... quae es effecta fulgida caeli porta...
Io vivo; io sono viva;
sta' attento, ignorami,
rinnegami, non riconoscermi,
evitami; perché questa realtà
è contagiosa, estasi.
Hilda Doolittle
... quae es effecta fulgida caeli porta...
Io vivo; io sono viva;
sta' attento, ignorami,
rinnegami, non riconoscermi,
evitami; perché questa realtà
è contagiosa, estasi.
Hilda Doolittle
EURIDICE
Così mi hai riportata indietro,
io che avrei potuto camminare con i vivi
sulla terra,
io che avrei potuto dormire tra i fiori vivi
finalmente
così per la tua arroganza
e la tua spietatezza
sono riportata indietro
dove i licheni morti grondano
ceneri morte sul muschio del frassino;
così per la tua arroganza
io sono distrutta infine,
io che avevo vissuto incosciente,
che ero stata quasi dimenticata;
se tu mi avessi aspettata
sarei passata dall'apatia
alla pace,
se tu mi avessi lasciata riposare con i morti,
avrei dimenticato te
e il passato.
( Hilda Doolittle )
***
UOMO
Altro da me in tutto, maschio, estraneo,
altra carne, altro cuore, altra mente,
pure, il mio stesso corpo prolungato,
la voce che si sdoppia, e mi continua:
ciò che si oppone, e ciò che mi compone
come un discorso teso, mai concluso,
o l'altro occhio : il raggio che converge
al rilievo, allo scatto delle cose -
mio necessario opposto, crudele meraviglia
è amare te : godere di due vite
in questa sola, avere doppia morte.
( Margherita Giudacci )
***
I LEONI SUL SAGRATO
C'è un luogo dove dormi
e il tuo respiro
io non lo sento,
non lo sento mai.
Fra i nostri due riposi
è la città spavalda,
strade, fragori, alterchi, gente e tetti,
e come i due leoni sul sagrato,
remoti e fermi,
chiusi in una forma,
noi vigiliamo la nostra distanza.
( Maria Gloria Sears )
Gli specchi della luna ( poesia femminile del Novecento ) a cura di Silvio Raffo
Bombardamento di Coventry nel 1940
Questi versi appartengono a Trilogy, un lungo poema iniziato nel 1942 - durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale su Londra e pubblicato nel 1946 : un testo potente e visionario che si presta a molteplici letture e interpretazioni , Molti studiosi vi hanno individuato la volontà dell'autrice di affermare la potenza creatrice della donna in contrapposizione ad una polarità maschile spesso distruttiva. H.D. cammina per le strade di una Londra spettrale, cercando di trovare uno spiraglio di vita che ancora - tenacemente - si ostina a pulsare e crescere anche sotto le macerie, perché - nonostante tutto - "siamo vivi entro le mura dei nostri corpi". Il compito del poeta infatti è quello di ignorare il nichilismo materialista per provare a definire quella realtà inaccessibile alla scienza o alla ragione sterile, affidandosi al potere del Logos, consapevole di compiere un gesto considerato da molti assurdo e ridicolo.
Ne ho abbastanza.
Mi manca il respiro.
(...)
Non c'è odore di resina
in questo posto,
né sapore di corteccia,
di ruvide erbe,
aromatiche, astringenti -
solo bordi su bordi di garofanini profumati.
(...)
Oh cancellare questo giardino
dimenticare, trovare nuova bellezza
in qualche luogo terribile
torturato dal vento.
***
A modo mio io so
che la balena
non può digerirmi:
rimani ferma nella tua piccola orbita
statica, limitata
e la mascella - squalo della circostanza estrema
ti sputerà fuori
sii indigesta, dura, inflessibile
cosicché, restando viva all'interno,
genererai
(...)
la perla preziosissima.
***
Non è fantasia poetica
ma realtà biologica,
è un fatto : sono un'entità
come l'uccello, l'insetto, la pianta
o la cellula d'alga :
io vivo; io sono viva;
sta attento, ignorami
rinnegami, non riconoscermi,
evitami; perché questa realtà
è contagiosa - estasi.
***
Noi passiamo oltre
verso un altro scantinato, un altro muro sbrecciato
dove i miseri utensili si mostrano
come rarità in un museo :
Pompei non ha nulla da insegnarci,
noi conosciamo la fessura del vulcano
il lento flusso della terribile lava,
la pressione sul cuore, i polmoni, il cervello
sul punto di scoppiare dalla sua fragile scatola
( cosa può sopportare la testa ! )
su di noi, il fuoco dell' Apocalisse.
***
I poeti sono inutili
ancora peggio
noi, autentiche reliquie,
portatori di saggezza segreta
(...)
non solo siamo " non funzionali"
siamo " patetici"
questa è la nuova eresia
ma se non sapete nemmeno il significato delle parole
come pretendete di esprimere un giudizio
su ciò che le parole nascondono?
eppure gli antichi codici rivelano
che siamo tornati agli inizi.
***
Sebbene i nostri libri siano un pavimento
di cenere ardente sotto i nostri piedi
sebbene il rogo dei libri sia
il gesto più perverso
e meschino
della meschina natura dell'uomo
dateceli - loro ancora gridano -
dateci libri :
folio, manoscritti, vecchie pergamene
basteranno come bossoli.
Hilda Doolittle ( H.D. ) da Trilogy Trad. di E. Sancino
I pensieri mi lacerano, sono la loro febbre...
Coniato e teorizzato da Ezra Pound agli albori del Novecento, l'imaginismo trovò la sua migliore espressione nella poeta americana Hilda Doolittle, di cui per la prima volta in Italia arriva un'antologia poetica che raccoglie gli esiti più alti e riconosciuti, tratti dalle raccolte Sea Garden ( 1916 ) e The God ( 1913- 1917 ). Con una lingua naturale, essenziale, priva di costrutti artificiosi, il verso libero e irregolare, le poesie di questa raccolta , tradotte da Giorgia Sensi, " non rappresentano, ma presentano", combinando immagini nitide in un movimento avvolgente che evoca sentimenti ed emozioni profonde attraverso una stile in cui l'elemento narrativo fà di questa poeta una voce più che mai contemporanea e attuale.
MEZZOGIORNO
Sono allarmata -
una foglia spezzata scricchiola sul lastricato -
sono angosciata - sconfitta.
Un leggero vento scuote i baccelli -
i miei pensieri sono consumati
come semi neri.
I pensieri mi lacerano,
temo la loro febbre.
Sono dispersa nel suo vortice.
Sono dispersa come i semi caldi rinsecchiti.
I semi rinsecchiti
sono spaccati sul sentiero -
l'erba si piega per la polvere,
l'uva scivola sotto la sua foglia secca :
eppure oltre i semi ormai passati
e gli steli di menta anneriti,
il pioppo sulla collina è splendido,
il pioppo si allarga, le sue radice profonde fra gli alberi.
Oh pioppo, tu sei grande
tra le pietre del colle,
mentre io perisco sul sentiero
tra i crepacci delle rocce.
***
ROSA
Rosa, ruvida rosa,
scarsi i tuoi petali, sciupata,
fiore scarno, sottile,
più preziosa
di una rosa umida
sola su uno stelo -
sei colta nella corrente.
Stentata, piccola foglia,
sei sbattuta sulla sabbia,
sei sollevata
nella sabbia secca
spinta dal vento.
Può la rosa gialla
trasudare tale acre fragranza
indurita in una foglia?
***
EURIDICE
Così mi hai riportata indietro,
io che avrei potuto camminare con i vivi
sulla terra,
io che avrei potuto dormire tra i fiori vivi
finalmente;
così per la tua arroganza
e la tua spietatezza
sono riportata indietro
dove i licheni morti grondano
ceneri morte sul muschio del frassino;
così per la tua arroganza
io sono distrutta infine,
io che avevo vissuto incosciente,
che ero stata quasi dimenticata;
se tu mi avessi lasciata aspettare
sarei passata dall'apatia
alla pace,
se tu mi avessi lasciata riposare con i morti,
avrei dimenticato te
e il passato.
Hilda Doolittle da Poesie imaginiste