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domenica 1 gennaio 2023

GLI SPECCHI DELLA LUNA 1

 

Per un Buon Anno in poesia...

 

 

 

 Qualcosa che trema nel cuore,

profondo e solo,

non udito, non creduto,

mi fa vecchia

di secoli.


                    Maria  Gloria  Sears


 

CANTO

 

Noi siamo l'ombra del calore del giorno,

i fiori senza radici nell'aria, la freschezza: noi siamo l'acqua

che giace sulle foglie prima che la Morte, nostro Sole,

e il suo immenso calore ci abbia bevuti... Figlia di Bellezza,

il cuore della rosa e noi siamo una cosa.

Noi siamo i figli dell'estate, il  respiro della sera, i giorni

quando tutto può essere sperato - noi siamo il sorriso

senza ritorno di colui che s'è perduto, scorto attraverso le

foglie dell'estate -.

E quel sole scherniamo e la sua ingannevole luce.

 

                           ( Edith Sitwell )

 

 

                                            ***

 

IL GOLFO

 

Un golfo di silenzio ormai ci separa :

io su una sponda e tu all'opposta vivi,

non ti vedo né ti odo e a stento so che ci sei.

Col tuo nome antico ti chiamo ognora

e l'eco di me pretendo sia la tua voce.

 A varcarlo forse c'è modo? Mai con la parola

o il senso. Così di pianto lo potremmo colmare.

Ma ora voglio frantumarlo con un'altra risata.


                     ( Katherine Mansfield )



                                              ***


SAGGEZZA


Ciò che dico lo so bene:

ne ho abbastanza dell'amore.

La sua via, fitta di pene,

è la strada del dolore.


Questo so e sapevo già.

Lo ripeto alla mia età :

sbarra l'uscio, chiudi il cuore,

l'inferno gronda lacrime d'amore.


Soffri pure, piangi e smania:

mi diverte la tua insania.

Io sto, saggia, qui da sola,

col mio libro e la mia lana.


Guarda! Un uomo è alla tua porta,

alto e bello, già da un po'.

 Cosa diavolo m'importa

ciò che dico e ciò che so?


                             ( Dorothy Parker )



                                              ***


QUALE ERO


A mano a mano quale ero ritorno:

una che va vestita come capita,

contenta del poco, di rari

amici scontrosi,

una dispari

felice di bere alla brocca

della sua solitudine.

 

                                  *

 

EPITAFFIO

 

Ho posato sopra una pietra

il mio corpo geometrico e allegro

di grillo, tra arroganti

granturchi e girasoli.

Sono in pace

con la stagione

e non mi aspetto nulla.

 

                           (  Daria  Menicanti )

 

 

                                               

            Gli specchi della luna ( poesia femminile del Novecento ) a cura di Silvio Raffo


                                             

 ...

domenica 9 giugno 2019

DOROTHY PARKER

 
 

                                                                             Dorothy Parker


L' ACCONDISCENDENZA VERSO IL DOLORE

(…) Il Valzer uscì sul " New Yorker" il 2 Settembre 1933, quando
      Dorothy Parker aveva quarant' anni. E a proposito dei
      quarant'anni, Dorothy ha scritto anche una prosa intitolata
     La mezza età, ovvero il periodo blu che si conclude così: " Oh
     vieni, mezza età, vieni, vieni! Vienimi accanto, porgimi la tua
     mano, fatti guardare negli occhi… Oh...dunque è questo il tuo
     vero aspetto? Che Dio mi aiuti… aiuto! ".
     Giornalista, poetessa, scrittrice, sceneggiatrice, critica teatrale,
     sperperatrice di vita e di talento, signora mondana temuta e
     adorata per i giudizi taglienti, per il sarcasmo, per la forza
     spietata delle sue osservazioni. Ha raccontato la solitudine, la
     vanità, la gelosia, le pene d'amore, l'attesa di una telefonata
     che non arriva, l'alcool, la guerra tra uomini e donne e il vuoto
     di certe giornate a New York. E' il modello di tutte le scrittrici
     che, dopo di lei, hanno usato l'ironia e il senso dell' humor nell'
     osservare la verità della vita quotidiana.
   " Che altro si può dire quando un uomo ti invita a ballare?
     Ci mancherebbe altro, dovrai passare sul mio cadavere?
     Oh, grazie infinite, ne sarei estasiata, ma ho le doglie…
     Sarà un vero piacere".
   Sarà un vero piacere farmi levare le tonsille;sarà un vero piacere
   ritrovarmi su una nave in fiamme nel cuore della notte ": vale
   per tutti,vale per sempre,vale non soltanto per i balli indesiderati,
   parte da un valzer e arriva all'accondiscendenza verso il dolore.
   Dorothy Parker ha detestato l'etichetta di umorista, e infatti non
   lo è mai stata." Non voglio essere classificata come una scrittrice
   umoristica: mi fa sentire colpevole ".
   Si è sentita colpevole per tutta la vita: per non aver fatto
   abbastanza. Per non essere diventata, nella sua idea di scrittura,
   Ernest Hemingway o Francis Scott Fitzgerald; per aver sprecato
   il tempo e la salute mentale a Hollywood ( " a ucciderci non sono
   le tragedie, sono i casini " ), e per essersi lasciata consumare
   dalla vita mentre se ne nutriva per raccontare gli esseri umani.
   Nel 1956, lei si sentiva perduta, preparava il suo epitaffio:
  " Scusate la polvere "; viveva in un albergo a New York con un
   barboncino, beveva troppo. Ma aveva già scritto tanto, e nel suo
   continuo costruire e demolire, ha creato un modo diverso di
   guardare il mondo, e di averne pietà.
  
   INVENTARIO

   Quattro cose conosco molto bene:
   ozio, dolore, un amico e un nemico.

   Di quattro cose avrei poi fatto senza:
   amore, curiosità, lentiggini e dubbio.

   Tre cose non potranno essere mai mie:
   soddisfazione, invidia e champagne a sufficienza.

   Tre cose avrò finchè rimango in vita:
   riso, speranza e un pugno nell'occhio.   (…)



                 Annalena  Benini   da     I racconti delle donne     

 
 

                                                             Il Valzer

martedì 25 luglio 2017

SINTOMI

 
 


                                                      Sto per innamorarmi un'altra volta...


Non sopporto il mio stato mentale:
sono scontenta, garrula, asociale.
Odio i miei piedi, odio le mie mani,
non mi interessano lidi lontani.
Temo il mattino, la luce del giorno;
odio - la notte - al letto far ritorno.
Maledico chi agisce onestamente,
non tollero lo scherzo più innocente.
Non mi appagano un quadro, una lettura:
per me il mondo è soltanto spazzatura.
Sono cinica, vuota, scombinata.
Non so come non mi abbiano arrestata
per quel che penso. I vecchi sogni andati,
l'anima a pezzi, i sensi torturati.
Non mi è chiaro nemmeno come sto,
ma certo non mi piaccio neanche un po'.
E litigo, cavillo, gemendo di paura:
penso alla morte, alla mia sepoltura.
L'idea di un uomo mi lascia sconvolta...
Sto per innamorarmi un'altra volta.


     Dorothy  Parker   da        Rivista poesia