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giovedì 23 gennaio 2020

TRATTATO DELLE PICCOLE VIRTU ' ( Presentazione )



Viviamo in un'epoca in cui l' " assolo " sembra prevalere decisamente sul " vivere corale ". Sebbene si sia ormai affermata la necessità di prendersi cura dei beni comuni, risulta però impossibile tutelarli senza fare appello a quelle virtù che riducono le pretese del singolo a favore dell'armonia dell'insieme. Il questo saggio, l'autore ci accompagna in un viaggio che è anche un dialogo con alcuni maestri di queste virtù ( Affabilità, Discrezione, Bonarietà, Schiettezza, Lealtà, Gratitudine, Premura, Urbanità, Misura, Pacatezza, Costanza, Generosità ), esponenti del pensiero e della letteratura: da Cicerone a Lucrezio; da Alessandro Manzoni a Victor Hugo; da Carlo Goldoni a Giacomo Leopardi; da Emily Dickinson a Wislawa Szymborska ; da Thomas Eliot a  Georges  Bernanos .
Guida ideale per il lungo percorso è il trattato settecentesco - che fa da appendice al volume - in cui Giovan Battista Roberti ( gesuita, scrittore e poeta ), compediando secoli di civiltà europea, descrisse  " le virtù sociali utili a chiunque vive in società di altri viventi razionali ". Nella consapevolezza che cercare e praticare queste virtù non è altro  se non - citando sant' Agostino " - scorgere in un fatto modesto i concetti comuni delle piccole come delle grandi realtà ".



                                         ( f. )


TRATTATO DELLE PICCOLE VIRTU ' 1

 
 

" Bisogna dare con fede, non dare senza fede . Bisogna dare con magnanimità, bisogna dare con modestia, bisogna dare con rispetto, bisogna dare con simpatia " ( Taittiriya Upanishad )



GENEROSITA'

Si racconta che un illustre aristocratico fiorentino avesse un primogenito amante dell'opera, il quale, rincasando sul fiacre pubblico, soleva elargire laute manca. Una sera anche il marchese andò a teatro, si fece riaccompagnare in fiacre e, nello scendere, il fiaccheraio, soppesata la men munifica mancia, chiosò : " Il su figliolo è ben più generoso!".
" Mio caro - rispose il marchese - ma io non ho mica il babbo ricco! ".


(…) Generosus ,da genus : " Chi ha nobile temperamento e gran
       cuore"; liberale e coraggioso, ma anche " fecondo", generoso
      di frutti copiosi,di prole, di umanità, d'avvenire; dote di antiche
      divinità, "dalle molte mammelle" che traboccano; pellicani che,
      come il Cristo che nella simbologia cristiana nutrono i figli del
      loro sangue ( " Pie Pellicane, Jusu Domine, me immundum
      munda tuo sanguine ", San Tommaso ).
      Mi piace concludere con i " generosi"delle nostre prime letture,
      esperienze di memoria e di eroi : " Cantami o Diva , del Pelide
      Achille / l'ira funesta he infiniti addusse / lutti agli Achei, molte
      anzi tempo all' Orco /generose travolse alme d'eroi  ( Iliade ).
     " Generose alme di eroi": sfilano Ettore e Achille, e più avanti
      Didone, Turno, e poi Orlando, Clorinda e Argante, fra'
      Cristoforo e D' Artagnan, il capitano Achab, Tarabas di Joseph
      Roth, José Arcadio Buendìa (  Marquez in Cent' anni di
      solitudine ): vite spese, perdute, fedeli, travolte dal sogno, dal
      dono, dall'impeto, dalla sete di luce : " Perché della luce sì
      funesto desìo ? ( Eneide ).  (…)



Carlo Ossola  da  Trattato delle piccole virtù ( Breviario di civiltà )




TRATTATO DELLE PICCOLE VIRTU' 2



(…) Invecchiando, sono tornato a generosità più sobrie,
      impercettibili,a Federigo degli Alberighi ( Decamerone )
    malinconicamente prodigo della propria povertà;o a Cheramour
    di Leskov, spiantato e desideroso di nutrire tutti; e più ancora a
    Giuseppe il Nutritore  di  Thomas Mann; sono ai gesti
    apparentemente dispettosi, ma così genuinamente gratuiti, come
    quello di Cosimo Piovasco di Rondò nel Barone Rampante o
    purificati dell'inanità come nel Don Giovanni ( raccontato da lui
    stesso ) di Peter Nandke.
    Ma se c'è un personaggio che in sé raccoglie ogni generosità e
    molte altre piccole virtù ( dalla bonarietà alla premura, dall'
    affabilità alla costanza ), è il Geppetto di Pinocchio. Riceve un
    legno da Mastro Ciliegia e vorrebbe farsene uno svago : " per
    fabbricarsi un burattino meraviglioso, che sappia ballare, tirar
    di scherma e fare i salti mortali", ma poi Pinocchio si anima e
  - adottato - diventa una scomoda responsabilità e una continua
   preoccupazione : " Geppetto, che di tutto quel discorso arruffato
   aveva capito una cosa sola, cioè che il burattino sentiva morirsi
   dalla gran  fame, tirò fuori di tasca tre pere e - porgendogliele -
   disse :" Queste tre pere erano la mia colazione, ma io te de do
   volentieri. Mangiale, e buon pro ti faccia.". " Se volete che le
   mangi, fatemi il piacere di sbucciarle". L'impertinenza del
   burattino non arresta la generosità di Geppetto,che anzi si riduce
   per lui all'estrema indigenza : " Geppetto rifà i piedi a Pinocchio
   e vende la propria casacca per comprargli l' Abbecedario."
   Anche questo gesto - come sappiamo - sarà a fondo perduto : "
  Pinocchio vende l' Abbecedario per andare a vedere il teatrino
  dei burattini".La kenosis del burattino prosegue sino alla prigione
  e alla degradazione ( tanto da far da guardia a un pollaio ),sicchè
  anch'egli - inizio del ravvedimento - compie un gesto di generosità
  nei confronti di Geppetto : " poi trova un colombo che lo porta
  sulla riva del mare, e lì si getta nell'acqua per andare in aiuto del
  suo babbo Geppetto : " Pinocchio, animato dalla speranza di
  arrivare in tempo a dare aiuto al suo povero babbo, nuotò tutta
  quanta la notte"; eppure subito riprendono le monellerie : " gran
  combattimento fra Pinocchio e i suoi compagni, uno dei quali
  essendo rimasto ferito, Pinocchio viene arrestato dai carabinieri "
  e poi " diventa un ciuchino, con la coda e tutto, e soltanto alla
  fine, divenuto nuovo Giona inghiottito dal  pesce- cane egli
  ritrova le proprie sembianze, e poi il " babbo"; prendendo infine
  su di sé quella responsabilità che rende uomini : " mentre
  Pinocchio nuotava alla svelta per raggiungere la spiaggia, si
  accorse che il suo babbo, il quale gli stava a cavalluccio sulle
  spalle e aveva le gambe mezze nell'acqua, tremava fitto fitto, come
  se al pover'uomo gli battesse la febbre terzana ".
 " E finalmente Pinocchio cessa di essere un burattino e diventa un
    ragazzo " .   (…)


Carlo Ossola  da  Trattato delle piccole virtù ( Breviario di civiltà )


mercoledì 22 gennaio 2020

TRATTATO DELLE PICCOLE VIRTU' 3



(…) Giuseppe Prezzolini ha scritto, nelle conclusioni della sua
       Storia tascabile della Letteratura Italiana ( 1976 ), che il
       Pinocchio di Collodi riassume " lo spirito più profondo del
       popolo italiano"; e non credo abbia torto, aggiungendo a
       Pinocchio la figura e il ruolo di Geppetto; padre putativo come
       l'evangelico Joseph, incaricato di proteggere il Messia senza
       esserne padre. Geppetto- Joseph che De André nella Buona
       Novella e soprattutto Leonard Cohen hanno elevato a simbolo
       universale della nostra precarietà, piena di sogni, di esuli e
       migranti. " He was just some Joseph looking for a manger "
       col suo invidiabile finale : " I told you when I came, I was a
       stranger / I told you when I came, I was a stranger / I told you
       when I came, I was a stranger ". ( E poi prendendo dal suo
       portafoglio / un vecchio orario dei treni, dirà / )" Ti ho detto
       quando sono arrivato, ero uno straniero / Ti ho detto quando
       sono arrivato, ero uno straniero / Ti ho detto quando sono
       arrivato, ero uno straniero". ( The Stranger Song, 1976 ).
       Leonard Cohen & Robert Altman: tutto il film  McCabe &
       Mrs. Miller ( 1971 ) è percorso da quel refrain tratto dai
       Song of Leonard Cohen che il regista aveva profondamente
       amato : la fine generosa e inutile di un eroe solitario, mentre
       fedeli e peccatrici si affannano - riconciliati - a spegnere l'
       incendio della chiesa che andava bruciando. La nostra
       giovinezza, la nostra società fu per sempre segnata dai sogni
       di McCabe : " I know that kind of man / It's hard to hold the
      hand of anyone /  Who is reaching for the sky just to surrender"
     ( " Conosco quel tipo d'uomo / E' difficile tenere la mano di chi
       voglia / raggiungere il cielo solo per arrendersi " ).
       Difficile, ma vale la pena…  (…)



 Carlo Ossola  da  Trattato delle piccole virtù ( Breviario di civiltà )



                                                      Difficile tenere la mano...