"La lingua di Anise Koltz è chiara, veloce, tesa, compatta. Viene dal buio e dallo smarrimento, si muove in un presente che è insieme passaggio ed eternità. Si inerpica incontro a verità insolubili, dense e rapprese come enigmi, porta in sé la totalità degli eventi, non smette un solo istante di porre domande, di azzardare risposte. Nei componimenti brevi, tagliati come epigrammi, come percezioni rapprese, cielo e terra e mare e pianeti e galassie, umani e bestie e foglie, sono visti e chiamati per un accordo forse impossibile ".