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mercoledì 15 luglio 2020

GATTI COME ANGELI 3




                                                         Gemi per dirmi se hai capito...


COME FARE A SEDURMI

Sii capace di piangere senza sforzo o vergogna.
Ama tua madre.
Fuma erba in cortile.
Fa' tardi alle riunioni di lavoro perché ti sei fermato
ad ammirare un pettirosso.
Indossa stoffa scozzese.
Pulisciti gli occhiali con l'angolo della camicia blu
rivelando dolci occhi castani.
Lascia che ti confessi tutto
dolcemente all'orecchio.
Cita Shakespeare parlando
del più e del meno.
Cita Blake durante
i preliminari.
Incantami con la nudità delle tue parole.

Sbatti la verità sul tavolo, nuda.
Sbatti me sul tavolo, nuda.

Ficcami la lingua in gola.
Tienimi i fianchi con tutt'e due le mani.
Chiudi gli occhi.
Dammi tutto
e quando avrò gridato il tuo nome
fammelo sussurrare.

Pensa a me ( qual è la parola che usi ? )
perpetuamente.

Fammi amare perfino le ingiustizie del passato
perché mi hanno portato a questo momento.
Mostrami quel che mi sono persa
finché non hai sorriso.

Sii solo te stesso.
Sono aperta.
Potrei morire per questo
ma senza questo
non vivrei pienamente.

Mandami qualche segnale
col capo, con gli occhi, con la mano, gemi
per dirmi se hai capito.


                                   Lytton  Bell


                                                   ***

POESIA SPORCA

C'è neve sui miei campi
ma l'aria è così calda che voglio
rotolare sulla schiena e dimenarmi.
Certo, il pianto che oscura la china mostra
il vincitore, e il tetto d'erba alta
sporge dalle rive,
ma io voglio cominciare ad amare e seminare.
Le mie gonfie colline, il mio bruno
fertile suolo pieno di lombrichi rossi come bocche,
il mio giardino,
perché non ti affretti
a toglierti i vestiti?

                           Margie  Piercy


                                              ***

POESIA SULLA SEDUZIONE

Voglio il guizzo del muscolo, un punto
d'incontro meno cerebrale: nessuna parola
che l'urlo del maschio, la gualcita 
faccia privata e la tua pelle onesta
che per me geme, sì,
la muta, la cieca tenerezza
che chiede di entrare.

Svestiti del peso, come un uccello
che spicca il volo nella stellata nudità:
deponi la tua grammatica, svesti 
la tua pelle per bene:
torna bianco e ridicolo
tutta la tua lingua una parola sola
che chiede di entrare.

                                       Alison  Croggon


                                                 ***

SPOGLIARSI

Perdendo maglie
o disfacendo il letto
o come pioggia dai coppi,
arrivano ruzzolando:
vestito verde, calze pallide,
seta slacciata - come erba mietuta
o rose sfiorite, 
placandosi in piccoli mucchi
e catturando per un istante
la levità di un sentore - sapone,
pelle fragrante - congiungendo
queste flessuose repliche di sé.

E perché fermarsi lì?
O come un animale,
un seme, un frutto, andare avanti
a mutare gli antichi strati di pelle,
muta di serpente, pula, pelliccia
o duro acerbo mallo di noce,
finché l'intera selvatichezza
dell'età che incombe
è perduta e qualcosa di
dolce, intatto, immacolato
emerge ammiccando
all'aria aperta?

E forse nel tempo
questo lento disfare arriverà
a qualche immaginata profondità,
la densa e verdepallida gemma,
lieve, impalpabile.
Sì. Accadrà.
Quell'ultima capriola di indumenti,
tendini, ciocche di luce e ossa -
il resto è terra,
vetrate d'aria,
chiuse cortine di pioggia, il sole fortuito.


                                  Beatrice  Garland


                                            ***

NON AMORE

Sono in molti a cercare l'amore.
Io voglio solo rannicchiarmi in una stanza silenziosa.
A sentire l'assalto del tuo cuore
o non esistere neanche. Mani che mi aiutano a dormire.
Una lucciola che freme contro il freddo torso del cielo,
aspettando un sapore.

Desiderio ondeggiante nel buio che
mi rende più giovane degli uccelli.

Toccami
la pancia, chiamami carne, come un fiore che fa sbocciare il mio seno,
curvami all'indietro
e risalimi
finché rovineremo dentro al fuoco
dei teschi che vengono a sorridere. Gemito di ciottolo di luna.

Ossa di fiori che non hai mai colto.


                                        Nanette  Rayman



                              da      Gatti come angeli


lunedì 30 settembre 2019

POESIA EROTICA AL FEMMINILE

 
 
 

                                                                     Foto di  Marc Lagrange


OMAGGIO AI MIEI FIANCHI

Questi fianchi sono fianchi larghi
hanno bisogno di spazio
in cui girarsi.
Non ci stanno in piccoli
spazi meschini, questi fianchi
sono fianchi liberi.
Non vogliono essere trattenuti.
Questi fianchi non saranno mai
schiavi,
vanno dove vogliono andare
fanno ciò che vogliono fare.
Questi fianchi sono fianchi possenti.
Questi fianchi sono fianchi magici.
Ho saputo che sono capaci
di fare un incantesimo ad un uomo
e farlo girare come una trottola.


                          Lucille  Clifton


                                      ***

STILE

Con tacchi alti che mi collocano il culo
ad altezza cazzo come una gatta
in calore che allunga le zampe
per soddisfare chiunque venga
e capelli ricci per farti venire in mente
cosa puoi trovare
giù in basso mi umetto le labbra
in predisposizione labiale
ombreggio gli occhi per quel sottomesso
sguardo orgasmico
e dico
mi vesto
per apparire
presentabile.


                       Karen  Alkalay - Gut


                                       ***

DETTO FRA NOI

Non credere

che non lo sappia
che quando mi parli
la mano della tua mente
senza farsene accorgere
mi sfila le calze,
e si muove cieca e intraprendente
lungo la mia coscia.

Non credere
che non lo sappia
che lo sai
che tutto ciò che dico
è indumento.


                           Anne Stevenson


                                 ***

I GATTI COME GLI ANGELI

I gatti come gli angeli dovrebbero essere magri,
i maiali e i cherubini dovrebbero essere grassi.
La gente sta di solito nel mezzo, un nodo
d'osso che sporge dal ginocchio che vorresti
imbottire, un rotolo di ciccia che s'affaccia
alla cintura. Ti autopunisci,
una di quelle palle di gomma che hanno i bambini
che rimbalzano sempre sulla
paletta, ripicchiando sulla stessa superficie.
Vorresti essere snella e liscia
come una saetta. Quando ero giovane
amavo uomini spinosi con ghigni ascetici
tutti gomiti e parole e cartilagini
costoluti come chiglie grigio - nebbia sulla riva,
facce taglienti che accecano
come lame lucenti, menti
rivolte al saccheggio come prore egee.

Ora cerco uomini le cui pance serene
mostrano piacere per la carne e per la tavola,
uomini che vengono in cucina
e si siedono, che non pensano che pelando patate
gli diventi piccolo; uomini con dita
larghe e palle violette come fichi,
uomini con rughe sgualcite e l'aspetto
stropicciato adatto al letti recentemente
usati bene.
Non ci è richiesto
di sembrare dei quattordicenni malnutriti
malgrado quello che impone
la moda. Tu sei fatto per tirare un carretto,
per sollevare un carico pesante e reggerlo,
e trascinarlo lungo la salita, e sono così
anch'io, corpi contadini, rustici, solidi
belle pentole d'argilla scura che sopportano
bene il fuoco. Quando mettiamo le pance
insieme non facciamo rumori metallici
rimbalziamo sulla tappezzeria buona.


                          Marge  Piercy


                                   ***

CONFORMAZIONI

Lui le assegna tutte le conformazioni
dell' Europa.

Lei gli offre un'esplosione di pappagalli.

Lui le regala lisci capelli biondi
e una bianca frenesia.

Lei gli dà lana nera, l'oscurità dei suoi frutti gemelli.

Lui le dona uranio, platino, alluminio
e concordia.

Lei le sue natiche " Bantu".

Lui celebra la spina dorsale sotto la pelle di lei.

Lei canta il suo alabastro e glielo accarezza.
Lui fa come Colombo

che cade sulle rive intricate del suo frutteto riccio.

Lei gli consegna di nuovo le Indie tutte,
ma questa volta chiude le lunghe gambe
piano piano
facendo la testa di lui il trono d'oro del suo impero.


                          Grace  Nichols



                    
                                 Tarantella napoletana (  Athanasius Kircher )