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giovedì 4 aprile 2019

LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 1

 
 
 

 " Provavo un senso di stanchezza e di sgomento nel sentire che tutto quel tempo - così lungo - non solo era stato ininterrottamente vissuto, pensato, secreto da me, che era la mia vita, che era me stesso, ma che per di più dovevo tenerlo in ogni minuto attaccato a me, che esso mi sorreggeva, appollaiato sul mio apice vertiginoso…"   ( M. Proust da         Il tempo ritrovato )



AMORE IN NOVEMBRE

Di quello che ti volevo raccontare
mentre il giorno si disfa in silenzi ed ombre vaghe,
solo la notte conserverà la memoria:
questo è il prezzo da pagare al dubbio.
Dicono che forse torneremo
sotto altre spoglie e in altre terre,
come se non bastasse questo esordio,
questa commedia che si recita a soggetto.
Pallidamente credo d'essere esistito,
ma questo lago grigio e oscuro
( tu fata Morgana e io mago Merlino )
è uno scrigno gravido d'incognite
che muove ombre e fantasmi dissepolti
anche in queste notti di novembre,
mentre lenta la tua mano scivola
e s'adagia sulla mia e il cuore rabbrividisce.
Una notte fra mille solitaria e ostile
smarrita sulla soglia, e tu non sai
fino a quando il tempo berrà dalle vizze corolle
dei nostri giorni ripetuti e stanchi.
E intanto l'umida stagione avanza
e l'anima si fa diafana,
un cristallo fragile che si appanna
sul punto di cadere in frantumi.
Così ce ne stiamo fra noi bisbigliando rade parole,
come le gocce d'acqua che scivolano sui pioppi
inseguendo le ombre che sciamano
in sghembe processioni verso l'ignoto e il nulla.
C'è una struggente bellezza nel giorno che si chiude.
Il ritorno all'assenza.



                    Antonio  De Marchi - Gherini



LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 2


 Al Lycée Condorcet,la curiosità intellettuale, la libertà espressiva,
 l'emulazione intellettuale accomunano ragazzi di età diversa,
 appartenenti tutti alla" aristocrazia borghese " della " rive droite".
 I legami di cameratismo creatisi allora dureranno - con le loro
 specifiche caratteristiche - per tutta la vita. In questo gruppo
 Marcel Proust si distingue per le differenze che manifesta negli
 atteggiamenti ed esprime negli scritti: aspetti particolari dell'
 affettività, audacia e disinvoltura nei comportamenti sociali, ma
soprattutto superiorità dei giudizi stilistici,delle intuizioni estetiche,
delle produzioni letterarie. Nei suoi testi si scopre la libera
espressione di una sensibilità ormai per sempre dolorosa unita a
proselitismo giovanile che coesiste - non senza contrasti - con un
ruolo di mentore, retore e poeta . (…)


                             Anne Borrel    da      Scritti giovanili


" Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli quello che - senza libro - non avrebbe forse visto in se stesso "  ( M. Proust )



AL MIO CARO AMICO JACQUES BIZET

Quindici anni, le Sette di sera. Ottobre

Il cielo è di un viola cupo punteggiato di macchie luminose. Ogni  cosa è nera. Oh, mio diletto, perché non sono sulle tue ginocchia, la testa sulla tua spalla, perché non mi ami? Ecco le lampade: l'orrore delle cose usuali.
Mi opprimono. La notte cade come un coperchio nero e chiude la grande speranza - di giorno spalancata - di sfuggire ad esse.
Ecco l'orrore delle cose usuali e l'insonnia delle prime ore della sera, mentre sopra suonano valzer e odo il rumore irritante di stoviglie in una stanza accanto… Oh, mio diletto!



Diciassette anni, le Undici di sera. Ottobre


La lampada illumina debolmente gli angoli scuri della camera e crea un gran cerchio di luce viva ove entrano la mia mano - di colpo ambrata - il mio libro, lo scrittoio. Sui muri si azzurrano esili fili di luna penetrati dalla fessura impercettibile delle tende rosse.
Sono tutti coricati nel grande appartamento silenzioso. Socchiudo la finestra per guardare un'ultima volta il dolce volto fulvo, tutto rotondo, della luna amica. Sento quasi l'alito freschissimo, freddo delle cose che dormono; L'albero da cui stilla luce azzurra - una bella luce azzurra che trasfigura in lontananza da uno scorcio di strade, quale un paesaggio polare illuminato elettricamente; il selciato azzurro e pallido. Al di sopra si distendono gli infiniti campi ove fioriscono fragili stelle… Ho richiuso la finestra. Mi sono coricato. La lampada su un tavolino accanto al letto, tra bicchieri, brocche di bevande fresche, libriccini dalle rilegature preziose, lettere di amicizia o di amore, illumina vagamente - sullo sfondo - la libreria. L' ora divina ! Le cose usuali, come la natura, le ho rese sacre, giacchè non potevo vincerle. Le ho rivestite della mia anima e di immagini intime o splendide. Vivo in un santuario, in mezzo a uno spettacolo. Sono il centro delle cose e ciascuna mi procura sensazioni e sentimenti magnifici o malinconici, da cui traggo piacere.
Ho davanti agli occhi visioni splendide. E' dolce stare in questo letto. Mi addormento.


                        Marcel Proust  da   Scritti giovanili


LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 3


" Siamo tutti costretti, per rendere sopportabile la realtà, a coltivare in noi qualche piccola follia ".  ( Marcel Proust )



SCIROCCO

Dolcezza mia di essere interrotto
nei pensieri ossessivi dalla polvere bianca
che si posa dappertutto quando a mare è scirocco.
E' come se il Sahara mi aspettasse sotto casa,
e le navi che invertono la rotta
non sanno che solo una coppia
appoggiata sul muro di cinta
può lasciare una pausa in quel velame.
Niente lotte intestine nell'amore.
Oltre il muro mai cambiato il belvedere,
e mi accorgo che la campagna è rosa.

Così la vedevo da bambino,
- la campagna di sempre -
rosa come le bambole di mia madre,
e rosa ancora la vedo
ma nessuno oggi mi può più contraddire.
Non la vita di tutti che mi chiama
per l'idea di uno squallido lavoro,
non un corpo di donna o novas coisas.
Su quel rosa mi sono ricentrato.
E nessuno mi deve contraddire.
La mente sceglie la sua immagine vitale
dove sente che il tempo passa meno.


                                     Stelvio Di Spigno


                                                ***

MA RECHERCHE

Con il vuoto nel cuore
ascolto i fruscii
che - sussurrando -
narrano
storie di un tempo impazzito.
Con animo puro ne sfioro
i luoghi incantati,
abbandonati nell'inquieta ricerca
delle strade del mondo.
Gusto la freschezza struggente
dell'attimo sospeso nel tempo.
Ma,
subito dimentica,
mi avvio sulla strada,
che sola riposa
nel mio andare silenzioso.


                               Daniela  Ronchetti


                                        ***

PER TUTTA QUELL' ETA'

Ci si affacciava dalla casa
l'unica che avevamo avuto
e l'incrollabile certezza, pure
avuta, di appartenere a tutto
per tutto avere fede
o per almeno un albero fitto
e - accanto - una scala
lunghissima e infinita
poggiata al tronco per tutta quell'età.


                                Anna  Ruotolo


                                      ***

UNA VOCE

Non dimenticherò
il tuo volto, compagna
d'un attimo.
Era la tua voce dolce
e sorridendomi
gridasti t'amo
entrambi ebbri di sole.

Ma quale
il tuo nome vivo?
Eri erba, foglia, vento,
lacrima, notte, mistero,
aurora, chimera, follia…

Perdonami.


                                Francesco De Napoli


                                     ***

LA MEMORIA

Oh sì, che bella cosa la memoria
che fa muovere il tempo avanti e indietro:
avevo un abitino a rombi rossi,
e avrei voluto, ma mi mancò l'ardore.
E poi di quell'altro giorno mi ricordo
che il cielo era sbiancato d'abbandoni
e le lacrime calde: mio Dio, quanti dolori!
Meglio tornare qui, al tempo della bocca
e al corpo che da sé si è già distratto.
Una carezza che quasi non si tocca,
un bacio come un soffio sulla fronte.
E' il tempo, il tempo che non sai
se passa per farti male o per dire
quello che un tempo non ebbe parole,
ma l'emozione tutta viva, la stretta
forte al petto, il sentimento. Adesso
la vita parla d'altro: è un po' vecchia,
ha gli occhi stanchi, l'artrosi alle ginocchia,
e la sera chiude il grembo e la porta.


                               Franca  Alaimo



LA RECHERCHE DE MARCEL ( Proust ) 4



METHOLOLOGIE DE LA RECHERCHE

Cercare il possibile
sotto celate spoglie
proteggere la parte fragile
con parole di foglie

fortificare il dolore
placare l'amore

aggiungere sensi
non cercare consensi

nei tempi avversi
liberare versi.


                                 Loredana  Savelli


                                        ***

IL LUME

Premere sul cuore la luce che compare
nello spiraglio ai piedi della porta,
il trattenuto leggero movimento
del piede sul gradino, che elegante
trema nel buio, prima di sostare
sul ballatoio. Immagino quel lume
che ora riposa sul comò, le prime
luci dell'alba dietro le persiane,
un tram bisbiglia, sta facendo giorno
sulla città, o tutto quanto è sogno,
milioni di minuti, ore ed ore
di altre vite che vivo come mie,
di nostalgie che sento al posto d'altri,
passi dispersi, inutili dettagli,
gesti affannati a riparare sbagli,
e su quel viso piaga di dolore
la lacrima s'adagia dentro il mio
sangue con prepotenza, una mano s'alza
precipitosa nel gesto dell'addio.


                            Giuseppe  Grattacaso


                                        ***

LA RICERCA VANA

Accade che una goccia
s'accenda
e acceda alla vena più lontana

biancomela il colore del giorno

la vita indietro
se la guardi
è un'ombra gravida,

i passi, uno dopo l'altro,
infittiscono presagi

                 *

c'è un'ala che muove
la notte
quando la parola muore

l'ottante consuma il sonno
del mare
( un segno inghiotte il tempo )

i tuoi piedi medicano
luci
con la sola pelle indosso
trascini l'universo

                  *

l'infermità del verso
duole

lontana la memoria spande
gialli umori.

 
                         Maria  Grazia  Cabras



 
 
Tomba di Proust al Cimitero di Père - Lachaise
 
" Certi ricordi sono come amici di vecchia data: sanno fare pace".
 
 
(Marcel Proust )
 
 
 
 
      A UN AMICO PERDUTO
 
       E' stato un bene non rivederci.
     Come Eurialo e Niso
      non crederesti quanto
  l'essere inseparabili
ci rese vulnerabili.
 
Un giorno ci riunirà
- estranea stagione finale -
    il male d'aver vissuto.    
 
 
 
    Francesco De Napoli

 



domenica 15 aprile 2018

SOGNI ANTICHI E MODERNI 5



(...) La rappresentazione greca del sogno, anche quella dei tempi
      più tardi, è molto più vasta, libera, mobile e polimorfa di quella
      degli psicologi moderni. Sia Freud che Jung hanno consumato,
      sebbene in modi diversi e opposti, un'immensa quantità di
      inconscio: ma alla fine questo inconscio è stato trasformato,
      razionalizzato, spesso falsificato; e nei loro scritti resta
      pochissimo inconscio autentico. Per fortuna la mente umana è
      stata salvata dai grandi scrittori come Proust e Kafka, che
      percorsero la strada opposta a quella di Freud e di Jung.
      Tutte le profondità della terra, le città sotterranee, le caverne
      incalcolabili, tutto il regno dell'ombra deve essere portato
    - Proust lo ripete mille volte - " alla piena luce". Quando era
      giovane aveva scritto:" Se il poeta percorre la notte, che sia
      come l'angelo delle tenebre, portandovi la luce" ( M. Proust,
     " Contre l'obscurité " , n.d.r. ). Ma qualsiasi illuminazione dell'
      inconscio - Proust lo sa egualmente bene, è estremamente
      rischiosa perché l'intelligenza può cancellare e disseccare l'
      ombra, che dà profondità e vastità alla letteratura e all'
      esistenza. Quando viene alla luce, l'ombra deve riconoscere la
      sua vita, il suo abisso, il suo velluto, il suo setoso geranio.
      In un brano espunto dalla Recherche, Proust espone il proprio
      programma: era necessario che le parti inconsce dell' Io
      conoscessero direttamente se stesse senza passare attraverso la
      coscienza, diventando riflettenti " come ha fatto la nostra carne
      sotto la fronte, là dove si è trasformata in occhio".


                    Pietro  Citati   da     Sogni antichi e moderni
     

venerdì 9 febbraio 2018

MARCEL PROUST

 
 

                 " Lasciamo le donne belle agli uomini senza immaginazione " ( M. Proust )


Certo, come un tempo avevo detto al Albertine:
" Non vi amo" perché lei mi amasse;

"Dimentico quando non vedo" perché mi vedesse molto spesso;

" Ho deciso di lasciarvi" per prevenire qualsiasi idea di separazione;

così adesso era perché volevo assolutamente il suo ritorno che le dicevo:
" Addio per sempre";

perché volevo rivederla che le dicevo:" Riterrei pericoloso vedervi";

perché vivere separato da lei mi sembrava peggio che la morte che le scrivevo:
" Avete avuto ragione: insieme saremmo stati infelici "


             Marcel  Proust    da        Poesie