Visualizzazione post con etichetta Charles Baudelaire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Charles Baudelaire. Mostra tutti i post

lunedì 17 febbraio 2025

LE CHAT DE BAUDELAIRE ( per la Giornata del Gatto )

 


                                                                                        Jeanne Duval



Il gatto era un animale che affascinava veramente Charles Baudelaire: gli dedicò infatti più di una poesia. Lo attraeva la sua bellezza, ma anche l' aura di mistero che contorna questo felino sfuggente e sornione. Il gatto è una poesia lirica che trova posto  nella sezione " Spleen e ideale " de Les Fleurs du Mal, una raccolta pubblicata per la prima volta nel 1857, tanto scandalosa da far guadagnare a Baudelaire e al suo editore una condanna e una pena pecuniaria.

In questa poesia il gatto diviene anche il simbolo della donna amata, l' ammaliante ballerina Jeanne Duval che Baudelaire continuerà ad amare - tormentatamente - per tutta la sua vita.



LE CHAT


Vieni, mio bel gatto sul mio cuore

amorevole;

trattieni le unghie della tua

zampetta,

e lasciami affondare dentro i tuoi

begl' occhi,

misti di metallo e d'agata.


Quando le mie dita accarezzano

piano

la tua testa e il tuo dorso elastico,

e quando la mia mano si ubriaca di

piacere

mentre si posa sul tuo corpo

elettrico,


la mia donna contemplo nel mio

animo. Il suo sguardo

come il tuo, amabile bestia,

profondo e freddo, taglia e fende

come un dardo,

e, dai piedi fino alla testa,

un' aria sottile, un pericoloso

profumo,

si diffondono attorno al suo corpo

brunito.



              Charles  Baudelaire     da     Les Fleurs du Mal



mercoledì 18 maggio 2022

LA DONNA ( Il serpente che danza )

 


                                                A una donna . Alle donne. Sulle donne...





IL SERPENTE CHE DANZA


Oh quant'amo vedere, cara indolente,

delle tue membra belle,

come tremula stella lucente,

luccicare la pelle!

Sulla capigliatura tua profonda

dall'acri essenze asprine,

odorosa marea vagabonda

di onde turchine,

come un bastimento che si desta

al vento antelucano

l'anima mia al salpare s'appresta

per un cielo lontano.

I tuoi occhi in cui nulla si rivela

di dolce né d'amaro

son due freddi gioielli, una miscela

d'oro e di duro acciaro.

Quando cammini cadenzatamente

bella nell'espansione,

si direbbe - al vederti - che un serpente

danzi in cima a un bastone.




                 Charles  Baudelaire    da    Les fleurs du mal