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venerdì 10 luglio 2026

IL CIELO

 


" I sentimenti sono ambivalenti , e sono fatti contemporaneamente di luce e di ombra. "   (   frida  )




Da qui si doveva incominciare : il cielo.

Finestra senza davanzale, telaio, vetri.

Un' apertura e nulla più,

ma spalancata.


Non devo attendere una notte serena

né alzare la testa

per osservare il cielo.

L' ho dietro a me, sottomano e sulla palpebre.

Il cielo mi avvolge ermeticamente

e mi solleva da sotto.


Perfino le montagne più alte

non sono più vicine al cielo

delle valli più profonde.

In nessun luogo ce n'è più che in un altro.

La nuvola è schiacciata dal cielo

inesorabilmente come la tomba,

la talpa è al settimo cielo

come il gufo che scuote le ali.

La cosa che cade in un abisso

cade da cielo a cielo.


Friabili, fluenti, rocciose,

infuocate ed eteree,

distese di cielo, briciole di cielo,

folate e cataste di cielo.

Il cielo è onnipresente

perfino nel buio sotto la pelle.


Mangio il cielo, evacuo il cielo.

Sono una trappola in una trappola,

un abitante abitato,

un abbraccio abbracciato,

una domanda in risposta a una domanda.


La divisione in cielo e terra

non è il modo di pensare a questa totalità.

Permette solo di sopravvivere

a un indirizzo più esatto,

più facile da trovare,

se dovessero cercarmi.

Miei segni particolari :

incanto e disperazione.





                          Wislawa   Szymborska  da   Vista con granello di sabbia



venerdì 21 marzo 2025

ADDIO A UNA VISTA ( Il primo giorno di Primavera )

 


                                                                   Non ce l' ho con la Primavera...




ADDIO A UNA VISTA


Non ce l' ho con la primavera

perché è tornata.

Non la incolpo perché adempie ogni anno

ai suoi doveri.


Capisco che la mia tristezza

non fermerà il verde.

Il filo d' erba, se oscilla,

è solo al vento.


Non mi fa soffrire

che gli isolotti di ontani sull' acqua

abbiano di nuovo con chi stormire.


Prendo atto 

che la riva di un certo lago

è rimasta - come se tu vivessi ancora -

bella com'era.


Non ho rancore

contro la vista per la vista

sulla baia abbacinata dal sole.


Riesco perfino ad immaginare

che degli altri, non noi,

siedano in questo momento

su un tronco rovesciato di betulla.


Rispetto il loro diritto

a sussurrare, a ridere

e a tacere felici.


Suppongo perfino

che li unisca l' amore

e che lui la stringa

con il suo braccio vivo.


Qualche giovane ala

fruscia nei giuncheti.

Auguro  loro sinceramente

di sentirla.


Non pretendo alcun cambiamento

dalle onde vicino alla riva,

ora leste, ora pigre

e non a me obbedienti.


Non pretendo nulla

dalle acque fonde in mezzo al bosco,

ora color smeraldo, 

ora color zaffiro,

ora nere.


Una cosa soltanto non accetto.

Il mio ritorno là.

Il privilegio della presenza -

ci rinuncio.


Ti sono sopravvissuta solo

e soltanto quanto basta

per pensare da lontano.




               Wislawa   Szymborska    da    La fine e l' inizio - Trad. di Pietro Marchesani



N.B..  Chiedo venia per il ritardo. L' Equinozio di Primavera è stato - in realtà - il giorno 20.

Ad ogni modo che la bella stagione porti a tutti tanta leggerezza...



                                          frida



domenica 18 dicembre 2022

LA CANZONE NERA DI WISLAWA



                                                                Distruzione a Versavia ( 1939 )



L' autrice, tra il 1944 e il 1948, scrive 39 poesie che usciranno postume ( non era sua intenzione pubblicarle ) col titolo di " Canzone nera." In una Varsavia che crolla a pezzi, i ragazzi di strada stringono fra le mani le bottiglie di benzina, impazienti di scagliarle contro i carri armati tedeschi. Gli spettri della guerra irrompono in questi versi delle poeta poco più che ventenne, che muoveva i primi passi nell'ambiente letterario di Cracovia, caratterizzato dalla scrittura di giovani poeti progressisti. Nel muoversi tra un tempo della distruzione e un tempo della ricostruzione, Wislawa vede e sente nella poesia un punto d'appoggio che riesca a sollevare il mondo. Anche se in quel preciso momento la parola è in crisi, incapace di far fronte ai crimini bellici e inadeguata ad esprimere il pathos della ricostruzione, la poeta scrive che " è dallo stupore / che sorge il bisogno di parole / e perciò ogni poesia / si chiama Stupore.




RICORDO DI SETTEMBRE


Antico privilegio di madre:

- ritrovare il figlio nel tempio.

Poiché, quando il cuore si ferma,

ticchetta sul petto un orologio -

tocca il viso che è come una foglia

la foglia scossa via dal boato?


Pianure dell'autunno polacco,

colline dell'autunno polacco,

chi tamponerà le strade,

con quale benda accorrerà ?

Confini - siete abbastanza forti

da chiudervi a pugno.


Dateci un punto di appoggio

e riusciremo a sollevare il mondo -

boschi del settembre polacco,

fiumi del settembre polacco !

C'è un cielo imperturbato

e un ruscello che esala sangue.



                                           ***


PER QUALCOSA DI PIU'


Per qualcosa di più

dell'impeto dei confini,

del fruscìo delle bandiere,

del Suo trionfo soldatesco, tracotante.


Per qualcosa di più

della rivincita dell'inno,

del senso dei destini,

- della Sua vendetta, rapida e sprezzante.


Per qualcosa di più

della Sua - festa.


Per qualcosa di più

- per il Suo : Giorno Feriale.


... per il fumo dei camini,

per il libro estratto senza paura,

per una striscia di cielo limpido

lottiamo.



                                           ***


I BAMBINI DI VARSAVIA


Là, nella più fervente delle nostre città,

sprofondano coi visi nel sangue rappreso

corpi di bambini.


Primo giorno alla guerra - non per finta -

prima spavalda partenza.

Qualcuno mostra come. Prova. E' una scemenza.

Sparare - è così facile. Non sbaglia il colpo.

Prima avventura. Autentica, da grandi.

Stringe una bottiglia di benzina, caparbio e accorto.

Ieri tre carri armati. Oggi toccherà a un quarto.

Mani impazienti anticipano l'ordine.


- attraverso la città che cade a pezzi,

tra fiamme che nessuno riesce a domare,

armata di pugni chiusi, congelata nel grido,

avanza in un fitta, calda grandine di spari

la crociata dei ragazzini di strada.


Per gli occhi il ricordo fresco è un affanno,

ma le nostre mani ci credono, lo sanno.

Le mani, chiamate a reggere il peso del mondo

lo sanno: il mondo rivivrà senza spettri di guerra,

per gli anni calpestati pagherà fino in fondo,

e credono in un nuovo ordine e ritmo.


... e forse anche per questo

ci strozza ogni momento

un " perché ", il più mesto,

un silente " ma ha senso"

- corpi di bambini caduti.



                                        ***


CERCO LA PAROLA


Voglio definirli con un solo termine,

ma quale?

Prendo parole comuni, dai dizionari ne rubo qualcuna,

le misuro, le soppeso, le sondo :

nessuna

corrisponde.


Tutte le più audaci sono vigliacche,

tutte le più sprezzanti ancora innocenti.

Tutte le più crudeli - troppo fiacche

tutte le più odiose - poco ardenti.


Questa parola dev'essere un vulcano

che picchi, spezzi e abbatta

come terribile ira di Dio,

come odio che scotta.


Voglio una parola cruda

che sia impregnata di sangue,

che come le mura di un carcere

ogni fossa comune racchiuda.


Che descriva più precisa e chiara

chi erano loro e tutto ciò che è stato.

Perché ciò che sento dire,

ciò che se ne scrive -

non basta più,

non è mai bastato.


La nostra lingua è impotente,

i suoi suoni, d'un tratto, poveri.

Cerco, sforzo la mente,

cerco questa parola -

ma non la trovo.

Non la trovo.



                                   ***


IL BOTTINO DI GUERRA


Un tempo sapevamo il mono dalla A alla Z :

era così piccolo da stare tra due mani che

si stringono,

così facile da lasciarsi descrivere con un sorriso,

familiare come l'eco di antiche verità in una preghiera.


La Storia non ci ha accolto con fanfare trionfali :

- ci ha gettato negli occhi sabbia sporca.

Davanti a noi c'erano lunghe strade cieche,

c'erano pozzi avvelenati e pane amaro.


Il nostro bottino di guerra è la conoscenza del mondo :

- è così grandi da stare tra due mani che si stringono,

singolare come l'eco di antiche verità in una preghiera.




                  Wlslawa  Szymborska  da   Canzone nera ( a cura di A. Ceccherelli, Trad. di  L. Del Sarto )




Mentre trascrivevo questi versi, non ho potuto fare a meno di pensare che l'orrore della guerra (e proprio in un Paese vicino ) non ha mai fine. Ieri come oggi, a causa dell'ingordigia e della tracotanza di alcuni, una scure si abbatte con furia su molti innocenti, troncandone vita e speranze; e se il nemico non è lo stesso, identica è la disumanità e la ferocia.

E non vi sono parole - come scriveva la nostra poeta molti decenni fa - che siano adatte e sufficienti né a ricordare le tragedie del passato, né ad attenuare il dolore del presente.



                                                    f.  

                                                      

                                               


venerdì 14 gennaio 2022

IL DEFUNTO SUL CARTONCINO 1

 

                                                           Henri Matisse -  L'escargot

                                                    



(...) " Mollusco", nel parlato colloquiale sta a indicare una persona priva di carattere. I veri molluschi dovrebbero querelare gli esseri umani per calunnia. In realtà si tratta di un tipo antico, dalla consolidata ragion d'essere, tenace e prode. Da cinquecento milioni di anni prende parte a quel serial angosciante ed emozionante chiamato evoluzione. Numerosi cataclismi nel tempo lo hanno decimato, ma non sono mai riusciti a sterminarlo. Il professor Andrzej Falniowski con il suo libro sotto il braccio ( ( "Vie e ostacoli dell'evoluzione del molluschi") potrebbe essere convocato dalla corte in qualità di perito. Poiché però è difficile che un simile dibattimento abbia mai luogo, occupiamoci piuttosto di quello che l'autore ha sobriamente definito " un accenno". Davvero un bell'accenno. Trecentocinquanta pagine in formato B5 con ventitré pagine di bibliografia in corpo piccolo e un indice dei nomi latini composto su due colonne, che da solo ne occupa altre undici.Non pretenderò di averlo letto tutto con la necessaria attenzione. Mi sono concentrata prevalentemente sui  lamellibranchi e i gasteropodi. Ogni specie ha le sue peculiarità. Per esempio, la bellissima  " Venere" del Botticelli sta su un guscio di capasanta. Il pittore non ha esagerato, perché le conchiglie possono essere anche più  grandi. E al contempo, esistono specie di conchiglie le cui dimensioni non sono superiori al millimetro. Prendiamone in esame la capacità di sopravvivenza. Una chiocciola fatta arrivare dall' Algeria, per quattro anni era rimasta esposta in un museo londinese. Per errore fu schizzata con un po' d'acqua, ed ecco che si riprese di colpo, cominciando a divorare il cartoncino su cui era collocata. Oppure esaminiamo l'aspetto dell'ingegnosità sessuale. Le femmine, quando nei dintorni non ci sono cavalieri ( i quali, per quanto possano volersi affrettare, lo fanno piuttosto lentamente ), si fecondano da sole. Uno di questi convitti femminili è stato tenuto sotto osservazione per vent'anni, nel corso dei quali si sono succedute ventitré generazioni. Alla fine fu deciso di porre termine all'osservazione... per noia, come riconosce l'autore stesso. (...)




                         Wislawa  Szymborska  da   Letture facoltative ( Trad. di V. Parisi )



IL DEFUNTO SUL CARTONCINO 2

 

(...) Non ci sono molte specie di molluschi e di gasteropodi in Polonia. Sulla terra ferma manca un clima favorevole e in mare non ci sono le condizioni adatte. Non aspettiamoci esplosioni di forme e di colori. Ma questi fantaccini han ben saputo dimostrare di che pasta siano fatti. Appena si ritirarono quei ghiacciai che avevano avuto tutto il tempo di annientare i loro remoti cugini, furono lesti a impossessarsi del campo. Giungendo in volo sulle ali degli uccelli o sulle foglie portate dal vento... La mia preferita è la famosa chiocciola ortolana. Una specie però che ha la tendenza suicida a strisciare per la strada. Mi ricordo bene un esemplare particolarmente ardimentoso, che aveva due aghi di larice appiccicati sul guscio. Era intenzionato a raggiungere l'altro lato della carreggiata, impresa che gli occupò l'intera giornata, dall'alba fino al tramonto. Per fortuna quel giorno non c'era troppo traffico e riuscì nel suo intento. Ma il giorno dopo, che ti vedo? La mia ortolana che se ne sta tornando indietro, strisciando esattamente nella direzione da cui era venuta il giorno innanzi. A quel punto ho  perso la pazienza e l'ho riportata sull'erba. Non ero tuttavia certa che ritenesse conclusa la sua ricognizione e che intendesse lasciar perdere quell'asfalto mortifero.  Rimasi nei paraggi ancora qualche giorno, ma feci sempre lunghe deviazioni per evitare quel tratto di strada. Come mi ha raccomandato una volta mia zia Kazia, bisogna risparmiare i nervi .  (...)



             Wislawa  Szymborska  da   Letture facoltative ( Trad. di  V. Parisi )



venerdì 31 dicembre 2021

LA FINE E L'INIZIO ( L' uomo delle nuvole )


 

" Tutte le cose che oggi si credono antichissime, furono nuove un tempo". ( P.C. Tacito )




Dopo ogni guerra c'è chi deve ripulire.

In fondo un po' d'ordine

da solo non si fa.


C'è chi deve spingere le macerie

ai bordi delle strade

per far passare

i carri pieni di cadaveri.


C'è chi deve sprofondare 

nella melma e nella cenere,

tra le molle dei divani letto,

le schegge di vetro

e gli stracci insanguinati.


C'è chi deve trascinare una trave

per puntellare un muro,

c'è chi deve mettere i vetri alla finestra

e montare la porta sui cardini.


Non è fotogenico

e ci vogliono anni.

Tutte le telecamere sono già partite

per un'altra guerra.


Bisogna ricostruire i ponti

e anche le stazioni.

Le maniche saranno a brandelli

a forza di rimboccarle.


C'è chi con la scopa in mano

ricorda ancora com'era.

C'è chi ascolta

annuendo con la testa non mozzata.

Ma presto gli gireranno intorno altri

che ne saranno annoiati.


C'è chi talvolta

dissotterrerà da sotto un cespuglio

argomenti corrosi dalla ruggine

e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.


Chi sapeva

di che si trattava,

deve far posto a quelli

che ne sanno poco.

E meno di poco.

E infine assolutamente nulla.


Sull'erba che ha ricoperto

le cause e gli effetti,

c'è chi deve starsene disteso

con la spiga tra i denti

perso a fissare le nuvole.




             Wislawa  Szymborska   da     Elogio dei sogni ( trad. P. Marchesani)




Ogni fine presuppone un nuovo inizio. Così è anche per il tempo: per un anno che finisce, ce n'è subito uno che lo rimpiazza.

Per l'anno a venire, il mio Augurio è che siate fra quelli che se ne staranno - con una spiga fra i denti - a fissare le nuvole.




                                           frida



mercoledì 29 dicembre 2021

L' ODIO DI WISLAWA

 


In un momento storico in cui il  mondo sembra dar sfogo a un'immane e collettiva rissa ( acuita dalla pandemia ),che sembra stravolgere sia le relazioni personali che a livello sociale ( per non parlare di quello politico ! ), forse non è male soffermarci a riflettere su questa poesia che sembra più che mai attuale...




" L' amore e l'odio non sono ciechi, bensì accecati dal fuoco che covano dentro " . F. Nietzsche





Guardate com'è sempre efficiente,

come si mantiene in forma

nel nostro secolo l'odio.

Con quanta facilità supera gli ostacoli.

Come gli è facile avventarsi, agguantare.


Non è come gli altri sentimenti,

insieme più vecchi e più giovani di loro.

Da solo genera le cause

che lo fanno nascere.

Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.

L'insonnia non lo indebolisce, ma lo rafforza.


Religione o non religione -

purché ci si inginocchi per il via.

Patria o no -

perché si scatti alla partenza.

Anche la giustizia va bene all'inizio.

Poi corre tutto solo.

L'odio. L'odio.

Una smorfia di estasi amorosa

gli deforma il viso.


Oh, quegli altri sentimenti -

malaticci e fiacchi.

Da  quando la fratellanza

può contare sulle folle?

La compassione è mai

giunta prima al traguardo ?

Il dubbio quanti volenterosi trascina?

Lui solo trascina, che sa il fatto suo.


Capace, sveglio, molto laborioso.

Occorre dire quante canzoni ha composto?

Quante pagine ha scritto nei libri di storia ?


Quanti tappeti umani ha disteso

su quante piazze, stadi?


Diciamoci la verità:

sa creare bellezza.

Splendidi i suoi bagliori nella notte nera.

Magnifiche le nubi degli scoppi nell'alba rosata.

Innegabile è il pathos delle rovine

e l'umorismo grasso

della colonna che vigorosa le sovrasta.


E' un maestro nel contrasto

tra fracasso e silenzio,

tra sangue rosso e neve bianca.

E  soprattutto non lo annoia mai

il motivo del lindo carnefice

sopra la vittima insozzata.


In ogni istante è pronto a nuovi compiti.

Se deve aspettare, aspetterà.

Lo dicono cieco. Cieco?

Ha la vista acuta del cecchino

e guarda risoluto al futuro

- lui solo.




            Wislawa  Szymborska     da    Elogio dei sogni



sabato 19 dicembre 2020

E CI INDOSSIAMO STROPICCIATI...

 


                                                           foto di Irving  Penn                                                                                          

                                                                                    "Non c'è nulla di più animale
                                                                   della coscienza pulita
                                                                   sul terzo pianeta del Sole."  

                                                                       W. Szymborska              




LA VERITA', VI PREGO, SULL'AMORE


E adesso - vi prego - facciamo silenzio.


Lasciamo a casa ceri, crocifissi e corone,

senza scomodare il fuoco eterno.

Che ognuno senta nella carne

com'è lancinante decidere 

chi deve restare e quando andare.


Ma facciamolo da soli

nelle nostre stanze

senza farci intervistare

da domande come:

" Cosa prova di fronte a questa decisione? "


Pensiamo al nostro cane.


Chi vuole scelga il gatto

e poi decisa se è facile parlare

attorno alla speranza che va via.


Ma lo faccia sottovoce,


Dio ci ascolta anche quando

lo pensiamo con la " d " minuscola.



                                             ***


IL CACCIATORE DI ANIME


Ho cassetti pieni di pezzetti d'anima

che svolazzano nell'aria

di qualche pagina di versi,


talvolta li riapro e trovo :

                                     "... tu, un'urgenza prima del bisogno,"

pure

                                     "...ci si arrende nell'attesa dell'ingovernabile"

e anche                

                                     "...nessuno si affiancava nei miei silenzi"

e poi

                                     "... la nostalgia che soffro è dell'adesso "

e a questa così vera

                                     "...scriviamo del dolore nelle pieghe di poche  poesie venute male"


volano in alto e 

chiedono d'essere catturate 

perché non sanno vivere

senza essere prese

e portate via dentro il cuore.


Le afferro con un'occhiata

nello spazio di un battito di strofe,

senza fatica, sono lì, leggere

e talvolta qualcuna

offre il corpo con la riservatezza di chi

si spoglia per la prima volta

e teme il giudizio di chi l'osserva.


Guardo, quasi le accarezzo,

ma ce n'è una che mi sfugge sempre,

e la vorrei accanto per parlare :

è l'anima che avrei voluto solo sfiorare

perché canta sempre

in solitaria

                          Conta quel che chiudi 

                          nel pugno.

                          Il cuore, per esempio, conta.

                                                  Mia madre sostiene

                                                  del pugno

                                                                che sia l'unità di misura

                                                                del riso.



                                             ***


VIVERE TRA PARENTESI


Certo, si può anche tentare di vive

dentro due parentesi tonde, lasciare

il mondo fuori e leggere nella notte

i racconti di Sherzade;


con un poco di buona volontà

si potrebbero anche aggiungere

due parentesi quadre supplementari

e allora la narrazione sarebbe più protetta

dagli influssi delle correnti

dal rimorso per le sofferenze

dei nostri comportamenti,

- regali a chi , forse, non li meritava -.


Volendo, con la fantasia, potremmo

anche ricorrere a due ulteriori

parentesi graffe, così lo scudo protettivo

ci sembrerebbe eterno,


ma l'algebra insegna

che prima i poi tutte le parentesi

devono essere sciolte per ottenere

la risposta all'equazione,


e ben sappiamo che non ci basterà

andare a cercare la soluzione

all'ultima pagina del libro degli esercizi

per scoprire se quella adottata

era stata la risposta esatta.



                                                         ***


LA NON APPARTENENZA


Trapassa anche te il malessere

della non appartenenza come se

viaggiassi dietro vetri oscuri?


Al risveglio ti succede 

di indossare abiti non tuoi, poveri

indumenti che coprono le debolezze

e fanno vergognare dei pensieri?


Oppure ti sembra che la vita

talvolta sia un fiato tronco,

e cerchi il respiro del giorno

dentro gli occhi di chi incontri?



                                                  ***


UN SOGNO RIMESSO IN PIEDI


Se non capisci il fascino che possiede

un giardino abbandonato e non avverti

né la stanchezza che c'è dietro i cancelli

arrugginiti e chini davanti alle sterpaglie

che impediscono il passo, né il respiro

di un catenaccio sferragliante

che sembra miagolare, non saprai gustare

la bellezza di quelle rose imbastardite

che rifioriscono malgrado ogni incuria.



                Luigi Paraboschi  da     ... e ci indossiamo stropicciati



lunedì 2 settembre 2019

LE POESIE DI WISLAWA ( 1945- 2009 )

 
 
 
                                Un solo passo ancora e ascolteremo la tua conchiglia…


LA COMPASSIONE 

Chiunque sappia dove sia finita
la compassione ( immaginazione del cuore )
si faccia avanti! Si faccia avanti !
Lo canti a voce spiegata
e danzi come un folle
gioendo sotto l'esile betulla,
sempre pronta al pianto.
Insegno il silenzio
in tutte le lingue
mediante l'osservazione
del cielo stellato,
delle mandibole del Sinanthropus,
del salto della cavalletta,
delle unghie dei neonato,
del plancton,
d'un fiocco di neve.
Ripristino l'amore.
Attenzione! Offerta speciale!
Siete distesi sull'erba
del giugno scorso immersi nel sole
mentre il vento danza
( quello che in giugno
guidava il ballo dei vostri capelli).
Scrivere a : Sogno.
Si cerca persona qualificata
per piangere
i vecchi che muoiono
negli ospizi. Si prega
di candidarsi senza certificati
e offerte scritte.
I documenti saranno stracciati
senza darne ricevuta.
Delle promesse del mio sposo,
che vi ha ingannato con i colori
del mondo popoloso, il suo brusìo,
il canto alla finestra, il cane fuori:
che mai resterete soli
nel buio e nel silenzio tutt'intorno
- non posso rispondere io.
La Notte, vedova del Giorno.


                                   ***

NATURA MORTA CON PALLONCINO

Invece del ricordo dei ricordi
al momento di morire
mi prenoto il ritorno
degli oggetti smarriti.
Da finestre, porte - ecco ombrelli,
valigia, guanti, cappotto,
perché io possa dire:
che me ne faccio?
Spille, questo e quel pettine,
una rosa di carta, uno spago,
perché io possa dire:
non rimpiango nulla.
Ovunque tu sia, o chiave,
cerca di arrivare in tempo,
perché io possa dire:
c'è ruggine - mia cara - ruggine.
Cadrà una nube di certificati,
permessi, moduli,
perché io possa dire:
tramonta il sole.
Orologio, riemergi dal fiume,
lasciati prendere in mano,
perché io possa dire:
tu fingi l'ora.
Salterà fuori anche il palloncino
portato via dal vento,
perché io possa dire:
qui non ci sono bambini.
Vola via per la finestra aperta,
vola via nel vasto mondo,
che qualcuno gridi: oh!
perché io possa piangere.


                                     ***

PROGETTO UN MONDO

Progetto un mondo, nuova edizione,
nuova edizione, riveduta,
per gli idioti, ché ridano;
per i malinconici, ché piangano,
per i calvi, ché si pettinino,
per i sordi, ché gli parlino.
Ecco un capitolo :
la lingua di Animali e Piante,
dove per ogni specie
c'è un vocabolario adatto.
Anche un semplice buongiorno
scambiato con un pesce
àncora alla vita
te, il pesce, chiunque.
Quell'improvvisazione di foresta,
da tanto presentita, d'un tratto,
nelle parole manifesta!
Quell'epica di gufi!
Quegli aforismi di riccio,
composti quando
siamo convinti
che stia solo dormendo!
Il Tempo ( capitolo secondo )
ha il diritto di intromettersi
in tutto, bene o male che sia.
Tuttavia - lui che sgretola le montagne,
sposta oceani
ed è presente al moto delle stelle,
non avrà il minimo potere
sugli amanti, perché troppo nudi,
troppo avvinti, col cuore in gola
arruffato come un passero.
La vecchiaia è solo la morale
a fronte d'una vota criminosa.
Ah, dunque sono giovani tutti!
La Sofferenza ( capitolo terzo )
non insulta il corpo.
La morte
ti coglie nel tuo letto.
E sognerai
che non occorre affatto respirare,
che il silenzio senza respiro
è una musica passabile;
sei piccolo come una scintilla
e ti spegni al ritmo di quella.
Una morte solo così. Hai sentito
più dolore tenendo in mano una rosa,
provato maggiore sgomento
per un petalo sul pavimento.
Un mondo solo così. Solo così
vivere. E morire solo quel tanto.
E tutto il resto eccolo qui -
è come Bach suonato su un bicchiere
per un istante.


                                              ***

SENZA TITOLO

Rimasero talmente soli,
talmente senza parole
e degni di miracolo per tanto disamore -
di un fulmine dal cielo, d'esser mutati in pietra.
Milioni di copie di mitologia greca,
però non c'è salvezza per lui come per lei.
Se almeno ci fosse qualcuno sulla porta,
se qualcosa - per un attimo - apparisse, sparisse,
lieto, triste, da dovunque venisse,
fonte di riso o timore, che importa.
Ma non accadrà nulla. Nessuna improvvisa
inverosimiglianza. Come in un dramma borghese,
questo sarà un lasciarsi del tutto regolare,
neanche un apriti cielo per solennizzare.
Sullo sfondo solido della parete,
l'uno per l'altro dolente,
stanno di fronte allo specchio, e lì c'è
solo il riflesso conveniente.
Il riflesso di due persone.
La materia sta sull'attenti.
Per quanto è lunga e larga, e alta,
in terra, in cielo e ai lati,
vigila i destini innati
- quasi che per una cerbiatta repentina nella stanza
dovesse crollare l Universo.


                                                ***

SOGNO

Il mio caduto, il mio tornato polvere,
assunto l'aspetto che ha nella fotografia:
sul viso ombra di foglia, conchiglia nella mano,
si avvia verso il mio sogno.
Cammina per tenebre da mai spente,
per vuoti aperti verso di sé per sempre,
per sette volte sette e poi sette silenzi.
Appare all'interno delle mie palpebre,
in questo solo mondo a lui accessibile.
Gli batte il cuore trafitto.
Si alza il primo vento dai capelli.
Tra noi comincia a stendersi un prato.
Giungono in volo cieli con nuvole e uccelli.
Montagne esplodono in silenzio all'orizzonte
e un mare scende giù in cerca del mare.
Si vede già lontano, così lontano
che giorno e notte sembrano simultanei
e tutte le stagioni giungono in una volta.
La luna apre a ventaglio i suoi quattro quarti,
i fiocchi della neve danzano con le farfalle
e cadono i frutti da un albero in fiore.
Ci veniamo incontro, non so se in lacrime,
non so se sorridendo. Un solo passo ancora
e ascolteremo la tua conchiglia,
quale fruscìo di mille orchestre c'è,
quale marcia nuziale c'è : la nostra.




 Wislawa  Szymborska    da    La gioia di scrivere ( Poesie  1945 - 2009 )



martedì 25 giugno 2019

CHE COS'E' MAI UN BACIO 2



FARO' DELLA MIA ANIMA

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima
del mio cuore una dimora per la tua bellezza
del mio petto un sepolcro per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera
e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascoltala storia delle onde.

                            Kahlil  Gibran


                                        ***

L'AMORE FA L'UOMO RE

Ma allor che avvinti da due bianche braccia
nella festa dei sensi appare il vero
e ne sembra si fonda ogni mistero
nel mistero d'un bacio,
sentiam che vasto più del vasto cielo
e più forte del fato Amore impera,
che l'uomo è il re per cui vediam  - la sera -
steso il sidereo velo.

                              Luigi Gualdo


                                      ***

SI SONO SCAMBIATI UN BACIO NON NOSTRO

Il mio non arrivo alla città di N.
è avvenuto puntualmente.
Sei stato avvertito
con una lettera non spedita.
Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.
Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.
La mia persona assente,
si è avviata all'uscita tra la folla.
Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.
A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.
Si sono scambiati
un bacio non nostro
e intanto si è perduta
una valigia non mia.
La stazione della città di N.
a  superato bene la prova
di esistenza oggettiva.
L' insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.
E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.
Fuori dalla portata
della nostra presenza.
Nel paradiso perduto
della probabilità.
Altrove.
Altrove.
Come risuona questa parolina.

               Wislaswa  Szymborska


                                               ***

COME SE OGNI BACIO

Come se ogni bacio
fosse d'addio,
mia Cloe, baciamoci amando.
Che forse già si posa
sulla nostra spalla lamano che chiama
alla barca che non viene se non vuota;
e che in un solo fascio
lega ciò che l'uno per l'altra fummo
all'altrui somma universale della vita.

                              Fernando  Pessoa


                                           ***

QUANDO TI BACIO

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio.
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
ai e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.

                              Erich  Fried


                                      ***



        ( A cura di Alessandro Barbaglia )  Che cos'è mai un bacio ?


domenica 26 agosto 2018

ANSIA E BUGIARDINI

 
 

                                                       Quando il cuore non basta...



Sono un tranquillante.
Agisco in casa,
funziono in ufficio,
affronto gli esami,
mi presento all'udienza,
incollo con cura le tazze rotte-
devi solo prendermi,
farmi sciogliere sotto la lingua,
devi solo mandarmi giù
con un sorso d'acqua.

So come trattare l'infelicità,
come sopportare una cattiva notizia,
ridurre l'ingiustizia,
rischiarare l' assenza di Dio,
scegliere un bel cappellino da lutto.
Che cosa aspetti -
fidati della mia pietà chimica.

Sei un uomo ( una donna ) ancora giovane,
dovresti sistemarti in qualche modo.
Chi ha detto
che la vita va vissuta con coraggio?
Consegnami il tuo abisso -
lo imbottirò di sonno.
Mi sarai grato ( grata )
per la caduta in piedi.

Vendimi la tua anima.
Un altro acquirente non capiterà.

Un altro diavolo non c'è più.



           Wislawa  Szymborska     da    Elogio dei sogni


giovedì 19 luglio 2018

AMORE A PRIMA VISTA ( Introduzione )



Si parla molto di amore nelle poesie di Wislawa Szymborska: ma se ne parla con una così impavida sicurezza di tocco e tonalità così sorprendenti che anche un tema sin troppo frequentato ci appare miracolosamente nuovo. E anche parlando d'amore la voce della poeta sa essere irresistibilmente ironica: non a caso Adam  Zagajevski diceva di lei che : "  sembrava appena uscita da uno dei salotti parigini del Settecento". Ma sa anche essere, dietro lo schermo della colloquiale naturalezza e dell'ingannevole semplicità, grave e trafiggente, come quando affida ad un panorama divenuto ormai intollerabile, il compito di proclamare l'assenza ( " Non mi fa soffrire / che gli isolotti di ontani sull'acqua / abbiano di nuovo con che stormire " ), o all'amore a prima vista quello - ancora più temerario - di smascherare il caso- destino che ci governa : " Vorrei chiedere loro / se non ricordano / una volta un faccia a faccia / in qualche porta girevole? / un " scusi" nella ressa? / un " ha sbagliato numero" nella cornetta ?/ ma conosco la risposta. / No, non ricordano ".


                     frida