venerdì 24 aprile 2026

LE TORRI DI KIEFER * ( interpretate da Adernò )

 


                                                                               Le Torri di Anselm Kiefer



La poesia di Adernò è da sempre un percorso che conduce a un corpo a corpo con la scrittura e - nella fruizione - con la lettura. Il lettore, oltre la cifra estetica dell' opera letteraria, trova qui il sapore aspro della vita. Attraversare questa poesia è come ripercorrere i solchi di un vinile ondulato con un chiodo di ruggine e sangue : gli alti e i bassi diventano punti di esaltazione e di abisso, di volo e di caduta. Il suono stride e ammalia  nelle frequenze acute del dolore.




Sui polsi i segni di quei 

giorni d' afferrarsi

anche alle gambe del tavolo.

E il singhiozzo di quei basta, basta

in gola. Ancora a ripensarci, tremi

pensando al cattivo Re che ti aveva scambiata

per il suo Regno. In freezer hai mille barattoli

di questo pianto pestato al mortaio.

Qualcuno in chiesa ti accende una candela,

per la favola - dicono - la favola nera.

Aggiunge così peso all' impresa

di questo autunno condominiale.



                                                     ***


A casa, niente. Per cena

silenzi da cose distratte.

Così quel sogno ricorrente :

afferrare la corsa dell' ultimo treno.

Tieni pronto il bagaglio. Ma il viaggio

è quello di una freccia caduta

senza colpire nessun bersaglio.

E ricordando d' aver letto

che nel tempo di fermo delle carovane

le donne gettano sementi nel cielo :

tu invece la sera, davanti allo specchio

tra le dita pareggi le punte

di un salice piangente.



                                                    ***


Al tramonto si dovrebbe

- sui sentieri dell' erba clemente -

togliersi le scarpe

e con piccolo sentimento

a mezzi passi nudi ricordare

il pudore del primo bacio.



                                                    ***


Col tempo impari

a disertare marzo.

A vestirti di sola carta

per il tuo compleanno.

Un commiato con eterno silenzio

di nessuna risposta.



                                                    ***


E' concessa una candela per ogni sentinella, ma

non per me che resto di guardia alla polveriera.

Trema la luna. Qualcuno  nel palazzo si sta

esercitando

col nodo dell' impiccato.

La notte accetto di buon grado questo Ministero

della Parola.

Mi bendo gli occhi

per spremere il baratro di una vita vuota.




                                   Sebastiano  Adernò     da     Le torrri di Kiefer



*   Concepita e presentata per l' apertura di Pirelli Hangar Bicocca nel 2004 da un progetto di Lia Rumma, L' installazione permanente site - specific di Ansalm Kiefer / I Sette Palazzi Celesti, deve il suo nome ai Palazzi descritti nell' antico Trattato ebraico " Sefer  Hechalot ", il " Libro dei Palazzi / Santuari " risalenti al V - VI sec d.C., in cui si narra il simbolico cammino d' iniziazione spirituale di colui che vuole avvicinarsi al cospetto di Dio.



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