lunedì 30 marzo 2020

I LOMBARDI IN LOTTA ( Ieri )





                                                         O Signore, dal tetto natìo
                             ci chiamasti con santa promessa;
                             noi siam corsi all'invito di un pio,
                             giubilando per l'aspro sentier.

                           
                             Ma la fronte avvilita e dimessa
                             hanno i servi già baldi e valenti;
                             deh, non far che ludibrio alle genti 
                             siano Cristo e i tuoi figli guerrier !


                            Oh fresche aure, volanti sui vaghi
                            ruscelletti dei prati lombardi!
                            Fonti eterne! Purissimi laghi!
                            Oh vigneti indorati di sole! 


                             Dono infausto, crudele è la mente
                             che vi pinge sì veri agli sguardi,
                             ad al labbro più dura e cocente
                             fa la sabbia di un arido suol!


Nell' Opera Lirica " I Lombardi alla Prima Crociata" del 1843, Verdi invitava  ( pur nella traslazione di tempi e luoghi )  il popolo del Lombardo - Veneto alla ribellione contro l'oppressore austriaco e alla rivolta per la Liberazione.

Anche oggi lo stesso popolo si trova a combattere una forse più dura battaglia ( certo con un nemico più subdolo ) ma non meno crudele.
Anche oggi - come allora - I Lombardi sono pronti. 
Ognuno con le armi che possiede.


                                  
                                      frida




I LOMBARDI IN LOTTA ( Oggi )






Il medico pianista, in  divisa e mascherina, si chiama Christian Mongiardi, è è un giovane ecografista impegnato ( come tanti altri suoi colleghi ) nella lotta contro il Covid-19  all' Ospedale di Varese nella Medicina ad Alta Intensità. Due giorni fa, al termine del suo turno in reparto, dopo aver cercato invano di reperire un panino ( ma lo spaccio era chiuso ) , si è seduto al pianoforte ( donato all'Ospedale mesi fa da una ONLUS ) suonando un paio di canzoni dei Queen, fra cui Don't Stop Me Now, che è presto diventato il Messaggio della Asst dei Sette Laghi.
Che dire ?
Siamo ammirati e commossi; costernati per le tante morti nella nostra Regione, ma pieni di speranza e di determinazione ad andare avanti.

Grazie ai Medici e a tutto il personale Paramedico di questo Ospedale e di tutti gli ospedali della Lombardia !
Abbiate il nostro abbraccio ( per ora solo virtuale ! ), la nostra vicinanza e tutta la riconoscenza! 


                                          frida 

 

RINASCERAI ( Canzone per Bergamo )






                                           Per questa martoriata città...
                     con l'augurio di frida e delle persone
                     di tutto il mondo presso il quale è
                     diventata tristemente conosciuta...






sabato 28 marzo 2020

PREGHIERA










                                                                    " Perchè avete paura ?
                                      Non avete ancora fede?"


                                     Dalla preghiera di  Papa  Francesco

                              

venerdì 27 marzo 2020

LE TRE STAZIONI DI ANEDDA





                                      Troveremo la scure pesante della benedizione...



Un essere umano ubbidisce per paura e per angustia, per incapacitàdi immaginare uno stato diverso da quello in cui si trova, e tuttavia spera di sopravvivere, di trasformarsi in qualcuno in grado di stare accanto a chi lo ha per il momento risparmiato. Come chi si astiene dal male, ancora una volta ciò che ha di fronte è il tempo : tempo per restare, tempo per giustificarsi e giustificare. Un tempo privato, senza spreco, l'asciutto tempo del calcolo e il brivido dell'illusione.


                                             ***

La lentezza ha necessità di un coro di intelligenze;la resistenza ha bisogno di luce; la capacità di attesa viene data agli umani - raramente - come un dono.
Perchè è vero: il bene è profondo, ma è fragile. A differenza del male sfuma lentamente tra i secoli ; a differenza del male, ha nostalgia anche di una sola creatura.


                                          ***

E' vero: non ubbidire ero lo scarto che probabilmente avrebbe consentito : organizzazione, fuga, salvezza o rivolta. Eppure questo non avvenne o non avvenne per ciò che il male promette e puntualmente nega, per quell'eterno " forse " che oscilla cucendo incertezza a orrore.


                                         ***

Non compiere il male, non accoglierlo, significa in qualche modo obbligarlo a un tragitto più lungo, rallentarlo in un'azione politica che è possibilità di dilatazione, lentezza che può salvare una vita.


                                      ***

Chi perde ha la schiena sgombra per prendere su di sé in mondo. Nessun bagaglio per trascinare meglio il ferro e il legno di un carro, per lasciare che sul dorso si accatastino l'aria e la pioggia, la molteplicità e il disordine delle cose.
Non è la rassegnazione terrena, ma la forza mite di Cristo che nel Getzemani risponde ai soldati : sì, sono io; la povertà della roccia, del telo funebre vuoto per il peso dei peccati umani.


                                      ***

Non la fuga, ma l'attesa che protegge e impedisce al male di valicare noi stessi.
Non siamo alla tavola del Signore, siamo di lato, ancora lontani da qualsiasi croce, fosse pure rovesciata come quella di Pietro. Non possiamo redimere ma difendere. Siamo il cane leggero che Veronese dipinge nell' Ultima Cena : accucciato e in bilico, il piccolo collo battuto e benedetto dalla tovaglia di lino.


                                    ***

Getta il tuo pane sulla superficie dell'acqua, lo ritroverai nei giorni : non ritroveremo il cibo, nè la ricompensa, non la leggerezza, ma la scure pesante della benedizione.




                     Antonella  Anedda      da     Le tre stazioni




giovedì 26 marzo 2020

LA NEBBIA DI OCTAVIO E DI PIERANGELO





                                                 Questa nebbia, mia sola compagnia...



                        Mis pasos en esta calle
                        Resuenan
                                         En otra calle
                        Donde
                                         Oigo mis pasos
                        Pasar en sta calle
                        Donde
                        Solo es real la niebla.



                                     Octavio  Paz

 

L'ETERNA RICERCA DELL'UOMO 1









" Un diamante è meno prezioso perchè coperto di fango? Dio vede la bellezza immutabile delle nostre anime. Lui sa che non siamo i nostri errori "  ( P.Y )


" Più grande dell'attività, della devozione e della ragione è la 
   meditazione.Meditare veramente significa concentrarsi 
   unicamente sullo Spirito.Questa è la meditazione esoterica: è la
   più alta forma di attività che l'uomo possa compiere, ed è la via
   più equilibrata per trovare Dio. Se lavorate continuamente,
   potete cadere nella meccanicità e perdere Lui, nelle 
   preoccupazioni per i vostri compiti;se Lo cercate solo attraverso
   il pensiero discriminante, potete perderLo nei labirinti di
   incessanti ragionamenti; e se coltivate solamente la devozione
   per Dio, la vostra evoluzione potrebbe diventare puramente
   emotiva. Ma la meditazione combina ed equilibra tutti questi 
   modi di avvicinarsi a Lui.
   Lavorate, mangiate, camminate, ridete, piangete, meditate: solo
   per Lui. Questo è il miglio modo di vivere. Se lo farete, sarete
   veramente felici nel servirLo, amarLo e comunicare con Lui.
   Finchè permetterete ai desideri e alle debolezze del corpo fisico
   di influenzare i vostri pensieri e le vostre azioni, non Lo 
   troverete. Siate sempre padroni del vostro corpo. Quando sarete
   in chiesa o nel tempio, forse sentirete un po di devozione, una
   piccola percezione discriminante, ma questo non basta. L'
   attività esoterica della meditazione è necessaria se veramente
   volete essere consapevoli della Sua presenza.
   Forse penserete che dopo due ore di meditazione dovrei essere
   annoiato a morte. No, non ho mai trovato alcuna cosa al mondo
   affascinante quanto questo mio Dio. Quando bevo questo vino
   antico della mia anima, un cielo di felicità pulsa nel mio cuore.
   La gioia divina è in tutti. Il sole splende egualmente sul carbone
   e sul diamante, ma solo il diamante ne riflette la luce. Tali sono
   le menti limpide che conoscono e riflettono lo Spirito.
   Così, nell'attività esoterica della meditazione, avete la soluzione
   del mistero della conoscenza di Dio.Io non vi biasimo per quello
   che fate, ma per quello che non fate.  (...)



            Paramahansa  Yogananda   da   L'eterna ricerca dell'uomo

  

L'ETERNA RICERCA DELL'UOMO 2




"Voi credete di non avere tempo per Dio. Supponete che il Signore
  fosse troppo occupato per prenderci cura di voi: cosa 
  succederebbe allora ? Strappate la mente dal miraggio dei sensi
  e delle abitudini. Perchè lasciarvi ingannare così ? Io vi indico 
  un mondo più bello di qualasiasi cosa possa esistere. Vi parlo di
  una felicità che vi inebrierà notte e giorno - non avrete bisogno 
  di tentazioni sensorie per rendervi incantati.Disciplinate il corpo
  e la mente. Dominate i sensi. trovate Dio !
  Io dico spesso che questo corpo è un centralino telefonico e i
  cinque sensi sono i telefoni. Per mezzo loro sono in contatto col
  mondo; ma quando non desidero comunicare, disconnetto i miei
  cinqe sensi e vivo nell'inesprimibile gioia di Dio.Il Padre Celeste
  non vuole che voi, Suoi figli, continuiate a soffrire.L'illusione dei
  sensi, nella quale vivete, deve essere superata. Voi dovreste
  concepire Dio come la massima necessità della vita. Rompete i
  ceppi delle limitazioni, delle oscure abitudini e della meccanica
  routine giornaliera. Io non condanno nessuno, condanno solo
  l'incredulità e la dimenticanza di Dio. Egli può essere comosciuto
  usando la tecnica della meditazione. Allora Egli pulserà come
  saggezza nella vostra mente e come gioia nel vostro cuore e voi
  sarete più attivi e avrete più successo di quanto ne abbiate mai
  avuto prima d'ora.
  Miei cari, una volta ero come voi. Ho camminato sulla terra 
  cercando la verità e la felicità, ma ogni cosa che mi prometteva
  gioia mi ha dato - invece - infelicità. Perciò mi sono rivolto a
  Dio. Tutti voi dovete scoprire la vostra stessa divinità e
  guadagnarvi il Regno di Dio.   (....)



             Paramahansa  Yogananda   da   L'eterna ricerca dell'uomo

 

mercoledì 25 marzo 2020

POESIE PER UN'AMICA LONTANA






                                                         Ad esempio mi manca il tuo viso...



I

Stavo per scriverti una poesia
ma mi sono fermato
perchè avrei ripetuto parole
già scritte tante volte.
Poi però ho pensato alle cose
che mi danno gioia: cose come
un cambio di luce nel cielo
un respiro accanto al mio
camminare sicuri sulla terra
insomma cose piccole persino 
minuscole ma ipersensibili
ai cambi di fase della memoria
e allora ho deciso di scriverla
questa poesia anche solo per dirti
cose banali : ad esempio
che mi manca il tuo viso
e anche la tua voce e i tuoi gesti
e il calore quieto della tua presenza
e che vorrei essere con te e baciarti
una guancia, dire che è bello rivederti.



II

E' che mi torni in mente a soprassalti
mi interrompi nei gesti quotidiani
e se mi guardo intorno
è per fermarti prima di svanire
sulla soglia.

                        This campus is a maze
mi guidavi nel grigio
verso il dono e l'abbraccio - E' colpa mia
lo so: però dovremmo
trovare una giornata  anche soltanto
un pomeriggio - solo per noi due.

Ora puoi immaginarmi - e io ti immagino
e poi è grigio anche qui stamattina
e se non fosse per certi dettagli
( il distacco improvviso delle ali
dall'acqua, il vorticare
del Wey sotto le chiuse ) mi verrebbe
da chiamarti, farti leggere questi
versi di Murilo Mendes che stavo
traducendo.
                
                              " Mie idee astratte
dal tanto toccarle, diventerebbero
concrete: sono rose familiari
che il tempo mette a portata di mano"

( e pazienza se in mano
trovo il vuoto - l'idea della tua guancia ).




III

A volte penso a te come a un'immagine
intravista un attimo per la strada,
uno sguardo incrociato una parola
che avrebbe potuto essere detta

a volte mi sembra che tutto il tempo
passato si concentri in pochi istanti
e ho bisogno di stringerli il più forte
possibile per salvarli dal nulla.





IV

Posso regalarti la mia voce soltanto
le cose più leggere sopravviveranno alla catastrofe
e forse questo battito di sillabe ti cadrà sulle palpebre
chiuse e ti sveglierai a un brusio di ricordi.




                         Sergio  Pasquandrea


RINGRAZIAMENTO





                                                      Così a lungo m'hai evitato in sogno...



Così a lungo tu m'hai evitato in sogno,
tu che presto sei svanita. Oggi eri qui
così giovane, intatta, e stranamente vicina
come quando, per la prima volta, ci siamo separati.
Nella notte giovane come ardevano le stelle,
come pieno di felicità sembrava il mondo.Quanto tempo è passato,
quanto pesanti divennero per te gli anni giovani
come tutto ciò che mi ha scacciato lontano.
Ora mi interroghi in sogno,
nessun dolore
c'è più in quello - nessun lutto.
Annuisci e sussurri. Allora sei guarita?
Io giaccio muto. Nel silenzio batte il mio cuore.
Rimasto è il ringraziamento.
Il ringraziamento deve trarti
dalla tua tomba in Engadina.



              Albrecht   Haushofer       da      Volto di sogno

 

NELLE PROFONDE TENEBRE




                                                    La notte non ha bisogno di stelle...

 
Condotto nella
landa
dall'inconfondibile traccia :

Erba, scritta disgiunta. Le pietre, bianche
con l'ombra degli steli:
Non leggere più : guarda!
Non guardare più : va!

Va': la tua ora
non ha sorelle, tu sei
sei a casa. Una ruota, pian piano,
gira da sé, i raggi
s'arrampicano,
s'arrampicano su un prato nerastro, la notte
non ha bisogno di stelle, in nessun luogo
si chiede di te.



                        Paul Celan     da      Stretto

 

ORIZZONTI PERTURBATI





                                                      Ogni cosa è presente a se stessa...



Non che non m'avveda dei tuoi
abbracci di lamiera, che feriscono
di incendi i campi di stoppie;

tu, calce che fumiga le dita,
mola a levigare in grafia i taccuini
insanguinati di battaglie perse.

Ogni cosa è presente a se stessa

sotto questo cielo
dove tu sei nuvola
dagli orizzonti perturbati.




                                       frida


 

martedì 24 marzo 2020

L' ANIMA DI ELSE






                                                          Stroncati gli alberi dall'uragano


Oh, foresta fu l'anima,
stroncati gli alberi dall'uragano.
Mi avete  sentito piangere?
Ché spalancati vidi i tuoi occhi e impauriti.
Stelle spargono il nero della notte
nel sangue che scorre.
Ormai la mia anima si sdraia nel sonno
ed esita in punta di piedi.



                     Else Lasker - Schuler     da       Meine Wunder




   

LEI COSì AMATA








Lei così amata che più pianto trasse
da una lira che mai da donne in lutto;
così che un mondo fu lamento in cui
tutto ancora appariva : bosco e valle,
villaggio e strada, campo e fiume e belva;
e sul mondo di pianto ardeva un sole
come sopra la terra, e si volgeva 
coi suoi pianeti un silenzioso cielo,
un cielo in pianto di deformi stelle -
lei così amata.



             Rainer Maria Rilke   da     Orfeo  Euridice  Hermes

 

LE VIOLETTE DI GOETHE





                                                       Si lanciano in mare o nei bei laghi...



Ma gli uccelli dove vanno a morire ?
Nessuno lo sa, non me lo sa dire 
mio padre che li ha amati:
" Il merlo dell'infanzia
al mio fischio veniva
dal bosco alla finestra, mi era amico".
E non lo sa il cacciatore
nè lo zio contadino. Dove vanno
gli uccelli quando sentono di morire.
Forse in silenzio dormono tra i rovi.
Uno vidi tremante da un rametto
di vinco planare a terra e sparire.
Ricordo un giorno che salii ragazzo
su un carrubo, sicuro
di vedere un nido, era invece una pica
dissolti i suoi novantanove canti
nell'intreccio dei rami.
Ma gli uccelli dove vanno a morire ?
Quando l'ardore viene a mancare,
si lanciano in mare o nei bei laghi
dove s'immergono in picchiata.
Anche il poeta Vito Riviello
e il mio amico Pasquale Rea, polveri
e luci di aria ora stanno in fondo ai mari.


                                             ***


Vidi con mio padre un fico
a strapiombo in un crepaccio. Intorno
vi volavano uccelli, 
nel becco già il seme di altri viaggi.

Tra i muri di una casa mutilata,
mi portò un merlo
a un albero giovane e snello:
mani e becco a inseguire more, i fichi
alti d'ali e di cielo.
Il bambino si issava sopra i sassi
con gli occhi che volavano tra i rami.

Mai sazio della viva
poesia , su fil di lama,
iniziò allora forse
a chiedersi la misura
del verso, quando finì
tra le spine con lo schianto di un ramo.


                                                ***
Non vedo più non distinguo
i colori. Ora mi aiuta solo
il pensiero. E se fossi un uccello?
Non potrei nutrirmi
della mela più alta, di una ciliegia
rossa, del fico che arde
fin dal primo mattino.

Avessi le ali,
andrei figlio incontro al mare.





                  Domenico  Adriano   da    Dove Goethe seminò violette


lunedì 23 marzo 2020

IL BACIO COME DONO








                                        Romantic  -  Antonio Ambrogio Alciati




(..)L'amore è dono e accoglienza e il bacio è un bellissimo simbolo
     dell'amore perchè è segno del dono e  dell'accoglienza a un 
     tempo. Il bacio lo si dà  veramente solo se lo si accoglie.Labbra
     di marmo,come le labbra di una statua, non possono accogliere
     un bacio: è necessario che le labbra siano vive. E le labbra
     vive sono labbra che accolgono e donano nello stesso tempo.
     Il bacio è un gesto bellissimo : proprio per questo non può
     essere svenduto o dato per gioco, ma bisogna riservarlo come
     segno di qualcosa di estremamente profondo. Il bacio è lo 
     scambio dei respiri, che significa lo scambio delle nostre
     profondità: io mi soffio in te, mi esprimo in te e ti aspiro in me
     in modo tale che io sia in te e che tu sia in me.
     Questo significa che mi decentro per non essere più centro a
     me stesso, perchè il mio centro sia tu. Sei tu che io amo, il mio
     centro, io vivo per te e in forza di te;so che anche tu ti
     decentri : tu non sei più centro a te stesso, ma sei centrato su
     di me. Io sono centrato su di te, vivo per te. Tu sei centrato su
     di me, vivi per me ed entrambi viviamo l'uno per l'altro.
     Amare significa vivere per l'altro ( è il dono ) e vivere in forza
     dell'altro ( è l'accoglienza ).
     Amare significa rinunciare a vivere in sé, per sé e in forza di 
     sé.  (...)



                François  Varillon  da   Gioia di credere, gioia di vivere

 

LA DOMANDA DI CAINO ( Al tempo del Coronavirus )








                                                          Caino e Abele  ( Pietro Novelli )



Allorquando da Dio venne chiesto a Caino ( dopo l'omicidio ) dove si trovasse  Abele,  Caino rispose :

" Signore, sono forse io il custode di mio fratello ? "


In questo tempo sciagurato di separazioni e di morte, anche noi potremmo ripeterci la stessa domanda:

Sono forse io il  custode di mio fratello ?

E la risposta è .  Siamo noi, ognuno di noi.
Perchè non dobbiamo dimenticare che nessuno di noi è Dio, mentre siamo tutti fratelli.

E un esempio di cosa significhi fratellanza e comunione ad uno stesso destino umano ce l'hanno data quegli uomini e quelle donne ( medici, infermieri, anestesisti, virologi ) che, chiamati dallo Stato a sopperire con la loro preziosa opera ad una situazione di estrema emergenza , su 300 richiesti, hanno risposto in 8.000.


Riflettiamo . 
E teniamo per certo che ognuno di noi può essere ( là dove si trova e con i mezzi che ha ) fratello di qualcuno .
A volte è solo questione di un gesto.



                                             frida


domenica 22 marzo 2020

LA PAURA E L'UOMO







Ci sono stati tempi ( in verità non molto lontani ) in cui un uomo poteva incutere paura. Oggi invece, TUTTI gli uomini ( e le donne ) ci mettono paura, perchè ognuno di loro potrebbe rappresentare un  potenziale pericolo per la nostra incolumità.
Il fatto grave è che pure in noi potrebbe annidarsi un nemico ( subdolo e nascosto finchè non decide di mostrarsi  ).
E allora saranno guai seri.
C'è un modo di vincere questa angoscia ? ( la paura senza un nemico visibile e verificabile, un nemico senza volto - insomma -  prende questo nome ).
Ognuno sta cercando ( e con fatica! ) di trovare un antidoto efficace, ma una ricetta che valga per tutti non c'è . C'è chi ha bisogno di confidarsi; chi - al contrario - si chiude in un penoso isolamento ; chi cerca di negare l'evidenza e fa mille sforzi per riprodurre almeno il fantasma della vita precedente; chi sta imparando a utilizzare il surplus di tempo libero per fare quelle cose che non aveva mai fatto; chi si prende più cura dei propri familiari.C'è chi legge e anche qualcuno che scrive. E infine c'è chi impara  ( finalmente! ) a stare con se stesso, a conoscersi e a volersi bene.
E allora, perchè perdere questa occasione?



                                        frida


PRESENZA E GUARIGIONI








                          Guarigione del paralitico   - Palma il Giovane                            




                                                                                      
                                        " Timeo Dominum transeuntem "
                       ( Temo il Signore che passa )


                     ( Temo di non saperlo riconoscere )


                                      Sant' Agostino


          Anch'io temo di non capire sotto quali spoglie si presenterà. Oggi.

                                             frida 

 

sabato 21 marzo 2020

GIORNATA DELLA POESIA ( ma non solo )





                                                     Immagini da Bergamo ( Lombardia )


Cari lettori, 
oggi è il primo giorno di Primavera e nel contempo la Giornata mondiale della Poesia.
Ma, perdonatemi se non riesco a festeggiare nè l'una nè l'altra cosa : ho negli occhi la spaventevole visione di ciò che sta accadendo vicino a me e di cui vi mostro le terrificanti immagini.
Non commento perchè non ce n'è bisogno tanto sono strazianti : sono immagini di guerra.
Una guerra forse più crudele di altre perchè ci strappa dalla vicinanza dei nostri cari e da ciò che di più costitutivo è dell'uomo: la pietas.
Ora, in questo momento, in questa città ( Bergamo ) e in tante altre della Lombardia ( ma non solo ) si muore.
E si muore da soli. Senza un conforto nè umano nè divino.
Chiedo una preghiera per chi è morto in solitudine, e pensieri di pietà per chi rimane.
E a voi ( soprattutto parlo ai molti amici di altre nazioni ), chiedo di diffondere questo video, perchè non vi capiti mai quello che sta accadendo qui e che neppure noi credevamo possibile.
Impensabile fino a poche settimane fa.
E aggiungo: la salvezza sta anche in voi , nei vostri comportamenti.
Abbiate comunque una buona giornata, voi che ve lo potete.



Con affetto


                                    frida


venerdì 20 marzo 2020

IERI HO SOFFERTO IL DOLORE...





                                                    Alda Merini da  " La terra santa "


  "Non esiste proporzionalità tra la pietà che proviamo e l'
   estensione del dolore da cui la pietà è suscitata : una singola
   Anna Frank desta più commozione delle miriadi che soffrono
   come lei, ma la cui immagine è rimasta in ombra. Forse è
   necessario che sia così : se dovessimo e potessimo soffrire le
   sofferenze di tutti, non potremmo vivere.
   Forse solo ai santi è concesso il terribile dono della pietà verso
   i molti; ai monatti, a quelli della Squadra Speciale e a tutti noi
   non resta, nel migliore dei casi, che la pietà saltuaria 
   indirizzata al singolo... "  


                       Primo Levi   da    I sommersi e i salvati


  E  non ho scelto a caso nè la poesia di Alda Merini nè il brano di
  Primo Levi che evocano - anche solo nel titolo - la mia esperienza di questi giorni, uscita  - dopo una giornata di Pronto Soccorso - da un Ospedale lombardo.


                                         frida


 

NOI E IL CORONAVIRUS








                                        Per farne motivo di riflessione.


                              
                                       frida

                                

ELEGIA PER ILARIA DEL CARRETTO 1








                   Tomba di Ilaria del Carretto  -   Cattedrale di San Martino a Lucca


I

Con le pagine della primavera che qui
hanno già nelle tasche l'estate mentre l'inverno
è un appuntamento rinviato
vivo nell'ostinazione di morire giovane
- questo Ilaria il tuo sonno -
messo a repentaglio da troppe campane

arrivate fino al passo imprevisto di una leggenda
che ho solo cercato di immaginare
nella distanza degli anni
nella chiesa richiesta dai suoi santi e dai suoi simboli

tu non dormi
accogli un risveglio d'ombre che si permettono
uno spessore di pietra e di respiro

dove ognuno di noi deciderà di spendere il ricordo
un'immagine in vendita appena fuori dalla porta
accostando le mani al volo dei piccioni 
con l'attenuante di non troppe parole

naturalmente adesso
sono uno dei tanti
venuto qui per conoscerti

insieme a voci di casa a voci straniere
e quelle di fuori
motori rondini andare di passi
che ti cercano dopo aver rinunciato a pensarti
in forma  di rimpianto
l'applauso capace di guardarti a lungo come una preghiera
cercandoti con la misura dei miei sguardi
e con il peso dei tuoi piedi in avanti.




                                    Piero  Marelli  


ELEGIA PER ILARIA DEL CARRETTO 2




II

Ho solo fame di ricordi adesso
quelli che mi hanno conosciutasi si sono fermati
davanti agli specchi con la speranza di rivedermi
nel loro fondo

nei vasi di fiori continuano
i loro meriti
e il piccolo cane a girare per casa
e mia madre a stirare lenzuola
bagnandole con i suoi silenzi

ma io
non ho fiori tra le mie mani
non ne ho più bisogno
ho cercato un altro dono
una risposta tra le foglie di una sola stagione
convocato qui il pensiero dei giorni
è immobile
per questo ho tenuto definitivamente con me i miei anni

una città silenziosa è dove abito
ma non c'è rovina perchè c'è molta luce
e dove se vive ancora l'irrinunciabile dei nomi
è solo il prezzo di una vanità postuma che
- credetemi -
non ho mai desiderato

tutta la mia storia ormai ti appartiene
e io ho sempre sete
ho nostalgia di un pezzo di pane
raccolto nel tuo profumo
io così giovane e già con troppe nozze ai fianchi
vorrei ripetere ancora una volta
la corsa verso la fontana
con il diritto di bere tante volte
l'acqua rimessa in dono da queste colline

ma sono
in un posto dove le carezze sono proibite
e tutti sono mandati via ad una cert'ora
anche se questo racconto non vuole finire
perchè non è cambiato niente
nemmeno la voglia di una mano tra i miei capelli.




                                  Piero  Marelli  

 
 

ELEGIA PER ILARIA DEL CARRETTO 3


III

Abbiamo cercato il nostro tempo dopo il tempo
per certe pretese che ci tengono abbracciati
alla impronunciabile differenza
di queste nostre età
piccole finzioni con la precisione
di ogni goccia sulle foglie

qui è pronto l'inchiostro del nostro parlare
se si può dire indizio nelle orecchie
semplicemente in attesa per rispondere

io ragazza con gli occhi di pietra
e tu viaggiatore dell'incanto
io i miei piedi che hanno concluso il loro andare
e tu polso scompigliato per farci capire
anche da quelli che non  ci conoscono
insomma noi
in questo un po' stralunato incontro che non esaurisce
la nostra possibilità

Lucca e ancora
dove vediamo arrivare
doni a cui diamo poca importanza

anche se la mia morte è soltanto mia
e il tuo desiderio di incontrarmi
ha saltato gli anni mentre gli sguardi sono disponibili
alla ripetizione di un nome dentro una storia
dove niente è lasciato al caso
la versione al futuro nata da una intransigente offesa
richiedendo ad ogni lampada
una silenziosa ma non inutile provvista di quasi respiri

ti prego
non spegnere la luce quando esci.




                                Piero  Marelli  

giovedì 19 marzo 2020

FRATELLANZA

  
                                
  

          I mangiatori di patate ( Van Gogh )

 
                                                                     
                        " La libertà passa dalla fratellanza:
                          da questa situazione
                          nessuno uscirà da solo. "


                                          Massimo  Recalcati


TI LASCIO...





                                                       Ricordare vuol dire non morire.


TESTAMENTO

Non voglio che tu sia lo zimbello
del mondo.
Ti lascio il sole che lasciò mio padre
a me.
Le stelle brilleranno uguali e
uguali ti indurranno
le notti a dolce sonno.
Il mare ti empirà di sogni. Ti lascio
il mio sorriso amereggiato: fanne
scialo
ma non tradirmi. Il mondo è povero
oggi. S'è tanto insanguinato
questo mondo
ed è rimasto povero. Diventa ricco
tu guadagnando l'amore del
mondo.
Ti lascio la mia lotta incompiuta
e l'arma con la canna arroventata.
Non l'appendere al muro, Il mondo
ne ha bisogno.
Ti lascio il mio cordoglio. Tanta
pena
vinta nelle battaglie del tempo.
E ricorda. Quest'ordine ti lascio.
Ricordare vuol dire non morire,
Non dire mai che sono stato
indegno, che
disperazione mi ha portato avanti
e sono rimasto indietro,
al di qua della trincea.
Ho gridato, mille e mille
volte no,
ma soffiava un gran vento, e piogge
e grandine
hanno sepolto la mia voce. Ti
lascio
la mia storia vergata con la mano
d'una qualche speranza. A te
finirla.
Ti lascio i simulacri degli eroi
con le mani mozzate,
ragazzi che non fecero a tempo
ad assumere austere forme
d'uomo;
madri vestite di bruno, fanciulle violentate.
Ti lascio la mamoria di Belsen e
Auschwitz.
Fa' presto a farti grande. Nutri bene
il tuo gracile cuore con la carne
della pace del mondo, ragazzo,
ragazzo.
Impara che milioni di fratelli
innocenti
svanirono d'un tratto nelle nevi
gelate
in una tomba comune e spregiata.
Si chiamano nemici, già : i nemici
dell'odio.
Ti lascio l'indirizzo della tomba
perchè tu vada a leggere l'epigrafe.
Ti lascio accampamenti
d'una città con tanti prigionieri:
dicono sempre sì, ma dentro loro
mugghia
l'imprigionato no dell'uomo libero.
Anch'io sono di quelli che dicono
di fuori
il sì della necessità, ma nutro
- dentro - il no.
Così è stato il mio tempo. Gira
l'occhio dolce al nostro crepuscolo amaro,
il pane è fatto di pietra, l'acqua
di fango,
la verità è un uccello che non canta.
E' questo che ti lascio. Io
conquistai il coraggio
d'essere fiero. Sforzati di vivere.
Salta il fosso da solo e fatti libero.
Attendo nuove. E' questo che ti lascio.



                            Kriton  Athanasulis


martedì 17 marzo 2020

IL SOLE FORSE ( Poesie del carcere )







                                                                                                         Libertà :
                                                      non è una volta, camminare fuori
                                                   sotto la Via Lattea, sentendo i fiumi
                                                                  di luce, i campi di buio -
                                                  la libertà è un continuo, prosastico
                                                          ricordare quotidiano. Mettere
                                                                 insieme, pezzo dopo pezzo 
                                           i mondi stellati. Da tutte le costellazioni
                                                                                         perdute.


                                                                          Adrienne  Rich




Noi siamo meno di un soffio di vento,
di un moscerino preso tra le dita,
rintocco di campana, ed è già spento.
Noi siamo un'unica, infinita partita.

Noi siamo un popolo che non ha voce,
siamo la voce del niente eterno,
siamo l'eterno fuori dal tempo.
Noi siamo il tempo senza spazio e tempo.


                                                      ***

Nella stanzetta dopo il colloquio
un giocattolo è rimasto per terra;
nell'aria sfuma un profumo caldo
di insoliti focolari.


                                                   ***

Nelle orecchie, negli occhi,
risuonano le età passate
insieme a quelle attuali
e trascinano il senso del dolore
fin dentro la mia pelle.

Volti, carni, fegati corrosi
scivolano nel fiume indifferente,
disegnano sulle acque
i velieri delle lente, vischiose,
eterne stagioni.


                                                   ***

Quando attraverso il grigio corridoio
io provo l'imbarazzo di violare
l'intimità, la privatezza,
il tacito dolore delle ombre
abbandonate dentro i letti.

E' lontano il chiasso del mondo.
Mistico è lo spazio
con in fondo la statua
di una Madonnina.

Le figure che mi vengono incontro
creano intorno qualche respiro.


                                                    ***

Gli alberi sono ingialliti,
cedono all'affievolirsi della vita.

Vi ritrovo tutti con le stesse attese,
solo gli animi vanno un po' più arresi
verso la luce che si spegne prima.


                                               ***

Le risa glaciali dei gabbiani
attraverso le grate arrugginite
in un mattino grigio di novembre.

Che vuoi? Che aspetti? Fuori è solitudine.
Nel chiasso, nella fretta.
Solitudine aggrappata al primo sguardo
che sembra non oltrepassarti.

Si tratta di illusioni, di vanità,
di acqua fangosa che trattiene sterpi,

Il fiume va, silente e inesorabile,
cammina piano dentro il viaggio
del momento eterno che lo accende.


                                                  ***

Eri così fragile, spaurito,
bonaccia carica di intima tempesta.
Con voce gentile
narravi di visioni pure.

Io sentivo la ricchezza e il dolore
di un pensiero oltre spazio e tempo,
vetro soffiato in bilico
tra senso e non senso.

Volevi e non volevi uscire.
Il fuori era la bocca dell' inferno:
nessuno ad aspettarti, a offrirti protezione.

Ti sei rinchiuso in cella,
in un ventre freddo, per te materno.
Io lo conservo ancora il tuo quaderno.



       Daniela Basti       da        Il sole forse ( Poesie del carcere )