" Gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro; le donne hanno paura che gli uomini le uccidano" ( Margareth Atwood )
(…) La donna violata da bambina, che ha conosciuto l'impotenza
totale e la disperazione come residuo del conflitto, è convinta
di non poter ottenere alcuna giustizia dagli altri, quindi
reagisce alle imposizioni sociali e ai messaggi diretti su questo
tema in vari modi. Può essere incline ad improvvise esplosioni
di collera sproporzionate rispetto all'evento scatenante; può
reprimere sistematicamente la rabbia o ricorrere a continui
bisticci per evitare confronti più diretti.
A dispetto di chi ritiene che le donne abbiano fatto molta strada
nel liberarsi da vincoli ristretti di comportamento, la collera
femminile è ancora considerata inaccettabile. Quando un uomo
alza la voce, impreca, minaccia di ricorrere alla violenza o
passa direttamente all'atto ,nessuno ci trova nulla di strano (
per la verità - e per fortuna ! - le cose sono un po' cambiate a
questo livello. Visto il grado di violenza che si è raggiunta
nella nostra società nei confronti delle donne, le stesse sono
sempre più invitate a difendersi, segnalando e denunciando le
violenze di cui sono vittime, n.d.r. ).
Ma se è una donna a usare gli stessi comportamenti, la
chiameranno " puttana", " arpia", " rompicoglioni"; del resto
( si noti! ) l'uomo è sempre " figlio di puttana!".
Le donne Trs che rivolgono la collera verso di sé, dimostrano
di rispettare l'imperativo sociale di controllarsi e proteggere
gli altri dalla propria ira.Anche quando esplode incontrollabile
per essere stata troppo a lungo repressa, la loro rabbia si
dimostra inutile in quanto sproporzionata all'evento concreto
che all'apparenza l'ha scatenata. Ma più spesso questo
sentimento spaventoso resta nascosto e prende la forma del
comportamento autoviolatorio.
La rabbia crea sempre problemi relazionali alla donna Trs, per
quanto camuffata da tristezza, ritrosia, riserbo o persino da
eccessiva arrendevolezza, condizionando il modo il cui essa
travisa le proprie percezioni e impedendo agli altri di vederla
così com'è. (…)
Dusty Miller da Donne che si fanno male