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mercoledì 20 novembre 2019

CAPRICCIO DI UN COLORE ( Prefazione )



(…) Nella poesia di Martha Canfield una lunga stagione, post -
       simbolista e novecentesca in genere, dimostra una volta di più
       la propria capacità nutritiva - che si direbbe inesauribile - se i
       pronostici non fossero sempre un po' inutili. Certo, le radici di
       questa scrittura non si occultano, emergendo in una serie di
       dediche esplicite,e balenano in modo ora più ora meno coperto
        nei temi di maggiore intensità semantica. Il fatto che la
       Canfield appartenga professionalmente al mondo accademico
       trapela insomma ad ogni pagina, ma il lettore non resterà
       colpito solamente dalla perizia compositiva, giacchè è una
       scrittura - quella di Martha - incline per fortuna a
    compromettersi con quanto la vita,giorno per giorno, suggerisce
     o decide. Di qui, senza che il linguaggio ceda alla lusinga di
     una colloquialità eccessiva, il sovrapporsi o l'intrecciarsi dei
     registri alto e medio, la propensione ad utilizzare avvenimenti
    ed occasioni,ma insieme la libertà di non decantarli - preferendo
     la Canfield un discorso più immediato, ancor umido, si direbbe,
     delle cose accadute o sperate o compiante.  (…)



                                           Silvio  Ramat

IL CAPRICCIO DI MARTHA 1

 
 

                                 Pesci di luce, sappiamo e non sappiamo il nome da tacere...
                                     
NUDITA'

La memoria del profumo di te
allunga me nel rito di cercarti
attraverso ogni angolo cieco
della tua pungente superficie
lungo l'instabile barriera
- sei tu ma ci sei dietro -
incitante dolente
della tua arrogante nudità
pure amorosa
del tuo segretissimo candore
la tua convinzione tagliente
seducente
la tua certezza di stregone
bianca nuda immateriale altera
sconfinata
           immacolata
                         sola
immensamente assente.


                                             ***

L'ODORE DEL TUO CORPO

L'odore del tuo corpo
a momenti svanito nel meandro
di confuse memorie
- gomitolo scordato
di un' Arianna tardiva
che non sa riconoscere
il volto dell'amante -
definisce un sentiero
che è unico ed è vero.
Come freccia impazzita
che perde il suo bersaglio
ma sa tornare indietro
si schianta nel disegno
non più dimenticabile
delle tue labbra aperte
del tuo bacio mancato.


                                           ***

COME IL PANE

Una è la parola che nomina
la comunione del mio amore
col tuo silenzio.

Per cercarla salgo
sulla mitica scala
fino allo spazio aperto
dove ogni sospensione è armonia.

Mi lascio dietro oggetti voci nubi
l'insolita freschezza in cui arde
la luce dello sguardo che fa nascere
 la forza che realizza la salita.

E l'intenso profumo del segnale.

Non c'è parola che dica
lo spazio accordato
il silenzio delle cifre in pausa
l'altezza sommersa
o la navigazione infine immobile.

Pesci di luce nell'aria senza aria
sappiamo e non sappiamo
il nome da tacere.


                                            ***

IL CORPO DEI SOGNI

Dietro un'immagine
riflessi incrociati
vedo la tua sagoma.

E' in me il tuo corpo
e il mio desiderio se ne ciba
fino ad acquistare in te sostanza
fuori di me
irraggiungibile
ardente calamita
del mio sogno.

Che costante aspira
a divenire corpo
e costante se ne torna
all'intangibile realtà
del suo principio.

Tutto il mio corpo quindi si dissolve
ardente ormai e fuso
confuso col tuo sogno.


                                           ***
                                                                 Lettera a Julio Cortazar


IL GIOCO DEL CUORE

Il gioco non era facile
esistevano infine le chiavi
e attraverso i tuoi specchi musicali
ti ho inseguito alla rovescia
filo di Arianna  cerca la porta
dell'ingresso
e nel centro ho trovato il tuo volto
come se fosse l'unico vero
ti ho toccato nelle vene senza dire la carne
e tu provato sacerdote che conosci i riti
mi hai finalmente battezzato
delle fangose e dolci acque
come l'oscuro argento del tuo fiume
che è anche quello mio
e subito ho voluto spezzare lance
contro l'ordine stabilito
e amare a bruciapelo
e amare in controsenso
e piangere e piangere fino a diventare pioggia
e inseguire la mia ombra
nei cortili vicini
e graffiare le pareti interiori
fino a trovare l'uscita
finalmente imbarcata nella parola giusta
e poi tentare
la tenerezza e l'ira
lo sdegno
l'ironia
- tu conoscevi l'intera cerimonia
ma eri costretto a non svelarla -
in un melodrammatico gesto finale
come il pagliaccio estrae dalla tasca
un cuore di cartoncino rosso
anch'io ho dovuto portar fuori il mio
come un gelsomino che profuma troppo
in mezzo alla strada
e dire alla gente che passava
oggi lo regalo, lei lo vuole ?



             Martha  Canfield   da   Capriccio di un colore


IL CAPRICCIO DI MARTHA 2

                                                         En verdad, deseo del desnacido
                                                                     
                                                                                         Clara Silva


DISCHIUDERE O DISNASCERE

1

Dentro di me giacevi silenzioso,
il tuo oscuro battito sentivo,
ma non sapevo se tu avessi un volto,
se dalla tua anima segreta nascesse una voce
o l'eco di una voce desiderasse unirsi
un giorno col tuo cuore lento e armonioso.
Io accarezzavo il segreto nascosto
nel mio grembo e dialogavo
fra  sorrisi insensati
attraverso un ritmico respiro
forse identico al tuo
con la tua calda presenza
con la certezza di un'esistenza
che in me si raddoppiava
dentro di me affondava
e fuori di me s'irradiava
al di là di me stessa
per concedermi l'incanto  il fremito  la gioia
di sapermi più d'una
e di sapermi una
in quella incalcolabile e ultima
derivazione della vita.


2

Ma un giorno te ne andasti.
Strazio e lacerazione
il tuo vuoto fu sorpresa e incontro
fu riconoscimento
un volo e un addio
contemporaneamente
fu la tua voce nel dire una maniera
diversa dalla mia.
Eri tu come me per te senza me.
E dovetti allontanarti.
Dovetti ripiegare sulla mia ferita occulta
accarezzare la tua assenza
il lacerante vuoto
del tuo volto nato per andarsene
della tua voce senza eco e replicante.
Dovetti lasciarti andare
lasciarti attraversare solo il tuo labirinto
i tuoi meandri luminosi
le porzioni di quello che conobbi prima
e perfino di quello da me mai conosciuto.
Ripiegai sulla mia ferita sempre aperta
e volli soltanto sognare
soltanto gioire nei miei sogni
con un secondo incontro
- un vero primo incontro -
dei corpi e delle anime
di dualità definite
di tagliati confini
di abbracci senza fusione
di fusioni agognate
a partire da un anelito assurdo
nato dalla febbre della carne vivente
dalla respirazione dell'aria
fuori dall'acqua
fuori dall'intuizione sognante e dal non visto
dentro la brama di ciò che non si annuncia
di ciò che non è tuo
che va per una strada non voluta da te
di te per te senza me
per te con me
di te con me
fra me e te infine l'uno
l'ideale dell'uno
spinta della febbre
ardore in cui il desiderio
riunisce due corpi
per sognare che è uno
utopia adorabile che sarebbe
come tornare indietro
quando il tuo essere non era
e dentro di me giocavi silenzioso
oscuro e palpitante oggetto
di un segreto.


3

Qualche volta ti trovo
quando i meandri della tua e della mia vita
si uniscono in un punto
- ci sono dei punti in comune -
e allora ti vedo
e il desiderio mi sale per il sangue
e vorrei cancellare la tua origine nei miei sogni
essere nata con te al tempo stesso
portare un altro marchio
non portare alcun marchio
non sapere di te niente
né della tua nascita
nè dell'antica ferita della tua assenza
che non mi conoscessi
che potessimo udire unicamente
il rumore del sangue che gira vorticoso
e detta senza ombra di dubbio
la direzione del nudo desiderio.


                                            ***

LA LUNA NO

Non voglio che la luna sfiori i tuoi capelli
non voglio che la notte ti inventi una statura
né che il sogno ti chiuda
nello spazio intangibile
respinto dal reale.
Io voglio per te un sogno solare,
che il limpido mattino dilati le tue ore
senza nessuna forma di conteggio,
che a pieni polmoni
tu possa respirare
la vita che mi manca,
che tu ignori il rimpianto,
che il tuo splendore innalzi
le ore dei tuoi giorni
in un arco immortale
dove giammai si azzardi la luna a comparire.

E che nulla ti scopra
il transito obbligato,
l'eclissi della grazia.


                                            ***

AMORE TRADITORE

Se la fonte del tradimento
sta nell'amore,
quanto abissale e circolare
l'amore che ti abbraccia e ti tradisce
quanto dolce e quanto oscuro
quando ti accoglie e ti accarezza
e vive e cresce nella tua dolente
insicurezza

che benedetta sia l'incertezza
quando ti culla nel piacere ignaro
di ogni affermazione di ideale
di progetti futuri che giustamente
nell'agognare ignora

e nella sua navigazione intermittente
risale e scende,
raggiunge un paradiso e giura
che ignota la miseria
dove tacitamente si prepara
la cosciente pienezza di una gioia
ormai definitivamente già trascorsa.


                                             ***

CANNIBALE

Io vorrei avvolgerti e proteggerti
da tutti gli sguardi altrui
come in un bozzolo segreto
entro il quale tu continueresti
a palpitare e a crescere
il tuo cuore innocente
piccolo infantile
continuerebbe a battere
settanta volte per minuto
e la mia mano gli sarebbe
schermo scudo astuccio
al sicuro
vorrei coprirti mangiarti deglutirti
e sentirti caldo nelle viscere
del mio segreto cuore
dilaniato dai morsi
di un amore di fuoco
senza pari
diventato l'essenza di te
senza la forma
la sostanza pura e concentrata
e quindi liberata da ogni possibilità
di movimento autonomo
che l'essenza è semplicemente
nel tempo senza tempo
non si muove non cerca di cambiare
e dentro di me verrebbe custodita
e protetta perfino da te stesso
tu lo capisci , vero?
anche dal tuo disamore
dalla tua pretesa sciocca
di cercare il piacere altrove
e chissà dove poi,
sarà possibile !


                                             ***

                                                    Inventarte, es mi forma de creerte

                                                                     Mario Benedetti


LA NOTTE

- Non esiste la notte,
mi hai detto.
E' uno stato mentale.
Che importa se la terra
gira intorno al sole e
 lo  lascia dietro indifferente.
Davanti a te ci sono io
ed per sempre.
Sono io il tuo sole.
Da me nasce la vita.

-Amore amore che lontano
restano le tue parole.
Mi domando
se ci sarà un castigo
per chi promette facilmente
per chi allontana i sogni.
Quindi la tua voce risponde :

- Che importa la condizione del sogno
o la speranza.
Io  sono il tuo sogno,
la tua speranza.
Dentro la mia voce
palpita il tuo cuore
e vive il tuo sogno
senza fine.

- Amore amore
sono io la tua voce
e dentro di me il tuo sogno
incontra le parole,
i corpi vocali della tua vita
così come - ahimè -
della mia.



          Martha  Canfield    da     Il capriccio di un colore


lunedì 24 settembre 2018

LUNA DI GIORNO

 
 

                                    In un pugno di terra si fonda la speranza della foglia…



La foglia d'erba non contiene
              il sole del confine:
in esso s'immerge e più ancora
             la sua ombra cresce.


                              ***


La lentezza del merlo
         il fiorire dell'acqua
e le radici verdi
        di tutte le infinite foglie d'erba.


                              ***


Anch'io passo - dice Whitman -  
              tutte le cose passano
e in un pugno di terra
             si fonda la speranza della foglia.


                         ***


Un mucchio di fogliame
            in un angolo buio della strada
e una voce che passa in linea retta
           con il volo veloce dei gabbiani.


                         ***


Il cielo grigio
        inevitabile presagio di tempesta
e una gioia pazza
       di cadere con l'acqua tumultuosa.  



           Martha  Canfield     da            Luna di giorno