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sabato 23 giugno 2018

DONNE VALOROSE ( Karen Blixen ) 1

 
 
 
 
" L'aria -in Africa - ha un significato ignoto in Europa: piena di apparizioni e miraggi è - in un certo senso - il vero palcoscenico di ogni evento "  ( K. Blixen )                             



(…) Se non avessi perso la mia fattoria in Africa, non sarei mai
       diventata una scrittrice: non sempre i disastri della vita  
       annunciano altre tempeste "
       Siamo nel 1959: Karen Blixen ha settantaquattro anni, pesa a
       malapena quaranta chili, ma non ha perso il suo spirito
       effervescente, la voglia di raccontare storie e di fumare una
       sigaretta dietro l'altra. La scrittrice danese è stata invitata a
       New York per un giro di conferenze e incontri letterari e,
       nonostante le malandate condizioni di salute causate dalla sua
       antica malattia, accetta con entusiasmo questo viaggio nel
       Paese dove i suoi libri sono sempre stati accolti con affetto
       straordinario.
       Quando arriva a New York, la scrittrice si considera nella sua
       quinta vita: è così che ha diviso la sua esistenza , attribuendo
       ad ogni fase un motto distintivo.
       L' ultima è una citazione di Edmund Spenser : " Sii audace, sii
       audace, ma non troppo audace ". E audace, la nobildonna
       danese lo è sempre stata sin da ragazzina, quando scorrazzava
       nelle incantevoli tenute di famiglia di Rungsted, nella      
       campagna danese vicino al mare, e già scriveva i suoi primi
       racconti: ma prima della definitiva trasformazione in scrittrice
       dovranno passare ancora molte vite, che la vedranno
       protagonista di una lunga serie di avventure. Lei stessa - anni
       dopo - dichiarerà :" Nessuno è entrato nella letteratura
       sanguinando più di me".
       Poco più che ventenne, Karen si innamora follemente di suo
       cugino, il barone Hans Blixen - Finecke, ma non è corrisposta.
       Allora sposa il fratello gemello, Bror e diventa la baronessa
       Blixen.Quello che sembrava un ripiego, si rivela invece un
       matrimonio d'amore: insieme, i due decidono di lasciare la
       Danimarca e, con un vero salto nel buio, inaugurano una vita
       nuova nel continente africano. E' proprio il desiderio di vivere
       sempre in totale libertà, lontano dalle convenzioni sociali, uno
       dei tratti caratteristici di questa originale baronessa, che
       acquista insieme al marito una piantagione di caffè nei pressi
       di Nairobi. (…)


          Serena  Dandini   da   Il catalogo delle donne valorose

DONNE VALOROSE ( Karen Blixen ) 2


(…) " In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong
       ( è il celebre incipit del romanzo La mia Africa , che Blixen
       scrisse molti anni dopo per ricordare la sua esperienza
       romantica e avvolgente, ma anche carica di avvenimenti
       dolorosi. Ad un anno dal suo arrivo- infatti - si ammala
       gravemente: in un primo tempo i medici pensano che sia
       malaria, ma presto si scopre che si tratta di sifilide, e a uno
       stadio avanzato E' stato Bror, con le sue continue infedeltà, a
       trasmetterle questa terribile malattia, che allora si curava solo
       con massicce dosi di mercurio e arsenico: una terapia d'urto
       che mina definitivamente la salute di Karen. Ma nonostante
       tutto lei non vuole divorziare dal marito che ama ancora, fino
       a che non è lui a chiedere la separazione, lasciandola sola a
       gestire la piantagione. L'indomita baronessa non si perde d'
       animo e, anche se non è affatto portata per gli affari, fa di tutto
       per salvare la fattoria, sempre sull'orlo del fallimento.
       Ma questo - per lei - sarà anche un periodo molto felice grazie
       al magico incontro con Denys Finch-Hatton, il più grande
       amore della sua vita. Oggi è difficile per noi separare la vera
       storia dei due amati dall'immagine cinematografica del film
       tratto dal romanzo La mia Africa . I volti di Robert Redford  e
       Meryl Streep i confondono con quelli dei protagonisti che li
       hanno ispirati ( una scena del film si può vedere nel blog nella
       sezione" registi " ), e ci sembra di aver vissuto insieme a loro
       le luminose giornate africane fra letteratura, musica , safari e
       i racconti serali al tepore del camino. La verità è un po' più
       controversa, ma il finale tragico purtroppo è lo stesso. Nel
       1931 Finch muore in un incidente mentre è alla guida del suo
       aereo e con lui si chiude per sempre il sogno africano della
       Blixen. La piantagione è divorata dai debiti e per Karen non ci
       sono più ragioni per combattere: in pochi giorni decide di
       abbandonare tutto e tornare in Danimarca.
       Ma nonostante le grandi difficoltà che ha dovuto superare, i
       diciassette anni che la scrittrice ha trascorso in Africa sono
       stati " unici e meravigliosi " perché qui ha trovato una
       dimensione di vita selvaggia e primitiva che le ha permesso di
       esprimersi in totale libertà :"Anche se con altri l' Africa è stata
       più clemente, io credo fermamente di essere uno dei suoi figli
       prediletti. Un gran mondo di poesia mi si è dischiuso quaggiù,
       mi ha fatta entrare, e io l'ho amato".
       Anni dopo i suoi romanzi saranno accusati di razzismo per i
       toni paternalistici e naif con cui Karen descrive il suo rapporto
       con gli indigeni: in realtà i suoi sentimenti erano sinceri e
       appassionati e vanno inquadrati storicamente, oltre che sotto
       una sorta di luce romantica.
     " Ho guardato i leoni negli occhi e ho dormito sotto la Croce
       del Sud; ho visto le gradi praterie in fiamme e le ho viste
       coperte di tenera erba verde dopo la pioggia; sono stata amica
       di Somali, Kikuyu e Masai, e credo che la mia casa sia stata
       un rifugio per i viandanti e i malati, e per gli indigeni il nucleo
       di uno spirito amichevole".
       La casa di Karen, abbandonato il Kenya, sarà di nuovo la
       gelida campagna di Rungsted:i cieli sconfinati sotto le pianure
       di Ngong appartengono ormai al passato, ma ritrova il mare
       della sua infanzia : " La cura per ogni cosa è l'acqua salata:
       sudore, lacrime o il mare ". La grande forza di questa donna
       è stata quella di riuscire a reinventarsi a ogni fase della vita,
       trasformando i rovesci in nuovi capitoli del suo destino.
       Non  a caso un altro dei suoi celebri motti era: " Perché no?"
       (…)


               Serena  Dandini   da      Il catalogo delle donne valorose