domenica 19 aprile 2026

COME CAPITANO POESIE

 

                            

                      Wilhelm  Hammershoi   ( Interno con donna vista di spalle )

                                   

                      


DA QUANTO TEMPO


da quanto tempo l' aria non respira

e non invita stelle al suo bivacco ;

non sento più lo sciabordìo sui legni

né dalla luna un fiato

ma si diffonde inganno di sirene

come se fosse interminato canto

stesso rintocco di una nota breve.



                                                    ***


UNA PREGHIERA


se rincorro il desiderio di uno scampo

sul ciglio di un varco inesistente

lungo la traccia d' altra sinfonia

dove nessuna voce

e la memoria è una foresta

d' ombra e di respiro


tu


dammi un motivo per restare

a riascoltare l' eco di parole

e l' odore di pane appena fatto.



                                                   ***


NASCITA


attraversare piano quel crinale

dove affonda il passo

- e l' ombra un po' soccorre -

dove s' annida fertile memoria

tra le radici già dimenticate

e adesso come esangui cose.

ma custodisce grembo d' afasia

l' anima in attesa - nelle zolle -

che la ferisca ancora a sangue

l' eco di una domanda che va sposa

a ruvido sussulto di emozione.

lei partorisce sogni di figure :

per dare nomi inventerà parole.



                                                   ***


UN' ALA D' AQUILONE


era silenzio d' aria sulla nuca

e scivolare attento a valle

- e risentire il crepitìo di carta

sulle sponde, dove batteva il tempo

un' ala di aquilone - ignara

di correnti ascensionali,

appesa solo a un filo di speranza.



                                                    ***


ABITUATA


a frequentare angoli di buio

e l' anima seduta sui gradini

di passi accondiscesi

ai nodi nei capelli

deliberatamente trascurati :

come cercare casa

in un discorso sfatto

nelle macerie forma di parole.



                                               ***


LA MUTA


eppure ci sarà dove restare

- se mai desiderio di una sosta -

e rintanarsi ad aspettare

quando verrà premura


né rotta  né deriva

né scia di correnti calcolate :

l' attesa che un riflesso

cambi pelle


assistere l' affanno della muta

mentre è sospeso il tempo

che non ha figura

prima che voli via un pensiero.



                                                ***


HO TRASLOCATO


ho traslocato l' anima in esilio

e i sassi

che mi porto dietro :

da ripetuti danni

macerie

già destinate alla disattenzione 


come per ricomporre :


l' inventario

mette in cornice pezzi di memoria

strappi nella trama

e autoinganni .

disadattata più di quanto basta

lucida a specchio

sembianze d' irrealtà

dolore fondo

nel disumano estraneo d' altro mondo.




                                 Luciana  Riommi    ( analista junghiana )



giovedì 16 aprile 2026

IO NON CI SARO '

 

                                                                       Fotografia ricavata dal web



E'  arrivato alle battute conclusive in Inghilterra il percorso parlamentare per la contestatissima riforma dell' accesso all' interruzione di gravidanza, che non avrebbe più limiti temporali. Una riforma destinata a far compiere un passo verso l' indicibile. Da secoli nessun sovrano si oppone alla firma di una legge. Ma c'è chi spera in un colpo di scena. Due giorni fa, 14 Aprile, è iniziata la fase finale per l' esame del " Crime and Policing Bill  ", l' ampia riforma della Giustizia penale che, dopo il passaggio alla Camera dei Lords, torna alla Camera dei Comuni per la revisione finale degli oltre 500 emendamenti approvati il 18 Marzo scorso dai Lords. Questa proposta di legge si occupa dell' aborto, introducendo con la clausola 208 ( approvata dalla Camera dei Comuni nel Giugno 2025 e poi confermata dai Lords ), depenalizzando anche l' aborto tardivo e aprendo - di fatto - all' aborto possibile fino alla nascita. Quello che è previsto alla Camera dei Comuni è un passaggio formale che precede il Royal Assent ( il consenso del Re, in questo caso Carlo I d' Inghilterra ), ultimo atto necessario perché la proposta diventi legge dello Stato. Il passaggio definitivo è previsto per la tarda primavera o l' estate, salvo colpi di scena : il Royal Assent non è mai stato negato a nessuna legge fin dal 1700, ma il popolo inglese della Vita continua a sperare e a fare di tutto per difendere le donne e i bambini. E se Carlo non firmasse ?. 

Uno dei motivi della riforma è stata la preoccupazione per una " criminalizzazione di massa " delle donne che - oltre a dover subire il trauma di un aborto tardivo, dovevano subire le conseguenze di un eventuale procedimento penale. Il rischio - ora - è l' opposto : eliminando la Clause 208 ,si teme un aumento degli aborti tardivi e fai- da - te a casa ( la pillola abortiva inviata via posta  ( prassi prevista in via eccezionale durante la pandemia e poi confermata come soluzione ordinaria ). Le donne, quindi, sono destinate a restare sempre più sole. La salute delle madri, private di assistenza medica in fase avanzata della gestazione, è a rischio. E ai bambini, anche quando hanno già la capacità di sopravvivenza fuori dal grembo materno, non è riconosciuto il diritto alla vita e perdono ogni tutela. Le conseguenze saranno che  - rimosso il deterrente legale - un numero maggiore di donne effettuerà pericolosi aborti tardivi, volontariamente o per coercizione, e la vita dei nascituri verrà ulteriormente svalutata. Sebbene restino  formalmente validi i limiti della legge del  1967 ( 24 settimane per gli aborti indotti da medici ), la nuova clausola stabilisce che nessuna indagine o procedimento potrà essere avviato contro una donna che abortisce, indipendentemente dal momento in cui lo fa. In termini pratici, quando il Bill riceverà l' assenso reale, diventerà sempre lecito procurarsi un aborto per qualsiasi motivo - inclusa la selezione basata sul sesso - e in qualsiasi momento, fino al parto.




                                               f.



domenica 12 aprile 2026

INDEX VACUUS DI NANNI

 


                                                     Dà pace Domine   ( Dormi  in pace.  La terra ti sia lieve )




Bomarzo  3 Aprile 2026



Quando i nomi

ci faranno divergenti,

nomi che irretiscono

anche i morti,

ricorda il consiglio

dei colori cangianti,

piccole febbri

di chiaroscuro

che non scalfivano,

a cui bastò la gloria

d' infanzie a bocca aperta,

e quel sonnolento

andarevenire

entro invincibili metafore

chiuse al tempo,

senza rovine.




                                 Nanni  Cagnone   da   Index vacuus



venerdì 10 aprile 2026

ELOGIO DELL' IMMATURITA'

 


                                                                                    Le premier cri



 (...) Dinanzi alla morte e al morire, la saggezza dell' immaturità si fa silenziosa. Ammutolisce e ritrova poi una voce per narrare l' inquietudine. E' la maturità a tessere al più presto - in nome della sua stoltezza  - l' elogio dell' oblio.

Chi intrattiene con l' assenza una conversazione quotidiana e allinea intorno a sé volti e cose uscite di scena conosce - a costo della propria follia - il non distacco (...).



                            Elogio dell' immaturità   ( Duccio Demetrio )



FANTASMI D' AMORE

 


     Siamo sempre soli di fronte all' amore...





Parliamo sottovoce 
tentando di riconoscerci,
questo l' amore lo dà
questo l' amore lo toglie,
la capacità di raccogliere
i pezzi a volto scoperto.


                                                          ***

Prendi la casa
immaginala piena di bene,
ricorda che ogni riflesso
custodisce sempre una sofferenza.


                                                         ***

Prendi il corpo
rivestilo di tutto punto;
gli aghi sotto i palmi
creano legami di sangue,
ma il vuoto è incolmabile :
la nostra grammatica
resta il silenzio.


                                                         ***

Siamo sempre soli
di fronte all'amore,
e questa è l' unica certezza
che abbiamo.


                                                         ***

Si aprono così le cose
senza un rumore preciso.

Qualcosa è rimasto indietro
e sola ora iniziamo a capire
di non aver mai posseduto molto,
e di come l' acqua ci abbia
attraversato, passando oltre.





                                    Ksenja  Laginja   da     Chiamali ancora per nome


mercoledì 8 aprile 2026

GIORNI COME QUESTI

 


                                                            Perché l' amore è un punto di domanda...




Restare sempre al bivio fra l' andare e il tornare,

contraddizione in termini diretti.


Verso.


Perché l' amore è un punto di domanda inespressa,

coordinata al perpetuo viaggiare.


Soli.


Con  sacchi a pelo di parole , chiusi da un angolo

di stelle ferme in percorsi obbligati, non misurabili

in sillabe.


Lontani.


E vorrei baciarti ora, fra le linee dei corpi, curve

contro lo spazio e lo sgomento del tempo.


Insieme.


E chiamarti a partire verso un orizzonte confuso

in un domani presente, futuro a perderci in noi.


Andremo ?


Ma qui mi è più facile morirti adesso.





                                         frida



lunedì 6 aprile 2026

LA RINASCITA DOPO L' ABISSO

 


                                                              Anche se ci atterrisce il taciturno abisso...



"  Ancora e sempre, anche se conosciamo il paesaggio

dell' amore,

e il piccolo cimitero coi suoi nomi che si lamentano;

anche se ci atterrisce il taciturno abisso ove scompaiono

gli altri,

ancora e sempre usciamo in due sotto gli alberi antichi,

e ancora e sempre ci sdraiamo

in mezzo ai fiori, di fronte al cielo."




                                      Rainer Maria  Rilke



domenica 5 aprile 2026

DOMANDE E RISPOSTE

 


                                                                                  Vivi le domande ora...




SII PAZIENTE...


" Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore

e cerca di amare le domande, che sono simili a stanze chiuse

a chiave o a libri scritti in lingua straniera.

Non cercare ora le risposte che non possono essere date,

perché non saresti capace di vivere con esse.

Il punto è vivere ogni cosa.

Vivi le domande ora.

E forse ti sarà dato - senza che tu te ne accorga - di vivere

fino al lontano giorno in cui avrai le risposte ".




                                      Rainer Maria  Rilke



sabato 4 aprile 2026

IL SILENZIO DEL SABATO SANTO

 


                            Giotto, Cappella degli Scrovegni "  Noli me tangere "




Quanto buio ci si addensa intorno in questa Pasqua, come mai dall' ultimo conflitto mondiale. Guerre così vicine, nelle immagini che il web ci rovescia addosso ogni giorno. E noi qui, a comprare uova di cioccolata. I distributori di benzina sono ancora pieni, e noi qui a sperare che in fondo sia una Pasqua come le altre, e che infine tutto questo buio si sciolga. Oggi è - appunto - il giorno del buio . Che cosa è avvenuto ? Oggi sulla Terra  c'è un grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme... "Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli Inferi " recita un' antica omelia pasquale. Parole che almeno fino a ieri, fino all' addensarsi su di noi dell' angoscia di una guerra non impossibile, forse a molti erano poco comprensibili. La morte in Croce è comprensibile, la Resurrezione - per chi ha fede - anche; ma quel lungo giorno di silenzio ? Dov'era andato Cristo, il Sabato ? " Il Sabato -  in un' omelia di Benedetto XVI - è quell' intervallo unico e irripetibile nella storia dell' umanità e dell' universo in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. " La solidarietà più radicale, al punto di entrare nella solitudine estrema e assoluta dell' uomo, dove non arriva alcun raggio d' amore, dove regna l' abbandono totale senza alcuna parola di conforto : gli Inferi. Ecco, questo è accaduto il Sabato : dentro la morte è risuonata la voce di Dio. Cristo è sceso laggiù, nel buio della solitudine cieca, nel dolore inconsolato, del peccato incancrenito e della disperazione. Da allora è possibile trovare una mano che da quelle catacombe di morte ci prende e ci conduce fuori. " L' essere umano vive per il fatto che è amato e può amare; e se anche nello spazio della morte è penetrato l' amore, allora anche là è arrivata la vita. Nelle lunghe e mute ore del Sabato, Cristo è passato dentro la disperazione, stabilendo che nemmeno quella è - in Lui - l' ultima parola. Con la Resurrezione è stata vinta la morte e ci è stato promesso che rinasceremo, e ci ritroveremo. Il Sabato è il silenzio di chi ha perso tutto. Il silenzio dei passi di Maria Maddalena, la prima al sepolcro all' alba dopo una notte di pianto. Lui, che era tutto, Lui che era la vita stessa, era morto. Maddalena scopre il sepolcro vuoto e corre a chiamare gli Apostoli, ma è la prima che riconosce Gesù risorto. L' indicibile felicità di Maddalena, la donna più felice .Chissà che non avvenga un miracolo, chissà che anche noi, uomini e donne di un tempo troppo prodigo  - distratti e troppo sazi - possiamo trovare in questa Pasqua la speranza della Maddalena, una speranza insperata , che sola può nascere da un cuore che non vuole morire.



f.


                                                         

venerdì 3 aprile 2026

LA POESIA DA BERE DI EMILIO

 


                                                                   Emilio Prados,  Il poeta amato da Maria Zambrano


Di Emio Prados Such, Maria  Zambrano coglie l' aspetto essenziale e remoto  :

"  A volte si ritirava da solo in un angolo di campagna, come un poeta mistico dell' Islam, come un " Sufi " , e forse proprio questo era veramente Emilio ".



                                                                                          ***


A dire - forse - di una poesia che ha perseguito l' invisibile e la luce - che ha assegnato alla luce una natura lignea, da toccare, con le spine che ti bucano la mano. Poesia dell' oltreterra ma terrena, con angeli issati dal fango a una sapienza angolare, che prevede la mungitura, il vello  e i capezzoli a pieno latte.

Dice di lui Maria Zambrano . "   Che il poeta - la cui " vocazione " era stata quella di abbandonarsi totalmente nella vita e nell' essere - si era rivelato compiutamente al cospetto della morte ".

Emilio Prados scrisse i suoi primi versi in Svizzera nel 1921, nel sanatorio di Davos Platz, dove era ricoverato per una tubercolosi polmonare. La malattia lo svuotò di sé, consegnandolo alla poesia delle cose ultime e - dunque , per sempre prime, per sempre qui - e-  ora. Di qui, una poesia al contempo concreta e trasfigurata, come di figure perfezionate nel riflesso, rovesciate sul lago - superficie irta, dove la verità trova giustificazione nel suo doppio. Poesia - dunque - che va bevuta.





Quanto vicini ! Dal tuo occhio al mio

non il canto di un' anima !

Annodati sopra il vento,

come uccelli ad uno stesso

filo, sospesi ambedue

al cielo. Quanto vicini

i nostri profili in mezzo

al giorno! Che alti ! Puri

volano , in alto, slegati,

liberi dal mondo i volti

persi nella luce - aperti

come fiori senza stelo -,

viventi, ma senza corpo

che li possa incatenare

alla terra, là nel fondo !



                                         ***


NUOVO AMORE


Questo corpo che Dio mi pone tra le braccia

per insegnarmi a varcare l' oblio,

ignoro di chi sia.


Finché non lo ha conosciuto

un angelo nero, ombra colosso

prossima ai miei occhi : vi è entrato

come un fiume silenzioso e tenace.


La sua corrente tutto ha distrutto :

gli intimi luoghi, i più nascosti

ha visitato e contorto : è cresciuto

violento e dolce, ha flagellato e fatto scempio

dell' altro mondo, ai margini del bacio :

unico fiore che ancora vive nello spazio

e muta l' assenza in più fecondo ardore.

Nella carne ha aperto le sue vaste ali,

ha infilato le piume nel mio petto.

Tutto un fremito, annuncio di altri dubbi...


Non so a quale vita possa farmi accedere

l' ingresso di questo angelo.

Sono solo un tempio

rovinato da quando da me è giunto :

lume vacuo,

porta chiusa presso l' eterno.


Chi fui non so : lo saprò

quando questo corpo mi abbandonerà

e rinascerò da labbra

distaccate dal calore che le ha create...


Ma oggi - finalmente - ho frenato il giorno,

ho spezzato il cuore del tempo ,

anche se dentro me - come un pugnale -

sento l' angelo che cresce, che mi tormenta.



                                                    ***


Ho chiuso la mia porta al mondo,

ho perso la carne per il sogno...

Sono rimasto magico, invisibile,

nudo come un cieco.


In piena, fino al bordo degli occhi,

mi sono illuminato da dentro.


Tremulo, trasparente,

sono rimasto nel vento

proprio come un bicchiere

d' acqua, come

un angelo di vetro

in uno specchio.




                           Emilio  Prados    da    Llanto en la sangre



giovedì 2 aprile 2026

UNA RAGIONEVOLE FOLLIA

 


                                                                   Sdrucciola la bottiglia della ragione...




UNA RAGIONEVOLE FOLLIA


Sdrucciola la bottiglia della ragione

sul piano inclinato della follia non sopita.

L' inconfessabile

guada il fiume calmo dell' inesprimibile

e rotola - nella bottiglia -

tra i solchi del vento.


Dentro, un nodo di silenzio aspetta

 - ai bordi del cielo -

l' infrangersi

di un ragionevole urlo.




                                         frida



DI UNA CERTA ANDATURA

 


                                        E qualcosa rimane fra le pagine chiare e le pagine scure...





DI UNA CERTA ANDATURA


Ci sono risposte

che sono una mossa con la mano

gettata dietro le spalle :

come dire di un punto

messo lì a tacere un' acqua passata.


Perché certi errori

hanno altre verità

e non si può che smettere di spiegare.


Si china sempre meno la schiena

a raccogliere sguardi caduti

di chi non sa stare

davanti a una domanda.


L' angolo della bocca si piega

e le mani - che non sanno più d' impaccio -

si chiudono.  A pugno.




                                             frida



mercoledì 1 aprile 2026

BUONGIORNO

 




                                                                        Un augurio e un sorriso...





                                                            francesca



ERA IL VUOTO

            


  

    "Ti amai prima di conoscerti. E il mio amore crebbe senza speranza "  (  Edmond  Rostand  )



                                                          Era il vuoto a crearti, a crearti per me.

                                          Ti inventavo perché tu mi apparissi.


                                         Il desiderio era il gorgo dell' assenza;

                                         coltivavo così la nostra morte.





                                                          frida