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giovedì 3 dicembre 2020

DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 1

 


                                     Esistono mille cause per ogni cosa che succede... ( M.M.)



(...) Miriam  " Zenzi" Makeba nasce a  Johannesburg il 4 Marzo 1932 e passa i primi sei mesi della sua vita in carcere: la mamma, per sbarcare il misero lunario, ha venduto birra artigianale fatta in casa ma, visto che ogni attività commerciale è proibita alla popolazione nera, viene arrestata e portata in galera insieme alla neonata. Dentro o fuori da una prigione, la vita è ugualmente durissima per la " black community " nel Sudafrica dell'apartheid: un sistema brutale che ha costretto per decenni le persone che erano nate in quella terra a vivere come prigioniere in casa propria. Delle leggi severissime regolavano l'esistenza dei nativi, vietando loro praticamente ogni libera attività e costringendole ad abitare in zone circoscritte, dovendo esibire un " passaporto" speciale per entrare nel territorio dei bianchi. C'erano addirittura fontanelle e marciapiedi destinati esclusivamente alla popolazione africana, che abitava quei territori dalla notte dei tempi e ora veniva umiliata da una segregazione razziale molto simile a  una totale schiavitù. Ogni associazione politica era preclusa e l'istruzione era fortemente disincentivata: un'organizzazione crudele che obbligava i neri ad assoggettarsi ai lavori più umili. Miriam, fin da piccola, non può che fare la serva per le famiglie dei bianchi, ma ha una passione che le scalda il cuore e che l'aiuterà a sopravvivere nei momenti più duri: la musica. Zenzi è dotata di una voce incredibile e, come racconta in un'intervista : " non mi ricordo quando ho iniziato a cantare, potrei dire da sempre: in Sudafrica tutti abbiamo sempre cantato le cose che ci succedevano, specialmente quelle che ci ferivano ".  (...)



                 Serena  Dandini   da   Il catalogo delle donne valorose



DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 2


(...) Per lei la musica è " a type of magic ", un aiuto, un conforto, ma anche un superpotere per affrontare l'esistenza. Dopotutto, nella musica ci è nata: cantare per lei è un'attitudine naturale in una famiglia in cui la madre suona gli strumenti tradizionali, il padre milita in una band e il fratello le fa conoscere le canzoni di Ella Fitzgerald che arrivano dall' America. Insieme alla sorella, Miriam canta nei cori della chiesa ed è  ancora un'adolescente quando comincia a partire per delle lunghe tournée interpretando un repertorio che miscela musica popolare africana, jazz e gospel: uno stile che rimarrà il marchio di tutta la sua lunga carriera. Naturalmente anche i concerti subiscono la stessa odiosa legge della segregazione che impone show separati per bianchi e neri e addirittura una nuova ingiunzione alla fine degli anni Cinquanta che proibisce agli artisti di colore di esibirsi nei teatri cittadini, permettendogli solo sale di periferia. Nel 1959 parteciperà ad un documentario contro l'apartheid che  - anni dopo - Martin Scorzese definirà : " Un film eroico, dalla bellezza terribile" e che rivoluzionerà totalmente il suo destino .  (...)



            Serena  Dandini  da   Il catalogo delle donne valorose

 

DONNE VALOROSE: MIRIAM MAKEBA 3

 

(...) La performance di Zenzi fa sensazione:il documentario Come Back, Africa si guadagna il premio della critica ed è lodato da tutti i giornali. Le autorità sudafricane, accorgendosi della potenza eversiva della pellicola, reagiscono con la solita violenza e ritirano il passaporto di Miriam, impedendole di rientrare nel suo Paese: per la giovane artista è l'inizio di una nuova vita, ma anche di un lungo e doloroso esilio dalla sua terra che durerà più di trent'anni. Non le verrà concesso di tornare neanche alla morte della madre per partecipare ai suoi funerali, un dolore che Zenzi non riuscirà mai a cancellare; tuttavia per il regime era intollerabile che una semplice interprete di musica popolare si trasformasse nel simbolo di un popolo oppresso.  (...)



   Serena  Dandini   da   Il catalogo delle donne dolorose



DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 4


(...) Mentre la carriera di Miriam è in vorticosa ascesa, nel suo paese d'origine la situazione è sempre più drammatica. Nel 1963 Nelson Mandela, militante dell' African National Congress, il movimento che si batte contro la segregazione, è stato arrestato e condannato al carcere a vita. Le sue parole, al processo, risuonano più forti di ogni sentenza : " Più potente della paura per l'inumana vita della prigione, è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in quel Paese...". Nello stesso anno, Makeba, che ormai è una celebrità in America, è invitata a parlare alle Nazioni Unite dal comitato contro l'apartheid e, con un discorso asciutto e autorevole, chiede di fermare la tragedia che si sta abbattendo sul suo Paese a causa della totale mancanza di diritti civili per la popolazione nera e domanda l'immediata scarcerazione dei detenuti politici ingiustamente arrestati. Per tutta risposta il governo africano mette al bando le sue canzoni, che cominciano a circolare clandestinamente come materiale sovversivo: i suoi numerosi proseliti rischiano fino a sette anni di carcere se trovati in possesso di questi dischi scottanti. Sembra incredibile che un brano solare e innocuo come Pata Pata si sia trasformato per molti in un inno alla libertà : ma questa è la magia della musica di Miriam Makeba,che è riuscita ad incarnare la felicità creativa di un popolo a cui per decenni è stata proibita ogni forma espressiva.E' solo una canzone che invita a ballare, a godere della gioia di vivere, e proprio per questo fa più paura di un manifesto politico.  (...)



                Serena  Dandini  da    Il catalogo delle donne valorose


DONNE VALOROSE : MIRIAM MAKEBA 5


(...) Da quel momento Miriam diventa " Mama Africa ", simbolo e portavoce delle radici di una cultura che una politica dissennata vorrebbe soffocare. La sua musica si trasforma in un messaggio universale e parla al cuore di tutti, ma la cantante porta avanti il suo lavoro con estrema modestia e umiltà: come racconterà anni dopo in un'intervista, non si è mai sentita una leader politica:" Sinceramente, sono solo una piccola vecchia cantante, non sono una politica, nemmeno un'economista o qualcosa del genere.Vorrei soltanto che le persone fossero dei soldati: possiamo esserlo tutti, non per aggredirci l'un l'altro, ma per combattere la povertà, le malattie, le epidemie, l'avidità e tutti i mali del mondo, per essere un esercito che difende tutto ciò che è buono."

Qualcuno ha detto che oggi Miriam Makeba non si chiama più " Mama Africa ", ma " Mama Paradiso" ed è un'immagine appropriata per la lunga vita di questa artista coraggiosa e solare, ed è bello pensarla - dopo tanti duetti eccellenti sulla terra - mentre canta tra le nuvole accompagnata da un volenteroso coro di angeli, indossando uno dei suoi sgargianti copricapi africani. Solo una delle sue tante - memorabili - esibizioni . (...)



     Serena  Dandini  da   Il catalogo delle donne valorose