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martedì 7 maggio 2019
I BAMBINI DI ASPERGER ( Presentazione )
Il nome di Asperger è ormai diffuso e ampiamente utilizzato nella nostra vita quotidiana. Tuttavia nessuno si domanda mai chi fosse l'uomo dietro la diagnosi che lo ha reso celebre.
Da madre costretta a farvi fronte, Edith Sheffer ha voluto scoprire le origini di quella diagnosi e, con gli strumenti della Storia, ha scelto di ripercorrere la vicenda personale e professionale del Dr Asperger nella Vienna a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta. Quanto emerso dalla testimonianze e dai documenti, getta una nuova luce sulla figura del medico austriaco. Mentre il regime nazista selezionava cavie per i suoi esperimenti in base a criteri razziali, politici e religiosi, bersaglio degli psichiatri erano in particolar modo i bambini classificati come " asociali".Tra questi, Asperger e i suoi colleghi, decidevano quali vite fossero " indegne di essere vissute " e disponevano il trasferimento dei piccoli pazienti allo Spiegelgrund, la clinica teatro di uno spietato programma di eutanasia infantile. Dopo la guerra, le diagnosi di " psicopatia autistica " di Asperger, cadde nell'oblio fino a quando - nel 1981 - venne divulgata da una psichiatra inglese.
Con stile narrativo e una solida catena di argomentazioni, l'autrice spinge il lettore a riflettere sul modo in cui le società valutano ed etichettano coloro che vengono classificati come disabili.
Mettendo in prospettiva gli eventi storici, Sheffer dà un nuovo impulso al dibattito e pone interrogativi non meno inquietanti delle storie che racconta: in che misura una diagnosi è il prodotto di una determinata società? E come è stato possibile che quella formulata da Asperger nel solco degli ideali nazisti di conformità e spirito communitario abbia incontrato il favore della società individualistica di fine Novecento?
( f )
I BAMBINI DI ASPERGER
" Un bambino autistico non va cambiato. Va ascoltato e amato". ( frida )
(…) L' autismo è spesso la diagnosi di un comportamento, non di
una condizione fisiologica.Inoltre, la scienza riconosce sempre
di più l'eterogeneità del disturbo:i bambini con autismo possono
avere pochissimo in comune tra loro, anche se possono
condividere determinate caratteristiche, aventi però cause
biologiche differenti. Gli studiosi suggeriscono che
probabilmente l'autismo racchiude condizioni fisiologiche
diverse, per cui un giorno saranno formulate diagnosi diverse.
In questo momento, funge da " diagnosi ombrello ".
Il dibattito pubblico intorno a questo disturbo sembra
destreggiarsi tra questioni di genere, culturali, generazionali
e sociali, proprio mentre queste sono sottoposte a profondi
cambiamenti. Se ( nell' Ottocento ) l'isteria era la diagnosi di
donne iperemotive, l'autismo potrebbe essere considerato la
diagnosi di bambini e ragazzi maschi troppo poco emotivi.
Anche se i bambini a cui viene diagnosticato possono avere
forme di disabilità molto diverse, spesso i medici ne danno un'
immagine stereotipata,come del resto succedeva con le isteriche.
I bambini con autismo vengono descritti come scollegati dalla
società, esseri solitari, intrappolati nella loro mente, provenienti
soprattutto dalla classe media bianca. Le idee diffuse nell'
immaginario popolare spesso oscurano le diversità degli
individui dietro le etichette.
L'eterogeneità delle etichette di isteria e autismo, mostra quanti
problemi pone la classificazione della mente altrui.
La società ha un ruolo importantissimo nello sviluppo delle
diagnosi che definiscono gli altri. Individui e professioni
specifiche danno un nome a queste condizioni, nomi che però
non ci vengono semplicemente imposti: noi li accettiamo, li
rilanciamo, e contribuiamo alla loro creazione.
Quando usiamo il termine autismo, dovremmo essere coscienti
delle sue origini e delle sue implicazioni.
La società è sempre più sensibile alle sfumature riguardo alla
razza, alla religione,al genere, alla sessualità e alla nazionalità.
Può rivelarsi altrettanto cruciale la sempre maggior
consapevolezza della neurodiversità, per cominciare a scorgere
i pericoli insiti in una definizione totalizzante basata su tratti
estremamente variabili:quanto le etichette possano condizionare
la terapia degli individui e quanto la terapia condiziona questi
individui e le loro vite. Nel rivelare come una società possa
modellare una diagnosi, la storia di Asperger e dell'autismo
dovrebbe farci comprendere la necessità etica di rispettare la
mente di ciascun bambino e quanto sia doveroso occuparsene
con attenzione. (…)
Edith Sheffer da I bambini di Asperger ( La scoperta dell'autismo nella Vienna nazista )
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