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martedì 8 settembre 2020

ETICA E RESURREZIONE



                                             Se spingo e qualcuno si oppone, sto bene.


FORMA - LUCE

Riconoscerti era la vera proiezione,
vedere te, non la forma che ti sfida,
le sue astrazioni, nel distinguere
che non ha corpo, farti quadro
e dire di averti salvata: l'intuito
questo era, ma vero, sincero, materia:
la fontana stinge riflessa da una luce
metallica, il suo calore silenzia
le ultime parole, si deposita sul fondo,
riceve le monete più o meno piccole,
il rame fluorescente - ma l'occhio
vede sempre di più di quanto vorrebbe,
lui e le sue stratificazioni, la segue
lei che è la vittima più pura, la preda
definitiva, mai doma
ora che si sono invertite le parti -
se cammino tocca pensare, tocca
percepire te che sei un fantasma, sei
la mia mente, sei nella mente, o forse
no - la fontana era finta, era
un sogno, una proiezione dall'alto
a volte interrotta, c'era un errore,
un malfunzionamento: era un noi, un voi,
eravamo tanti e la luce resisteva,
non cessava: il semaforo
lampeggia arancio, è un'ipostasi
del presente, mi trascende e mi segue
fino agli ultimi passi prima
del cancello poi del portone: dietro
la luce si fa fioca, non ha forze,
è un neon esausto e incerto:
una macchina da presa lo cattura,
nasconde le forme, rende un passato.

E' tornato alla comunità e
disperde ciò che ha costruito, trova pace
nella contemplazione. Il market all'una di notte,
la radiazione della corrente, sottilissima, la serratura
che si ritrae e indietreggia, quasi anche lei
si opponesse, quasi avesse parola
sono gesti conosciuti.

Ho atteso qualche secondo prima
di aprire la porta, volevo che l'apertura
avesse un suo significato, una sua
solennità, fratellanza.

" Se spingo e qualcuno si oppone sto bene"




                    Pietro  Cardelli   da    Etica e resurrezione


mercoledì 2 settembre 2020

CONSOLAZIONE



" Occorre un cuore grande per accettare il collare che strangola " ( James Hillman)

CONSOLAZIONE


Può capitare di non pensare a niente per giorni e il tuo soffermarsi sul cibo, la politica, la poesia: la senti la sua inutilità. Questa normalità disarmante ti piace: non opponi resistenza. Ti ascolti, ti lasci ascoltare, e capire o non capire sono parvenze, attimi, abitudini.



2

Gli oggetti si toccano e vibrano, non ci sono spazi tra corpo e corpo, non danno reazioni. La TV resta accesa per inerzia e un'opinione dopo l'altra riesco a sentirmi più vivo. Riconoscersi non è mai stato così facile, basta un volto e una voce.



3

Ho perso del tempo ascoltandoti, credendo che fosse l'unica azione possibile. Non ci sono riuscito. " Il pessimismo della ragione, l'ottimismo della volontà" mi dicevano, ma per loro era facile. A noi tutto è precluso. Accampiamo scuse e mai una lotta.



4

I corpi che si sfregano non danno che segni istintivi, mentre qua intorno i vuoti si allargano, costruendo con la pioggia di fuori pozzanghere sempre più estese, difficili da valutare. Così da qua dentro ci parliamo l'uno sull'altro come bestie feroci, in attesa di una felicità che non sia non- sentire. La grande tragedia che freme e non giunge resta l'ultima ferita.



5

Poi,se in molti vanno, io solo, tu solo, potrò farti la mia confessione, una scarna richiesta, oppure un gesto, una mossa: l'attacco che chiude e spezza il dito. Il sangue coagula.
Hanno sommerso le nostre impronte con molta neve, scesa densa, a fiotti. La colpa era nostra, non l'abbiamo accettata. Ora nevica sempre più forte - c'è una rabbia definitiva in questo cadere, un accanimento più che quotidiano. Noi la guardiamo da dentro, ci sentiamo distanti : abbiamo fame.





                        Pietro  Cardelli   da     La giusta posizione