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domenica 21 luglio 2024

ALZHEIMER D' AMORE

 


                                              O Dio, tienici nel tuo Alzheimer d'amore...



Per la prima volta Interlinea  pubblica un' Antologia di diversi poeti e scrittori che hanno come denominatore comune la malattia di Alzheimer e che sono dedicate ai genitori o ai familiari nonché ispirate dal dolore e dalle difficoltà di questa patologia. Quando apparentemente non si hanno più parole, la poesia ha parole adatte e sufficienti; è uno strumento profondo che può trasmettere contenuti altrimenti difficili da comunicare, perché è universale come la malattia. Le poesie di questo libro sono accompagnate dal commento di Franca  Grisoni , con cui condividiamo le modalità di lettura della sofferenza, un'altissima sensibilità e una capacità interpretativa dell'umano. Il libro nasce dall'incontro del' autrice con la poesia di Davide Rondoni (  Alzheimer , madre ) dedicata ai suoi amici, figli di una madre colpita dalla malattia. Vi possiamo anche leggere testi di Margaret Atwood, Mario Benedetti, Alberto Bertoni, Roberta Dapunt, Valerio Magrelli, Fabio Pusterla, Andrea Zanzotto e altri.




Era lei il sole mite

le girava tutto intorno, noi


ci spargevamo

il bel quartiere il mondo

ma era lei


in fondo alle stanze

cuore d'oro e catena, e ora

vederla aver bisogno di tutto, cadere

le luci della mente

- l'hai vista passare, ti ha

riconosciuto?


come fare a imparare la scena

dove siamo finiti


è proprio lei la mamma l'angelo

con gli occhi incomprensibili

che annuncia: non vi sarà più tempo.


Ora artigliaci Dio

tienici nel tuo 

alzheimer d'amore,

perdiamola tutti

la memoria del male


se ne va come una canzone dalle labbra

e dalle pianure bianche dei nomi.



                          Davide  Rondoni   da    Alzheimer d'amore ( Poesie e meditazioni su una malattia )



mercoledì 9 giugno 2021

LE CROCI DI NIBALI

 



Renato Guttuso -  La vucciria





Ecco un libro esagerato. Perché esagerata - qualsiasi sia la misura della sua voce e l'intensità del dettato - è la poesia, arte che non sta da nessuna parte e ovunque. Nibali alla sua prima pubblicazione si mostra poeta di movimenti primari ( il sacro, l'amore, la terra...) e sembra lottare e amare sperdutamente la lingua con cui, musaicamente, tenta di dare rilievo a ciò che della vita è imperdibile, nel bene e nella pena. Una prova di forza, mossa da una segreta umiltà di servo, per contendere con l'arma fantastica e povera delle parole il senso della vita a ogni buio o viltà che vorrebbero negarlo. Un libro veramente impegnato, perché impegnato con tutto e con  il destino. ( D. Rondoni )





Sottile
 la siciliana
arte della sottrazione
l'estate puttana

Nelle reti vuote
una mezza dozzina di mare
distesa al sole
misera, misera
maledizione.


                                                ***

Non di te, mai di te
crocefisso che squadri
noi penosi dietro ai muri
tutti sporchi di pensieri
senza spalle dove appendere
quelle voci, quel colore
di gesso.

Siamo noi adesso
a chiodarci i polsi
alle croci - noi ladroni
con la noia domenicale
che copre la televisione
spegne l'urlo al Golgota
e non vogliamo deposizioni.


                                              ***

Con le mani agli stracci
ridevi di gusto
dietro il briciato 
legno, la croce
di labbra che tre volte
riapri.

Poi di notte
riscopri quel volto
che ha bocca di voce
lo tremi - lo soffi
lo riporti al passato.


                                          ***

Brucia gli occhi
questo esplodere 
l'erosione che a notte
richiama ai sudari

gli altari freddi come balconi
e la tua libertà che aspetta
che aperta ancora trema

Tuo un giorno d'isola pura
Che stringerai ai rosari
- sicura - Nel vestito della domenica
Due labbra serrate, neanche una bestemmia.


                                          ***

Ti vedo in vita
in vitreo andare in cerca
sulle basole sconnesse
che dall'arsura del paese vanno
ai monti incanutiti

Un'insegna introduce i ricordi
la ruggine dei fratelli sui muri diroccati
dalla chiesa uno sbuffo
chiuso in una parola da rosario
" ora pro nobis" - il tuo cattolico viandare -
E donaci un vangelo crudo :

" a cu da - a cu leva lu distinu
e nun  ci pari mai lu nostru dunu "



                                  Giuseppe Nibali   da    Come dio su tre croci




lunedì 8 giugno 2020

L'HAI TROVATO NEL MIO PETTO



                                                      Renè Magritte ( L'heureux donateur )
                                               


L'hai trovato nel mio petto
il mostro di voler bene da lontano,
quel che le guarigioni del sole
non alleviano
le fedeltà che bruciano in nostalgie
quel che non ha scampo
le dita del deserto ai miei occhi che risalgono
l'amore che gridando d'amore s'allontana.

Ma con te stanotte dietro ai vetri
che si rigano nel bar
posso bere il vino d'aria e fuoco
fulminato nella vendemmia dei temporali
alzare lo sguardo – brindisi
da questa sedia al mondo intero,
al corpo con la mia camicia che si inoltra
nel buio della piazza
come un messaggio in un mistero.




Davide  Rondoni



domenica 17 febbraio 2019

LA NATURA DI DAVIDE

 
 

                                                                     Di che albero sei?


POESIE SBAGLIATE

Bastami,
        non bastarmi amore
imbastardisci me
di te.


                                              ***


Quante oscurità
occorre traversare
per divenire luminosi

mio cuore sbranato
cuore niente
e tu

donna dagli occhi silenziosi
lo raccogli come acqua nel palmo
e lo fai
di te
trasparente.


                                          ***


Rosa notturna che ho esplosa in testa

ferita dell'alba

cuore rovinosa festa

tremano le inferriate la cassetta di bottiglie i baci i mai più

sterminato viaggio di cosa qui
passaggio dominatore
                                  e tu

non sei più tu

uomo d'aree fioriture
di rose

cerca la profondità, deflagrazione
dell'essere in tutte le cose.


                                                  ***


Quel che un uomo più dire al cielo o a una donna

non ridarmi più indietro

ciò che mi hai rubato, la luce ultima,

la quiete, via

l'albero esploso della mente

non ridarmi più quel che mi hai

stappato

non ridarmi indietro niente, meglio

finire in te che morire me

in me solo

tieniti tutto, dimentica

perdimi

dentro di te, completamente.


                                              ***


Quasi non è

quasi non è

niente

è quasi

hai occhi belli e tremendi -

la mia vita lupo cerca chi posi la fronte

contro le vetrate del buio

ehi miss quasi niente

vuoi essere tu stanotte il talismano color oceano

verde

buia gradazione della differenza

natura dove matematica si perde

                                           i nei disposti

chissà come sulla tua schiena,

hai lo sguardo che dice quasi, dice resta?

Poso le labbra millenarie sul polso

dov'è foglia la vita

di che albero sei?



                        Davide Rondoni   da      La natura del  bastardo

lunedì 31 dicembre 2018

VOLER BENE A UNA PERSONA

 
 

                                                 Non farli stare male… non farli andare via…


Voler bene a una persona
è un lungo viaggio -

rupi, cadute d'acqua e bui
improvvisi, dilatati
il chiuso di foreste,
lampi a volte
sul silenzio così vasto del mare

e strade sopraelevate e grida

viali immersi all'improvviso
in una luce sconosciuta.

Voler bene a uno, a mille, a tutti
è come tenere la mappa nel vento.
Non ci si riesce, ma il cuore
me l'hanno messo al centro del petto
per questo alto, meraviglioso fallimento.

Sugli altipiani di ogni notte
eccomi con le ripetizioni e le mani rovesciate della poesia:
non farli stare male, sono tuoi, non farli andare via.



                  Davide Rondoni    da      Avrebbe amato chiunque


domenica 19 marzo 2017

A PROPOSITO DEL PADRE...


  ...due poesie da due diversi punti di osservazione: una poesia
     scritta da un figlio in ricordo del padre ( Rondoni ) e una scritta
     da un padre per il figlio piccolo...( De Angelis )


  
                         IO NON VOGLIO DIVENTARE VECCHIO

                         Io non voglio diventare vecchio
                         perché lo sono già stato mille volte
                         e so già il buio e quella vile tempesta.

                         Ora che piango come vidi
                         piangere mio padre,
                         la stessa ruga e la testa
                         abbattuta, piena di sgomento,
                         imparo che la giovinezza non corre
                         nelle sorprese del sangue
                         ma nello sguardo che un vento
                         strappa da terra

                         per vedere in questo duro paese
                         l'infinita somiglianza fra Dio
                         e il viso di lei tutte le sere, i rami
                         mudi contro il cielo, il vino
                         fermo nel bicchiere...


                              Davide  Rondoni    da   Il bar del tempo



                                                           ***



  QUESTA SERA RUOTA LA VENA

Questa sera ruota la vena
dell'universo e io esco - come vedi -
dalla mia pietra per parlarti ancora
della vita, di me e di te, della tua vita
che osservo dai grandi notturni e ti scruto e sento
un vuoto mai esistito nella fronte, un vuoto
torrenziale che ti agita nel rosso dei giochi
e adesso ritorna e ancora ritorna
e arresta la danza delle sillabe
dove accadevi ritmicamente e tu
sei offeso da una voce monocorde e tu
perdi il gomitolo dei giorni e spezzi
la tua sola clessidra e ristagni e vorrei
aiutarti come sempre ma non posso
fare altro che una fuga partigiana da questo cerchio
e guardare il buio che ti oscilla tra le tempie e ti castiga,
figlio mio.


         Milo De Angelis   da         Terra del viso