Jeanne Duval
Il gatto era un animale che affascinava veramente Charles Baudelaire: gli dedicò infatti più di una poesia. Lo attraeva la sua bellezza, ma anche l' aura di mistero che contorna questo felino sfuggente e sornione. Il gatto è una poesia lirica che trova posto nella sezione " Spleen e ideale " de Les Fleurs du Mal, una raccolta pubblicata per la prima volta nel 1857, tanto scandalosa da far guadagnare a Baudelaire e al suo editore una condanna e una pena pecuniaria.
In questa poesia il gatto diviene anche il simbolo della donna amata, l' ammaliante ballerina Jeanne Duval che Baudelaire continuerà ad amare - tormentatamente - per tutta la sua vita.
LE CHAT
Vieni, mio bel gatto sul mio cuore
amorevole;
trattieni le unghie della tua
zampetta,
e lasciami affondare dentro i tuoi
begl' occhi,
misti di metallo e d'agata.
Quando le mie dita accarezzano
piano
la tua testa e il tuo dorso elastico,
e quando la mia mano si ubriaca di
piacere
mentre si posa sul tuo corpo
elettrico,
la mia donna contemplo nel mio
animo. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende
come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un' aria sottile, un pericoloso
profumo,
si diffondono attorno al suo corpo
brunito.
Charles Baudelaire da Les Fleurs du Mal
