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domenica 12 aprile 2026

INDEX VACUUS DI NANNI

 


                                                     Dà pace Domine   ( Dormi  in pace.  La terra ti sia lieve )




Bomarzo  3 Aprile 2026



Quando i nomi

ci faranno divergenti,

nomi che irretiscono

anche i morti,

ricorda il consiglio

dei colori cangianti,

piccole febbri

di chiaroscuro

che non scalfivano,

a cui bastò la gloria

d' infanzie a bocca aperta,

e quel sonnolento

andarevenire

entro invincibili metafore

chiuse al tempo,

senza rovine.




                                 Nanni  Cagnone   da   Index vacuus



martedì 27 luglio 2021

L' INDEX VACUUS DI NANNI

 


                              Tenere ultima con sé quest'amicizia per onde senza mare...



" Ho sempre vissuto la poesia di Nanni Cagnone come un immenso lavoro di traghettamento dal silenzio alla parola. Ovviamente sarebbe troppo facile e profondamente ingiusto ritagliare il suo sforzo all'interno dell'asola pur prestigiosa dei poeti orfici. Ciò che lo distingue è l'aurea di un radicale dubbio rispetto a qualsiasi ottimismo riguardante l'estrazione del verbo dall'irrapresentato. Non c'è mai la gioia della conquista del ritratto, di sé o del senso, che accompagna la scrittura. Questa - anzi - è un atto sorvegliatissimo e di estrema deferenza. In Cagnone  la relazione parola / silenzio è biunivoca. Si può passare dal silenzio alla parola, ma anche viceversa, con un gesto di pacificazione e di definitiva delusione nei confronti dell' esprimibilità ".

                 L' errore di fiorire  -   Paolo  Aita





Giorni anneriti 

e segnature d'infanzia.

Infine, questa stanza

oscuramente formata,

e oscura.

Anzi che il libro intero,

la stanca esultanza

dei frammenti.


Sì - dormiente

di sonno leggero, nome

senza testimoni che,

nel gonfiore del presente,

nel mai superato prologo,

qui, a costruire rovine.



                                         ***


Quando i nomi

ci fanno divergenti,

nomi che irretiscono

anche i morti,

ricorda il consiglio

dei colori cangianti,

piccole febbri

di chiaroscuro

che non scalfivano,

a cui bastò la gloria

d'infanzie a bocca aperta,

e quel sonnolento

andarevenire

entro invincibili metafore,

chiuse al tempo,

senza rovine.



                                               ***


Investiture di stanchezza

- un altro privilegio

da non spartire - mentre

si chiude alla costa

una marea, e tu

- sgomento esempio -

pensi agli invisibili

( oh il lamentato spreco,

il lacero saluto ),

pensi con sforzo

all'utilità del vuoto.


Tenere ultima con sé

quest'amicizia

per onde senza mare.



                                    ***


Sta fermo al diverso,

mentre tutto trabocca

spezza l'orlo.

E nuvole senza seme,

offuscate come

l'amico dello sposo

le vorrebbe, il solitario

ricordare - come

si sta attenti, nel sonno,

screpolati illesi

nell'incompiuto

torbido grembo.



                                            ***


Fine del mutevole.

Roveti di fiori. Abbàssati

finché l'argilla manda odore.

Non resta che la terra,

il polveroso promemoria,

il gelo il calco l'arsura.

Fossimo tra i primi,

macchiati da spavento,

la sapremmo dura sindone

di un'insaziata parte

del cielo.



                Nanni Cagnone  da  Index vacuus  ( non ancora edito in Italia ). Tratto da Poesia Italiana, Collana Inediti - B. Cepollaro .