DA QUANTO TEMPO
da quanto tempo l' aria non respira
e non invita stelle al suo bivacco ;
non sento più lo sciabordìo sui legni
né dalla luna un fiato
ma si diffonde inganno di sirene
come se fosse interminato canto
stesso rintocco di una nota breve.
***
UNA PREGHIERA
se rincorro il desiderio di uno scampo
sul ciglio di un varco inesistente
lungo la traccia d' altra sinfonia
dove nessuna voce
e la memoria è una foresta
d' ombra e di respiro
tu
dammi un motivo per restare
a riascoltare l' eco di parole
e l' odore di pane appena fatto.
***
NASCITA
attraversare piano quel crinale
dove affonda il passo
- e l' ombra un po' soccorre -
dove s' annida fertile memoria
tra le radici già dimenticate
e adesso come esangui cose.
ma custodisce grembo d' afasia
l' anima in attesa - nelle zolle -
che la ferisca ancora a sangue
l' eco di una domanda che va sposa
a ruvido sussulto di emozione.
lei partorisce sogni di figure :
per dare nomi inventerà parole.
***
UN' ALA D' AQUILONE
era silenzio d' aria sulla nuca
e scivolare attento a valle
- e risentire il crepitìo di carta
sulle sponde, dove batteva il tempo
un' ala di aquilone - ignara
di correnti ascensionali,
appesa solo a un filo di speranza.
***
ABITUATA
a frequentare angoli di buio
e l' anima seduta sui gradini
di passi accondiscesi
ai nodi nei capelli
deliberatamente trascurati :
come cercare casa
in un discorso sfatto
nelle macerie forma di parole.
***
LA MUTA
eppure ci sarà dove restare
- se mai desiderio di una sosta -
e rintanarsi ad aspettare
quando verrà premura
né rotta né deriva
né scia di correnti calcolate :
l' attesa che un riflesso
cambi pelle
assistere l' affanno della muta
mentre è sospeso il tempo
che non ha figura
prima che voli via un pensiero.
***
HO TRASLOCATO
ho traslocato l' anima in esilio
e i sassi
che mi porto dietro :
da ripetuti danni
macerie
già destinate alla disattenzione
come per ricomporre :
l' inventario
mette in cornice pezzi di memoria
strappi nella trama
e autoinganni .
disadattata più di quanto basta
lucida a specchio
sembianze d' irrealtà
dolore fondo
nel disumano estraneo d' altro mondo.
Luciana Riommi ( analista junghiana )

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