" Ego nec sine te nec tecum vivere possum" ( Publio Ovidio Nasone)
Vera, ci sono giorni che cominciano male e finiscono peggio. Oggi è uno di questi.
Non rispondo alla tua lettera perché non voglio averla letta. Ne sono sicuro: non l'ho letta. Quindi ti riscrivo più tardi, quando l'avrò dimenticata del tutto. Hai un sacco di ragioni, ma ne ho anch'io. E se c'è una cosa che mi hai insegnato è la necessità del rispetto, al di là delle battute per alleviare argomenti così importanti. Se rischio di diventare un'ossessione, un rodimento, una ferita - amore - fermati. Riavvolgi il nastro e torna nella tua tranquillità. Ti amo abbastanza per desiderare che la tua vita sia più serena anche se non ci vedremo per un po'. Sei importante. Poi decidi quello che vuoi.
Nicola
Vera, non mi hai scritto. Non ci sarebbe nulla di strano se non ti conoscessi: lo sciopero è inusuale. Qualcosa ti spinge lontano dalla tastiera. E da me. Cosa freni, hai già deciso quale strada imboccare?
E' un silenzio pensato, non naturale. E' un silenzio dovuto, forse. Dovuto a te e a me. E' un silenzio che rende piombo le parole, evita che escano a vanvera. Quello che è accaduto mi ha fatto male, come ha fatto male a te. Ci sentiremo quando tutti i granelli di sabbia smossi da un piede maldestro saranno di nuovo posati sul fondale.
Un gran bacio, ora.
Immutato è quanto bene ti voglio.
Nicola
Paola Calvetti da Né con te né senza di te ( Storia di una passione )