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giovedì 2 dicembre 2021

LA MORTA LUCE DI IDEA



                                                In qualsiasi stella c'è più luce che in noi...




ADESSO CHE HAI UCCISO PER ME LA LUCE...


Adesso che hai ucciso per me la luce e il serpente

e il cielo è grigio e opaco e grigio, come si conviene

adesso che non c'è niente e nessuno per l'alba,

e solo il giallo - che è di tutti - si alza,

adesso che va il freddo da un polo all'altro polo

e in qualsiasi stella c'è più luce che in noi,

che le grida delle genti muoiono di freddo,

ma il fiume e i pesci i fiumi no, non muoiono,

adesso ti domando la mia falce d'argento

per mietere le messi che il freddo ha lasciate intatte,

che se brandisco l'unica falce tutto l'oro

gelato, grigio e gelato sarà per noi.




                        Idea Vilarino   da   Di rose che si aprono nell'acqua



mercoledì 20 ottobre 2021

QUANDO L'AMORE TOCCA IDEA

 


                                                               Quell'amore è qui....




VIVE


Quell'amore

quello

che ho preso con la punta delle dita

che ho trascinato per terra

che ho lasciato ho dimenticato

quell'amore

adesso

in qualche riga che

cade da un cassetto

è qui

è ancora qui

continua a dirmi

che fa male

che sta

ancora sanguinando.



                                            ***

VEDERTI


Vederti ridere toccarti con le mani

vivere con te un giorno un anno tre settimane

dividere vita seria vita quieta con te

trovarti nel letto

nella stanza che ti vesti

che sai di vino che fumi

d'estate che sudi

o nell'amore quando chiudi

gli occhi assenti.



                          Idea  Vilarino   da    Di rose che si aprono nell'acqua



martedì 13 ottobre 2020

LA SUDICIA LUCE DEL GIORNO ( Poesie di Idea )



                                             Non verrà nessuno, non verrà più nessuno...


La poesia di Idea si presenta subito come un insieme organico compiuto, concentrato su tre linee tematiche che potremmo definire sinteticamente con tre dei suoi titoli emblematici : Poemas de amor; Notturni e Pobre mundo.

La poesia amorosa, segnata da una ricerca di assoluto, agonica e spietata innanzitutto con se stessa; la " notturnità" del mondo e del vivere vista attraverso la cruda consapevolezza della miseria umana; la pietas nei confronti del " povero mondo" e l'aspirazione -forse utopica ma sempre altamente etica - a renderlo più giusto e meno crudele nei confronti dei disperati. Il disperato urlo di Cesar Vallejo " Y el hombre, pobre! Pobre! " è anche di Idea. Ed è in questo contesto che si inseriscono le poesie di denuncia della tortura e dei soprusi inflitti ai dissidenti durante la dittatura.

Ma forse la cifra caratteristica della sua poesia si trova, più che nella tematica - asciutta e tagliente - nel ritmo : incalzante, fermo, rigido e perfetto. Se le sue poesie sono indimenticabili, ciò è dovuto, senza dubbio, al rigore senza respiro del suo ritmo.



SI E' SOLI


Solo come un cane

come un cieco un pazzo

come una banderuola che gira intorno all'asta

solo solo solo

come un cane morto

come un santo un casto

come una mammola

come un ufficio di notte

chiuso

incomunicato

non verrà nessuno

non verrà più nessuno

non penserà nessuno al suo tipo di morte

non chiamerà nessuno

nessuno ascolterebbe le sue grida di aiuto

nessuno nessuno nessuno

non importa a nessuno.

Come un ufficio o un santo o un palo

incomunicato

solo come un morto nella sua doppia cassa

bussando al coperchio e urlando

e a casa

i parenti inghiottiscono camomilla e valium

e alla fine dormono

e a quell'altro la morte gli chiude la bocca

tace e muore e la notte tempesta su di lui

solo come un morto come un cane come

come una banderuola che gira intorno all'asta

solo solo solo.



                                          ***


POVERO MONDO


Lo distruggeranno

lo faranno a pezzi

alla fine scoppierà come una bolla

o esploderà glorioso

come una santabarbara

o più semplicemente 

sarà cancellato come

se una spugna bagnata

cancellasse il suo posto nello spazio.

Forse non ci riusciranno

forse lo ripuliranno

gli cascherà la vita come fossero capelli

e rimarrà a girare

come una sfera pura

sterile e mortale

o in modo meno splendido

andrà per i cieli

decomponendosi adagio

come un'unica piaga

come un morto.



                                           ***


PER DIRLA


Che figli di buona donna

che bestie

come dirla diversamente

come

quale dito accusatore basterebbe

quale anatema

quale pianto

quale parola che non sia un insulto

servirebbe

non per commuoverli

né per convincerli

né per fermarli.

Soltanto per dirla.



                                               ***


L'ISOLA


Un anello di odio e d'immondezza

circonda l'isola

dove in te muore ancora una volta

integro e puro

solo

e guarda e lascia e fa che tu muoia

che si perda

che finisca

la breve dolce vita che ci sfugge

la tiepida vita che la terra beve

e guarda e fa il tuo dolore più solo

e l'angoscia e il trapasso

la nausea della morte.

Un povero triste sudicio fiume di odio

ti isola e ti circonda

ti abbraccia e ti fa morire

solo.

Ma no.

Ma no.

Se gli altri lui te

non se ne vanno soli

se ce li portiamo dentro

se ben coperti di pena e d'amore stanno

morendo in noi per sempre.



                                        ***


CON LE BRACCIA LEGATE DIETRO LA SCHIENA


Con le braccia legate dietro la schiena

un uomo

un uomo brutto e giovane

un viso alquanto vuoto

con le braccia legate dietro la schiena

veniva immerso nell'acqua di quel fiume

- giusto per un po'

volevano torturarlo

non ucciderlo -

con le braccia legate dietro la schiena.

Non parlava e lo pestavano sul ventre

con le braccia legate gli davano calci

calci sul ventre sui testicoli

si rotolava per terra

lo pestavano.

Proprio oggi

ora

continuano a pestarlo.




              

                

                   Idea Vilarino     da   La sudicia luce del giorno


giovedì 7 febbraio 2019

AMORE E MORTE DI IDEA 1

 
 

                                                      
                                                         Ci sono cose che aiutano a vivere…


L' AMORE

Un uccello mi canta
e io gli canto
mi gorgheggia all'orecchio
e gli gorgheggio
mi ferisce e io gli sanguino
mi spezza
lo spacco
mi aiuta
lo sollevo
pieno tutto di pace
tutto di guerra
tutto di odio di amore
e scatenato
geme la sua voce e gemo
rido e ride
e mi guarda e lo guardo
mi dice e io gli dico
e mi ama e lo amo
- non si tratta di amore
diamo la vita -
e mi chiedo e gli chiedo
e mi vince e lo vinco
e mi finisce e lo finisco.


                                            ***


LETTERA II

Sei lontano nel Sud
lì non sono le quattro
sdraiato sulla tua sedia
appoggiato al tavolo nel bar
nella tua camera
buttato su un letto
tuo o di qualcuno
che vorrei cancellare
- penso a te
non a chi cerca
accanto a te lo stesso che io voglio-.
Penso a te
ormai da un'ora
forse mezza
non so.
Quando mancherà la luce
saprò che sono le nove
stirerò il copriletto
m'infilerò il vestito nero
mi darò una pettinata.
Andrò a cena fuori
è ovvio.
Ma a una cert'ora
tornerò in quella stanza
mi butterò sul letto
e allora il tuo ricordo
che dico
il mio desiderio di vederti
che tu mi guardi
la tua presenza d'uomo che mi manca nella vita
incominceranno come ora
incominci nella sera
che ormai è notte
a essere
la sola unica cosa
che m'importa nel mondo.


                                            ***


TI STO CHIAMANDO

Amore
dall'ombra
dal dolore
amore
ti sto chiamando
dal pozzo asfissiante del ricordo
senza che nulla giovi
né ti attenda.
Ti sto chiamando
amore
come il destino
come il sonno
come la pace
ti sto chiamando
con la voce
con il corpo
con la vita
con tutto ciò che ho
e che non ho
con disperazione
con sete
con pianto
come se tu fossi aria
e io affogassi
come se tu fossi luce
e io morissi.
Da una cieca notte
da oblio
da ore chiuse
in solitudine
senza lacrime né amore
ti sto chiamando
come la morte
amore
come la morte.


                                             ***


NON PIU'

Non sarà più
non più
non vivremo insieme
non crescerò tuo figlio
non cucirò i tuoi panni
non ti avrò la notte
non ti saluterò col bacio.
Non saprai chi sono stata
perché altri mi amarono.
Non riuscirò a sapere
perché né come mai
né se era vero
quel che hai detto che era
né chi sei stato
né cosa sono stata per te
né come sarebbe stato
vivere insieme
amarci
aspettarci
stare.
Ormai non sono altro che io
per sempre e tu ormai
non sarai per me
altro che te. Non sei più
in un giorno futuro
non saprò dove abiti
né con chi
né se ricordi.
Non mi abbraccerai più
come quella notte
mai.
Non ti toccherò più.
Non ti vedrò morire.



                       Idea  Vilarino      da    Poesie d'amore 1957 - 1965


AMORE E MORTE DI IDEA 2

 
 

                         Dovrei sedermi in una barca e aspettare che finisca…


SE MORISSI STANOTTE

Se morissi stanotte
se potessi morire
se io morissi
su questo coito feroce interminabile
lottato e senza clemenza
abbraccio senza pietà
bacio senza tregua
raggiungesse il suo apice
e si allentasse
se proprio ora
se ora
socchiudendo gli occhi morissi
sentissi che è passata
che ormai l'ansia è finita
e se la luce non fosse più un fascio di spade
e l'aria non fosse più un fascio di spade
e il dolore degli altri e l'amore e vivere
e tutto non fosse più un fascio di spade
e la facesse finita con me
per me
per sempre
e che non dolesse più
e che non dolesse più.


                                          ***


ORMAI NON HO…

Ormai non ho
non voglio
avere ormai più domande.
Ormai non ho
non voglio
avere ormai più risposte.
Dovrei sedermi in una barca
e aspettare che finisca.


                                          ***


LA METAMORFOSI

Allora sono i pini
sono la sabbia calda
sono una brezza soave
un uccello leggero che delira nell'aria
o sono il mare che batte di notte
sono la notte.
Allora non sono nessuno.


                                          ***


LA SIRENA

Dire no
dire no
legarmi all'albero maestro
ma
desiderando che il vento lo rovesci
che la sirena salga e con i denti
tagli le corde e mi trascini in fondo
dicendo no no no
ma inseguendola.


                                           ***


SIMILITUDINI

Voglio masticare sabbia
fino a consumarmi i denti
voglio bere il mare
per rovinarmi lo stomaco
voglio fissare il sole
e il vento fino a diventare cieca.
A cosa mi servono occhi potenti
e voglie e appetiti
che me ne faccio della vita vita vita
tesa ubriaca ardente pazza vita
che me ne faccio.


                                             ***


SUCCEDE

Succede semplicemente che
tutto è finito
sono finita anch'io?
Una forza
un'onesta passione e una voglia
una voglia volgare di proseguire
nient'altro che questo.



                Idea  Vilarino      da      Notturni