La poesia di Idea si presenta subito come un insieme organico compiuto, concentrato su tre linee tematiche che potremmo definire sinteticamente con tre dei suoi titoli emblematici : Poemas de amor; Notturni e Pobre mundo.
La poesia amorosa, segnata da una ricerca di assoluto, agonica e spietata innanzitutto con se stessa; la " notturnità" del mondo e del vivere vista attraverso la cruda consapevolezza della miseria umana; la pietas nei confronti del " povero mondo" e l'aspirazione -forse utopica ma sempre altamente etica - a renderlo più giusto e meno crudele nei confronti dei disperati. Il disperato urlo di Cesar Vallejo " Y el hombre, pobre! Pobre! " è anche di Idea. Ed è in questo contesto che si inseriscono le poesie di denuncia della tortura e dei soprusi inflitti ai dissidenti durante la dittatura.
Ma forse la cifra caratteristica della sua poesia si trova, più che nella tematica - asciutta e tagliente - nel ritmo : incalzante, fermo, rigido e perfetto. Se le sue poesie sono indimenticabili, ciò è dovuto, senza dubbio, al rigore senza respiro del suo ritmo.
L' AMORE Un uccello mi canta e io gli canto mi gorgheggia all'orecchio e gli gorgheggio mi ferisce e io gli sanguino mi spezza lo spacco mi aiuta lo sollevo pieno tutto di pace tutto di guerra tutto di odio di amore e scatenato geme la sua voce e gemo rido e ride e mi guarda e lo guardo mi dice e io gli dico e mi ama e lo amo - non si tratta di amore diamo la vita - e mi chiedo e gli chiedo e mi vince e lo vinco e mi finisce e lo finisco. *** LETTERA II Sei lontano nel Sud lì non sono le quattro sdraiato sulla tua sedia appoggiato al tavolo nel bar nella tua camera buttato su un letto tuo o di qualcuno che vorrei cancellare - penso a te non a chi cerca accanto a te lo stesso che io voglio-. Penso a te ormai da un'ora forse mezza non so. Quando mancherà la luce saprò che sono le nove stirerò il copriletto m'infilerò il vestito nero mi darò una pettinata. Andrò a cena fuori è ovvio. Ma a una cert'ora tornerò in quella stanza mi butterò sul letto e allora il tuo ricordo che dico il mio desiderio di vederti che tu mi guardi la tua presenza d'uomo che mi manca nella vita incominceranno come ora incominci nella sera che ormai è notte a essere la sola unica cosa che m'importa nel mondo. *** TI STO CHIAMANDO Amore dall'ombra dal dolore amore ti sto chiamando dal pozzo asfissiante del ricordo senza che nulla giovi né ti attenda. Ti sto chiamando amore come il destino come il sonno come la pace ti sto chiamando con la voce con il corpo con la vita con tutto ciò che ho e che non ho con disperazione con sete con pianto come se tu fossi aria e io affogassi come se tu fossi luce e io morissi. Da una cieca notte da oblio da ore chiuse in solitudine senza lacrime né amore ti sto chiamando come la morte amore come la morte. *** NON PIU' Non sarà più non più non vivremo insieme non crescerò tuo figlio non cucirò i tuoi panni non ti avrò la notte non ti saluterò col bacio. Non saprai chi sono stata perché altri mi amarono. Non riuscirò a sapere perché né come mai né se era vero quel che hai detto che era né chi sei stato né cosa sono stata per te né come sarebbe stato vivere insieme amarci aspettarci stare. Ormai non sono altro che io per sempre e tu ormai non sarai per me altro che te. Non sei più in un giorno futuro non saprò dove abiti né con chi né se ricordi. Non mi abbraccerai più come quella notte mai. Non ti toccherò più. Non ti vedrò morire. Idea Vilarino da Poesie d'amore 1957 - 1965
Dovrei sedermi in una barca e aspettare che finisca… SE MORISSI STANOTTE Se morissi stanotte se potessi morire se io morissi su questo coito feroce interminabile lottato e senza clemenza abbraccio senza pietà bacio senza tregua raggiungesse il suo apice e si allentasse se proprio ora se ora socchiudendo gli occhi morissi sentissi che è passata che ormai l'ansia è finita e se la luce non fosse più un fascio di spade e l'aria non fosse più un fascio di spade e il dolore degli altri e l'amore e vivere e tutto non fosse più un fascio di spade e la facesse finita con me per me per sempre e che non dolesse più e che non dolesse più. *** ORMAI NON HO… Ormai non ho non voglio avere ormai più domande. Ormai non ho non voglio avere ormai più risposte. Dovrei sedermi in una barca e aspettare che finisca. *** LA METAMORFOSI Allora sono i pini sono la sabbia calda sono una brezza soave un uccello leggero che delira nell'aria o sono il mare che batte di notte sono la notte. Allora non sono nessuno. *** LA SIRENA Dire no dire no legarmi all'albero maestro ma desiderando che il vento lo rovesci che la sirena salga e con i denti tagli le corde e mi trascini in fondo dicendo no no no ma inseguendola. *** SIMILITUDINI Voglio masticare sabbia fino a consumarmi i denti voglio bere il mare per rovinarmi lo stomaco voglio fissare il sole e il vento fino a diventare cieca. A cosa mi servono occhi potenti e voglie e appetiti che me ne faccio della vita vita vita tesa ubriaca ardente pazza vita che me ne faccio. *** SUCCEDE Succede semplicemente che tutto è finito sono finita anch'io? Una forza un'onesta passione e una voglia una voglia volgare di proseguire nient'altro che questo. Idea Vilarino da Notturni