Visualizzazione post con etichetta Andrea De Alberti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Andrea De Alberti. Mostra tutti i post

giovedì 1 maggio 2025

LE RIMOZIONI DEL CONFLITTO



 

                                                                               Esiste un tipo di lontananza...



De Alberti, con questo nuovo testo in cui affina la sua ricerca poetica, cerca di elaborare e rimuovere un conflitto con i soldi. La rimozione è psicologica. Il conflitto è sociale. In ogni caso, ogni evento, ogni essere che entra in contatto con noi, ci aiuterà a capire qualcosa, a socializzare con ciò che abbiamo rimosso e a rimuovere ciò che avevamo socializzato male.

Le poesie che compongono questo testo sono una trentina, e non ne occorreva nessuna di più : la distanza è accorciata, chi ha scritto ci ha avvicinati. Dopo la lettura , forse anche noi avremo fatto i conti con il nostro rimosso, aggiungendo qualcosa , togliendo via il nostro socializzare sprecato e forse un po' del nostro tempo perduto. Il nostro piccolo universo è immenso se ci crediamo, è quanto basta se lo conosciamo.

De Alberti ama le sfide e i temi difficili e in questa nuova opera - come ci informa in una nota finale - si propone di elaborare e di rimuovere un conflitto con i soldi : in nessuno dei due casi - però - l' autore ha inteso dimostrare una tesi o svolgere un discorso critico, giungendo a conclusioni di tipo speculativo, ma, attraverso la poesia ha portato l' esperienza, la memoria e le relazioni personali a fare i conti - in modo imprevedibile - con il tema e il concept scelti. " La rimozione del conflitto " si articola in cinque sezioni che non mettono mai in scena - se non in modo indiretto - la vicenda di un Io. A parlare è una voce impersonale che racconta le azioni di un soggetto di terza persona, di genere variabile. Intorno a questi soggetti, le forze in relazione con il denaro si fronteggiano e si attraversano : nelle prime due sezioni prevalgono l' immaginazione e l' infanzia, per niente immune dal fascino ambivalente del denaro : " L' infanzia è il nostro letto / i soldi fanno l' infanzia luminosa ". A mano a mano che il libro progredisce, la complessità e la densità dei testi, aumentano. La quarta sezione rappresenta il culmine del libro : due lunghe poesie ribadiscono in modo quasi ossessivo la potenza feticistica del denaro e il suo influsso sull' adolescenza, fino a che - da adulti - scopriamo che " la pietà è nemica del denaro " perché ci fa guardare in basso, verso chi chiede soldi in ginocchio, e non verso " i frutti dell' albero della cuccagna ". Neanche l' ultima sezione - in prosa - serve a rimuovere fino in fondo il conflitto perché De Alberti racconta con nostalgia la trattoria dei nonni, persone autentiche, che vivevano in un posto raccolto " dove le uniche visite dovevano portare i soldi ". Così - come deve capitare in  un libro di poesia,  l' ultima riga non offre a chi legge una soluzione definitiva, ma una splendida e difficile polisemia : " L' osteria era la Banca dell' infanzia ".


           Liberamente tratto da un Commento di Massimo Gezzi






" La ragione per cui la ricchezza non porta la felicità sta nel fatto

  che il denaro non è un concetto infantile "



Si è capito che voleva leggere un luogo

e dopo si è dimenticato di scrivere qualcosa,

poi un giorno di marzo ha raccolto le prime viole

sulla riva di un fosso che sembrava una fogna,

le ha portate in cucina

e mentre faceva le pulizie di casa

ogni tanto si girava per vedere

se durava questa storia passeggera.

Succedeva sul suo diario,

aveva annotato questo appunto,

delle viole che non morivano mai.



                                                        ***


Gli zeri sono belli,

hanno il guscio svuotato

di una lumaca.

I soldi fanno la bava.


Se nell' aldilà ci sono andate

miliardi di persone,

allora l' aldilà è un luogo sporco,

è una latrina di campagna.


Adesso ditemi :


" C'è una salvezza

dove sta per accadere a tutti la stessa cosa ? ".



                                                ***


Le Confessioni di Agostino, lo spirito di Hegel,

il gesto di Pilato non possono essere fissati.

I soldi invece attraversano la vita

in un conto o una misura e non muoiono mai.



                                                      ***


Esiste un tipo di lontananza

che disciplina l' esistenza,


oppure Dio, come scrive Sant' Agostino,

minaccia i discendenti di gravarli

con i peccati dei loro genitori,

fino alla terza o quarta generazione.


A forza di cercare strade

obbliga un albero a fiorire.


Da ragazzo pensa le cose in grande.


Decide di allevare libri a terra.



                                                 ***


Ho riportato una storia vera e non discutibile

in tutto ciò non vi è alcun male.


L' infanzia è il nostro letto.


I soldi fanno l' infanzia luminosa.


Queste storie contengono fatica.




                       Andrea  De  Alberti   da    Rimozioni del conflitto



mercoledì 19 febbraio 2025

LA COSPIRAZIONE DEI TARLI di ANDREA

 


                                                      Era prigioniero della propria imperfezione....



" Tra le grandi invenzioni del romanzo di Cervantes, c'è quella di aver fatto del corpo dei due protagonisti la metonimia perfetta dell' anima e del carattere. Longilineo e verticale Don Chisciotte, prossimo a sparire per difetto di consistenza come le sue stesse astrazioni; robusto e tarchiato il suo scudiero Sancho, tendente verso il basso secondo esigenze e bisogni primari. Mi pare che De Alberti sia partito da qui per la riformulazione di uno dei primi archetipi della modernità, in un volumetto recente che ne sprigiona le ulteriori possibilità simboliche. E' spesso un' operazione di grande interesse e di grande resa ogniqualvolta una scrittura contemporanea si mette - per così dire - a cavalcioni di una figura ereditata. Molte immagini memorabili del libro di De Alberti si presentano quindi all' insegna della verticalità, lungo una traiettoria basso - alto che va dall' aderenza della realtà e al mondo fino al progressivo dissiparsi dell' Io e del corpo. Di questa tenuta fragile è testimone lo stesso Cervantes, di cui " La cospirazione dei tarli " si configura come una sorta di biografia poetica, attraversata da altre figure a rischio di dissolvimento. Ma è ovvio che questa poesia parla a ciascuno di noi, alle nostre donchisciottesche aspirazioni e ce ne fa sentire tutta la fragilità, ma insieme il coraggio, come già il romanzo ne aveva mostrato il ridicolo apparentato alla nobiltà ".

      (  Liberamente tratto da un tresto di Andrea  Accardi )





L' avvenire non è rappresentare le cose,

lo scopo non è qui,

tanto che , facendo un altro passo, entrerete

in intimo rapporto con un orizzonte nostalgico.

Andare e riscattare il sepolcro di Don Chisciotte.

Vi faranno delle domande,

ci sarà sempre qualcuno che vi chiederà

quando gli esporrete il progetto :

E poi ?

Voi rispondetegli 

E prima ?



                ***                                               


Quando mi addormentavo mi vedevo riflesso.

Trasparenza che diventa tristezza.

Nel sonno la luce pomeridiana

era a volte senza una meta,

il respiro che cerca di salire.

Perché non ci conosciamo ?

So tutto, non so niente,

la negazione afferma la vita.

La felicità è una palla infuocata.

Adesso ve la passo.



                                                          ***


La mia giornata è vuota e lunga,

non devo nulla, posso tutto.

Non c'è niente di diverso da riferire.

Un tronco secco, una vibrazione credibile

nella calura.

Un altro passo ancora.

La direzione di uno slancio, uno schema

verticale del tempo,

l' ago della bussola sulla punta della lancia,

oscillatorio fra la Spagna e il mondo.



                                                    ***


Era prigioniero della propria imperfezione,

la storia dell' uomo si prolunga in quella

degli animali.

Ronzinante ci informa di una digressione,

il sollievo di sapere che la fantasia

di un padrone è migliore della sua comprensione.

Eppure le scelte dovrebbero partire

da una fatalità capovolta :

mentre stai leggendo un libro

accorgersi che lo stai già scrivendo.



                                                  ***


Un monaco trinitario mi liberò dalla schiavitù.

Ora sono sepolto in questo convento a Madrid

vicino a un dispaccio di carbone

e a un negozio che vende churros.

Un giorno Cees Nooteboom chiese alla priora :

Cervantes é sepolto qui ?

La risposta fu 

Sì, ma il suo corpo non è qui.

Come somiglia la tua morte alla tua vita.




                Andrea De Alberti   da    La cospirazione dei tarli