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domenica 10 agosto 2025

IL CANTANTE DELLE ETERNE MELODIE


     
                                                                                Il canto delle stelle...




" La notte scorsa, nel silenzio che dominava le tenebre, ascoltavo da solo la voce del Cantante delle Eterne Melodie. Poi, andato a riposare, ho chiuso gli occhi fissando la mia mente in questo ultimo pensiero : anche quando dormirò nell' incoscienza del sonno, proseguirà sul campo silenzioso del mio corpo addormentato la danza della vita, in armonia con quella delle stelle. "




                                               Rabindranath   Tagore




giovedì 12 marzo 2020

L'OMBRA DELLA LUCE







                                                                                     Non abbandonarmi mai...
                                                Non abbandoniamoci.



                                                         frida


Non abbandonarti, tieniti stretto,
e vincerai.
Vedo che la nostra notte se ne va:
coraggio, non avere paura.
Guarda, sul fronte dell'oriente
di tra l'intrico della foresta
si è levata la stella del mattino.
Coraggio, non avere paura.

Sono figli della notte, che del buio battono le strade
la disperazione, la pigrizia, il dubbio: 
sono fuori da ogni certezza, non sono figli
dell'aurora.
Corri, vieni fuori;
guarda, leva lo sguardo in alto:
il cielo si è fatto chiaro.
Coraggio, non avere più paura.


                         Rabindranath  Tagore


martedì 21 maggio 2019

POETI DI MAGGIO

 
 

                                     Ahimè ! Amore è misero se il suo amore è assente…


MAGGIO

Maggio il bel maggio in barca sul Reno
Signore guardavano dall'alto del monte
Siete così belle, ma la barca s'allontana
Chi mai ha fatto piangere i salici della riviera

Orbene frutteti in fiore ritti alle spalle
I petali caduti dai ciliegi di maggio
Sono le unghie di colei che ho tanto amato
I petali appassiti sono come le sue palpebre

Sul sentiero costiero lentamente
Un orso una scimmia un cane guidati da gitani
Seguivano un carrozzone trainato da un asino
Mentre s'allontanava tra i vigneti renani
L'aria da reggimento di un remoto piffero

Maggio il bel maggio ha vestito le rovine
D'edera di vigna vergine e roseti
Il vento del Reno scuote a riva i salici
E i giunchi pettegoli e i nudi fiori dei vigneti.


                             Guillaume  Apollinaire


                                        ***

NOTTE DI MAGGIO

Il cielo pone in capo
ai minareti
ghirlande di lumini.


                          Giuseppe  Ungaretti


                                  ***

MAGGIO

Al bel tempo di maggio le serate
si fanno lunghe; e all'odore del fieno
che la strada - dal fondo - in pieno
lume di luna, le allegre cantate
dell'osterie lontane, e le risate
dei giovani in amore, ad un sereno
spazio aprono porte e petto. Ameno
mese di maggio! E come alle folate
calde dall'erba risollevi i prati
ilari di chiarore, alle briose
tue arie, sopra i volti illuminati
a nuovo, una speranza di grandiose
notti più umane scalda i delicati
occhi - e il sangue - alle giovani spose.


                              Giorgio Caproni


                                     ***

BREZZE DI MAGGIO

Brezze di maggio danzanti sul mare!
Via via che danzate di solco in solco
il girotondo esultante, mentre in alto
vola la spuma a farsi ghirlanda
d'argentei archi gettati sull'aria,
vedete l'amor mio da qualche parte?
Ahimè ! Ahi!
Brezze di maggio!
Amore è misero se il suo amore è assente.


                              James  Joyce


                                   ***

ERA DI MAGGIO

Era di maggio. Il pomeriggio afoso
sembrava interminabile. La terra riarsa
si spaccava nel gran caldo, assetata.
Dalla riva del fiume udii una voce
che gridava: " Vieni, tesoro mio! "
Chiusi il libro e aprii la finestra
per guardare fuori.
Vidi presso il fiume un grande bufalo coperto di fango
che guardava in giro con occhi placidi e pazienti;
un ragazzo - nell'acqua fino al ginocchio - lo chiamava
per farlo bagnare.
Sorrisi compiacente ed ebbi un senso di dolcezza
che mi invase il cuore.


                              Rabindranath  Tagore


sabato 17 novembre 2018

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Introduzione )



La colta e orgogliosa Victoria Ocampo  ( esponente della società ricca e borghese di Buenos Aires ) incontra Rabindranath Tagore durante una breve tappa di uno dei molteplici tour del poeta: per due intensi mesi - dal Novembre 1924 al Gennaio 1925 - ospita nella villa di Miralrìo ( a San Isidro ), lo scrittore convalescente. Se Victoria subito si infiamma di una passione mistico - erotica ( fra i due esisteva una più che consistente differenza d'età ), Tagore, dapprima intento a sublimare il fascino dell'adorante " carceriera ", è fermo nel ribadire la libertà della sua vocazione spirituale e creativa, pur nel rimpianto ( tardivo! ) della sua Vijaya.
In queste affascinanti pagine rimane scolpita la relazione impossibile tra un carismatico e già anziano maestro e una " discepola" troppo giovane e agli esordi della sua attività intellettuale: le lettere che si scambiano nell'arco di sedici anni, sono la testimonianza di un'esperienza emotiva e intellettuale irripetibile tra due mondi solo apparentemente lontani.


                          

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 1

 
 

                                                                      Rabindranath e Victoria


Rabindranath Tagore a Victoria Ocampo

San Isidro, 4 Novembre 1924

(…) Ieri sera, quando vi ho portato i miei ringraziamenti per ciò
       che di solito viene definito ospitalità, ho sperato che sentiste
       che quel che dicevo era molto meno di quel che intendevo dire.
       Vi sarà difficile comprendere pienamente quale immenso
       carico di solitudine io porti con me; un peso che è stato
       imposto alla mia vita soprattutto dalla mia fama straordinaria
       e improvvisa. Sono come un Paese sventurato nel quale un
       triste giorno è stata scoperta una miniera di carbone, col
       risultato che i suoi fiori vengono trascurati, le sue foreste
       abbattute, e che giace nudo davanti allo spietato sguardo
       scrutatore di un manipolo di cercatori di tesori. Il mio prezzo
       di mercato è cresciuto vertiginosamente e il mio valore
       personale è stato oscurato. Cerco di renderlo concreto -
       questo valore - con un pungente desiderio che mi perseguita
       senza tregua. Può essere soddisfatto solo dall'amore di una
       donna, e per lungo tempo ho sperato di meritarlo.
        Oggi sento che questo dono prezioso mi è venuto da voi, e che
        voi sapete apprezzarmi per ciò che sono e non per ciò che
        contengo. Questo mi ha tanto rallegrato, e tuttavia so di
        essere giunto a quel periodo della vita in cui - nella mia
        traversata del deserto - ho bisogno come mai prima della mia
        provvista d'acqua, ma non ho né i mezzi né la forza per
        portarla, e perciò posso solo ringraziare la mia buona ventura
        quando mi viene offerta, e poi prendere congedo.


                      Sri- Rabindranath  - Thakun    (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo  da  Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924- 1940 )

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 2


Victoria Ocampo a Rabindranath Tagore

Primi di Gennaio 1925

(…)  Gurudev,
       ho attraversato una tale gioia e tali sofferenze in questi giorni!
       Gioia perché mi sentivo vicina a voi; sofferenze, perché voi
       ignorate la mia vicinanza. Gioia, perché ero lieta di darvi tutto
       ciò che potevo dare; sofferenze, perché ciò che potevo dare vi
       era inutile. Gioia, perché ero piena d'amore; sofferenze perché
      il mio amore mi soffocava,mi torturava come fa l'amore quando
       non trova un'espressione immediata.
       Prima o poi saprete come e quanto io ami i vostri libri. Questo
       si può tradurre . Ma temo che non saprete mai come e quanto
       io ami voi, perché nessuno tranne voi può tradurre questo.
       E le traduzioni richiedono molto tempo, e voi avete sempre
       nuove poesie da scrivere.
       Gurudev, come posso ringraziarvi per tutto quello che mi avete
       dato; come posso farlo? Sento di non aver detto nulla, proprio
       nulla di quel che avevo nel cuore e nella mente.
       Questo mi rende così misera.
       Ricordate, Gurudev, che qui lasciate qualcuno che cerca di
       dare espressione al suo amore per voi. Se potete aiutarmi,
       fatelo. Sono stata stupida e timida. Perdonatemi. Vi amo.
       Nulla può cambiare questo.
       Vi prego di ricordare, Gurudev, la gioia che potete darmi
       accettando il mio amore, accettando tutto quel poco che posso
       fare per voi e tutto quel poco che ho.
  

                                        Victoria   (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo  d    Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924 - 1940 )

  

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 3


Rabindranath  Tagore a Victoria Ocampo

27 Febbraio 1925

(…) Cara Vijaya, ( Vittoria in bengali )
      ci sono animali che si fingono morti per salvarsi da un pericolo
      mortale. I medici mi hanno raccomandato di seguire il loro
      esempio e di non muovermi mai, di non parlare mai, di non
      incontrare mai gente - insomma, di comportarmi in tutto e per
      tutto come se fossi morto. Perciò dovrò arrendermi
      completamente alla vostra comoda poltrona che mi ha seguito
      da una sponda all'altra.Con gretta cura risparmierò così le mie
      energie fin quando lascerò l' India per l' Italia il primo maggio
      prossimo. Mi hanno prenotato la cabina sul Cracovia, la stessa
      imbarcazione che mi ha portato in India. Spero che per quella
      data avrò abbastanza forza per attuare il mio proposito e
      partire per il Paese in cui la gente mi aspetta con tutta la
     ricchezza del suo benvenuto.L'altro giorno ho avuto un incontro
     con una francese straordinaria che ha viaggiato in Tibet per
     diversi anni ed è riuscita ad amarne il popolo. L'ho indirizzata
     a voi e probabilmente riceverete una sua lettera.
     Scrivo questa contro il divieto del medico che mi ha
     raccomandato di mantenere la posizione reclinata su una
     poltrona comoda e di non sedermi mai alla scrivania per
     scrivere alcunché. Dettare mi è permesso, ma affronto il rischio
     di scrivervi personalmente e di perdere molto più in fretta una
     frazione della mia vitalità piuttosto che mandarvi il mio
     messaggio tramite la grafia di qualcun altro.
     Il mio  bhalobasa

                                     Rabindranath   (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo da      Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924- 1940 )

 
   

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 4



Rabindranath  Tagore a Victoria Ocampo

29 Ottobre 1925

(…) Cara Vijaya,
       non mi piace parlare della mia malattia,che è diventata noiosa
       nella sua monotonia infinita. Aspetto con sopportazione che
       venga l'estate per poter fare un altro tentativo di visitare l'
       Europa, per ricevere cure mediche adeguate.
       Vi mando un libro di poesie in bengali, che vorrei mettervi fra
        le mani personalmente. Ve l'ho dedicato, anche se non potrete
        mai sapere cosa contiene: gran parte delle poesie di questo
        libro è stata scritta mentre ero a San Isidro. I miei lettori, che
        capiranno queste poesie,non sapranno mai chi è la mia Vijaya
        a cui sono accumunati.Spero che questo libro abbia la fortuna
        di passare più tempo con voi di quanto ne abbia avuto il suo
        autore.
        Bhalobasa

             Sri- Rabindranath - Thakut ( firma in bengali )     (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo da  Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924- 1940 )

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 5



Victoria Ocampo a Rabindranath Tagore

Dicembre 1925

(…) Caro Gurudev,
       vi ho pensato così tanto durante tutti questi mesi, e mi siete
       mancato così terribilmente, che non ho avuto il coraggio di
       scrivervi in proposito. Ricordate che una volta mi diceste che
       non ero presuntuosa, ma ero molto stupida?
       Se avessi mandato la lettera che sentivo, avreste dichiarato che
       la mia stupidità era aumentata!
       Il 13 Novembre ho tenuto una lezione presso gli " Amigos del
       Arte " ( Associazione culturale di Buenos Aires n.d.r )e il titolo
       della lezione era Qualcosa su Rabindranath Tagore.
       La sede era molto affollata e c'era anche il Presidente della
       Repubblica. Ho recitato dieci vostre poesie nella traduzione
       di Gide. Non voglio che pensiate che sono stupida e
       presuntuosa ! Ma sento di aver recitato le vostre poesie come
       non ho mai recitato nient'altro. Non c'è da meravigliarsene!
       Credo di non aver mai amato altre poesie con tale intensità.
       Nella mia lezione ho spiegato che non eravate perpetuamente
       solenne come pensava la maggioranza della gente, ma che
       eravate pieno di humour quando eravate in quello stato d'
       animo. Ho detto che il vostro humour era un " condimento",
       fresco e acido come un succo di limone, ma che non era mai
       la " secrezione " dell'impotenza o la " maschera " dell'invidia "
       ecc, ecc... Ho cercato di spiegare come all'inizio ( anche alla
       fine, ma non l'ho confessato ) voi mi avete dato quel che i
       francesi chiamano " le trac" ( credo che la parola, nello slang
       inglese sia " funk " ). Sono così goffa, così impacciata quando
       scrivo in inglese, che non dico mai quel che vorrei.
       Vi mando qualche foto, e voi mandatemene qualcuna vostra,
       se ne avete scattate di nuove.
       Sono ansiosa di sapere come vi sentite e se la vostra salute è
       migliorata.
       Caro Gurudev, vi amo.

                           Vijaya    (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo  da  Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924 - 1940 )



 

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 6



Rabindranath Tagore a Victoria Ocampo

14 Marzo 1939

(…) Cara Vijaya,
       quanto spesso sento che la vostra vicinanza, un tempo così
       stretta e priva di ostacoli- ora che è receduta in una disperata
       distanza - mi è divenuta intensamente più prossima e i suoi
       doni svelano un valore che tormenta l'anima per la sua rarità.
       Purtroppo i sentieri che accidentalmente erano preziosi, non
     possono mai più essere tracciati,e quando il cuore anela ancora
      a possedere quella preziosità, si rende conto che è perduta per
      sempre. L'immagine di quell'edificio vicino al grande fiume
      dove ci ospitaste in quegli stani circondari, con le aiuole di
      cactus che prestavano i loro gesti grotteschi all'atmosfera di
      esotica lontananza, mi appare spesso in visione, col richiamo
      che attraversa una barriera insormontabile. Ci sono alcune
      esperienze che sono come isole del tesoro staccate dal
      continente della vita immediata, con la pianta che rimane
      sempre decifrata in modo vago - e il mio episodio argentino è
      una di queste. Forse saprete che il ricordo di quei giorni di sole
      e di tenera cura è stato cinto da alcuni miei versi - i migliori
      nel loro genere - e  fuggitivi sono stati catturati, e ritorneranno
     - ne sono certo - anche se voi non li avete visitati perché
      separati da un linguaggio estraneo.
      Col più caro affetto

                              Rabindranath  Tagore  (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo da  Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924- 1940 )

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 7



Rabindraath Tagore a Victoria Ocampo

10 Luglio 1940

(…) Cara Vijaya,
       quanto è dolce da parte vostra pensare a me dopo così tanto
       tempo. Quando l'atmosfera del mondo è abbuiata, il cuore
       turbato anela naturalmente a quegli amici ai quali è associato
       il ricordo di giorni più felici il cui valore cresce col tempo.
       Mi viene in mente spesso l'immagine di quella casa sulla riva
       del fiume e il rimpianto di non aver saputo accettare
       pienamente - nella mia distratta stupidità - il prezioso dono
       che mi era stato offerto. Tuttavia il tempo favorito dal destino è
       passato e non tornerà mai più.
       Mi avete chiesto il titolo del libro che vi dedicai. Si chiama
       Puravi  ( l' Est, di genere femminile ).
       Con amore

                        Rabindranath  (…)

Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo  da  Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924 - 1940 )

NON POSSO TRADURRE IL MIO CUORE ( Tagore & V. Ocampo ) 8



Rathindranath Tagore ( figlio ) a Victoria Ocampo

17 Ottobre 1941

(…) Gentile Signora,
       il vostro telegramma ci ha comunicato il vostro dolore per la
       morte di mio padre e ci ha reso attentamente consapevoli di
       quanto caro egli si fosse reso ai cuori delle persone lontane e
       vicine. Per quanto riguarda voi, il suo affetto non era mai
       scemato neppure un momento. Può consolarvi sapere che la
      poltrona che gli avevate fornito per il viaggio di ritorno in nave
       dal Sul America era rimasta il suo oggetto di arredamento
       preferito e che l'ha usata quotidianamente fino agli ultimi
       giorni, quando non poteva più stare seduto. Circa un mese
       prima della sua morte, una mattina che era di buon umore,
       scrisse una poesia su quella poltrona. Spero di potervene
       mandare la traduzione al prossimo giro di posta.
       Al senso di vuoto totale che è seguito immediatamente alla sua
      morte,è gradualmente subentrata una" presenza onnipervasiva"
       Non siamo più in lutto per la nostra perdita, ma lavoriamo con
       rinnovata energia, sentendo a ogni passo la sua guida
       silenziosa nel portare avanti il lavoro dell' Istituzione che egli
       ha fondato. Possiamo sperare - a questo riguardo - di avere
       anche i vostri buoni auspici  benedizioni?
       Sinceramente vostro

                          Rathindranath  Tagore    (…)


Rabindranath Tagore & Victoria Ocampo  da  Non posso tradurre il mio cuore ( Lettere 1924 - 1940 )

venerdì 27 aprile 2018

PRIMAVERA...PRIMAVERA...

 
 

                 
                                              I fiori occhieggeranno come donne divertite...



APRILE

E' già sulla muraglia dello stadio,
tra gli spacchi e i ciuffi d'erba pensile;
le lucertole guizzano fulminee
e la rana ritorna nelle rogge.

                   ( Salvatore Quasimodo )




PRIMAVERA

Sarà un volto chiaro.
S'apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra...
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.

                        (  Cesare  Pavese )





SCINTILLE

Vieni - primavera - vieni
a svelare la bellezza del fiore
celata nel bocciolo
tenero e delicato.
Lascia cadere le note
che poteranno i frutti,
e passa con cura il tuo pennello
d'oro di foglia in foglia.


                 (  Rabindranath   Tagore  )





PENSIERO  D' APRILE

Eppure è bella - anima mia - la vita:
non fosse che pei giorni in cui le foglie
giocano a quale per la prima spunti sui rami;
e tu le vedi, così tenere e trasparenti
che ti s'apron l'ali nel rimirarle.
Come puoi del mondo tante cose sapere,
e non sapere come fa la fogliuzza
a tornar verde entro la scorza,
ad affacciarsi,
e tutta nova ridere al sol che la richiama?
La strada lunga che t'importa,
e l'essere strappata alla speranza
che più cara ti fu,
tradita da chi più fedele credesti,
se goder sempre t'è dato di questa gioia?

E tu la sai ben certa nel giusto tempo:
ché non fu mai l'anno senza vicenda di stagioni,
e mai fu senza fronda il giovinetto aprile.

                           (  Ada  Negri )





PIOGGIA  D' APRILE

Attoniti, dai nidi
nuovi, su vecchi tetti,
guardano gli uccelletti.
Mettendo acuti gridi
cadere l'invocata
pioggia di mezzo aprile.
Tu dietro la vetrata,
dalla finestra bassa,
come lor guardi e ridi.
E' nuvola che passa.

                       (  Luigi Pirandello )





DOLORE IN PRIMAVERA

Un dolore è più forte in primavera
per contrasto alle cose che cantano
non soltanto gli uccelli - ma le menti -
e i minuti splendori e le brezze.
Quando ciò per cui cantano è distrutto
a che serve un'azzurra melodia.
Ma la Resurrezione ebbe ad attendere
finchè fosse rimossa una pietra.

                                        (  Emily Dickinson )