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mercoledì 4 ottobre 2023

IL GIORNO DI FRANCESCA

 


                                                      Nel tuo giorno è sospesa la guerra




L' autrice evidenzia, nel testo qui presentato, la cadenza delle stagioni interiori pronunciata nella curvatura mutabile dei giorni; celebra la meraviglia disarmante e struggente dei luoghi, depositari di felicità e di dolori; indica il cammino di speranze interrotte, la protezione segreta della perdita.





GUARDARTI


C'è un solo modo di leggerti,

come cavando il buio da una grotta facendosi largo,

la luce sulla fronte.


Un solo modo di guardarti,

dividendo l'immagine con le ombre

come pane di affamati.



                                                ***


NEL TUO GIORNO


Nel tuo giorno

si placa il vento,

la matassa si dipana

non per un filo trovato

ma il per nodo sparito.


Nl tuo giorno il mondo apparente dilegua,

i pensieri mutano,

si flettono come luci di aurora boreale,

è sospesa la guerra

e questo frastuono di ombre si ferma

e poi muore in silenzio.


Nl tuo giorno mi porti lontano,

davanti alle stelle,

dov'era per tutti

ma solo noi stiamo.



                                                 ***


LE TUE PAROLE


Le parole viaggiano nel 

tempo.

Le tue, al pari delle altre,

si ristorano

in luoghi a me sconosciuti.

Sono diamanti le tue parole,

come la luce del mio giorno

le abbraccia,

così le vedo.

 E la tua voce ancora mi parla

come se fosse la prima volta.



                                                ***


DOVE


Chiunque io sia,

checché se ne dica,

di me guardi un punto

io non so dove,

ma è dove mi trovo

perché ogni volta mi incontri.




                    Francesca  Gentili  da    Il tuo giorno



mercoledì 5 dicembre 2018

INEDITI DI FRANCESCA

 
 

                                                            Sento il dolore al plesso solare…


non chiedermi - caro - la parola,
non dirla tu, non mi squadrare
come pollicino, fammi andare
per questo bosco scuro,
per il sentiero di quello che io sento.

tu non mentire; io non mento.

le parole sono molliche
e ombre grandi di aquiloni,
sono il sole che abbaglia sui balconi,
e draghi che diventano formiche.

e parole, la testa e il suo girare
tu buttalo alle ortiche.

come Alfredino, fammi calare
nel fosso oscuro: l'ombelico,
tu fammelo adorare,
così i baci, i nostri cedimenti,
il collo, le mani, gli occhi e i denti.

sprofondami le unghie nella schiena:
la lingua è una catena
di suoni e di saliva
è bava stremata di lumaca,
tracciato seminale verso casa,
guscio, uovo, mondo, spirale,

ricordo dell'abbraccio originale.


                                 ***


E' ETERNO SOLAMENTE IL DESIDERIO

quindi non riesco a prendere sul serio:

gli anelli di famiglia i matrimoni la festa
di natale pasqua e altre tradizioni.

( sono una nuvola rigonfia di tempesta
un vecchio frocio senza più illusioni ).


                                   ***


MI MANCHI

è un sentimento.

va al di là della letteratura rosa.

è un dato di fatto.
ed è ingombrante:

una poltiglia emozionale disgustosa.

è struggimento.

è piuttosto imbarazzante:

una cicciona
che sculetta
in tuta rosa.


                                    ***


OGGI IL MIO UMORE

è il bar dell'idroscalo nel mese di novembre
è una gita in torpedone con vendita di pentole
è un controviale buio invaso da rumene.

è una cosa da assoluto marciapiede.

oggi, non mi sento tanto bene.


                              ***


E' STATO BELLISSIMO NON BACIARTI

in fondo alla panchina desolata.
con il viale in prospettiva sullo sfondo.

con te io mi isolo dal mondo.

abbiamo inventato un'assurda giornata:
malinconica implosiva musicale
enigmatica sommessa smisurata.

sento il dolore al plesso solare
sento la testa piena ma svuotata.
esattamente come in terza elementare
la prima volta che mi sono innamorata


                             ***


ILLUMINAZIONE DAVANTI AL BANCO DEI SURGELATI

anche la sofferenza
ha la sua data di scadenza.



                Francesca  Genti        Inediti