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venerdì 17 settembre 2021

LA MENTE OSTILE ( Forme dell'odio contemporaneo ) 1

 


 " Io non odio persona alcuna, ma vi sono uomini che ho bisogno di vedere dolo da lontano" . ( Ugo Foscolo )




(...) L' odio sembra una realtà dominante nella storia dell'umanità e nel mondo globale, diviso e polarizzato. Il " noi" si contrappone al " loro" percepito non come singoli individui, ma come un gruppo nemico verso cui si nutre pregiudizio  e intolleranza: stranieri, ebrei, rom, mussulmani, donne, omosessuali, persone fragili... o anche singoli che rappresentano il capro espiatorio dell'altrui insoddisfazione. Ma la nostra mente è ostile per natura? Il cervello è irrimediabilmente programmato per l'odio? L' umanità attuale - lo sappiamo - è purtroppo ancora preda di istinti e reazioni che portano a creare conflitti e scontri. L' eccitazione emotiva, la rabbia e la violenza prevalgono nelle contese personali per i beni, per la terra. La mente ostile odia nell'altro non solo il male, ma anche quanto vi è di buono. Non si accontenta di vincere, ma prova il sottile e malizioso piacere di vedere gli altri perdere. Le emozioni, come è stato ampiamente provato dalle neuroscienze, sono intelligenti, ma ciò non impedisce che possano essere anche molto cattive. Gli studi mostrano come l'odio coinvolga - nel cervello - varie aree che hanno a che fare con la paura, la rabbia, l'aggressività e il pericolo. Quando vediamo il volto di qualcuno che odiamo, si attivano parti della mente che riguardano anche l'amore romantico, ma mentre quest'ultimo disinnesca con più facilità la razionalità, l'odio ha bisogno di freddezza e calcolo. In realtà, anche se meccanismi automatici e inconsci spingono gli esseri umani a percepire con paura le diversità, e la rabbia spesso prevale come istinto di difesa/ offesa, le neuroscienze descrivono menti empatiche che si rispecchiano e identificano negli altri. Noi " siamo" gli altri, soffriamo e gioiamo con loro, ci facciamo contagiare dalle loro emozioni, piangiamo e ridiamo insieme, mostrando una sintonia e una fusione profonda, viscerale e davvero " naturale". Nessuno che non presenti gravi patologie gode a veder soffrire un altro essere umano. (...) 



               Milena  Santerini  da   La mente ostile ( Forme dell'odio contemporaneo )


 

LA MENTE OSTILE ( Forme dell'odio contemporaneo ) 2

 

(...) La concorrenza per le risorse ci rende però creature conflittuali e a volte crudeli, anche di quella crudeltà gratuita che gli animali non manifestano. Proprio la nostra dipendenza dagli altri crea una complicità nel male che nella storia ha dato tanti esiti distruttivi. Ma l'ambiente ci plasma, specie quando  parliamo di pregiudizi o stereotipi. Bambini molto piccoli riconoscono la diversità del colore della pelle, ma appena vivono in ambienti eterogenei, queste reazioni si attenuano. Il cervello crea in modo " naturale" una reazione di difesa davanti alla diversità, ma questo non prova che siamo naturalmente razzisti. Applicando la razionalità, riusciamo ad elaborare tale pregiudizio inconsapevole, innato e primitivo e a compiere scelte morali che ci rispecchiano veramente e affermano l'uguaglianza in dignità e diritti degli esseri umani.Sono le " politiche dell'odio" che costruiscono il nemico e ci manipolano, sfruttando le nostre debolezze emotive; ci coinvolgono ed eccitano l'istinto di difesa e di vendetta. L'odio può essere individuale, ma più spesso è collettivo, si propaga attraverso la folla, oggi soprattutto attraverso Internet. Individualismo e depressione sociale portano a sfogare rabbia, frustrazione e risentimento davanti allo schermo. L'estemporaneità, la rapidità e l'anonimato rendono il linguaggio d'odio sul web " speciale". Un altro motivo per studiare la mente ostile è - quindi - comprendere come sottrarsi a questa influenza delle macchine dell'odio, della propaganda nazista all' " hate  speech" sul web di oggi. I meccanismi del linguaggio ostile - dagli " haters  ai troll" - hanno trovato infatti il loro habitat naturale in Internet.Le folle emotive rincorrono " fake news", le posizioni si polarizzano, la mentalità cospiratoria dilaga, dal " Protocollo dei savi Anziani di Sion" a Q Anon. Attraverso il web anche la violenza estrema può propagarsi. La lezione dei genocidi(per esempio in Ruanda e Cambogia, sul modello di quell'evento senza precedenti che è stata la Shoah ) mostra come uomini comuni si adattano facilmente a discriminare, escludere ed eliminare un gruppo nemico. Anche in questo senso impariamo quanto sia grave il rischio di lasciar diffondere l' hate speeek e il disprezzo e come ciò possa portare - e abbia portato - a esiti estremi. Oggi, quella propaganda usa mezzi sofisticati, disumanizza attraverso i " meme" online, crea assuefazione a un linguaggio violento, divide tra " noi" e " loro". Le storie degli attentatori del nostro tempo che compiono stragi in nome dell' Isis o del suprematismo bianco, ci parlano di come, tra le pieghe delle società democratiche, si nasconda gente che odia, colpisce innocenti e sa fare - anche troppo bene - proselitismo. (...)



Milena Santerini  da   La mente ostile ( Forme dell'odio contemporaneo )



LA MENTE OSTILE ( Forme dell'odio contemporaneo) 3

 

(...)  Non si dovrebbe tardare oltre a studiare i meccanismi emotivi sfruttati dagli haters sul web, che abbiamo visto trovare un'espressione politica ai massimi livelli in molti paesi, e in particolare negli U.S.A. Quando i meccanismi economici si intrecciano a quelli psicologici, c'è un pericolo serio per le società democratiche: più c'è intensità emotiva - spesso negativa - più si clicca, più si guadagna. Siamo ancora all'inizio delle ricerche su come influisce sulle nostre vite la continua connessione sui social media a questo tipo di sollecitazioni, manipolate da centrali senza scrupoli e rilanciate da volenterosi collaboratori. E, soprattutto, è giunto il momento di affermare le responsabilità sull'odio online, da parte degli Stati, delle piattaforme del web e anche dei singoli utenti, chiamati a contrastare l' hate speek. L'odio collettivo, come purtroppo sappiamo bene, sceglie bersagli precisi, ma non per questo colpevoli. Anzi, il nemico per antonomasia è innocente. Sui social si scatena l'avversione e il disprezzo verso l'infermiera che si vaccina per prima dopo una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo. Viene insultata la persona malata o disabile. Segno di un infantile rifiuto della sofferenza? Oppure della ribellione verso " loro", in questo caso la casta, il potere, il governo, i dominatori? Ci sono politici che si trasformano in " imprenditori dell'odio" e cercano di dividere e aizzare il popolo contro le stesse istituzioni democratiche che lo rappresentano.  (...)



Milena Santerini   da  La mente ostile ( Forme d'odio contemporaneo )



LA MENTE OSTILE ( forme dell'odio contemporaneo ) 4

 

(...) Questo odio sociale si aggiunge a quello tradizionale verso i bersagli di gruppi e minoranze da sempre resi diversi. Anche qui- però - assistiamo a metamorfosi dell'ostilità contemporanea. Il razzismo, per esempio, non è più solo biologico, dato che le tragedie della Seconda Guerra  Mondiale hanno portato a temere e punire le discriminazioni. Riemerge però in modo " culturale", simbolico, sottile, come ostilità e xenofobia verso gli immigrati o i rom. Non sempre per il colore della pelle - anche se il Movimento Black Lives Matter ha dimostrato quanto ancora conti - ma per il colore della cultura. L' antisemitismo emerge e si inabissa nel tempo, in parallelo con le crisi economiche, sociali e politiche. Prende nuove forme, si associa di nuovo ad antichi complotti e cospirazioni, considerando gli ebrei i nuovi untori del Covid - 19; riprende i modelli della propaganda nazifascista e li diffonde online con i meme. Ragionare di questo tipo di odio induce a riflettere sul fascino del capo, la facilità delle folle di farsi sedurre, ma anche sui processi per cui le nuove generazioni trasferiscono l'odio antiebraico su Israele e potrebbero dimenticare l'ideale dei diritti universali e dell'eguale dignità di tutti se indotti ad essere solo sudditi obbedienti negando i diritti agli Altri. 

La questione della guerra alle donne è un altro tema da mettere a fuoco. Qualcuno si può stupire che siano il principale bersaglio degli haters speech, ma nel quadro delineato non è strano. Dileggio, desiderio di possesso, attacchi di branco, " revenge porn..." sono molti i modi in cui umiliare le donne da parte di haters che sono spesso maschi bianchi di mezza età. Anche l'odio omofobo percorre strade simili. Quello anti -islamico prende di mira i mussulmani, presentandoli come tutti potenziali terroristi, con le donne velate quale segno di inaccettabile barbarie o con gli immigrati che vogliono sostituirci " a casa nostra ".

Quando si approfondiscono questi mondi, si analizza il modo in cui funziona il pregiudizio, e quando facciamo parlare la Storia, si scoprono le differenze ma anche le costanti della mente ostile. La violenza appare non più inevitabile, ma frutto di un disimpegno morale che siamo ancora in tempo a contrastare. (...)



Milena  Santerini   da    La mente ostile ( Forme dell'odio contemporaneo )