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venerdì 11 luglio 2025

L' ACQUARIO DI GIUSI

 


                                                                  Io stessa ora mi chiedo chi sono...





UN AMORE

Ho amato in te un amore
che non ti assomigliava

a me sola assomigliava il fantasma cartaceo
che parlava e rideva sempre con la mia voce.
Dopo il paziente e lungo costruirti,
smontarti pezzo a pezzo
fu questione di un attimo.

Ora so che plasmarti a mia misura
fu amare me riflessa nello specchio.


                                                      ***

LO SPECCHIO

Come ho potuto credere che l' ombra
traversasse lo specchio !
Ho tentato l' inganno
e l' ombra risentita
si è accanita in aperta ribellione
oscurando lo specchio.

Io stessa ora mi chiedo
chi sono
se sono.


                                               ***

PAROLE

Con parole mi sono lapidata.
Di parole ho colpito in fondo al cuore.
A parole ho spezzato ogni rifugio
ogni varco di fuga ogni speranza
seppellendomi a pezzi e a parole.

Da allora vivo.
Allegramente vivo.


                                                    ***

ARMONIA

C'è un' armonia nascosta nelle cose. Mai
come in questo giorno di confine
la sento quasi grido che deflagra
mentre lo sguardo insegue

lontananze di mare. L' armonia
che è nel vento e danza inesauribile
- tenera e inesausta - sui nomi
 che passarono e sugli altri passaggi. Sulle

immagini effimere degli specchi e gli schemi.
Sulla forma che muta. Sui mutevoli inganni
e sopra gli ingannevoli disegni dei nostri

disamori. Il vento la conduce in dispiegarsi
di impossibili voli, mentre l' inverno arranca
col peso del suo sonno.




                         Giusi  Verbaro      da   L' acquario



venerdì 9 dicembre 2016

C' E' UN'ARMONIA NASCOSTA NELLE COSE...




C'è un'armonia nascosta nelle cose. Mai
come in questo giorno di confine
la sento quasi grido che deflagra
mentre lo sguardo insegue

lontananze di mare. L'armonia
che è nel vento e danza inesauribile
- tenera e inesauribile - sui nomi
che passarono e sugli altri passaggi. Sulle

immagini effimere degli specchi e gli schermi.
Sulla forma che muta. Sui mutevoli inganni
e sopra gli ingannevoli disegni dei nostri

disamori. Il vento la conduce in dispiegarsi
di impossibili voli mentre l'inverno arranca
col peso del suo sonno.


    Giusi Verbaro da    Luce da Hakepa