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lunedì 13 dicembre 2021

L' AVVENTO - di BOSCH & KAVANAGH

 





                                           H. Bosch  - San Giovanni Battista in meditazione




Nel tempo dell' Avvento la figura del Battista appare sulla scena gridando l'urgenza di preparare una via. Egli grida " dal" deserto, secondo l'oracolo di Isaia, ma grida anche " nel" deserto, secondo una possibile traduzione del testo evangelico.
E forse questa seconda versione ben si addice ai tempi nostri ,  dove la vita religiosa ( e il monachesimo in particolare di cui il Battista è simbolo e patrono ) grida nel deserto di un mondo che del Messia non sa che farsene.





Avvento - Troppo abbiamo provato e potuto, amore -

per larga cruna non passa stupore.

Ma qui nella stanza buia dell' Avvento

dove il pane nero e il tè amaro

della penitenza evocheranno il lusso

dell'infanzia, renderemo al Giudizio

il sapere di cui fummo ladri, non maestri.


E la novità che in ogni vecchia cosa

vedevamo bambini : la meraviglia

folgorante in una nera collina dell' Ulster

o lo stupore profetico nel discorso tedioso

di un vecchio stolto, si risveglieranno per noi e porteranno

te e me al cancello del cortile a guardare i ginestroni

e i pantani, le strade, le vecchie stalle dove comincia il Tempo.


Oh, dopo Natale non ci sarà bisogno che cerchiamo

la differenza che fa bruciare una vecchia parola -

la sentiremo nelle sospirate ragioni di un movimento

o nelle vie dove sbandano i ragazzi del paese.


E la sentiremo anche nella dignità degli uomini

che scaricano lo sterco sotto gli alberi del giardino,

ovunque la vita sia normalmente abbondante.

Non saremo ricchi, amore mio, e volendo

Dio non chiederemo il pagamento della ragione,

il perché dell'estraneità struggente delle siepi piegate,

né analizzeremo il respiro di Dio in un'affermazione normale.

Abbiamo gettato nella spazzatura le monete di fango

che ripagavano il piacere e la conoscenza e il sentimento -

E Cristo viene con un fiore di gennaio.




                Patrick  Kavanagh  da  Il mito dell' Irlanda ( Trad. di N. Gardini )



sabato 28 gennaio 2017

OTTOBRE




O aura dorata di foglie, tu crei per me
un mondo che era e resta ancor oggi di sopra del tempo.
Non ho bisogno di decifrare l' Eternità
mentre cammino lungo questa strada arborea ai bordi di un villaggio.
Anche la brezza, perfino la temperatura
e il tipo di movimenti è precisamente lo stesso
di quando spezzò il mio cuore per la gioventù che passa. Ora sono sicuro
di qualcosa. Un qualcosa che sarà sempre mio ovunque io sia.
Voglio lanciarmi sulla pubblica via senza dar peso
a nulla fuorché al mormorìo di preghiera che la terra offre.
E' ottobre su tutta la mia vita e la luce si impone allo sguardo
come quando mi afferrò in un boschetto vicino alla tana della volpe.
Un uomo sta arando il terreno per la farina dell'inverno.
E i miei diciannove anni pesano come un macigno sui miei piedi.


        Patrick  Kavanagh    da      Andremo a rubare in cielo


L'IRONIA DELLA COSA




Non ho la raffinata audacia di uomini
che hanno padroneggiato la penna
o il borsellino.
I complessi di molti schiavi sono nei miei versi.
Quando drizzo le spalle per guardare al mondo sfacciatamente,
vedo talenti che freddamente
mi condannano a un'attrizione umiliante.
La mia era una missione da mendicante,
sogni di bellezza per la quale non avrei dovuto avere occhi.

E accontentarmi di camminare nelle retrovie,
guardando le pietre che specchiano
le delizie di Dio:
un narratore di storie di seconda mano.
Non era giusto
per la mia mente echeggiare i registri alti della vita,
e avere visto la vigorosa energia
dei petali di un fiore.


         Patrick  Kavanagh  da    Andremo a rubare in cielo