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sabato 7 aprile 2018

QUANDO L'AMORE DIVENTA PAZZIA ( Oscar Wilde )

 
 



(...)  Mio carissimo ragazzo,
       questo è per rassicurarti del mio amore immortale, eterno per
       te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore
       saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa
       idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta
       mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno
       capace - spero - di sopportare il mio dolore con ogni pazienza.
       Poiché la speranza, anzi la certezza, di incontrarti di nuovo in
       un altro mondo è la meta e l'incoraggiamento della mia vita
       attuale, ah! devo continuare a vivere in questo mondo per
       questa ragione.
       Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi
       messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato :
       che a mia madre non mancherà mai niente. Ho sempre
       provveduto io al suo mantenimento e il pensiero che avrebbe
       potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice.
       Quanto a te ( grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo),
       quanto a te - ti prego - non appena avrai fatto tutto quello che
       puoi fare, parti per l'Italia e riconquista la tua calma, e
       componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia
       così strana. Non esporti all' Inghilterra per nessuna ragione
       al mondo. Se un giorno a Corfù o in qualche isola incantata ci
       fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la mia
       vita sarebbe più dolce di quanto sia mai stata.
       Il tuo amore ha ali larghe ed è forte; il tuo amore mi giunge
       attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta; il tuo
       amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso,
       coloro che non sanno cos'è l'amore scriveranno - lo so - che ho
       avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu
       scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore
       è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di
       una terribile tragedia, è perché la natura di quell'amore non è
       stata compresa.
       Nella tua lettera di stamattina mi dici una cosa che mi dà
       coraggio: debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te
       e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci
       proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mister
       Humphreys dei tuoi spostamenti, così che quando viene, mi
       possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i
       detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con
       te.
       Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato.
       Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra
       mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia
       copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo
       le mani verso di te, oh possa io vivere per toccare i tuoi
       capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia
       vita. Dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e
       pacifica in qualche luogo tra fiori, quadri, libri e moltissimo
       lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie.
       Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze: la lunga
       giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo,
       dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile, oh,
       aspettami! Aspettami!  Io sono ora, come sempre dal giorno
       in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo,
       con un cuore immortale

                                                   Oscar   (...)


          Oscar  Wilde   da              Per sempre tuo


                                     

LORD DOUGLAS ( L' amore che non osa )

 
 
 
                  Nel diadema d' Amore dobbiamo brillare insieme: due contigue stelle .



Stanco d'ansie amorose e insonni brame,
sabbie mobili di una vita infida,
volli alleviare le mie mani ardenti
in un placido e gotico crepuscolo.

Ridendo Amore dispiegò le ali
più forti delle mie misere piume
e con serici nastri il cuore affranto
legò di nuovo a torbide passioni.

Ma tu  - amore - mio fiore e mio gioiello,
in più gentili modi hai da aiutarmi
a sopportare Amore: in due è una gioia,

se sono il solo ad amare è uno strazio.
Nel diadema d' Amore noi dobbiamo
brillare insieme: due contigue stelle.


           Lord Alfred Douglas     da        L' amore che non osa

lunedì 19 dicembre 2016

OSCAR WILDE ( Per sempre tuo ) 5




(...) Eppure, nel fatto che la gente mi riconoscerà ovunque andrò,
       e saprà tutto della mia vita, o almeno delle sue follie, posso
       discernere qualcosa di buono per me. Tutto questo mi
       obbligherà ad affermarmi di nuovo come artista, e al più
       presto possibile. Se riuscirò anche solo a produrre un'altra
       bella opera d'arte, sarò in grado di rubare alla malignità il suo
       veleno e alla codardia il suo ghigno, e strapperò alla radice
       la lingua della derisione. E se la vita sarà un problema per me
     - come di certo  è - io non sarò un problema minore per la vita.
       La gente dovrà adottare un atteggiamento nei miei confronti,
       e quindi esprimere un giudizio tanto su di me quanto su se
       stessa. Non parlo di qualcuno in particolare: le uniche persone
       con le quali desidero stare adesso sono gli artisti e le persone
       che hanno sofferto : coloro che sanno cos'è la Bellezza e
       coloro che sanno cos'è il Dolore. Nessun altro mi interessa.
       Tu però non dimenticare in quale terribile scuola mi trovo
       seduto per il mio compito. E per incompleto, imperfetto che
       sia, hai ancora molto da imparare da me. Sei venuto da me
       per imparare il Piacere della vita e il Piacere dell' Arte.
       Forse sono stato scelto per insegnarti qualcosa di molto più
       bello: il significato del Dolore e la sua bellezza.
       Il tuo affezionato amico


                        Oscar  Wilde


   Oscar  Wilde  da    Per sempre tuo

OSCAR WILDE ( Per sempre tuo ) 4




(...) Ma alla conclusione di tutto sta il fatto che sono costretto a
       perdonarti. Devo farlo. Non scrivo questa lettera per far
       nascere amarezza nel tuo cuore, ma per eliminarla dal mio.
       Devo perdonare per il mio bene. Non si può nutrire sempre
       una serpe in seno, né alzarsi ogni notte a seminare spine nel
       giardino della propria anima. Non mi sarà difficile farlo, se mi
       aiuti un po'. Ho sempre prontamente perdonato qualsiasi cosa
       che tu mi abbia fatto nei tempi passati. Allora non te ne
       giovasti. Solo coloro la cui vita è senza macchia possono
       perdonare il peccato. Ma ora, che giaccio nella disgrazia e
       nell'umiliazione, è diverso. Il mio perdono dovrebbe
       significare moltissimo per te, ora. Che succeda presto o tardi,
       tra poco o mai, la mia strada è chiara  di fronte a me. E non
       posso permetterti di vivere portando nel cuore il peso di aver
       rovinato un uomo come me. Il pensiero potrebbe renderti
       duramente indifferente, o morbosamente triste. Devi toglierti
       il fardello e caricarlo sulle mie spalle. Devo dire a me stesso
       che né tu, né tuo padre, moltiplicati mille volte, avreste mai
       potuto rovinare un uomo come me, che io ho rovinato me
       stesso e che nessuno, per grande o piccolo che sia può essere
       rovinato se non per sua stessa mano.
       Naturalmente so che - da un certo punto di vista - le cose
       saranno più difficili per me che per gli altri. Devono esserlo,
       per la natura stessa del mio caso. I poveri ladri, o emarginati
       che sono detenuti qui, sono per molti versi più fortunati di me.
       Il tratto di grigia città o di verde campo che è stato testimone
       del loro peccato, è piccolo; per trovare chi non sa nulla di
       ciò che hanno commesso non devono andare più in là di
       quanto volerebbe un uccellino tra il crepuscolo prima dell'
       alba e l'alba stessa. Ma per me " il mondo è ridotto a un palmo
       di larghezza" e ovunque mi giro, il mio nome è scritto sulle
       pietre a piombo. Perché sono passato - non dall' oscurità
       alla breve notorietà del crimine, ma da una sorta di eternità
       della fama a un'eternità dell'infamia, e talvolta mi sembra di
       aver mostrato - in caso fosse stato necessario - che tra la
       fama e l'infamia c'è un solo passo, e forse ancor meno. (...)


         Oscar  Wilde  da    Per sempre tuo

OSCAR WILDE ( Per sempre tuo ) 3



(...) Il fatto che tuo padre sia stato in grado, non solo di mandarmi
       in prigione per due anni, ma di tirarmi fuori per un pomeriggio
       e farmi dichiarare pubblicamente in bancarotta, fu per lui un
       piacere in più inatteso. Mentre fu per me il culmine della mia
       umiliazione. Se tuo padre non avesse avuto il diritto di rifarsi
       su di me per le spese processuali, tu, lo so benissimo, saresti
       stato - almeno a parole - molto comprensivo per la totale
       perdita della mia biblioteca: una perdita irreparabile per un
       uomo di lettere. Di tutte le mie perdite materiali, fu la più
       tremenda per me. E, ricordando le somme di denaro che avevo
       speso per te a piene mani, e ricordando altresì di aver vissuto
       per anni alle mie spalle, avresti potuto almeno prenderti la
       briga di ricomprarmi alcuni libri. I migliori furono venduti per
       meno di 150 sterline: circa quanto io spendevo per te in una
       settimana qualsiasi. Ho ragione allora di dire che l'Odio
       acceca le persone? Lo vedi ora? Provaci, se non riesci. Non ho
       bisogno di dirti con quale chiarezza lo vedessi io, allora
       come adesso. Ma dicevo a me stesso : " Devo conservare l'
       Amore nel mio cuore ad ogni costo. Se vado in prigione senza
       amore, cosa ne sarà della mia Anima? Le lettere che ti scrissi
       a quel tempo erano i miei sforzi per mantenere l'amore come
       nota dominante della mia natura. Se lo avessi voluto, avrei
       potuto fart a pezzi con aspre recriminazioni. Avrei potuto
       dilaniarti con le mie maledizioni. Avrei potuto metterti di
       fronte uno specchio e mostrarti un'immagine di te in cui non
       ti saresti mai riconosciuto, se non vedendoti rimandare l'
       immagine dei tuoi stessi gesti d'orrore, e allora avresti capito
       a chi apparteneva quella forma, e avresti odiato lei e te stesso
       per sempre. Ma anche più di quello. Io pagavo per i peccati
       di un altro.  (...)


             Oscar Wilde  da    Per sempre tuo

OSCAR WILDE ( Per sempre tuo ) 2



(...) Dei disastrosi esiti della mia amicizia con te non farò
       menzione. Penso solo alla sua qualità finchè è durata. Per me
       fu intellettualmente degradante. Tu avevi i rudimenti di un
       temperamento artistico in embrione. Ma ti ho incontrato
       troppo presto o troppo tardi, non so. Quando eri lontano
       andava tutto bene. Nel momento a cui mi riferisco, all'inizio
       di dicembre di quell'anno, ero riuscito ad indurre tua madre a
       mandarti via dall' Inghilterra. Raccolsi di nuovo i fili rotti e
       sfilacciati della mia immaginazione, ripresi in mano la mia
       vita, e non solo terminai i tre rimanenti atti di Un  marito
       ideale, ma ideai e completai quasi per intero altre due opere
       completamente diverse, la Tragedia fiorentina  e  La santa
       cortigiana , quando all'improvviso, senza essere
       stato invitato, senza essere il benvenuto e in circostanze fatali
       per la mia felicità, ritornasti. Non fui più in grado di
       riprendere i due lavori lasciati incompiuti. Non riuscii più a
       trovare lo stato d'animo che li aveva creati. Poiché ora tu
       stesso hai pubblicato un volume di poesie, saprai riconoscere
       la verità delle cose che qui ti dico. Che tu ci riesca o meno,
       questa rimane un'odiosa verità nel cuore della nostra amicizia.
       Finchè rimanesti con me, sei stato la rovina della mia Arte; mi
       vergogno e mi biasimo oltremodo per averti permesso di
       frapporti fra me e la mia Arte. Non potevi sapere, non potevi
       capire, non potevi apprezzare. Né avevo alcun diritto di
       aspettarmelo da te. I tuoi interessi erano solo per i tuoi
       appetiti e i tuoi umori. I tuoi desideri erano solo per il
       divertimento, per piaceri più o meno ordinari. Erano ciò che
       il tuo temperamento richiedeva e al momento non richiedeva
       altro. Avrei dovuto vietarti la mia casa e il mio appartamento,
       se non per qualche invito. Mi biasimo senza riserve per la mia
       debolezza. Fu pura debolezza. Mezz' ora spesa in compagnia
       dell' Arte era sempre meglio di un'eternità spesa con te. Nulla,
       in nessun periodo della mia vita, fu più importante per me
       dell' Arte. Ma nel caso di un artista, la debolezza è poco meno
       di un crimine: se è una debolezza che paralizza l'
       immaginazione. E inoltre mi biasimo per averti consentito di
       portarmi alla più totale e disonorevole rovina economica.(...)


             Oscar  Wilde   da    Per sempre tuo

OSCAR WILDE ( Per sempre tuo ) 1



Gennaio - Marzo 1897
Carcere di Reading

(...) Caro Bosie,
dopo una lunga quanto sterile attesa, mi sono risolto a scriverti,
 tanto per il tuo bene quanto per il mio, perché non voglio pensare di aver trascorso due lunghi anni di carcere senza aver  ricevuto da te nemmeno una riga, una notizia o un messaggio, ad
eccezione di quelli che mi hanno arrecato dolore.
Comincerò col dirti che mi biasimo immensamente. Mentre siedo qui, in questa cella buia, in abiti da carcerato, un uomo disgraziato
e rovinato, mi biasimo. Nelle notti tribolate e colme di angustia, nei
lunghi, monotoni giorni di dolore, è me stesso che condanno. Mi
condanno per aver consentito ad un'amicizia priva dell'aspetto
intellettuale, il cui scopo non era la creazione e la contemplazione
di cose belle, di dominare interamente la mia vita. Fin dall'inizio ci
fu tra noi un'enorme distanza: tu eri stato ozioso a scuola e ancor
più ozioso all'università. Non ha capito che un'artista, e specie uno
come me per il quale - per così dire - la qualità del lavoro dipende
dall'intensificazione della personalità, richiede per lo sviluppo della sua arte la compagnia delle idee, e un'atmosfera intellettuale,
quiete, pace e solitudine. Tu ammiravi il mio lavoro quando era
finito: godevi dei brillanti successi delle mie prime e i brillanti
banchetti che le seguivano; eri orgoglioso - com'è naturale - di
essere l'amico di un artista così distinto, ma non potevi capire le condizioni che richiede la produzione di un lavoro d'arte. Non
parlo per esagerazioni retoriche, ma in termini di assoluta verità
rispetto ai fatti, quando ti ricordo che durante tutto il tempo in cui
siamo stati insieme, non scrissi una sola riga. Che fossimo a Goring, Londra o Firenze o in qualunque altro luogo, finchè eri
al mio fianco, la mia vita era completamente sterile e priva di
creatività. E salvo pochi intervalli - mi dispiace dirlo - tu eri al mio
fianco sempre . (...)


        Oscar  Wilde da    Per sempre tuo