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venerdì 5 ottobre 2018

POESIA ARABA ( La scuola dell'amore )

 
 

              
                                    Il tuo amore mi ha introdotto nella città della tristezza…


LA SCUOLA DELL'AMORE

Il tuo amore mi ha insegnato ad essere triste,
e io - da secoli -cercavo una donna che mi rendesse triste;
una donna tra le cui braccia ho potuto piangere come un passero;
una donna che avrebbe raccolto i miei pezzi, i miei frammenti di cristallo.

Il tuo amore - signora - mi ha spinto ad adottare cattive abitudini,
a cercare di prevedere il futuro, sul fondo della mia tazza, migliaia di volte nella notte;
a provare i rimedi dei guaritori e a bussare alla porta dei veggenti;
mi ha spinto ad uscire di casa per pettinare i marciapiedi;
a inseguire il tuo viso ovunque, sotto la pioggia,
nelle luci delle auto, negli abiti sconosciuti
e a rincorrere il tuo spettro nei manifesti della pubblicità,
a raccogliere dai tuoi occhi milioni di stelle;
il tuo amore mi ha insegnato a girovagare - per ore -
alla ricerca di una chioma selvaggia
invidiata da tutti gli zingari,
di un volto, di una voce
che sono tutti i volti e tutte le voci…

Il tuo amore - signora - mi ha introdotto nella città della tristezza,
e prima del tuo amore non sapevo che cosa fosse la tristezza;
non ho mai saputo che le lacrime sono l' Umano
e che l' Umano - senza tristezza - non è che la parvenza di un essere umano.

Il tuo amore mi ha insegnato a comportarmi da bambino,
a disegnare il tuo viso coi gessi sui muri,
sulle vele dei pescherecci,
sulle campane della chiesa, sui crocifissi.
Il tuo amore mi ha insegnato che può cambiare la mappa del tempo
e mi ha permesso di capire che, quando si ama, la terra smette di girare;
il tuo amore mi ha insegnato cose che non avrei mai considerato.
Ho letto fiabe per bambini,
sono entrato nei palazzi dei re Geni,
ho sognato di sposare la figlia del sultano
i cui occhi sono più blu dell'acqua di una laguna,
le cui labbra sono più seducenti dei fiori di melograno.
Ho sognato di portarla via come un cavaliere,
di offrirle collane di perle e corallo.
Il tuo amore mi ha insegnato che cos'è il delirio;
mi ha insegnato come la vita ci consuma
senza che giunga la figlia del sultano.

Il tuo amore mi ha insegnato
come amarti in tutte le cose:
negli alberi nudi, nelle foglie ingiallite e secche,
in un giorno piovoso, nelle tempeste,
nel più piccolo Caffè in cui beviamo
- alla sera - il nostro caffè nero.
Il tuo amore mi ha insegnato
a cercare rifugio in alberghi senza nome,
in chiese senza nome,
in Caffè senza nome.
Il tuo amore mi ha insegnato
come la notte può ingrandire
il dolore degli stranieri;
mi ha insegnato a contemplare Beirut,
una donna , tiranna e tentatrice,
una donna che indossa ogni sera
i più begli abiti che possiede
e spruzza profumo sul suo seno
per il pescatore e i principi.
Il tuo amore mi ha insegnato
a piangere senza ragione;
mi ha insegnato gli incubi,
come un ragazzo dai piedi amputati
tra le strade di Rouche e Hamra.

Il tuo amore mi ha insegnato a essere triste
e io- da secoli - cercavo una donna che mi rendesse triste;
una donna tra le cui braccia ho potuto piangere come un passero,
una donna che avrebbe raccolto i miei pezzi, i miei frammenti di cristallo.


                 Nizar Qabbani    da     Poesia


domenica 7 gennaio 2018

TI HO LASCIATA SCEGLIERE

 
 
              
                                          Non esiste terra di mezzo tra inferno e paradiso...



Ti ho lasciata scegliere...quindi scegli
tra morire sul mio petto
o sui quaderni delle mie poesie.
Scegli l'amore...o il non amore.
Viltà è non scegliere:
non esiste terra di mezzo
tra inferno e paradiso.

Getta via tutti i tuoi fogli
e accetterò qualunque scelta.
Parla, agisci, esplodi,
ma non rimanere immobile come un chiodo.
Io non posso rimanere per sempre
come un fuscello sotto la pioggia.
Scegli uno tra i due destini
e quanta violenza il mio destino...

Sei stanca e spaventata
e la strada che porta a me è ancora molto lunga.
Immergiti nel mare... o vai via,
non esiste mare senza vortici.
L'amore è una grande sfida,
un navigare controcorrente.
L'amore è crocifissione, condanna e lacrime,
una migrazione tra le lune.
Donna, la tua codardia mi uccide
e tu, ti diverti dietro una cortina.

Io non credo nell'amore
che non ha l'irruenza delle rivoluzioni,
che non frantuma tutti i muri,
che non si abbatte come un uragano.
Oh, se il tuo amore mi inghiottisse,
se mi sradicasse... come gli uragani.

Ti ho lasciata scegliere...quindi scegli
se morire sul mio petto
o sui quaderni delle mie poesie.
Scegli l'amore... o il non amore.
Non esiste terra di mezzo
tra inferno e paradiso.


            Nizàr  Qabbàni    da       Le mie poesie più belle