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mercoledì 1 dicembre 2021

CHINATI, TI DEVO SUSSURRARE...

 


                                                                          Quel vuoto è tuo...




Chinati, ti devo sussurrare all'orecchio qualcosa:

per tutto io sono grato, per un osso

di pollo come per lo stridìo delle forbici che già un vuoto

ritagliano per me, perché  quel vuoto è Tuo.

Non importa se è nero. E non importa

se in esso non c'è mano, e non c'è viso, né il suo ovale.

La cosa quanto più è invisibile, tanto più è certo

che sulla terra è esistita una volta,

e quindi tanto più essa è dovunque.

Sei stato il primo a cui è accaduto, vero?

E può tenersi a un chiodo solamente

ciò che in due parti uguali non si può dividere.

Io sono stato a Roma. Inondato di luce. Come

può soltanto sognare un frammento! Una dracma d'oro

è rimasta sopra la mia retina.

Basta per tutta la lunghezza della tenebra.




                  Josif Brodskij   da    Poesie italiane ( Trad. di Buttafava e Vitale )



martedì 12 febbraio 2019

LE TOMBE DI CEES 3






(…)E giurai a me stesso che se mai fossi riuscito a tirarmi fuori dal
      mio impero, per prima cosa sarei venuto a Venezia, avrei
      affittato una camera al pianterreno di un palazzo in modo che
      le onde sollevate dagli scafi di passaggio venissero a sbattere
      contro la mia finestra; avrei scritto un paio di elegie spegnendo
      le sigarette sui mattoni umidi del pavimento, avrei tossito e
      bevuto, e quando mi fossi trovato a corto di soldi - invece che
      prendere un treno - mi sarei comprato una piccola Browning di
      seconda mano e, non potendo morire a Venezia per cause
      naturali, mi sarei fatto saltare le cervella. (…)



                     Josif  Brodskij    da     Fondamenta degli incurabili


                 (  Cees  Nooteboom    da   Tumbas  )

       

sabato 8 settembre 2018

SINONIMI DELL'ACQUA

 
 

                                                       Il mio cuore è come un fiume…



(…) Se mai si dovesse catalogare il mondo fra i generi, il suo
       principale ingrediente stilistico sarebbe senza dubbio l'acqua.
       Se le cose non stanno diversamente, sarà perché nemmeno
       l'Onnipotente deve avere molte alternative,o perché il pensiero
       stesso ha la trama dell'acqua.Come dei resto la scrittura, come
       le emozioni, il sangue.
       I liquidi hanno la proprietà di riflettere e se noi siamo
       parzialmente sinonimi dell'acqua, che è totalmente sinonimo
       del tempo, il sentimento che portiamo verso questo posto
       migliora il futuro, contribuisce a quell' Adriatico o a quell'
       Atlantico del tempo che immagazzina i nostri riflessi per
       quando noi saremo scomparsi da un pezzo. Da questi riflessi,
       come da gualcite fotografie color seppia, il tempo riuscirà
       forse a comporre - come se si trattasse di un collage - una
       migliore versione del futuro, migliore di quanto sarebbe senza
       di loro…(…)


                   Josif  Brodskij    da   Fondamenta degli incurabili

mercoledì 8 febbraio 2017

UN VOLTO NON COMUNE ( Discorso per un Premio Nobel )



(...) Ogni nuova realtà estetica ridefinisce la realtà etica dell'uomo.
       Giacchè l'estetica è la madre dell'etica. Le categorie di 
      "buono" e " cattivo" sono - in primo luogo e soprattutto -
       categorie estetiche che precedono le categorie del " bene" e
       del " male". In etica " non tutto è permesso", proprio perché
       non "tutto è permesso" in estetica; perchè il numero dei colori
       nello spettro solare è limitato. Il bambinello che piange e
       respinge la persona estranea che, al contrario, cerca di
       accarezzarlo, agisce istintivamente e compie una scelta
       estetica, non morale.
       La scelta estetica è una faccenda estremamente individuale,
       e l'esperienza estetica è sempre un'esperienza privata. Ogni
       nuova realtà estetica rende ancora più privata l'esperienza
       individuale; e questo tipo di privatezza, che assume a volte la
       forma del gusto ( letterario o di altro genere ) può già di per
       sé costituire, se non una garanzia, almeno un mezzo di difesa
       contro l'asservimento. Infatti un uomo che ha gusto, e in
       particolare gusto letterario, è più refrattario ai ritornelli e agli
       incantesimi ritmici propri della demagogia politica in tutte le
       sue versioni.
       Il punto non è tanto che la virtù non costituisce una garanzia
       per la creazione di un capolavoro: è che il male - e
       specialmente il male politico - è sempre un cattivo stilista.
       Quanto più ricca è l'esperienza estetica di un individuo, quanto
       più sicuro è il suo gusto, tanto più netta sarà la sua scelta
       morale e tanto più libero - anche se non necessariamente
       più felice - sarà lui stesso.
       Proprio in questo senso - in senso applicato piuttosto che
       platonico - dobbiamo intendere l'osservazione di Dostoevskij
       secondo cui la bellezza salverà il mondo, o l'affermazione di
       Matthew Arnold, che la poesia ci salverà. Probabilmente è
       troppo tardi per salvare il mondo, ma per l'individuo singolo
       rimane sempre una possibilità.
       Nell'uomo l'istinto estetico si sviluppa con una certa rapidità,
       poiché una persona, anche se non si rende ben conto di quello
       che è e di quello che le è realmente necessario, sa
       istintivamente quello che non le piace e quello che non le si
       addice. In senso antropologico - ripeto - l'essere umano è
       una creatura estetica prima che etica. L'arte perciò, e in
       particolare la letteratura, non è un sottoprodotto dell'
       evoluzione della nostra specie, bensì proprio il contrario.
       Se ciò che ci distingue dagli altri rappresentanti del regno
       animale è la parola, allora la letteratura - e in particolare
       la poesia , essendo questa la forma più alta dell'espressione
       letteraria - è, per dire le cose fino in fondo, la meta della
       nostra specie.  (...)


             Josif  Brodskij   da       Dall' esilio