pelle.
Intatti restano i tuoi armadi,
l'ingombro delle maglie lunghe
con cui coprivi il latitare
delle scapole, il vuoto del costato.
***
VII
Per te hanno parlato gli esperti.
Ma ora, Magda, tua è la parola:
entra nell'aula, con il tuo dolore
portato come un talismano,
come un ingenuo stupore del mondo:
spiega l'enigma di queste fiorite
che d'autunno colorano i bastioni,
rosse e improvvise come una ferita,
più insondabili di qualunque gioia.
***
XIII
Eri stata gettata nella vita
per saccheggiare e farti saccheggiare;
per raccogliere dove non avevi
seminato e per dare frutti
a chi ti aveva disseccata:
ma hai scelto il rimorso, l'oscuro
senso di colpa che ci hanno trasmesso
i padri, l'avversario evanescente
come la serpe del primo giardino.
***
XVIII
Nel volto che trucchi allo specchio
ci sono i volti di tutte le donne
che ci hanno partoriti nella paglia
delle cucine per svanire
lungo i cognomi che hanno tramandato:
nel volto che trucchi allo specchio
c'è un patto antico di dolore
che sconosciute stirpi hanno contratto,
c'è un'angoscia che chiede la parola.
***
XXII
Lo sai, ci sono sere in cui la terra
ci è data, facile inspiegabile
come un pane appena sfornato.
Ora nei giardini del mondo
passeggiano le donne: e se le ascolti
chiamare per nome la pancia
che cresce, lo sai che anche tu
semplicemente eri Magda, l'attesa.
***
XXVI
Sentinella del tuo dolore,
devi proteggerti dalla scaltrezza
del giorno, che ti riporta alla vita
degli altri, alla vita che popola
gli ipermercati e le strade del centro.
Lo sai che niente ti appartiene
come la malattia, come le vertebre
che si sfarinano e i capelli
che cadono nel vuoto del lavabo.
***
XXVII
Sentivi i femori affiorare
dalle anche, contavi le costole
sporgere l'una dopo l'altra.
Parlavi di una primavera
che non sorgerà dalla terra,
che non saprà lo strazio delle piante
che spezzano l'intonaco per farsi
nidi di luce ai davanzali.
***
XXXVII
Ora gli addetti vestono il costato,
il vuoto delle scapole. Ritorni
fra le vetrine e i banchi del mercato:
sei un corpo che l'adolescenza
non ha colmato, un esile profilo
che attende il lievito dei seni.
Carlo Bordogno ( pseudonimo ) da Magda
domenica 10 febbraio 2019
TESI ANORESSICHE 1
" Volevo essere una farfalla: come l'anoressia mi ha insegnato a vivere " ( Michela Marzano )
(…) Si dice che l'industria della moda sia il virus dell'anoressia.
Non è così. Non esiste un virus dell'anoressia. Non lo si può
identificare né nella madre, è nella moda, né nelle condizioni
di stress in cui tutti viviamo. L'anoressia racchiude una delle
chiavi per intendere la condizione umana che risuona nei
Vangeli : Non di solo pane vive l'uomo . Perché la vita
biologica si umanizzi, sono necessari il segno d'amore, la
parola, la presenza della parola dell' Altro. Nell'epoca
dominata dal discorso del capitalista, il fantasma arcaico della
fame è stato definitivamente sconfitto. Intere culture e interi
popoli hanno vissuto nell'incubo della carestia e della penuria
di cibo. Ora questo incubo governa le altre civiltà, non quelle
della ricchezza e dell'opulenza. Nell' Occidente ipermoderno
la paura della fame ha lasciato il posto alla paura di invecchiare
e alla paura della morte, non per mancanza di cibo sufficiente,
ma per destino. (…)
Massimo Recalcati da Elogio del fallimento
TESI ANORESSICHE 2
(…) Nel mio libro L' ultima cena: anoressia e bulimia , con la
definizione dell'anoressia- bulimia come malattia d'amore,
intendevo emancipare i cosiddetti disturbi alimentari da
semplici disfunzioni della macchina - corpo. Questo legame tra
anoressia e amore è stato ben colto già da Winnicott quando
osservava come la presenza nei bambini di disturbi dell'appetito
andasse ricondotta sempre a un dubbio del bambino nei confronti
dell'amore materno. Incontriamo del resto molto frequentemente
situazioni di esordio dell'anoressia chiaramente legate a un lutto,
a una perdita di un oggetto d'amore significativo, oppure a una
cattiva, quando addirittura non traumatica, iniziazione ad un
discorso amoroso.Una mia paziente, divenuta anoressica dopo la
rottura improvvisa di una sua relazione significativa, interpretò
da sé la sua scelta dell'anoressia come una risposta al trauma del
tradimento perché si sarebbe concentrata a senso unico su se
stessa, sul controllo delle calorie, del peso, etc... escludendo così
il mondo dei rapporti sentimentali da ogni suo interesse. L'
anoressia aveva avuto per lei la funzione di una anestesia
affettiva . Affermava di vivere come " gelata", priva di emozioni.
Allo stesso modo possiamo verificare facilmente come un segno
importante di guarigione sia il riattivarsi di un interesse libidico
verso l'altro sesso o, più in generale, verso il mondo delle
relazioni affettive. Questo segno è per noi di gran lunga più
significativo dell'aumento di peso o del ripristino di una
condizione cosiddetta " normale" dell'appetito e dell'
alimentazione. Se l'anoressia è una gelificazione della vita, la
cura dell'anoressia consiste in una sua vivificazione. Si tratta,
come si esprimeva un'altra paziente, di " recuperare la sensibilità
degli arti, delle mani, delle gambe, delle dita, del corpo intero
così come succede a qualcuno che si è assiderato e che deve
lentamente riacquisire il contatto con il proprio corpo. (…)
Massimo Recalcati da Elogio del fallimento
TESI ANORESSICHE 3
(…)Restiamo ancora un momento su questa tesi generale che pone
l'anoressia- bulimia non come una malattia dell'appetito, ma
come una malattia dell'amore. Partiamo da una definizione
essenziale dell'amore. Si tratta di una definizione formulata da
Jacques Lacan:" L'amore è dare all'altro quello che non si ha".
Strana, ma decisiva definizione. Infatti, dare all'altro quello che
si ha è piuttosto semplice, soprattutto quando ciò che si dà è in
abbondanza e non priva il soggetto che lo concede. Se vuoi è
questa una ragione fondamentale che esclude la presenza e la
diffusione dell'anoressia nell' Africa nera, ovvero in generale in
quei Paesi dove il cibo è un oggetto prezioso, o in periodi
storici di carestia, dove se qualcuno donasse del cibo,
implicherebbe che se ne privasse, dunque che donasse con il
cibo anche la sua mancanza. Al contrario, nelle società del
benessere, di cibo ne circola un'abbondanza nociva, come
dimostra per esempio il fenomeno della diffusione epidemica
dell'obesità. L' anoressia dice di " no" al cibo perché non si
accontenta che le vanga dato solamente ciò che l' Altro ha. La
sua domanda, in quanto domanda d'amore, è al di là del
registro dell'avere. Non è una domanda di qualcosa, ma una
domanda speciale : è domanda che l' Altro mi doni la sua
mancanza. Possiamo constatare come l'amore non entri affatto
nella logica del consumo: non è una merce che si compra, non
è un bene tra gli altri disponibile sul mercato, presente negli
scaffali del supermercato. L' anoressia è un'educazione
sentimentale dell' Altro all'amore, laddove l' Altro tende invece
a confondere l'amore col prendersi cura; laddove l' Altro
include il registro dell'amore in quello dell'avere. Il suo
insegnamento è semplice:" Non voglio da te cibo, pappa,merce,
ma voglio la tua mancanza, voglio il tuo amore !" ( e la contro
prova ci viene offerta dalla bulimia : " Tu puoi moltiplicare i
tuoi doni, i tuoi beni, puoi rimpinzarmi come credi, ma io resto
vuota, resto vuota d'amore, perché non basta tutto il pane del
mondo per realizzare l'amore ". (…)
Massimo Recalcati da Elogio del fallimento
sabato 9 febbraio 2019
TESI ANORESSICHE 4
(…) L' anoressica sceglie - come ha affermato Lacan - di mangiare
il niente. Poiché il niente mostra che una totalità di cose, una
totalità di regali, una montagna di regali, non fanno l'amore.
In questo senso l'anoressia è il modo col quale un soggetto
sopravvive come soggetto del desiderio. E' un modo col quale
il soggetto prova a schiodarsi dall' Altro, da un Altro che non
vuole lasciarlo andare e che però non è in grado di donare il
segno della sua mancanza. In questo senso l'anoressia,se salva
il soggetto da un desiderio materno sregolato, dal rischio del
divoramento, è ciò che il soggetto ha di più prezioso. C'è dell'
orgoglio nell'anoressia.L' anoressia si sostituisce quasi al nome
proprio del soggetto. E' - per così dire - la sua carta di identità.
L' anoressia non è solo dunque il rapporto del soggetto col cibo:
in fondo gli esseri umani fanno col cibo quello che fanno con le
persone. L' anoressia non fa niente. E' un'anestesia del corpo.
E' l'irrigidimento del corpo in modo tale che da esso vengano
espulse tutte le passioni. Anoressia è distruzione, azzeramento
del desiderio. E' fare del desiderio un deserto. Vedi bene allora
disegnarsi la doppia faccia dell'anoressia. E' una malattia dell'
amore perché per amore l'anoressica è disposta a morire. Ma
è anche una negazione del desiderio perché l'inibizione
anoressica impone una cancellazione del desiderio dal corpo.
L' anoressia è così un Ideale che ricopre la pulsione sessuale,
il corpo come sessuale. Copertura logicamente impossibile
come dimostrano le crisi bulimiche.In questo senso la posizione
anoressica è affettivamente una posizione disperata.
Binswanger l'ha descritta come simile a quella di un alpinista
che, essendo salito troppo in alto ( verticalizzando troppo la
propria esistenza ), si ritrova nell'impossibilità di muoversi, sia
di salire che di scendere.La cura dell'anoressia deve tener conto
di questa sua doppia faccia.Non incalza direttamente il sintomo,
ma lavora invece perché il desiderio - ammalato d'amore - si
scongeli, torni a vivere. E se il desiderio tornerà a vivere, anche
l'appetito troverà il suo ritmo. (…)
Massimo Recalcati da Elogio del fallimento
TESI ANORESSICHE 5
(…) L'idea dell'anoressia- bulimia come malattia dell'amore deve
infatti essere completata mettendo in evidenza un altro versante
della questione, quello più amaro, quello più scabroso, ovvero
il versante dell'odio.Potremmo allora affermare, utilizzando un
neologismo coniato da Lacan, che le anoressie- bulimie sono
malattie dell'odioamorazione , neologismo che - come
si vede - mette insieme precisamente l'odio e l'amore. La
psicoanalisi, in fondo, ci insegna già con Freud che l'odio è
costantemente l'altra faccia dell'amore,ovvero che non possiamo
prendere l'odio come qualcosa che è semplicemente alternativo
all'amore, al contrario: le vicissitudini umane dell'amore ci
insegnano l'ambivalenza fondamentale che unisce amore e odio.
L' ambivalenza non è in effetti un disturbo della vita affettiva, ma
una sua condizione paradossale di fondo. Così possiamo trovare
che un oggetto che inizialmente si odiava, che provocava ripulsa
o avversione possa diventare in seguito un oggetto d'amore, un
oggetto che attrae la nostra libido. Ma possiamo all'inverso
constatare come - alla fine di un rapporto d'amore - l'oggetto
che è stato profondamente amato possa diventare di colpo l'
oggetto massimamente odiato, l'oggetto da allontanare.
Queste torsioni dell'ambivalenza mostrano come lo scambio
continuo tra la dimensione dell'odio e quella dell'amore non sia
affatto una patologia dei sentimenti, ma la loro struttura
profonda. " Io ti amo, ma poiché non posso averti integralmente,
poiché la tua esistenza non può essere fagocitata nella mia;
poiché tu persisti come un'alterità irriducibile, straniera, io ti
odio ".
Si potrebbe considerare tutta questa faccenda dalla prospettiva
femminile: che cosa spinge una donna a farsi torturare dal suo
amante? E' evidente che quando parliamo di odio e amore e del
loro " impasto funzionale", come direbbe Freud, ci inoltriamo in
un campo oscuro che la spicoanalisi definisce come " al di là del
principio di piacere ". Con questa espressione freudiana
intendiamo affermare che ciò che governa l'essere umano - a
differenza dell'animale - non è la pura ricerca del proprio bene,
la ricerca del piacere temperato, equilibrato, naturale. Come
" parlesseri", cioè come esseri che abitano il linguaggio, noi non
cerchiamo semplicemente il nostro bene, il nostro piacere, il
nostro benessere. In fondo - esagerando un po' - potremmo dire
che a tutti gli esseri umani l'esperienza naturale del piacere
come equilibrio e armonia è resa impossibile: é il godimento
ciò che definisce l'esperienza umana dell' al di là del principio
di piacere. (…)
Massimo Recalcati da Elogio del fallimento
TESI ANORESSICHE 6
(…) Nel godimento non c'è armonia ed equilibrio, ma eccesso,
rottura dell'equilibrio. Il godimento è qualcosa che mescola
sempre il piacere e la sofferenza. Se l'apparato psichico
rispondesse a una logica animale- istintuale, di fronte ad un
legame che provocasse sofferenza e tormento, un soggetto non
ci penserebbe due volte a sciogliere quel legame e a cambiare
partner. Così come non avremmo alcun ripensamento nel
sottrarre la nostra mano a un carbone ardente. Ma le cose
psichiche non rispondono al principio utilitaristico di piacere.
L' essere umano tende a indugiare, a lasciare la propria mano
sul carbone ardente, a lasciare il proprio cuore nelle mani di
un partner che ci fa soffrire. Anzi: l'essere umano tende a
scegliere il carbone ardente non nonostante esso provochi
dolore, ma proprio perché è in grado di provocarlo!
In psicoanalisi questo attaccamento al male è noto come
fenomeno della " coazione a ripetere ", nel quale il soggetto è
spinto a ripetere esperienze dolorose. Il concetto di godimento
deriva da questo, al di là del principio di piacere; il modo con
il quale Lacan ripensa alla coazione a ripetere di Freud.
Un soggetto anoressico che non mangia, che arriva a pesare
poco più di venti chili, che si sottopone a esercizi massacranti,
oppure un soggetto bulimico che mangia e vomita fino a venti
volte al giorno fino a rompersi meccanicamente le pareti dello
stomaco, ci pone di fronte a comportamenti che non si possono
spiegare facendo riferimento a una logica dell'istinto, cioè a
una logica animale, alla logica naturalistico - edonistica del
principio di piacere; sono comportamenti che ci indicano che
l'essere umano è attratto spaventosamente da un godimento
che è al di là del principio di piacere, che l'essere umano è -
appunto - un " essere di godimento".
Senza l'idea che l'essere umano sia un essere di godimento, la
clinica di cui si occupa la psicoanalisi resta davvero
inesplicabile. (…)
Massimo Recalcati da Elogio del fallimento
Iscriviti a:
Post (Atom)


