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martedì 19 febbraio 2019
L'AMORE EROTICO / EROICO DI ARAGON
(…) In Louis Aragon la concezione dell'amore, anzi dell'amare,
riapre l'antica tradizione romantica, che vede l'amore sempre
legato alla politica e la politica sempre in dimensione titanica.
Questo sentimento rinasce fortemente nel poeta tutte le volte
che fa una scelta di vita, tutte le volte che fa un'esperienza
politica o incontra un amore.Certamente si tratta di una forma
di innamoramento poetico per un tema o una causa e anche
tutte le poesie dedicate ad Elsa hanno la stessa valenza politica
come fossero poesie dedicate ad un vessillo. Elsa rappresenta
per il poeta un'idea e un ideale. Alcuni critici sostengono che l'
amore per quella donna fallica e dominante altro non sia stato
che un amore lesbico: l'amore di un Aragon- donna per una
Elsa- uomo, o qualcosa del genere. In realtà non credo che sia
necessario tutto questo travestimento e che basti rilevare l'
essenza di qualsiasi amore eroico vissuto dal poeta. Si è sempre
trattato di un amore soggiogante, che sia stato per Elsa o per
l' Unione Sovietica. E qui sta tutto il fuoco della poesia di
Aragon , che si riaccende a tappe e tutte le volte lo incendia.
Nell'elaborazione poetica di questi incendi si misura il valore
di Aragon poeta e di Aragon uomo. (…)
Nino Muzzi
lunedì 21 gennaio 2019
IL TURNO DI NOTTE DI ERIKA
(…) Nel pubblicare le ultime poesie di Erika Burkart, Ernst Halter,
suo compagno di vita, afferma - nella breve introduzione al
volume - che queste poesie sono state scritte aspettando la
morte. Ed è in questa traccia che dobbiamo leggerle. Una
traccia di morte che ci fa subito inquadrare la poetessa in uno
specchio di luce rilkiano, ma con una grande differenza: in
Rilke la morte è necessaria a tracciare i confini della vita. E' la
parte in ombra che dà rotondità al vaso. In Erika la morte è
solo la presenza minacciosa che ci fa amare la vita.Si può anche
dire che la morte per Rilke è un punto di partenza e di arrivo,
un cerchio che racchiude in sé l'esperienza della vita, viaggio
tanto più significativo quanto più breve, nient'altro che una
nostalgia di morte, mentre per Erika la Morte insegue l'uomo,
preso in una continua fuga dalla morte stessa, incombente. Il
suo punto di avvio è la Vita, a partire dai ricordi d'infanzia e
dal mitico mondo della fiaba.
Per un buon tratto della sua vita, Erika fu maestra di scuola
elementare e,se le biografie avessero un qualche significato per
spiegare la produzione poetica,si potrebbe facilmente ipotizzare
questo periodo come una sorta di incubatrice di Poesia, una
sorta di serbatoio di fiabe o di esperienze infantili cui la
poetessa avrebbe poi attinto, sempre.
Inoltre, grazie ad una confusa percezione del mondo e dei
ricordi ( dovuta in buona parte alla malattia ), la poesia di
Erika Burkart si fa più saggia e quasi assume uno stigma
filosofico, riflessivo e metapoietico. Riflettere sulla creatività
diventa per lei salvezza provvisoria dalla Morte, piccola fuga
da una minaccia incombente: la distruzione fisica. E la
esorcizza vedendosi come già morta e trasformata in aria e
concime, cioè cremata o sepolta, ma lo dice negando di esserlo.
" Inizio la giornata controvoglia,
ingoiando tre medicine;
le ore si incantano, le ore trascorrono,
si rannuvola il mezzodì, rossa è la sera -
non sono ancora morta, non sono priva
del fluttuante ricordo,
che fui un tempo più che aria e concime…"
Nino Muzzi ( presentazione ) di Turno di notte
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