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venerdì 26 settembre 2025

ANNA, LA VECCHIA POETESSA

 


                                                           Anna Achmatova  dipinta da    A. Modigliani




Anna Segre è medico, psicoterapeuta, orfana e autoimmune. E anche poeta e ha scritto vari testi di poesia, di cui l' ultimo "  Onora la figlia  ", che presenterò.




LA VECCHIA POETESSA

Sono una vecchia poetessa
perché quand'ero giovane ero grassa
mi sentivo goffa
non osavo l' arte
ma offrivo solo il mio
servizio.

Sono vecchia 
perché ero chiusa dentro
i muri di mio padre
tenevo l' arte in bocca
la covavo
per proteggerla
serbandola per un qualche
forse
per un futuro improbabile
ma che non si sporcasse
nello sbeffeggio di lui.

Ero poetessa nelle lettere
all' amore non vissuto
tutte le mattine
prima del sole
come Aracne,
lei mi rispondeva con menu
e cronache dei giorni senza me
e io me lo facevo bastare.

Ero poetessa
cercando e trovando
la parola
per la paziente muta e sfocata.
Ero poetessa
tacendo al momento giusto
ma chissà se si è sentita nell' aria
vibrare
questa mia corda
intonata.

Ero poetessa
anticipando catastrofi
non avvenute,
vedendo sentieri nel caos,
sentendomi salvata
malgrado la diagnosi.

E adesso sono una vecchia
poetessa
che non trattiene
il turpiloquio
l' empito
lo slancio
e l' idiozia.




                                    Anna  Segre           Inedito



giovedì 21 dicembre 2023

A CORPO VIVO

 


                                                                  Io da sola, nuda per strada...

                                                                   



La nuova raccolta di poesie di Anna Segre comprende 84 componimenti appassionati e carnali, " un viaggio nel processo del pensiero, all'interno dello sperare e del volere, ma anche il tentativo di varare una caravella ", si legge nell'introduzione della poeta.

Nella prefazione di Franca Alaimo si sottolinea d' altronde come la temperatura che alimenta la scrittura della Segre " sia così bollente che il essa la parola si liquefà ".




Allora sarò una mosca

che ronza nella tua stanza.

Una mosca con gli occhiali.

Però senza molestare.

Che finge di leggere

un minilibro sulle sue minizampe

appoggiata al vetro

dietro di te.

Perché a essere il gatto

sul tuo divano

non oso nemmeno

immaginarlo.



                                             ***


Non ho scuse.

Non posso soffrire

del niente tra noi

non posso sentire lo strappo

della non relazione

la perdita 

del nostro mai


io da sola

nuda

per strada.

Una pazza.



                                           ***


Avrakedavra.

Tesso le poesie per te.

Che sarebbe : creare dalla parola.

O anche : benedizione della parte santa.



                                            ***


Trattengo in bocca

le cose da dirti

e la lingua c'inciampa

perché devo parlare

con altri d' altro

che non sei tu.


Mi ronzano sul palato

come api

le cose da dirti

e la mia bocca

è un'arnia

inviolabile.



                                              ***


L' ibiscus non lo sa

che quella mancanza di acqua

diventerà siccità.

Nei primi giorni di sete

speranzoso di vita

mette tanti fiori

come non gliene ho visti

mai.


E così sono io

con le mie poesie

in attesa di te.




                        Anna  Segre   da        A corpo vivo



venerdì 2 dicembre 2022

LA DISTRUZIONE DELL'AMORE PER ANNA



                                                              Tante cose ho amato di te...



La poeta ama definirsi : "  Medico, psicoterapeuta, anche ebrea, in più lesbica, persino mancina..."





LO REUIA


Lei mi ama

e ciò alza le mie quotazioni

sul mercato degli affetti.

Ho quei brutti nei,

sono tutta storta,

la faccia stropicciata

e i fianchi molli,

amata tutta, così.

Nevrotica, ossessiva, iper - reattiva,

spelacchiata

rauca e bianca fosforescente,

addirittura desiderabile mi vede.

L' amore - diceva la poetessa -

non è cieco :

è un dio i cui bislacchi criteri

sfuggono

alla gravitazione

e alla termodinamica,

perciò noi vediamo disordine

dove lui crea mondi.



                                         ***


SIAMO ICARO


Sai cosa avrei voluto?

Che fosse come un'irruzione:

" io sono l'amore ".

Punto.

E che le nostre vite

trasfigurassero

letteralmente

a questa rivelazione.


Adesso aiutami a scrivere

l'avversativa,

adesso non lasciarmi sola

con le mani nel fango dei giorni

a coprirmi dagli sguardi sporchi

di chi non c'entra

e ha ingarbugliato tutto.

Adesso non andartene

da questa trincea

che doveva essere volo,

da questa guerra

che ha trasformato i minuti

in sacchetti di sabbia.


Doveva essere volo

e in parte ce l'ha fatta

perché cadiamo in picchiata,

mio passero

mia ala sinistra

mia creatura piumata sontuosa adorata

troppo vicine al sole.



                                           ***


PENSARTI


Tante cose ho amato di te

ed erano tutte facili.

Non è complicato

godere della bontà

o bearsi dei tuoi sguardi,

e la tua voglia

che meraviglia.


Ora io amo la tua distanza

come si può amare un coltello

che entra fino al manico.


Amo il tuo silenzio

che mi riempie di universo

di assoluto

di buio.


Amo il dolore

perché me lo dai puro

come puro era il piacere,

forse.

O forse amo questo vuoto

perché mi rarefà

la coscienza.


Rinuncio alle finte conversazioni,

a quel bisogno di parlarti

che non è più comunicazione,

all'incontro diventato scontro,

mentre ti guardo

ricordando ogni particolare

della mia remota Australia.


Nascondo il pensarti

in bella vista.



                                        ***


MATERNITA'


Grazie a dio,

che forse esiste,

niente figli.


Grazie a un caso

o a una scelta istintiva

o a una remora

che ha trascinato la questione

fin oltre il limite,


non sarò io

ad abbandonare.

Non sarò

la tua risposta sbagliata,

la tua delusione più cocente,

il demone che ti porti dentro.

Non sarò io

il primo tradimento,

il coltello ficcato in gola,

il fantasma che ti segue

in sogno,

l'ombra lunga delle giornate

fredde.


Non sarò io

la viscerale incomprensione,

il ricatto fino all'ultimo respiro,

il picchetto sbandierato d'amore

oltre il quale la disobbedienza

entra nell'illegale biblico.


Lontana più di un metro,

la lama della mia lingua non ti taglia,

ti sfiora.

A una distanza antalgica

i miei tentacoli di bisogno

non arrivano ad avvilupparti,

a soffocarti.


La gioia

di non sapere

che significa

quel potere senza controllo,

di non aver dovuto capire

la fatalità dei miei difetti

addosso a qualcun altro.


Il sollievo di non sentire mai

lo strappo dalla mia pancia,

l'altro da me, che è stato me

e che mi accusa.


La certezza che nessun processo

né nessuna gogna

saranno mai come un figlio

che ti imputa le tue vere colpe.


Un angelo ha steso la sua ala

sulla mia testa

e mi ha risparmiato

dalla conoscenza carnale

della maternità,

dalle quinte di dolore

che questo teatro

vuol farmi credere di amore.



                                      ***


IL MOMENTO PRIMA


Quanto hai pianto,

così tanto,

che i tuoi singhiozzi

scuotevano le mie stesse spalle

mentre me ne andavo.

Mi ricordo quelle mattine

chiare d'aprile,

i nostri giovedì al mare

sulla spiaggia ancora deserta,

i tuoi vestiti di petali,

gli occhi tuoi poggiati

al collo

agli zigomi

al seno,

quanto speravo

in noi.

Ma no,

non era speranza,

non la chiamavo così,

ci stavo dentro in silenzio

volendo credere,

in attesa.

Secoli di lune e menopausa,

istanti interminabili

di guerra e clangori,

ci sono state canzoni e partite

e tanta acqua verdastra sotto il mio balcone.

Sii felice, mio amore perso,

creatura bellissima sul bordo della magia,

eppure così vera, così stropicciata e dolente,

ti ricordi il momento prima di baciarci?

Così vorrei tu ti sentissi

così voglio sentirmi

con un tremore di gioia

sospeso

prima della vita

che è la vita.




                           Anna Segre  da   La distruzione dell'amore



sabato 22 gennaio 2022

LA DISTRUZIONE DELL'AMORE

 


                                                La pace costa quasi quanto una guerra...




Amore è una parola irta, pericolosa. Non si cerchi di smussare, diluire, omologare questo elemento divino. I contendenti si incontrano e si scontrano nell'accecante proiezione di luce del desiderio e duelleranno fino all'ultimo respiro della relazione alla ricerca di una pace impossibile. I versi di Anna Segre ci dicono qualcosa che dovremmo sapere bene: che due esseri non si amano mai da uguali, ma da diversi, e a volte la diversità è opposizione e le parole non servono per comunicare o dialogare, ma solo per ferirsi. A volte - insomma - l'amore somiglia a una guerra balcanica che prima cova sordamente, poi esplode e infuria per anni senza soluzione di continuità, salvo splendide tregue di passione. Ma " non ci sfugga la promessa", la "rivelazione ultima " insediata nei versi : " il male tira i fili / mentre il bene / si ostina a tessere ".






PERDERE


A un certo punto è stato chiaro

che non avevo più fondi

per foraggiare la mia vita affettiva,

che è come dire i fondi

per fare una guerra.


Ed è stato così che,

bandiera bianca alla mano,

ho perseguito più che un armistizio,

una pace.

La pace costa

quasi quanto una guerra.

L' ultimo grammo d'oro richiesto

alla resa

era l'accordo sulla verità.

Meglio la pace della verità.


Non è sempre così che succede

quando una guerra è persa?



                                          ***


PENSARTI


Tante cose ho amato di te

ed erano tutte facili.

Non è complicato godere della bontà

o bearsi dei tuoi sguardi,

e la tua voglia

che meraviglia.


Ora io amo la tua distanza

come si può amare un coltello

che entra fino al manico.


Amo il tuo silenzio

che mi riempie di universo

di assoluto

di buio.


Amo il dolore

perché me lo dai puro,

come puro era il piacere

forse.

O forse amo questo vuoto

perché mi rarefà 

la coscienza.


Rinuncio alle finte conversazioni,

a quel bisogno di parlarti

che non è più comunicazione,

all'incontro diventato scontro,

mentre ti guardo

ricordando ogni particolare

della mia remota Australia.


Nascondo il pensarti

in

bella vista.



                                                   ***


MATERNITA'


Grazie a dio,

che forse esiste,

niente figli.


Grazie a un caso

o a una scelta istintiva

o a una remora

che ha trascinato la questione

fin oltre il limite,


non sarò io

ad abbandonare.

Non sarò 

la tua risposta sbagliata,

la tua delusione più cocente,

il demone che ti porti dentro.

Non sarò io

il primo tradimento,

il coltello ficcato in gola,

il fantasma che ti segue

in sogno,

l'ombra lunga  delle giornate

fredde.


Non sarò io

la viscerale incomprensione,

il ricatto fino all'ultimo respiro,

il picchetto sbandierato d'amore

oltre il quale la disubbidienza

entra nell'illegale biblico.


Lontano più di un metro,

la lama della mia lingua non ti taglia,

ti sfiora.

A una distanza antalgica

i miei tentacoli di bisogno

non arrivano ad avvilupparti,

a soffocarti.


La gioia

di non sapere

che significa

quel potere senza controllo;

di non aver dovuto capire

la fatalità dei miei difetti

addosso a qualcun altro.


Il sollievo di non sentire mai

lo strappo della mia pancia,

l'altro da me, che è stato me

e che mi accusa.


La certezza che nessun processo

né nessuna gogna

saranno mai come un figlio

che ti imputa le tue vere colpe.


Un angelo ha steso la sua ala

sulla mia testa,

e mi ha risparmiato

dalla conoscenza carnale

della maternità,

dalle quinte di dolore

che questo teatro

vuol farmi credere di amore.




                              Anna  Segre   da   La distruzione dell'amore