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venerdì 26 agosto 2022

L' ARTE DI PERDERE DI ELIZABETH

 


                                                              Ho perso persino te...



La vita di Elizabeth Bishop, una delle più grandi poete americane del Novecento, fu costellata di perdite. Non che ne esista una che non lo sia : siamo tutti - ogni giorno - esposti al disastro della scomparsa, nostra, degli altri, perfino degli oggetti. Quello che cambia, se mai, sono le frequenze e le intensità : ci sono vicende umane in cui la perdita fa da tema costante e principale, batte il ritmo, tiene la trama. Queste esistenze si organizzano intorno ai loro vuoti e alle assenze, come certe architetture si sviluppano - e sostengono - a partire da uno spazio cavo.

Elizabeth è stata ( sin da piccola ) maestra nell'arte di perdere: lo sa fare. Ma è possibile imparare a perdere? Esiste una qualche competenza, una sapienza che col tempo matura, mancanza dopo mancanza? Certo che no. L'ironia con cui Bishop ne scrive, lo chiarisce bene. Non si tratta di un manuale di istruzioni per l'uso, né di un cammino filosofico : non c'è nessuna saggezza a cui aspirare, nessun equilibrio da raggiungere. Quella che Elizabeth Bishop ci mostra, è piuttosto una postura possibile, un modo di guardare e di attraversare il dolore : se è vero che le cose e le persone che amiamo contengono - ognuna in sé, come tratteggiarla - la parabola della nostra scomparsa dalla nostra vita, non per questo le ameremo di meno o vivremo nell'angoscia costante e paralizzante della loro perdita. Che si tratti di smarrire un oggetto caro, di abbandonare una casa amata, un paese che non rivedremo mai più, un'illusione che ci aveva nutriti o un amore che non potremo recuperare, sarà sempre un disastro. Ma un disastro che si può attraversare, se " attraversare" significa che dobbiamo percorrerlo da un capo all'altro e lasciarci percorrere dando spazio e territorio al dolore.

Ed è per tutti così : " Dura lex, sed lex".




L' arte di perdere non è così difficile da imparare;

così tante cose sembrano pervase dall'intenzione

di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.


Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento

delle chiavi perdute, dell'ora sprecata.


L' arte di perdere non è difficile da imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre più, perdi in fretta:


luoghi e nomi, e destinazioni verso cui volevi viaggiare.


Nessuna di queste cose causerà disastri.

Ho perduto l'orologio di mia madre.


E guarda : l'ultima e la penultima delle mie tre amate case.


L'arte di perdere non è difficile da imparare.

Ho perso due città, proprio graziose.


E, ancor di più, ho perso alcuni dei reami che possedevo,

due fiumi, un continente.


Mi mancano, ma non è stato un disastro.

Ho perso persino te ( la voce scherzosa, un gesto che ho amato ).


Questa è la prova. E' evidente

l'arte di perdere non è difficile da imparare,

benché possa sembrare un vero ( scrivilo! ) disastro.



                          Elizabeth  Bishop



mercoledì 24 gennaio 2018

LOWELL- BISHOP ( Sintesi )


           
                                                   Robert &  Elizabeth


Scritte da due persone sofferte, lacerate, sempre in bilico, ma anche colte, brillanti, geniali; scritte di getto, telegrafiche o più spesso lunghe e a volte lunghissime, riprese nel corso dei giorni, ininterrotte nell'arco di un trentennio, attraverso città, Stati, continenti, le lettere di questo epistolario tra gli ultimi due grandi poeti americani, sono debordanti di vita, allegre e atroci, piene di notizie e umori, pregne di idee e pettegolezzi, alimentate da argomenti poetici, politici, economici, arricchite di veri e propri racconti.
E' amore a prima vista - e amore impossibile: per le crisi maniacali di lui, per le tendenze sessuali di lei. L'ala della follia, dell'alcolismo, del suicidio stende un velo d'ombra sui loro passi. Eppure amore è. Tutto congiungerebbe a separarli: l'eterno vagabondare di Elizabeth, donna dai molti percorsi, i suoi soggiorni prolungati nei paesi più lontani, le sue disavventure sentimentali, spesso tragiche; l'eterno battagliare con genitori, consorti, amanti, amiche e  soprattutto - e sempre sconfitto - con lo stesso Cal ( come lo chiamavano gli intimi ), ultimo puritano dolorosamente innamorato di Dionisio.
E invece nulla intacca mai davvero il loro legame: quella libertà segreta che hanno gli amanti innerva un'amicizia a briglia sciolta, dal tono cospiratorio, che non ha riscontro in altri sodalizi artistici - un'amicizia sancita dall'eros della lontananza, con la mancanza dell'altro che riempie la vita e la poesia di entrambi.
" Scrivere lettere è sempre pericoloso", in ogni caso,e gravido di minacce , scrive Elizabeth.


       frida   da        Scrivere lettere è sempre pericoloso ( Robert Lowell & Elizabeth Bishop )





LOWELL - BISHOP ( poesie )

 
 

                                  
                                             Perché si ama una donna più delle donne ?



QUI CI PRENDEMMO IL NOSTRO PARADISO

Qui ci prendemmo il nostro paradiso -
se non qui dove, amore?

Queste tre settimane il tempo
ha accumulato vapore
come lo specchio di un bagno:
colline, vacche, le collinette delle talpe,
un entroterra senza oceano...

il raccolto che fischiamo dall'erba.

La quercia fulminata che ha perso
un ramo di una tonnellata
scuote ancora le sue foglie verdi
e prende la luce,
come se fosse viva.

Lo si sopporta? In natura
da seme a pula senza tragedia?

La follia viene da qualche cosa -
il presente, sì,
vi siamo dentro;
è l'infezione
delle cose passate...

la carta crepitante dell' Atlantico
che non sento da tre anni.

Perché si ama una donna
più delle donne?


             Robert  Lowell





INSONNIA

La luna nello specchio del comò
guarda milioni di miglia lontano
( e forse - con orgoglio - a se stessa,
ma non sorride, non sorride mai )
via lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.
Se l' Universo volesse abbandonarla,
lei gli direbbe di andare all'inferno
e troverebbe una distesa d'acqua
o uno specchio, sul quale indugiare.
Tu dunque metti gli affanni in un sacco
di ragnatele e gettalo nel pozzo
nel mondo alla rovescia dove
la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre in realtà sono corpi,
dove restiamo tutta la notte svegli,
dove il cielo ha tanto poco spessore
quanto è profondo il mare e tu mi ami d'amore.


           Elizabeth  Bishop